Guido Brigadoi

Ballano coi lupi cecoslovacchi

Molti lo temono, ma c’è anche chi sfida l’atavica paura del lupo allevando il loro più prossimo cugino: il cane lupo cecoslovacco. Nelle valli dell’Avisio, infatti, sono circa una trentina i cani lupi cecoslovacchi.

La prima cosa da sapere è che il lupo cecoslovacco non è essenzialmente un lupo puro, ma è una razza canina relativamente recente, nata da un esperimento condotto nel 1955 nell’allora Cecoslovacchia. Il progetto era quello di creare una razza di ibrido tra cane e lupo che avesse la tempra, la mentalità e l’addestrabilità di un pastore tedesco, assieme alla forza, alle caratteristiche fisiche e alla resistenza di un lupo. In sostanza, doveva avere l’aspetto del lupo e il carattere del cane. Il cane lupo cecoslovacco è nato da un progetto di selezione che ha incrociato 48 esemplari di pastori tedeschi da lavoro con quattro lupi euroasiatici (Brita, Argo, Sarik e Lejdy).

Proprio per la sua familiarità con le caratteristiche del lupo, non è un canide usuale. Va addestrato quasi quotidianamente e va “tenuto presente” il suo istinto predatorio in alcuni luoghi a lui familiari.

Con il padrone instaura un legame molto forte, fatto di grande fedeltà, rispetto e affetto. L’attaccamento al proprietario deriva direttamente dallo spiccato istinto di branco che lo porta a identificare nell’uomo il proprio leader, se quest’ultimo saprà essere un buon capo. Ci vuole molta pazienza e bisogna sapersi imporre con la giusta autorità, perché il lupo deve sentirsi sicuro e sapere che il suo padrone è il capobranco. Ce lo racconta Omar Cavada di Molina di Fiemme, padrone di due cani lupi cecoslovacchi: una femmina di cinque anni e il suo cucciolo di un anno e mezzo. “Bisogna avere molta costanza e pazienza – spiega Cavada -. Se a un cane comune in due anni puoi insegnargli di tutto, per un lupo cecoslovacco la questione è diversa, perché devi essere sempre presente e sempre attento alla sua educazione. Sono cani molto tranquilli, ma non tollerano invasioni di spazi, quindi, vanno gestiti bene nei luoghi pubblici. Comunque, sanno essere anche molto fedeli e socievoli”.

Ma cosa accade quando un cane del genere, entra in un bosco, suo luogo ancestrale memoria?

“Diciamo che la gestione non è semplice nel bosco – racconta Omar Cavada – perché il richiamo istintuale e predatorio del cane selvatico è forte e la preda è una distrazione fortissima. Per questo motivo devono essere addestrati”.

Dello stesso parere è la pedagogista Sonia Boschetto di Carano che ha adottato un cane cecoslovacco pochi mesi fa, dopo un percorso personale di formazione e intenzionalità durato 10 anni. “Ho preso Yannick da un allevamento, lo scorso luglio, dopo un percorso personale in qualità di addestratrice con la collaborazione di educatori cinofili dell’Associazione “Dialoga con il tuo Cane” di Moira Tovazzi. Volevo essere pronta al suo arrivo. Come ha detto un mio istruttore, bisogna considerare due cose se si ha l’idea di adottarne o acquistarne uno: “Aspettati il peggio e andrà bene. Sappi che è un cane che fa le cose con te, non per te”. Quindi, vorrei dire che se non si conosce il modo di vivere e soprattutto di comunicare del lupo, non si può capire fino in fondo il cane lupo cecoslovacco”.

L’addestramento deve essere costante e precoce, come ci racconta chi questi cani li addestra e li ama da sempre, Alessio Bolognani di Predazzo, addestratore cinofilo qualificato Enci e presidente ed ideatore del “Giardino dei Cani Felici” di Ziano di Fiemme. “Dalla mia esperienza personale – confida Bolognani -, sia come proprietario sia come addestratore, mi sento di classificare questo cane come un cane non per tutti”. Non per una questione di “capacità”, ma più per una questione di stili di vita e di aspettative. “Il cane lupo cecoslovacco – precisa l’addestratore – ha bisogno di essere seguito molto, ha una memoria genetica molto povera per cui molti comportamenti nella vita urbana, sociale umana e familiare, vanno costruiti con molto tempo, pazienza, e facendosi seguire da un esperto. Prima di comprarne uno è bene informarsi, conoscere i genitori del cucciolo, e farsi un esame di coscienza. Basare la scelta solo sulla bellezza o su una moda è la causa principale di ripensamenti, adozioni o peggio abbandoni. Certamente è affascinante, bello, elegante. Sintetizza le caratteristiche morfologiche del suo antenato, ma porta con sé anche aspetti ancestrali da non sottovalutare. Non è un cane che necessita di grandi spazi, piuttosto ha bisogno del contatto stretto con i membri della sua famiglia, tant’è che sa adattarsi ai ritmi di vita del proprietario, che sia un tipo sportivo oppure sedentario. Inoltre, questa razza è piuttosto competitiva con gli altri cani. Infatti, più che sul gioco ludico, concentrano le interazioni sociali su rituali di sottomissione e di forte gerarchia, per questo vengono definiti poco sociali e poco socievoli. Sono cani che vanno accettati per quello che sono, gestiti in modo adeguato ed a cui va dedicato moltissimo tempo”.

Animali certo che non smettono mai di sorprendere e sorprenderci, ma per la loro vicinanza alla linea selvatica, vanno rispettati ed accompagnati “per la zampa” nella loro crescita a stretto contatto con l’ambiente urbano.

Federica Giobbe

 

 

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Cosa bolle in pista

Le stazioni sciistiche di alto livello sono tantissime e l’unico modo per rimanere in pista è aggiornarsi, per migliorare il servizio. Anche e soprattutto quando si parla di impianti di risalita.

Le nostri valli di Fiemme e Fassa hanno abituato bene i propri ospiti, spinte da una naturale propensione all’investimento e dall’obbligo morale (e non solo) di far parte del carosello Dolomiti SuperSki che pretende legittimamente i più alti standard per i propri sciatori. In anni recenti abbiamo visto la nuova funivia del Col Margherita, la Funifor Alba-Col de Rossi, così come la cabinovia Bellamonte 3.0, inaugurata lo scorso inverno.

E quest’anno? La Val di Fassa continua a investire sulla direttiva per il Ciampac-Buffaure. Nell’ottica di attirare da altre valli nuove masse di sciatori che cercano un’alternativa al Sellaronda, ha pensato di ammodernare la linea che comincia con la Alba-Col de Rossi, sostituendo la vecchia funivia Ciampac con una moderna cabinovia, con gondole da 10 posti ciascuna, in grado di trasportare fino a 2.000 persone l’ora. Inoltre, all’interno del piano di riassetto della skiarea, sono state rinnovate le seggiovie “Roseal” (che diventa una quadriposto ad agganciamento automatico per raggiungere la Sella Brunech e puntare verso il Buffaure) e “Sella Brunech” (che si fermerà all’attuale stazione intermedia): i lavori, a carico delle società Ciampac, Contrin spa e Sitc di Canazei, valgono un investimento di quasi 13 milioni di euro.

E non solo. Le novità continuano a Pera di Fassa dove, entro l’inizio della stagione sicistica, verranno ultimati i lavori per la sostituzione delle due seggiovie che portano a Pian Pecei su verso il Ciampedie. La Vajolet 1 e la Vajolet 2 saranno sostituite con altrettante a quattro posti, per aumentrare il numero di passaggi e la comodità degli sciatori che avranno una adeguata copertura a proteggerli in caso di vento.

E in Fiemme? Dopo anni di crescita e di importanti investimenti, la Val di Fiemme per quest’anno rallenta e si prende il tempo per assimilare le numerose novità recenti, ma dà appuntamento per l’inverno 2018-19, quando è già previsto che si apra una nuova pista sull’Alpe Cermis (si chiamerà Busabella, sarà una rossa di 550 m. con pendenza media del 29% e collegherà la pista Forcella del Bombasel alla Pra Fiorì). Il programma di sviluppo della skiarea Bellamonte-Alpe Lusia continuerà nel 2018 anche con la realizzazione di un nuovo rifugio in cima al Lastè a quota 2.340, all’arrivo dell’omonima seggiovia. Si mormora di una struttura modernissima, con un’ampia terrazza che diventerà un punto di riferimento per tutta la valle.

Intanto, la sete di novità è appagata a Pampeago, dove sulla pista Agnello si affacciano tre nuove installazioni artistiche del parco RespirArt. Le hanno create Piergiorgio Doliana, Federico Seppi e Cosimo Allera.

Enrico Maria Corno

 

 

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Banda di Tesero, un “grazie” lungo 200 anni

La celebrazione del bicentenario della Banda Sociale “Erminio Deflorian” di Tesero entra nel vivo domenica 22 ottobre, con una cerimonia e un concerto che vogliono esprimere riconoscenza a tutti i componenti della Banda di Tesero, quelli del presente e quelli del passato, ma anche agli sponsor e agli enti che hanno sostenuto gli eventi e le iniziative culturali, organizzati durante il 2016 e 2017, per festeggiare il grande traguardo.

Sarà ospite d’onore e protagonista il maestro svizzero Franco Cesarini, direttore d’orchestra e compositore di fama internazionale.

Domenica 22 ottobre, il Teatro comunale di Tesero ospiterà così, alle 17.00, la Cerimonia del Bicentenario, per premiare la passione di 300 componenti della Banda di Tesero, alla presenza delle autorità trentine. Oltre agli attuali 70 componenti, sono invitati altri 230 protagonisti della storia dell’orchestra di fiati. Condurrà la cerimonia Antonio Vanzetta.

Sempre domenica 22 ottobre, alle 21.00, la popolazione è invitata al “Gran Concerto del 200° anniversario di fondazione”, diretto dal maestro Franco Cesarini. L’ingresso sarà gratuito. Aprirà il concerto la marcia che il direttore onorario della Banda Carlo Deflorian ha dedicato al Bicentenario. Seguiranno opere composte o arrangiate da Franco Cesarini, fra cui Colorado, Nabucco, Huckleberry Finn Suite e Old Russian Romances. Sarà eseguito anche un estratto dal musical “Il Tamburo ritrovato”, lo spettacolo ideato e messo in scena dalla Banda Sociale di Tesero, nell’estate 2016, con il coinvolgimento di 200 artisti delle valli di Fiemme e Fassa, fra bandisti, attori, cantanti-attori, coristi, voci bianche, ballerine e comparse. La suite del musical, solo strumentale, è stata composta dal maestro Luciano Feliciani, autore delle musiche dello spettacolo “Il tamburo ritrovato” ed ex allievo di Franco Cesarini.

Oltre ai due eventi pubblici, è stato organizzato anche un seminario per direttori di banda, con il maestro Franco Cesarini, durante la mattina del 22 ottobre.

Massimo Cristel, presidente della Banda Erminio Deflorian di Tesero, Michele Vinante, vice presidente e musicista di basso tuba, e il maestro della banda Fabrizio Zanon assieme al Consiglio direttivo e ai bandisti sono stati molto impegnati in questi ultimi mesi nell’organizzazione di questo e dei tanti altri eventi per le celebrazioni del Bicentenario, compresa la ricerca di nomi e indirizzi di chi ha fatto parte dell’orchestra di fiati teserana in tempi lontani. L’appuntamento del 22 ottobre vuole essere un abbraccio simbolico dedicato a tutti i bandisti (musicisti, maestri, presidenti e dirigenti) che, inseguendo una passione, hanno contribuito a scrivere la storia di questa orchestra: dai più anziani, ai soci a vita. È anche un segno di riconoscenza ai “musici” che fondarono la Banda nel lontano 1817.

Questa lunga storia “di famiglia e di comunità” scritta da oltre 700 musicisti (sono questi quelli censiti fino ad ora), attraverso un numero di prove abbondantemente superiore alle 10 mila sedute, conta più di duemila brani musicali eseguiti in oltre 150 località, trentine, italiane ed estere per un totale di oltre 2.200 concerti documentati. Con passione la Banda ha celebrato in precedenza altri importanti anniversari: il 150° nel 1967 e il 175° nel 1992.

Guardando agli appuntamenti futuri, cresce l’attesa per il debutto del musical “Il tamburo ritrovato” sul palcoscenico dell’auditorium Santa Chiara di Trento, il prossimo 26 dicembre, alle 20.45. Inoltre, vista la grande richiesta, il musical tornerà in Val di Fiemme, l’1 e il 2 gennaio 2018, al PalaFiemme di Cavalese.

INFO: www.bandatesero.it

IL MAESTRO FRANCO CESARINI

Nato nel 1961, ha studiato flauto con Peter-Lukas Graf al Conservatorio di Basilea, dove ha ottenuto il “Master of Arts in Music Pedagogy” e il “Master of Arts in Music Performance”. In seguito ha seguito i corsi di direzione e composizione ottenendo il “Master in Wind Orchestra Conducting” con Felix Hauswirth e il “Master of Arts in Music Composition and Theory” con Robert Suter e Jacques Wildberger. Dal 1989 al 2006 è stato professore di direzione d’orchestra di fiati alla Zürcher Hochschule der Künste (ZHdK) di Zurigo. Dal 2001 è professore di direzione d’orchestra di fiati e di materie teoriche al Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano. Nel 2001 è stato invitato come “Composer-in-residence” dalla Southeast Missouri State University a Cape Girardeau, Missouri, USA.

Dal 1998 è direttore della Civica Filarmonica di Lugano con la quale ha tenuto centinaia di concerti e registrato sei CD. Nel 2011 ha assunto l’incarico di direttore stabile dell’Orchestra di Fiati della Svizzera Italiana.

Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il primo premio con menzione al “Concorso nazionale d’esecuzione musicale”, per tre anni consecutivi il premio di studio “Percento culturale Migros e fondazione Ernst Göhner”, il premio della “Fondazione Stephan Jaeggi”, il “Prix Suisse” per la migliore produzione radiofonica nazionale.

Gli inviti in veste di direttore ospite e di solista l’hanno portato ad esibirsi in quasi tutti i paesi europei, in America e in Asia. È inoltre molto richiesto quale membro di giurie di concorsi nazionali e internazionali. Un numero considerevole delle sue composizioni è stato eseguito e registrato da rinomati interpreti.

 

 

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Prosegue la Rassegna Teatro in Valle curata da Elementare Teatro.

Dopo un divertentissimo fine settimana trascorso presso l’Auditorium di Moscheri di Trambileno la rassegna si trasferirà per la prima volta presso il Comune di Terragnolo che, con grande entusiasmo, a partire da questa edizione di Teatro in Valle, ha deciso di condividere con i Comuni di Trambileno e Vallarsa l’esperienza teatrale che oggi riunisce quindi le Valli del Leno grazie ad una programmazione concertata.

La rassegna debutterà a Piazza di Terragnolo presso il Teatro Parrochiale venerdì 20 ottobre alle ore 20.30 e sarà presentato al pubblico Depero e Rosetta, tratto dalla produzione di Elementare Teatro sFORTUNATO DEPERO. Lo spettacolo proposto a Terragnolo presenta le caratteristiche di un format nuovo e innovativo, si tratta infatti di una lettura scenica teatralizzata che ha già conquistato diversi pubblici nel corso della tournèe primaverile dello spettacolo che ha debuttato, nella sua forma completa, presso l’Auditorium di Rovereto nel corso del mese di febbraio scorso nell’ambito della Rassegna Altre Tendenze curata dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara.

Proprio questo appuntamento di Teatro in Valle dà il via ad una tournèe autunnale dello spettacolo dedicato al genio futurista. Saranno quattro in totale gli appuntamenti fissati nelle prossime settimane. Dopo l’appuntamento a Terragnolo sFortunato Depero calcherà i palcoscenici del Teatro Comunale di Telve il 21 ottobre alle ore 20.30, il 26 ottobre alle ore 10.30 andrà in scena a Tesero una rappresentazione scolastica dedicata agli alunni della scuola primaria di secondo grado ed infine il 27 ottobre alle ore 20.30 l’appuntamento sarà presso il Teatro Comunale di Calavino.

Lo spettacolo racconta la vita e il percorso di uno dei più emblematici artisti del ‘900 e pone al centro della sua attenzione narrativa non solo il poliedirco e innovativo percorso artistico di Depero, bensì l’uomo che attraversò tutte quelle avventure in una narrazione che intreccia biografia dell’artista ed epoca storica evocando il periodo delle due guerre mondiali ed il ventennio fascista, esaltando per la prima volta la figura di sua moglie, Rosetta Amadori: instancabile musa e promotrice del lavoro del marito fino alla morte.

Per tutti gli appuntamenti della rassegna Teatro in Valle è consigliata la prenotazione che potrà avvenire inviando una mail all’indirizzo: info@spazioelementare.it

Prezzo dei biglietti per gli spettacoli di Teatro Adulti: 7€ tariffa intera, 5€ tariffa ridotta convenzioni.

A tutti gli appuntamenti di Teatro Adulti segue brindisi offerto dalla cantina Vivallis.

 

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

SPAZIO ELEMENTARE

Frazione Valmorbia, 55 – 38060 Vallarsa (Trento)

Tel: +39 348 5793493

Email: info@spazioelementare.it

Web: www.spazioelementare.it

Pagina Facebook: spazioelementare

 

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Predazzo, record di visite alla Montagnanimata

Montagnanimata si afferma fra i parchi tematici più visitati del Trentino. Aperta nel 2011, in sette anni ha aumentato il suo fatturato del 70%. Se nell’estate 2011 i visitatori erano 40 mila, nel 2017 sono stati quasi 100 mila: una media di 1.400 visitatori al giorno. Complessivamente, le visite sono aumentate del 150%.

Viene apprezzata l’animazione “green” che propone. Fra giochi di legno e pietra, si trovano percorsi tematici fra i più originali che permettono ai bimbi di vivere intere giornate cercando indizi nella natura e imparando a conoscerla.

Dal 25 giugno al 10 settembre 2017 i bambini si sono divertiti fra passeggiate tematiche, missioni, spettacoli itineranti e cantastorie. Si contano, in un’estate, 40 mila discese con l’Alpine Coaster Gardoné, 30 mila discese con i tubby, 5.000 giocolibri venduti.

I 53 spettacoli messi in scena durante l’estate hanno visto presenti 6.500 spettatori. I bambini spesso ritornano più volte sulla Montagnanimata, anche due volte nella stessa settimana. Sanno che ogni giorno è diverso dall’altro. L’impegno di Sara Azzolini, project manager degli impianti di risalita Latemar 2200 di Predazzo, e del suo staff, è proprio quello di continuare a stupirli con novità, spettacoli e giocolibri inediti.

Da cosa è stata caratterizzata la stagione 2017?

“Abbiamo lanciato il sentiero Geotrail Dos Capèl – risponde Sara Azzolini -, con il suo divertente giocolibro. Molti visitatori hanno apprezzato gli allestimenti studiati dal Muse di Trento e dal Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo e sono rimasti affascinati dalle illustrazioni di Bernardo Carvalho”.

Anche i vostri spettacoli hanno avuto successo, qual è il segreto?

“I nostri show invitano i bambini a sentirsi attori e protagonisti. I bimbi sanno che i nostri spettacoli sono sempre diversi, ma si sentono a casa, perché conoscono i personaggi. Secondo gli attori Nicola Sordo e Emma Deflorian, presenti sulla Montagnanimata fin dagli inizi, il pubblico è sempre più partecipativo, si lascia coinvolgere. I bambini entrano nella storia, ma anche i genitori si mettono in gioco. I più piccoli sono così rapiti dai racconti con giochi di ruolo che interagiscono con tempismo e competenza, anche ricordando le letture e gli spettacoli precedenti”.

I bambini cercano sempre nuovi stimoli o tornano a fare giochi che già conoscono?

“Hanno una sete insaziabile di novità. Al punto info, sistematicamente, si presenta qualche bambino che chiede qual è l’ultimo giocolibro. Ne vogliono sempre uno nuovo. Anche quest’anno non ci siamo fatti trovare impreparati. Fra i nuovi giocolibri e i racconti della Collana in Erba: Geotrail Dos Capèl, Mondo Triassico, Goira Avventure Cercadraghi, Mì e le Api, I segreti del nonno”.

Montagnanimata narra storie anche sul web. È visitato il vostro blog?

“Abbiamo dedicato tempo e passione a raccontare storie, dare informazioni, spiegare Montagnanimata, far conoscere il territorio e i suoi prodotti. Ci piace molto farlo, ed è sempre piacevole vedere che le persone leggono e apprezzano. Abbiamo scritto articoli sul miele, le escursioni, i rifugi, i vantaggi della respirazione, ma anche una serie di articoli su cosa fare con i bambini per fascia d’età (0-2, 3-7, 8-14 anni), altri su un gruppetto di bimbi che si avventura nella nostra Foresta dei Draghi e incappa in una serie di indizi”.

Chi volesse assaporare la passione per la narrazione della Montagnanimata, che ha già pubblicato 5 libri e 19 giocolibri, può farlo anche a impianti chiusi, visitando www.montagnanimata.it/blog

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Melaverde: che risorsa il legno di Fiemme

La nota trasmissione di Canale 5 “Melaverde” porterà la Val di Fiemme e il Trentino nelle case degli italiani raccontando come il legno sia da sempre una risorsa fondamentale per la valle e un’opportunità di benessere per tutti. La conduttrice Ellen Hidding, nella puntata che sarà trasmessa domenica 15 ottobre, alle 11.00, descriverà la selvicoltura secolare, dall’oculata gestione delle foreste da parte della Magnifica Comunità di Fiemme all’utilizzo di questa materia nell’edilizia da parte di alcune aziende locali. Ellen Hidding racconterà, inoltre, come si costruiscono case in legno ad altissimo risparmio energetico, con pavimenti in legno biocompatibile e mobili modulari di ultima concezione.

Il servizio è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la produzione di Melaverde e l’ApT della Val di Fiemme che ha suggerito contenuti e coordinato le riprese. Protagonista della trasmissione la bellezza della valle, grazie alle immagini sia panoramiche sia descrittive dell’offerta turistica invernale.

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2a Magnatonda con mosto, castagne e bio-mercatino
47223944 - roasted chestnuts with south tyrolean red wine on an old wooden table

In alto le posate, a Capriana si cammina degustando. È infatti un set da picnic, con cavatappi, posate e mappa del percorso, il simpatico gadget che ogni concorrente potrà infilare al collo alla partenza della seconda Magnatonda de Caoriana, domenica 8 ottobre.

Vince questa “maratona podistica per buongustai” chi procede con lentezza, dandosi il tempo di assaporare il territorio.

La proloco di Capriana Dal’Aves al Corn invita a una passeggiata enogastronomica di 10 chilometri che si spinge fino ad Anterivo. Il giro ad anello parte, dalle 10 alle 11, nella piazza delle scuole, dove si può gustare la colazione. Il percorso, con un livello di difficoltà molto basso, adatto persino a passeggini country, accompagna in 8 punti degustativi, uno in più della scorsa edizione. La quota a persona è di 23 euro (13 per i bambini fino a 10 anni). Si incontrano yogurt biologici, aperitivi a base di Müller Thurgau, rostì di carne e patate, frutta, frittelle di mele e molte arte curiosità gastronomiche del territorio e persino un bio-mercatino. Le calorie si bruciano camminando, in quella che vuole essere soprattutto un’occasione di incontro e di scoperta di “tesori” locali, dagli scorci paesaggistici ai prodotti enogastronomici.

All’arrivo, nel piazzale delle scuole, si gustano a suon di musica castagne, mosto, polpettine di carne, formaggio e pane croccante. Qui, oltre la merenda contadina, sono allestiti degli stand espositivi di prodotti territoriali biologici km 0 a cura della Rete di riserve Alta Val di Cembra Avisio e delle associazioni ValbioCembra e Bio Bono. Collaborano all’evento le associazioni di Capriana, la Banda Musicale di Anterivo, la Rete di Riserve Alta Val di Cembra Avisio, le associazioni ValbioCembra e Biobono, l’ApT di Fiemme, la Cassa Rurale di Fiemme, il Comune di Anterivo e il Comune di Capriana che ha concesso il Patrocinio.

INFO E PRENOTAZIONI: cell. 347 5310039 – info@prolococapriana.it

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Non solo Desmontegada

Il ritorno delle mucche dall’alpeggio abbinato al Festival del gusto, al Festival del turismo sostenibile nelle scuole e a un Bike Tour, con un primo assaggio di Oktoberfest. Predazzo si prepara a un lungo fine settimana di eventi, tra Desmontegada de le vache, laboratori, degustazioni, show cooking e aperitivi in treno. Il rientro a valle delle mandrie diventa così occasione per far conoscere i prodotti a km 0, per rievocare antiche tradizioni, per riflettere sulla mobilità e sul turismo sostenibile.

Si inizia giovedì con il Festival del Turismo Sostenibile nelle Scuole: alle 21 in municipio ci sarà la premiazione del concorso riservato alle scuole medie e superiori italiane che hanno partecipato presentando un video dal tema “Sostenibilità ambientale e cibo”. Un centinaio i ragazzi presenti, provenienti da tutta Italia, che il giorno seguente avranno l’occasione di visitare luoghi storici e siti naturalisti di Fiemme e Fassa.

Sabato alle 10 apertura del Festival del Gusto in Piazza SS. Filippo e Giacomo: oltre venti espositori, tra produttori e contadini locali e stand che proporranno degustazioni, street food, con gustose contaminazioni con prodotti locali, e anche divertenti quiz per mettere alla prova la propria conoscenza in tema di formaggi.

Alle 15 il sempre apprezzato laboratorio per bambini “Il Piccolo casaro” e caserada con il casaro Danilo. Durante la giornata, altre attività per i più piccoli: Piccoli cuochi con gli educatori di Charlie Brown e laboratori con legno insieme a Silvia Canello e böl, a cura del Museo degli Usi e dei Costumi della Gente Trentina.

Alle 16.30 altro appuntamento atteso: lo show cooking degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Tesero con assaggi finali.

Torna anche quest’anno l’Aperitreno: percorso nel centro storico di Predazzo sul trenino rosso con soste di degustazione di prodotti a km 0 e vini dei Cembrani Doc. Hanno collaborato anche i ragazzi del Progetto Perla, che hanno realizzato degli appositi vassoi in legno da viaggio. (Prenotazione all’Apt Fiemme di Predazzo al numero 0462501237, quattro orari disponibili).

Sabato Transdolomites propone anche il Bike Tour: partenza in bicicletta da Mazzin o Molina di Fiemme e arrivo a Predazzo, con soste lungo il percorso alla scoperta di siti di interesse naturalistico accompagnati dagli esperti della Rete delle Riserve e dalle guide Fassa Bike. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di valorizzare le ciclabili di Fiemme e Fassa, facendo conoscere il territorio e sensibilizzando sulla mobilità sostenibile. Programma, regolamento e modulo d’iscrizione su www.transdolomites.eu.

Alle 19, nel tendone in località Löse, primo appuntamento con l’Oktoberfest della Taverna Aragosta: cena di apertura con intrattenimento musicale del Bandin de Poza con Karl Hanspeter e a seguire concerto del gruppo “Die Lauser”.

Domenica alle 11 la Desmontegada de le vache: le mucche addobbate a festa per il rientro dall’alpeggio estivo sfileranno per le vie del centro (con doppio passaggio) per poi tornare in località Löze, dove si terrà il pranzo tipico. A seguire concerto del gruppo “4Kryner”. Durante tutta la giornata in piazza resteranno aperti gli stand e i laboratori del Museo.

Fino all’8 ottobre prosegue la rassegna gastronomica “Autunno in tavola”: sette ristoranti propongono un menù ispirato ai profumi del bosco, alle essenze della natura e ai prodotti a km 0.

E ancora: visite guidate alle cantine e distillerie dei Cembrani Doc (venerdì alle 10), al Caseificio sociale di Predazzo (venerdì alle 10), alla Birra di Fiemme (sabato alle 15 e alle 16), “Va…che musica” con dj set, musica dal vivo e intrattenimenti musicali in bar e pub del paese.

