Lo sportello per genitori e figli

È aperto tutti i martedì, dalle 10 alle 12, al piano terra della sede della Comunità Territoriale della Val di Fiemme a Cavalese, Info Famiglie, lo sportello per genitori e figli, dove trovare le informazioni, i contatti, i bandi e le proposte a tema famiglia. Il progetto è seguito dalla cooperativa sociale Progetto 92, in collaborazione con la Comunità di Valle, che mette a disposizione gratuitamente un locale, condiviso con il Piano Giovani di Zona e lo sportello per i disturbi alimentari. Info Famiglie è stato inserito tra le azioni del programma di lavoro 2017 del Distretto Famiglia della Valle di Fiemme, di cui l’ente è capofila. “Credo che lo sportello sia un importante servizio alla comunità: ci permette di mappare le numerose iniziative e proposte a tema family presenti sul territorio e di darne comunicazione, indirizzando gli interessati verso enti, cooperative e associazioni. È possibile mettersi in contatto con la referente del progetto Rosella Comai via e-mail (infofamiglie@progetto92.net) o telefonicamente (347.8456525 oppure 0462.241351 nei giorni e orari di apertura).

 

 

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Una vampira spicca il volo da Carano

Passando con disinvoltura da thriller psicologico al genere fantasy è riuscita a incorniciare il suo sogno: pubblicare i suoi libri. Ilaria Bonelli è una ventiquattrenne talentuosa di Carano che è stata capace di emergere nel difficile e concorrenziale pianeta della scrittura. A prima vista, subito si riconosce la sua personalità gotica, unita alla vitalità effervescente di chi ha visto da poco realizzarsi uno dei sogni più grandi.

“Ho iniziato a scrivere a quattordici anni, appena iniziate le scuole superiori. Il mio primo racconto è stato un fantasy, il quale si è rivelato essere solo l’inizio di una lunga serie che conta ventisette libri – racconta Ilaria -. Questa serie però non l’ha mai letta nessuno, e mai lo permetterò. La sento solo mia e ne sono molto gelosa”.

Dopo aver scritto altri fantasy, alcuni anni fa ha deciso di provare a cambiare genere, realizzando un thriller psicologico. Con questo romanzo si è inscritta a un concorso organizzato da Book Tribu, una casa editrice che ha una community online dove chiunque può sia partecipare ai concorsi, sia votare in modo interattivo. “Ho trovato questo concorso su Facebook – dice -. Invitava a mandare un capitolo a scelta del proprio libro, così ho deciso di inviare il primo. Di tutti quelli ricevuti, la casa editrice ne ha scelto una settantina da far votare alla community. Successivamente, i primi quindici (il mio era undicesimo) sono stati fatti leggere a una giuria, formata da scrittori, giornalisti e grandi lettori. Di questi ne hanno premiati tre, uno dei quali era il mio”.

Così Ilaria ha incontrato a Bologna i due editori e, dopo un lungo lavoro di rielaborazione e rifinitura, il libro Obsession è andato in stampa: nasce. “A fine novembre ho organizzato una serata di presentazione del libro a Carano – racconta la neopremiata scrittrice -. Ora il libro è disponibile in alcune librerie della valle oltre che online”.

Obsession è stato il primo ma non l’ultimo libro di Ilaria. Pochi giorni dopo la casa editrice Lettere Animate, che usa come canali di vendita solo i negozi de La Feltrinelli e Mondadori, ha pubblicato un suo fantasy, Arlene, che racconta la storia di una vampira. “A metà febbraio ho dedicato un’altra serata alla presentazione questo libro, per farlo conoscere in zona – racconta -. A differenza del primo, ho preferito firmarlo con lo pseudonimo Erin Winter. Non c’è un vero e propria ragione, semplicemente mi piace questo nome”, conclude sorridendo. Sembra anche un modo per separare i due generi: un nome vero per scrivere storie realistiche, un nome di fantasia per raccontare storie fantastiche.

Cosa muove la fertile penna di Ilaria? “Ho iniziato a scrivere perché avevo queste mille idee che mi frullavano in testa – spiega l’autrice -, mi immedesimavo in personaggi che non esistevano, mi sentivo come loro, così ho iniziato a raccontare le loro storie. C’è chi dipinge, chi suona… io scrivo. È un modo per rivelare la mia personalità anche in queste valli, ancora un po’ chiuse e diffidenti”.

Emily Molinari

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La Marcialonga Cycling regala tre giorni in bicicletta

La prossima Marcialonga Cycling Craft, dal 2 al 4 giugno, sarà un evento a tutto tondo che concederà agli appassionati di ciclismo tre giorni indimenticabili fra le splendide Valli di Fiemme e Fassa (TN) e l’organizzazione targata Marcialonga, unica nel suo genere ed al servizio dell’atleta. Per questo l’undicesima edizione della manifestazione proporrà non uno, ma ben tre giorni entusiasmanti tutti da vivere in sella a una due ruote, dedicati ai competitors più accaniti, ai bimbi, alle squadre e a chi volesse mettersi alla prova con una sfida inedita ed avvincente.

Il comitato organizzatore della Marcialonga si mette al servizio dello sportivo e delle associazioni ciclistiche per rendere ogni secondo della loro partecipazione all’evento un momento da non scordare e da portarsi nel cuore. In quest’edizione i team saranno più avvantaggiati che mai, essi infatti avranno a disposizione un’iscrizione gratuita ogni 10 concorrenti (9+1), con la possibilità di ritirare i pacchi gara congiuntamente, facilitando così la logistica e la distribuzione alla squadra.

Una volta svolte le “pratiche burocratiche” necessarie, le squadre potranno sfogarsi e competere tutte assieme per il successo finale, merito del contest “Una squadra vincente”, realizzato ad hoc per i gruppi di atleti da 5 a 7 concorrenti, tra i quali almeno una donna, tutti iscritti regolarmente alla 11.a Marcialonga Cycling Craft. Almeno un corridore dovrà cimentarsi sul percorso granfondo, almeno uno sul tracciato mediofondo, ed almeno una donna mettersi alla prova sull’itinerario mediofondo. La prima squadra si potrà così aggiudicare una “Iscrizione gratuita e partenza in prima griglia per ogni componente alla 12.a edizione”, la seconda classificata una “Iscrizione gratuita e avanzamento in griglia per ogni componente”, mentre la terza squadra classificata otterrà un “avanzamento in griglia per ogni componente”. Per partecipare sarà sufficiente compilare il modulo ed inviarlo via mail all’indirizzo info@marcialonga.it o via fax allo 0462.501120 entro e non oltre martedì 30 maggio.

E non è finita qui, perché ai più arditi è affidata “l’esecuzione” della nuova prova a scatto fisso di venerdì 2 giugno con inizio qualifiche alle ore 17, competizione che si svolgerà su di un tracciato breve ma assai tecnico di 1.000 metri da percorrere più volte fra i vicoletti caratteristici di Predazzo, teatro di partenza ed arrivo dei percorsi di 135 ed 80 km della Marcialonga Cycling Craft di domenica 4 giugno.

All’appello mancano solamente i bimbi, e quest’ultimi si potranno divertire in sella alla Minicycling, gara promozionale in MTB dedicata ai giovani ciclisti fino a 16 anni e parte del Circuito Minibike di Fiemme e Fassa, che si svolgerà lungo una gimkana di 850 metri per le vie del centro storico il sabato precedente la Cycling Craft, cosicché genitori e parenti si possano godere le prime pedalate dei propri figli, rilassandosi tutti assieme poi con una visita all’expo, prima di partecipare alla gara dei grandi loro dedicata.

Tante iniziative necessitano anche di un alloggio adeguato, per questo il C.O. elenca sul sito la lista delle strutture alberghiere affiliate che offrono servizi dedicati (colazione anticipata, deposito bici), chiamate ad assicurare il dovuto comfort e riposo prima di salire in sella come solo i campioni sanno fare.

