Acquistare insieme

I Gruppi d’acquisto godono di ottima salute e crescono in numero e volume di beni acquisiti. “Il Germoglio” continua il suo lavoro “ponendo sempre al centro la relazione interpersonale ed il concetto di solidarietà” come ci racconta Edith Pallaver, componente del Consiglio di amministrazione del gruppo. «Se non si riesce ad andare a prendere la cassetta di frutta o lo yogurt – continua Edith – si impara a chiedere a un socio che abita nella stessa zona, evitando così uno spreco di carburante ma soprattutto costruendo un rapporto di scambio e di arricchimento reciproco, insomma trovando nuovi amici». Non è un caso quindi che Il Germoglio dia tanta importanza proprio alla costruzione di questi rapporti, favorendo occasioni di aggregazione, momenti in cui ci si può conoscere meglio e, perché no, gustare piatti prelibati preparati da cuochi provetti (tutti soci volontari) con i prodotti acquistati dai fornitori. Fornitori che stanno diventando sempre più locali, favorendo l’ormai famoso chilometro zero. «Le merci acquistate in Trentino Alto Adige costituiscono circa il 43% di tutto il fatturato del Germoglio – sottolinea Edith Pallaver – e quelle che vengono dalle valli di Fiemme e Fassa oltre il 15%». E se questo sembra un dato marginale, basti pensare che secondo uno studio della Coldiretti, se una famiglia acquistasse solo prodotti locali e di stagione, facendo attenzione agli imballaggi, potrebbe evitare di emettere fino a mille chili di anidride carbonica in un anno. Gli alimenti a filiera corta valorizzano la produzione locale e aiutano a recuperare il legame con le origini, esaltando gusti e sapori tipici, tradizioni gastronomiche e produzioni locali.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento