Allevate a terra? Non basta

È nato prima l’uovo o la gallina? Ce lo domandiamo dai tempi di Aristotele, ma oggi ci occupiamo principalmente di quelle della nostra zona. E soprattutto della loro importanza per la nostra alimentazione. Stanno crescendo le aziende presenti nelle nostre valli che garantiscono agli acquirenti la disponibilità di un prodotto locale, fra gli scaffali dei supermercati.

La scorsa estata, ad Aguai, piccola ma vivace frazione del comune di Carano, ha preso vita una nuova azienda, che ha nel suo nome tutta una garanzia: “Amici della natura”. A raccontarci di questa nuova realtà è Adriano Stroppa, che ad Aguai aveva già avuto un allevamento di struzzi. Assieme ad altri soci, lo scorso giugno ha aperto ufficialmente il suo allevamento di galline. “Siamo partiti con qualche gallina, giusto le uova per noi e qualche amico o conoscente che ce le chiedeva. Ora ne abbiamo 900”. Le normative prevedono nove galline per ogni m₂, ma Adriano e i suoi soci hanno deciso di offrire loro più spazio. “Potremmo arrivare ad allevare 1.200 galline, ma preferiamo averne qualcuna in meno. In questo modo possiamo garantire all’animale un maggior benessere e più libertà di movimento”.

Gli spazi ad Aguai, infatti, sono ampi e le galline vengono allevate all’aperto. Fin troppo spesso gli allevamenti intensivi si spacciano per luoghi in cui galline o polli possono razzolare liberi, ma non è così. L’etichetta “allevati a terra” è solo un modo per dire che le galline vivono all’interno, quindi al chiuso, per terra, nei loro immensi pollai. Ma le galline di Adriano vivono serene all’aperto, come una volta e protette dai rapaci, che spesso si avvicinano in cerca di una preda, da reti di protezione. “Qualcuno, passando lungo la pista ciclabile, è convinto che queste reti di copertura siano un sistema per evitare la fuga di galline”, scherza Adriano, proprio come nel famoso film d’animazione “Galline in fuga”. L’uovo “Fiemmino” di Aguai, è quindi un prodotto d’eccellenza, che da qualche tempo possiamo trovare anche sugli scaffali di alcuni negozi della Valle come alla Coop, presso le macellerie Dagostin, Bizzotto e Dellantonio, alla Casa del formaggio, ma anche a Trento. L’allevamento all’aperto impedisce quella che potremmo definire una standardizzazione delle uova. Il cambio di temperatura e la variazione della luce, data appunto dalla libertà delle galline, fa sì che le uova siano tutte uniche, di vari calibri e diverso aspetto.

Alcuni chef della zona hanno scelto Fiemmino e ne hanno riscontrato caratteristiche di superiorità rispetto ad altre, lo si può vedere dalla robustezza del guscio e dall’integrità del tuorlo, ad esempio. Anche l’alimentazione influisce sul prodotto finale, uova tutte uguali e di grandi dimensioni, spesso nascondono l’utilizzo di proteine animali all’interno dei mangimi. “Noi abbiamo scelto mangimi più naturali e la possibilità di razzolare nel prato integra al meglio il nutrimento dell’animale, anche se influisce leggermente sul prezzo finale del prodotto. Preferiamo così, una gallina sana che sta bene ed è libera produce uova di maggiore qualità, è a questo che puntiamo”. E con l’arrivo dell’inverno?! “Una volta si diceva che le galline non potevano stare all’aperto perché il riflesso della luce del sole sulla neve le poteva accecare. Si tratta naturalmente di una leggenda. Le galline possono uscire anche in inverno”, precisa Adriano. Sono, inoltre, severissimi i controlli sulla salmonellosi, controlli che non sono dedicati solo alle uova ma anche all’ambiente in cui le galline vivono, alcuni programmati, altri a sorpresa. “È giusto che sia così”, sottolinea l’allevatore. Se vi capita di passare lungo la pista ciclabile di Aguai vedrete galline libere e potrete, perché no, chiedere ad Adriano qualche uova da portare a casa, per assaporare il più vero ed autentico km zero.

 

C’È CHI AMA LE UOVA COLORATE

Sempre più spesso si trovano qualità di uova differenti che provengono da galline di razze particolari o sconosciute. Siamo abituati a trovare sugli scaffali uova generalmente di colore rosato e raramente bianco. Ma ci sono specie di galline che possiamo definire rare, in quanto restano lontane dal giro commerciale del largo consumo. Claudia Nones di Valfloriana, aveva alcune galline che depongono uova di colore verde. “Aveva”, purtroppo, in quanto pochi giorni fa una volpe ha fatto visita al suo pollaio, facendo una vera strage. “Avevo chiesto a mio marito di comprare queste galline particolari, molto belle, in grado di fare uova verdi. Ero davvero affezionata a loro. Di certo non mi faccio scoraggiare, sono cose che succedono. Avere le galline mi ricorda la mia infanzia, quando le avevano tutti. In più c’è anche il vantaggio di poter dar loro gli avanzi di casa ed avere in cambio uova fresche ogni giorno. È una vera passione quella di allevarne qualcuna, è impegnativa ma dà grandi soddisfazioni”. Le galline che aveva di Claudia sono un ibrido tra Araucana e Marans e si chiamano Olive Egger, producono dalle 180 alle 200 uova all’anno ed hanno un colore verde tenue. Ma non sono le sole a produrre uova dai colori insoliti.

Vincenzo Dallabona, di San Lugano, un vero appassionato, ne ha proprio di tutti i tipi. Come le Morosetta che al posto della cresta hanno un simpatico ciuffo sulla testa. Le loro uova sono piccole, di colore bianco o rosa e hanno un’alta percentuale di vitamina D. E poi ci sono le Cocincine nane, simili alle galline normali, ma con le piume che circondano, come una calza, le zampe. E poi ancora le Marans, ovaiole dalle uova marrone scuro, Padovane, Polverane e le Grünleger che producono uova di colore verde-azzurrino. Secondo alcuni studi queste uova colorate contengono pochissimo colesterolo, ma (ahi noi) non sembra essere così. La comunità scientifica, infatti, descrive tutte le uova ricche di colesterolo, ma povere di grassi saturi, con quelli buoni che prevalgono sui cattivi. Quindi, se non si hanno livelli di colesterolo particolarmente alti, l’uovo può essere consumato due o tre volte a settimana, benché esistano diete e regimi alimentari che ne consigliano un consumo anche di uno al giorno.

Meno digeribile è nella versione frittata, più sane le ricette di uova alla coque, in camicia e sode. Non vanno demonizzate le versioni più gustose, come al tegamino, ma è fondamentale non esagerare con il burro: si può sostituire con il più sano olio extravergine di oliva.

Insomma, anche le nostre valli offrono una vasta scelta in fatto di uova e galline. Ma la domanda resta sempre, è nato prima l’uovo verde, rosa, bianco, o la gallina?

Sara Bonelli

 

 

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