Info: www.marcialonga.it e canali Facebook, Twitter, Instagram, Google+ e YouTube.

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I campionati assoluti di sci alpino all'Alpe Lusia/S. Pellegrino dal 25 al 28 marzo

Ancora una volta la FISI ha scelto la ski area Alpe Lusia/San Pellegrino, per le gare dei Campionati Italiani Assoluti di Sci Alpino: una gradita dimostrazione di stima e riconoscenza verso un comprensorio sciistico che punta molto sulla qualità delle piste sempre perfettamente innevate e apprezzate dagli sciatori di qualsiasi età e livello di preparazione.

C’è grande attesa tra gli appassionati di sci perché oltre a rappresentare un importante evento sportivo che chiama a raccolta tanti campioni, quest’anno I Campionati Italiani Assoluti di Sci Alpino saranno l’occasione per festeggiare una stagione agonistica da record che ha regalato all’Italia straordinari successi internazionali con ben 43 podi.

Da Peter Fill a Dominik Paris e Manfred Moelgg, passando per Sofia Goggia e Federica Brignone, i grandi protagonisti dello sci azzurro daranno spettacolo sulle piste dell’Alpe Lusia e del Passo San Pellegrino contendendosi i titoli di campioni assoluti nelle varie discipline.

Si comincerà nel weekend di sabato 25 e domenica 26 marzo sulla pista Mediolanum dell’Alpe Lusia, con il gigante maschile e femminile, più il recupero del gigante del Campionato italiano Giovani non disputato nelle settimane scorse a causa del maltempo. Le discipline veloci si svolgeranno invece sulle piste Nuova Cima Uomo e Le Coste al Passo San Pellegrino con il seguente programma: lunedì 27 marzo combinata alpina (supergigante e slalom) maschile e femminile, mentre martedì 28 marzo supergigante maschile e femminile. L’organizzazione è a cura dello Sci club 2000 di Mason Vicentino in collaborazione con le società impianti a fune.

Al termine della manifestazione, martedì 28 marzo verso le ore 15.00, presso lo Chalet Cima Uomo, avrà luogo la conferenza stampa di bilancio del progetto Piste Azzurre 2016-2017 che vede la Val di Fassa centro di allenamento della Nazionale di sci alpino in accordo con la Federazione Italiana Sport Invernali, nel corso della quale verranno celebrati i vincitori in Coppa del Mondo 2016/17 Federica Brignone, Peter Fill, Sofia Goggia, Manfred Moelgg e Dominik Paris, la neocampionessa del Mondo Junior di Slalom Gigante Laura Pirovano e tutti i Testimonials Val di Fassa dello sci alpino, nordico, snowboard e freestyle Chiara Costazza, Cristian Deville, Stefano Gross, Federico Liberatore, Caterina Ganz, Sebastiano Pellegrin, Caterina Carpano, Mirko Felicetti, Emil Zulian e Giovanni Battista Zulian.

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Music for Evolution, il powering/rock dei Resilienza

Resilienza è una band nata nel maggio del 2016 da tre ragazzi della Val di Fiemme:  Mauro Morandini(basso e voce principale), Mauro Tonini(batteria), Alvaro Croce(Chitarra e voce).

Il genere musicale che la band propone è il Powering\Rock, caratterizzato da testi ed arrangiamenti mirati alla divulgazione della resilienza, potenziamento personale e dell’amore. Un concetto estremamente attuale e mai come ora è necessario imparare dai propri errori, rialzarsi contro ogni avversità, trovare soluzioni a ogni problema e concentrare il focus sul vero scopo della propria esistenza.

Dopo i primi Live estivi e i primi consensi da parte del pubblico, nel novembre del 2016  hanno registrato a Verona il loro primo disco in presa diretta su nastro di 9 pezzi. Il disco si intitola Get-up! Il titolo dell’album intende chiamare all’azione. Infatti l’opera, rappresenta un percorso che porta l’ascoltatore ad un esperienza di presa di coscienza e potenziamento personale.

L’album è uscito il 4 febbraio 2017 ed è possibile scaricarlo dal sito della band www.resilienzaband.com nella sezione appositamente dedicata e disponibile su tutte le piattaforme digitali quali spotify, Itunes, deezer, ecc.. La musica sarà scaricabile gratuitamente dal nostro sito. I Resilienza hanno deciso di rendere il download gratuito per fare in modo che la loro musica possa raggiungere tutti quelli che lo desiderano senza alcun tipo di limitazione.

Il primo gennaio 2017 il singolo “Pray for me” è stato pubblicato su youtube tramite un video che riprende la band in studio di registrazione, video realizzato da Federico Modica.

La promozione di get up prevederà eventi live nella stagione estiva, un evento studiato a doc e collaborazioni con professionisti del settore.

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Nel prossimo weekend a Passo San Pellegrino i Campionati Italiani di sci per atleti paralimpici

Ad un anno di distanza dalla tre giorni di Coppa del Mondo di snowboard per atleti paralimpici, SportABILI, l’associazione fiemmese che dal 1997 è impegnata nell’organizzazione di attività e competizioni sportive per le persone disabili, torna in prima linea, facendosi carico di un evento di grande importanza come i Campionati Italiani di sci alpino, che si svolgeranno sulle piste di Passo San Pellegrino da venerdì 24 a domenica 26 marzo. Le specialità sono quelle dello slalom del gigante e del superG, nelle quali si distribuiranno una sessantina di atleti provenienti da Trentino, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Val d’Aosta e Toscana con diverse tipologie di disabilità. Si contenderanno i titoli italiani sciatori non vedenti e ipovedenti, con amputazioni degli arti e con paraplegia lieve, divisi nelle categorie previste dall’Ipc, la federazione internazionale.

Da anni la FISIP presieduta da Tiziana Nasi, la Federazione Sportiva Paralimpica alla quale il Comitato Italiano Paralimpico ha demandato la gestione delle attività, ha trovato in SportABILI un riferimento importante sia in campo organizzativo sia sul piano agonistico, avendo contribuito a costruire atleti di livello mondiale, che difendono i colori dell’associazione fiemmese, come Alessandro Daldoss e il giovane Giacomo Bertagnolli, con la sua guida e compagno di scuola Fabrizio Casal. Un successo che non sarebbe stato possibile senza l’apporto della Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo, dell’Apt della Valle di Fiemme e delle amministrazioni locali.

Le gare si svolgeranno sulle piste del Passo San Pellergino, nel comprensorio sciistico dell’Alpe Lusia – San Pellegrino, Falcade, Moena, che si è messo a disposizione di SportABILI insieme all’Apt della Val di Fassa. Venerdì 24, a partire dalle ore 8,30, toccherà al super G, sabato 25 allo slalom, prima manche alle 9,30, seconda alle 11,30, domenica 26 allo slalom gigante, prima manche alle 9, seconda alle 11. Le premiazioni avranno luogo sulle piste dopo il termine delle competizioni.

Fra i 15 non vedenti in gara vi saranno Giacomo Bertagnolli (B3) con la guida Fabrizio Casal, Nicolas Marzolino (B1) con la guida Alice Blanck, Paolo Fulli (B2) con la guida Massimo Zangrando, Lorenzo Bernard (B2) con la guida Ylenia Sabidussi. In campo femminile troviamo Flavia Rosso (B3) con la guida Luca Bertagnolli e Martina Vozza Martina (B3) con la guida Tommaso Pilat.

