29 sfumature di Sushi

Se oggi parliamo di sushi in Val di Fiemme è grazie a Michele Monsorno, 35 anni, che con grande passione e voglia di mettersi in gioco, ha deciso di entrare a far parte della famiglia Kyosco Sushi, una catena di ristoranti con sede a Roma. La novità rispetto ai ristoranti di sushi tradizionali è il fatto di proporre anche piatti legati alla cultura gastronomica italiana con un occhio di riguardo anche a quella giapponese. Inoltre, il menù offre una serie di insalate e panini per chi non fosse un amante di questo genere di cucina.

Come è nata l’idea di un ristorante sushi?

“Sono partito per l’Australia a fine 2014, ho iniziato a studiare inglese partendo da zero – racconta Michele Monsorno – e dopo due anni sono riuscito a ottenere le licenze necessarie per aprire due aziende. Grazie al visto per studenti ho avuto la possibilità di studiare Comunicazione nel business e Management e da quel momento ho iniziato a interessarmi alla ristorazione. Ho iniziato a frequentare ristoranti thailandesi, giapponesi e cinesi e così ho imparato a conoscere molte delle particolarità delle nazionalità presenti sul territorio australiano. In seguito, parlando con il mio direttore scolastico, abbiamo avviato un’indagine di marketing delle Valli di Fiemme e Fassa. Fino al 2017 i risultati sono stati molto deludenti, poi tra il 2017 e il 2018 la ristorazione giapponese ha iniziato a prendere potere – soprattutto grazie a Youtube – e in quell’istante abbiamo capito che il nostro momento era arrivato. Sono tornato in Italia senza dire niente a nessuno, ho lavorato come operaio per alcuni mesi per poi investire nella ristrutturazione del locale e partire con un piccolo franchising. Grazie alla collaborazione con Kyosco Sushi ho l’opportunità di dare anche il mio contributo, infatti posso godere di un certo livello di indipendenza”.

Il locale sta riscuotendo successo?

“Siamo partiti molto bene, al di sopra delle mie aspettative. Ci sono state in principio piccole lamentele, ma nulla di preoccupante: ben vengano le critiche, soprattutto se sono costruttive. La Val di Fiemme ha risposto in modo positivo e la Val di Fassa ancor meglio. Per questo motivo ho pensato che più avanti potrei aprire un altro ristorante sushi in Val di Fassa, ma si tratta ancora di un’idea da sviluppare. Avendo l’esclusiva del franchising in Trentino, dovrei in prima persona approvare l’apertura del nuovo chiosco e trasportare il sushi già rollato (arrotolato) e preparato nel mio laboratorio controllato fino alla nuova sede, pronto alla vendita. È importante chiarire che non si tratta di un ristorante, ma di un sushi shop e assomiglia di più a un take away”.

Il sushi piace solo ai giovani?

“Un giorno si è presentata una signora di circa 70 anni, quindi possiamo dire che la clientela parte da un minimo di 7 anni per arrivare a un massimo di 70. Se la gente nutre un po’ di timore nei confronti di questa novità, offro la possibilità di consumare un aperisushi: una bevanda a scelta e un piattino con 3 o 4 roll a mio piacimento – in genere quelli che vendo di più – e cerco di venire incontro a coloro che non hanno mai avuto a che fare con questo tipo di cucina. Quindi, parto dalla spiegazione delle salse fino a insegnar loro l’uso corretto delle bacchette”.

Fate anche consegne a domicilio.

“Certo, è possibile chiamare direttamente il numero del locale e ricevere il pasto comodamente a casa. In più offriamo un altro tipo di servizio: il sushi-man a domicilio. In questo caso lo chef arriva a casa del cliente con i prodotti freschi con cui preparare i piatti in diretta”.

Esistono proposte per chi soffre di intolleranze alimentari? I prodotti che utilizzate sono freschi?

“I 5/6 clienti celiaci che hanno mangiato da me non hanno sofferto di nessun disturbo. Ci tengo a precisare, però, che non posso garantire questo genere di servizio, in quanto dovrei avere a disposizione due laboratori separati. I prodotti che utilizziamo sono controllati e certificati dalla Foodex (una grande rete di fornitori, soprattutto per quanto riguarda la ristorazione giapponese). Salmone, tonno e tutti i prodotti di pescheria vengono abbattuti di temperatura, per di più la catena frigo la gestisco io. I prodotti sono pochi, ma freschi. Infatti esistono 1500 tipi di roll e noi ne produciamo 29. Ci tengo a sottolineare il fatto che nel mio locale offro anche una scelta di panini e insalate fresche, sono consapevole del fatto che non tutti amano il sushi e quindi volevo proporre un’alternativa. Nel mio chiosco potete trovare le comuni bevande italiane, ma anche quelle di origine giapponese”.

Sono molte e interessanti le idee di Michele per la prossima stagiona invernale. Ad esempio rivisitare la tipica barca che viene servita nei ristoranti giapponesi e adattarla al nostro territorio, presentando il sushi su slittini, bob e sci.

Valentina Giacomelli

 

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