Artigianato, lieve ripresa

Negli ultimi numeri dell’Avisio abbiamo analizzato gli ottimi risultati sul mercato italiano ed estero delle industrie locali, sottolineando una ripresa economica nel settore della produzione.

Questa volta la nostra attenzione si focalizza sull’artigianato e l’andamento di questo importante ramo della società valligiana. Giovanni Dellagiacoma, presidente dell’Associazione Artigiani di Fiemme, guarda con positività al futuro del settore. “Il recupero c’è, pur essendo ancora lieve – spiega -. Siamo però consapevoli che i livelli raggiunti prima della crisi economica che ha colpito il nostro Paese non sono ancora alla nostra portata”. Dati alla mano, il settore dell’artigianato nella comunità della Val di Fiemme conta 722 imprese, regolarmente iscritte all’albo provinciale delle Imprese Artigiane, per un totale di 1.926 addetti, tra titolari, soci e collaboratori, occupati in questo campo.

La crisi economica, che ha colpito tutta la società su vari fronti, non ha risparmiato, in questi anni, nemmeno gli artigiani; dalla fine del 2014 si conta infatti un saldo negativo che ha coinvolto 30 imprese. E un conseguente calo degli addetti di 49 unità, ovvero un 2,4 %. Pur essendo un dato negativo, le perdite del settore artigiano valligiano sono decisamente inferiori alla media provinciale sul triennio 2014-16, che conta perdite per un 4,2 %.

Di aiuto per il settore sono stati di certo gli incentivi provinciali che hanno dato coraggio alle imprese locali, inoltre, come dice Dellagiacoma, la ripresa ha dato via al recupero del mercato immobiliare e le ultime stagioni turistiche, dai risultati più che buoni, hanno riavviato il volano economico.

La federazione più rappresentata in ambito locale è quella dell’edilizia che conta il 32 % delle imprese totali. Considerando anche il campo degli impianti, la filiera delle costruzioni rappresenta complessivamente il 46% delle imprese artigiane, sul nostro territorio. Si registra, inoltre una presenza molto elevata di imprese del settore legname, rispetto al dato medio provinciale, 20% contro un 12% sul dato provinciale. Grande rilevanza anche nel settore dell’impiantistica, cresciuta negli ultimi anni specialmente per fornire una risposta concreta ed efficace alla necessità di manutenzione del grande patrimonio immobiliare turistico delle Valli di Fiemme e Fassa. Il ramo meno rappresentato risulta invece quello dell’autoriparazione, della meccanica e servizi affini, per il quale spesso anche le offerte di lavoro scarseggiano.

L’analisi dei dati riguardanti l’andamento dell’artigianato mostrano come anche in un ambito a spiccata vocazione turistica, come il nostro, l’artigianato dà lavoro a 10 persone ogni 100 abitanti e questo porta il nostro territorio in prima posizione nel contesto provinciale. Questo a riprova del valore sociale e occupazionale che riveste il comparto e la produttività che si ripercuote sulle nostre vallate.

Infine, si rileva che il volume d’affari medio generato dall’artigianato del territorio, tengono conto degli uffici situati a Cavalese e Predazzo, relativo al 2016, si stima superiore ai 100 milioni di euro. Questo analizzando un campione di 173 imprese, pari circa ad un quarto del totale.

Insomma, possiamo essere fieri del nostro mondo artigianale e dei risultati che esso porta al territorio in cui viviamo. Non solo le imprese locali sono spesso motivo di vanto per le loro capacità e professionalità ma anche per l’enorme incentivo all’economia valligiana e al settore occupazionale. Soprattutto nell’ultimo anno anche gli artigiani sono tornati alla ricerca di manodopera e con coraggio hanno ripreso ad assumere.

Se il settore lavorativo mostra segni di ripresa, ne sono ottime testimoni due giovani mamme di Carano che nonostante gli impegni familiari hanno coronato il loro sogno di essere lavoratrici autonome, contrastando il luogo comune che una mamma non possa occuparsi contemporaneamente di casa e lavoro.

La prima è Sabrina Mich, mamma di Giorgia e Massimo, che lo scorso luglio ha dato vita al suo Happiness Cafè. Un nome, una garanzia. Un bar assolutamente nuovo, curato in ogni minimo particolare, con tanti richiami al territorio e una scelta di prodotti che lo valorizzano al meglio. “Ho sempre lavorato in questo settore – racconta Sabrina – e aprire una mia attività è stato seppur spaventoso e rischioso, un realizzarmi come donna. Non è sempre facile far combaciare il lavoro con la famiglia, ma i miei figli sono diventati più responsabili in questo periodo e mio marito mi sostiene. Non nego che a volte sia faticoso, ma ho scelto degli orari sui quali sono molto intransigente, proprio per non rinunciare alla mia famiglia. Sono molto soddisfatta dei risultati che sto ottenendo”.

E poi c’è Marica Delvai, mamma di Nadia, parrucchiera per professione e per passione, che con il suo Salone Marica, non solo ha aperto una nuova attività a Carano, ma ha anche ristrutturato una casa disabitata da tempo e dato nuova vitalità alla vicina piazza, dove spesso ci si incontra, dopo un taglio o una piega. Nonostante la giovane età Marica mostra una grande abilità.

Se ho avuto il coraggio di aprire un salone tutto mio – confida Marica – è stato sicuramente merito della mia famiglia, in particolare di mio fratello Andrea che mi supportata ed aiutata fin dall’inizio. Essere mamma e lavorare non è sempre facile, bisogna imparare ad organizzarsi. La domenica e il lunedì sono i giorni in cui mi dedico anima e corpo alla mia bambina, cercando di passare con lei un tempo di qualità. La fortuna più grande, quella che permette a molte donne di essere anche delle imprenditrici, è sicuramente quella di avere i miei genitori, meravigliosi nonni, come supporto. Senza di loro non potrei mai fare le due cose”.

Sara Bonelli

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