Fra i 22 atleti che sciano in piedi saranno al via Cristian Lanthaler (Lw 2), Ugo Bregant (Lw 2), Jacopo Garrone (Lw 2), Simone Salucci (Lw 2), Andrea Valenti (Lw 9-2), Isabella Timpu e Melania Corradini. Fra quelli che competono seduti sul monosci troviamo Michael Stampfer (Lw 10-2), Sandro Emanuelli (Lw12-1), Francesco Cosenza (Lw 12), Federico Gigliotto (Lw 12), Alessio Signorini (Lw 12-1), Italo Pisetta (Lw 12-1), René De Silvestro (Lw 12-1), Aldo Baudino (Lw 11), Marco Boffa (Lw 11). In campo femminile Silvia Di Stefano (Lw 11) e Francesca Stanquellini (Lw 11).

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Attenzione ai falsi addetti che propongono visite mediche

In questi giorni sono giunte diverse segnalazioni da parte di cittadini per avvertire che alcune persone, spacciandosi per operatori dell’Apss, si presentano al domicilio di persone disabili con la motivazione di effettuare visite medico-legali per l’invalidità e cercano di introdursi nelle case.

 Si segnala che tale comportamento non rientra nelle modalità operative del personale dell’Apss che di regola concorda con la famiglia l’appuntamento per la visita domiciliare e che esibisce il documento di identificativo.

Si invita pertanto la cittadinanza a informare le forze dell’ordine nel caso vengano contattati da sedicenti incaricati dell’azienda sanitaria.

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Continuo a correre ma per mio figlio

Se Claudia Morandini si è sempre ritrovata dalla parte dell’intervistatrice, questa volta è lei a rispondere alle nostre domande. E lo fa da Monaco dove vive da due anni con il compagno Matteo e il figlio Giovanni. Dopo tanto correre fra piste da sci e studi televisivi, ora si sta dedicando alla famiglia, non senza sentire un po’ di nostalgia per la sua Val di Fiemme.

Questo è un momento magico per tracciare un primo bilancio di vita e per immaginare un nuovo futuro, visto che ha solo 36 anni. Lei ha vissuto due carriere differenti. Specialista di slalom speciale e slalom gigante, per dieci anni è stata una sciatrice della Nazionale italiana (1998- 2008) ma ha anche gareggiato con le Fiamme Gialle. Quindi, è stata conduttrice e commentatrice televisiva di trasmissioni sportive.

Ha vissuto a Ziano di Fiemme fino a 30 anni, poi, per qualche periodo a Roma, Milano, Los Angeles e in California. Ora ha rallentato i ritmi lavorativi per godersi in pieno l’amore per il suo piccolo e il suo compagno. Ma lascia presagire che presto tornerà in pista con nuovi progetti.

Quando e come si è avvicinata allo sci?

“Mi sono avvicinata allo sci già da bambina, grazie alla passione trasmessa da mio padre che aveva fatto dello sci anche la sua professione. Crescere in valle, inoltre, significa avere un continuo invito ad avvicinarsi alle piste e a mettere gli sci ai piedi”.

Come è avvenuto il salto al mondo televisivo?

“Quando ho lasciato lo sci agonistico, ho dovuto pensare a cosa avrei voluto fare ‘da grande’. Avevo la necessità di reinventarmi. Dai 25 ai 32 anni ho raccontato lo sport, mi piaceva dare valore ai personaggi sportivi e mi sentivo portata a questa professione. Tutto è cominciato con Eurosport fino ad arrivare a commentare i Giochi Olimpici su Cielo, un’esperienza che considero, finora, l’apice della mia carriera”.

È più difficile diventare una campionessa di sci o una conduttrice televisiva?

“Sono consapevole di essere stata un’ottima sciatrice, ma ciò non ha fatto di me una campionessa, non sono mai riuscita a superare i miei limiti e a compiere quel passo decisivo, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto mentale. Oltre a ciò, alcuni problemi fisici mi hanno imposto di fermarmi anzitempo. A volte rimpiango di non aver continuato, per vedere fino a che livello sarei potuta arrivare”.

Trova delle analogie tra queste due sue passioni?