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. Perché quando Predazzo fa festa, la fa in grande!

 

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Cinque borse di studio per futuri medici

Cinque borse di studio da 2.000 euro per i futuri medici di Fiemme: la Comunità di Valle ripropone anche quest’anno l’aiuto economico agli studenti in Medicina e Chirurgia. Un provvedimento adottato dalla passata amministrazione e pienamente condiviso dall’attuale Comitato esecutivo: “Nei giorni scorsi i giornali hanno riportato dati preoccupanti sul futuro dell’assistenza sanitaria in Italia. Tra cinque anni un cittadino su tre potrebbe non avere un medico di base. Problemi che la nostra valle sta vivendo in prima persona con la difficoltà a reperire professionisti per l’ospedale di Fiemme e per sostituire una pediatra di base che è recentemente andata in pensione. Diventa sempre più importante sostenere quei ragazzi che decidono di intraprendere il lungo e impegnativo percorso formativo per diventare medici: investire su di loro significa investire anche sul futuro della valle”, mette in evidenza il presidente Giovanni Zanon.

Due borse di studio saranno destinate a matricole del primo anno, tre a studenti degli anni successivi.  Per accedere alla borsa di studio è necessaria la residenza in valle da almeno tre anni. Sono esclusi coloro che beneficiano di altre borse di studio. Criterio di assegnazione anche il merito scolastico o accademico: per gli iscritti al primo anno conta il punteggio conseguito all’esame di maturità, che non può essere inferiore a 85/100, mentre per gli anni successivi è previsto un punteggio minimo di crediti in base all’anno di frequenza (la tabella è consultabile sul bando). A parità di merito, costituirà diritto di precedenza l’appartenenza ad un nucleo familiare con condizione economica (reddito + patrimonio) meno favorevole. La domanda per il conseguimento della borsa di studio dovrà essere compilata sull’apposito modello predisposto dalla Comunità Territoriale della Valle di Fiemme (scaricabile dal sito internet www.comunitavaldifiemme.tn.it, nella sezione In Evidenza – Modulistica). La richiesta dovrà essere consegnata, completa della documentazione necessaria, tra il 2 e il 31 ottobre negli uffici della Comunità a Cavalese, inviata per posta o via e-mail agli indirizzi info@comunitavaldifiemme.tn.it o comunita@pec.comunitavaldifiemme.tn.it. La borsa di studio verrà erogata in due rate di pari importo, la prima entro il 30 novembre 2017 e la seconda entro il 30 novembre 2018, previo conseguimento dei crediti richiesti per l’anno frequentato.

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Domenica 8 ottobre, “Open Day” alla piscina di Cavalese

La piscina comunale di Cavalese, il Centro Areté e l’Asd Amatori Nuoto Fiemme, domenica 8 ottobre, invitano la popolazione alla festa di fitness e benessere “Open Day”. Tutti, per un giorno, possono provare gratuitamente le attività di benessere e sport in piscina e in palestra. L’ingresso in piscina è ridotto (3 euro) e l’ingresso alla sauna è solo di 12 euro.

In piscina sono gratuiti i corsi di acqua fitness e acqua nordic walking (ore 10.00), hydrobike classic (ore 11.00), acquaticità neonatale (11.30), hydrofitness (ore 12.00), circuit fitness (allenamento a circuito)e kinder acquapark (ore 16.00), jumping bar e kinder acquapark (ore 17.00), watsu e rilassamento (ore 18.00). In palestra sono gratuiti i corsi di allungamento e postura (ore 11.00 e ore 15.00), karate giovani (ore 14.00), zumba (ore 16.00), cross cardio (ore 17.00). A ogni ora sono organizzati giochi per bambini, baby dance in acqua, watsu e corsi di nuoto.

E chi volesse provare una seduta di augfuss in sauna, fra gong e campane tibetane, ne trova uno ogni ora (dalle 13 alle 21), con i maestri Tatiana, Stefano, Marcello, Ruben, Albino, Monica e Marco.

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