Attenti al fuoco

Se c’è una cosa che dà fascino all’inverno è l’immagine di un fuoco acceso che fa tanto “casa” ed atmosfera di montagna. Ma siamo sicuri di quello che brucia nelle nostre stufe? È purtroppo fin troppo diffusa nelle nostre valli la pessima abitudine di bruciare non solo legna vergine (il solo combustibile che andrebbe utilizzato), ma anche cartoni, carta di giornale, quando non addirittura contenitori di plastica, Tetrapack, addirittura pannolini ed assorbenti e tantissimi altri rifiuti che non vengono smaltiti in modo corretto. Una delle leggi fisiche più note ed importanti, quella di Lavoisier dice: in natura nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma. Questo vale per tutto, anche per i materiali chimici di cui sono composti i rifiuti che con tanta leggerezza bruciamo nella stufa di casa. Colle, plastica, vernici, quando bruciano si decompongono in sostanze che seppur invisibili ad occhio nudo (sarebbe meglio dire “soprattutto” perché invisibili) sono estremamente dannose e nocive per la salute dell’uomo e di tutti gli animali in genere. Se venisse proposto di istallare un inceneritore di rifiuti a pochi metri da casa nostra, quasi certamente si alzerebbe un coro di proteste, nascerebbero associazioni e gruppi di cittadini in opposizione, preoccupati giustamente per la propria salute. Ma se ci dicessero che le stufe domestiche, se bruciano ciò che non deve essere bruciato, diventano dei piccoli inceneritori più pericolosi ancora di quelli “ufficiali”? Eh sì, perché gli inceneritori sono impianti altamente tecnologici, studiati per limitare al massimo le emissioni degli inquinanti tramite la combustione di rifiuti a temperature adeguatamente elevate (che nelle nostre stufe è impossibile raggiungere), la presenza di filtri per limitare il passaggio degli inquinanti, il convogliamento dei fumi trattati in ciminiere che possano disperdere più lontano possibile il residuo tossico e, nonostante questo ed i limiti di legge, gli inceneritori restano una delle principali fonti emissive di diossina in atmosfera. I nostri “inceneritori domestici” sono assolutamente incontrollati ed emettono residui tossici a concentrazioni anche mille volte superiori in proporzione a quelli emessi da un vero inceneritore. Non esistono filtraggi e le cappe dei camini sono molto basse, così i fumi possono ricadere al suolo anche intorno alla nostra casa e nelle zone vicine, depositandosi nei giardini, negli orti, sui giochi all’aperto dei bambini. E nella stagione fredda l’aria contaminata può ristagnare molto a lungo. E facciamo attenzione: quando si parla di effetti nocivi, non stiamo parlando solo di un po’ di bruciore agli occhi e alla gola. Le sostanze inquinanti prodotte hanno nomi inquietanti, che evocano disastri ambientali drammaticamente noti. Si chiamano diossina, metalli pesanti, idrocarburi aromatici. Tutte sostanze con un livello di tossicità elevatissimo.

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