“Sì, la pressione e le aspettative che si creano sono molto simili. Dallo sci ho sicuramente imparato a concentrarmi e a lavorare duramente per raggiungere i miei obiettivi. Nessuna delle due si è rivelata essere un’impresa facile”.

E ora?

“Vivo a Monaco con la mia famiglia. È stata una scelta di cuore, anche se ho rinunciato in parte al mio lavoro. Al momento sto valutando alcune nuove proposte. Anche se la mia priorità ora è la famiglia, non rinuncerei mai a lavorare. Avere degli obiettivi personali mi permette di essere una donna più serena e solare”.

Come gestisce il lavoro ora che è mamma?

“Mio figlio e l’amore per la famiglia danno un senso a tutta la mia vita. Ecco dove trovo le energie per continuare ventiquattro ore al giorno”.

Da quando c’è anche suo figlio dedica meno tempo allo sport? 

“Stare dietro a un bimbo di due anni è classificabile come sport… È quasi più faticoso che correre il Tour de France. Ciò, però, non scalfisce la mia vecchia passione e la voglia di tornare sulle piste. Sono stata addirittura convinta a fare sci di fondo da alcuni amici della Marcialonga. Di certo non rinuncio a prendermi qualche attimo per ossigenare la mente in bicicletta. Lo sport mi aiuta a creare”.

A quali sport non ha rinunciato con la carriera televisiva?

“Non ho rinunciato a nulla, ho gestito il tempo in maniera differente e, di conseguenza, anche lo sport. Fare attività fisica non è stato il focus della mia vita, ma del mio cervello. Mi ha aiutata a creare scalette per le mie puntate, domande da porgere e nuovi format televisivi”.

Le mancano le sue montagne e l’ambiente di casa?

“Mi mancano molto i miei monti, la mia aria, i miei boschi. La Val di Fiemme è, e sempre rimarrà, nel mio cuore. Torno a casa 3 o 4 volte l’anno. Ogni volta che entro in Valle con Matteo canto l’inno Trentino e mi commuovo al ritornello: o gemma dell’alpe o amato Trentino”.

Quali progetti ha per il futuro?

“Sto portando avanti nuovi e stimolanti progetti professionali che pian piano stanno prendendo forma. Mi sono accorta che ho ancora tanto da dare nel settore televisivo. A livello personale mi auguro di continuare ad essere una luce per la mia famiglia, a diffondere serenità e a offrire il giusto appoggio a tutti e due. Poi, chissà, magari la famiglia si allargherà e mi ritroverò a correre ancora di più, ma nelle mie vene scorre sangue ‘fiammazzo’. Siamo proprio tosti dalle nostre parti”.

Chiara Facchini

 

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Stiamo molto attenti alla pianta urticante. Si trova sia in Fiemme che in Fassa. Segnalate la sua presenza alle Stazioni Forestali delle nostre Valli.

Nel brano musicale dal titolo “The returns of Giant Hogweed” contenuto nell’album “Nursery crime” del 1971, i Genesis raccontano, in maniera surreale e con scenari quasi apocalittici, di una pianta erbacea, introdotta in Inghilterra da esploratori vittoriani, che si propaga a dismisura, tramando vendetta contro la razza umana colpevole di averla barbaramente strappata dalla sua terra di origine per portarla in tutta Europa. Si tratta dell’Heracleum mantegazzianum, pianta dagli effetti urticanti sull’uomo la cui diffusione in Europa costituisce un pericolo per la salute umana.

La specie è perenne, appartenente alla famiglia delle Apiaceae (o Umbrelliferae). Presenta fusti vigorosi cavi, spesso macchiati di rosso, del diametro di 5-10 cm, che raggiungono grandi dimensioni (fino a 5 m di altezza).

La pianta può vivere molti anni (anche 12 in determinate condizioni). La radice a fittone può raggiungere 60 cm di lunghezza e consente alla pianta di crescere rapidamente. Le foglie son grandi alcune decine di cm, si presentano profondamente incise, a 3 o 5 segmenti, con margine dentellato, di colore verde chiaro brillante, talvolta tendenti al giallo.

Le infiorescenze sono organizzate in strutture ombrelliformi a 50-150 raggi, di colore bianco, che raggiungono fino a 50 cm di diametro.

Oltre ai problemi ecologici H. mantegazzianum rappresenta un serio pericolo per la salute umana. La sua linfa contiene infatti diverse furanocumarine, molecole fototosensibili che a contatto con la pelle e in combinazione con le radiazioni ultraviolette (esposizione al sole)  provocano reazioni  epidermiche.

La reazione fototossica può essere attivata dalle radiazioni ultraviolette solo 15’ dopo il contatto, con un picco di sensibilità che può essere raggiunto tra i 30’ e le 2 ore.

Le fotodermatiti causate dal contatto con la linfa si presentano sottoforma di arrossamenti cutanei, vesciche e bolle (anche se la reazione sulla pelle varia a seconda della sensibilità individuale), mentre il contatto con gli occhi può causare cecità temporanea o permanente. Approssimativamente una settimana dopo il contatto, nell’area interessata avviene una iperpigmentazione, che può perdurare anche per alcuni mesi, mentre la pelle colpita può rimanere sensibile ai raggi ultravioletti per anni.  La pianta mantiene la capacità fototossica per diverse ore anche dopo il taglio

È importante che le piante non vengano toccate a mani nude, o che comunque non vengano a contatto con la pelle e gli occhi. Le persone più a rischio sono coloro che possano venire in contatto con la pianta per lavoro, come giardinieri e agricoltori, e i bambini. In tal caso è necessario lavare abbondantemente la parte interessata con acqua, sottrarla alla luce solare per almeno 48 ore, e contattare immediatamente il medico.

In valle di Fiemme e Fassa sono già stati rilevati alcuni popolamenti di queste piante. Una zona di insediamento è situata lungo il rio Val dei Piani in un’area con presenza di acqua, visibile dal ponte sulla strada tra Cavalese e Tesero. 

Altre piante sono state individuate a lato della stessa strada in Val di Piera, e sono visibili sia dal ponte che dal parcheggio della zona industriale adiacente.

Una popolazione abbastanza estesa è situata tra Bellamonte e Paneveggio, alla base della rampa stradale, in loc. La Pozza. La specie è stata segnalata anche nella parte alta del centro abitato di Bellamonte, in un prato adiacente le abitazioni,  in posizione isolata. In val di Fassa a Campitello è stata accertata la presenza di un esemplare di notevoli dimensioni, già eradicato, nell’aiuola di un albergo e di alcune giovani piante in un prato di pertinenza di un’abitazione  nel centro del paese.

Da parte sua l’Ufficio Distrettuale Forestale di Cavalese sta tenendo sotto controllo la situazione ed è già intervenuto, laddove la zona è accessibile, per eliminare queste piante di pànace, anche se bisogna aspettare la ripresa vegetativa per valutare il grado di efficacia del lavoro.  Sono comunque di grande aiuto tutte le segnalazioni (Stazione forestale di Cavalese 0462.241550, Stazione forestale di Predazzo 0462.501134, Stazione forestale di Pozza di Fassa 0462.763146, Ufficio distrettuale forestale di Cavalese 0462.241510) riguardanti la presenza, soprattutto se si tratta di zone poco visibili e lontane dal bosco.

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Una ladina a Bruxelles

Bruxelles è ormai la sua seconda casa. Sabrina Rasom, responsabile dei Servizi linguistici e culturali del Comun general de Fascia, lo scorso maggio è stata nominata vice presidente dell’Npld, il network paneuropeo che promuove le diversità linguistiche. E già il prossimo giugno trasformerà per tre giorni Soraga nella “capitale” delle minoranze linguistiche.

Saranno sessanta i delegati dell’Npld che, dal 7 al 9 giugno, arriveranno a Soraga per l’assemblea generale annuale e per il convegno su turismo e lingue di minoranza.

Questa rete paneuropea conta sia gli idiomi ufficiali (basco, frisone, galiziano ecc.), sia quelli non riconosciuti ufficialmente (bretone, corso, sami, ecc.), collaborando con l’Unione Europea.

Tra gli ospiti del meeting anche Sixto Molina, segretario esecutivo della “Carta Europea delle lingue regionali e minoritarie” (che l’Italia ha riconosciuto ma mai ratificato), i rappresentanti delle dodici minoranze linguistiche riconosciute in Italia e gli esponenti della politica trentina, ladina e friulana.

Artefice di questo straordinario convegno, che pone la Val di Fassa sul palcoscenico internazionale, è una ladina che ha conquistato un ruolo di rilievo, con impegno e arguzia.

“Nel 2012, durante un incontro su lingue di minoranza e sport – racconta Sabrina Rasom – ho conosciuto il direttore esecutivo dell’Npld che mi ha invitata, poco dopo, in Frisia ai seminari della rete. Al mio rientro ho proposto al servizio minoranze linguistiche della Provincia di Trento di entrare nell’Npld, coinvolgendo pure mocheni e cimbri”. Da allora la Provincia finanzia il progetto delle minoranze trentine con 15 mila euro l’anno. “A fronte di questa cifra, che entra nel bilancio dell’Npld, si mettono a punto progetti e congressi di formazione sul prestigio della lingua nella scuola, nello sviluppo di sistemi informatici per gli idiomi o nello sport”. Ed è proprio con “L ladin tel sport” (che coinvolge alcune associazioni come Pavei d’arjent, Fassa Falcons, ecc.) che Sabrina si è messa in luce. “Purtroppo, i fondi a disposizione in Europa stanno diminuendo e, quindi, è particolarmente importante approfittare della forza di questa rete”. Infatti, le minori disponibilità economiche non frenano il network, i cui vertici qualche mese fa hanno incontrato a Bruxelles anche Tibor Navracsics, commissario europeo per istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù. L’incontro ha dato buoni frutti. “Il commissario, che ha come priorità l’alta formazione, è interessato ai nostri progetti sulla diversità linguistica”.

La carica di vicepresidente comporta un significativo impegno per Sabrina Rason, specie in vista del convegno di giugno, sostenuto dal Comun General de Fascia.

Quartier generale del meeting sarà la Gran Ciasa di Soraga, dove l’appuntamento cruciale (aperto a tutti) sarà la mattina dell’8 giugno. “Il tema del turismo, che può trovare spunti e punti di forza dalla presenza sul territorio di minoranze linguistiche, sarà trattato sia attraverso interventi, come quello dell’assessore regionale alle minoranze linguistiche Giuseppe Detomas, sia con la presentazione di ‘buone pratiche’ avviate in Val di Fassa. Inoltre, ci sarà spazio anche per iniziative e progetti, sempre di carattere turistico, sperimentati da aziende private, illustrate dai rappresentanti di altre minoranze, come quelle gallesi e catalane”. Nel pomeriggio di giovedì gli ospiti visiteranno il Museo ladino di Fassa e avranno modo di conoscere il territorio valligiano, raggiungendo anche il punto panoramico di Passo Sella. Nelle giornate di mercoledì e venerdì, invece, i delegati dell’Npld saranno impegnati nei lavori (a porte chiuse) dell’assemblea generale.

“C’è molto interesse – annuncia Sabrina Rasom – da parte di Patxi Batzarrika, presidente dell’Npld, e dei vari membri sia per il nostro territorio, sia per il tema che tratteremo. La nostra valle si presta particolarmente a diventare fucina di idee e progetti turistici: tra il resto, sono personalmente impegnata nello studio di una rete di turismo nei luoghi delle minoranze, con format di tour attuabili in realtà diverse, che valorizzino popolazioni e culture locali”.

Elisa Salvi

 

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