Guido Brigadoi

La Sportiva annuncia la partnership con Fisherman’s Friend StrongmanRun 2017

Mancano poco meno di due mesi al 16 settembre quando Rovereto ospiterà per la sesta volta la Fisherman’s Friend StrongmanRun “The Original”, la obstacle race organizzata da RCS Sport – RCS Active Team e che, per la prima volta, vedrà come proprio partner tecnico La Sportiva.

L’azienda di Ziano di Fiemme conferma così l’interesse e la volontà di promuovere il proprio territorio anche attraverso il sostegno di eventi nuovi e dinamici e con un carattere più fun, rivolti ad appassionati della corsa a 360 gradi. “E’ una prima volta per La Sportiva nel mondo delle fun-races, caratterizzato da gare ad ostacoli dedicate ad un pubblico molto eterogeneo fatto di appassionati della corsa tout-court, sia essa su strada, off-road o su pista – commenta Luca Mich responsabile marketing e comunicazione dell’azienda – Si tratta di competizioni che creano community e diffondono valori quali aggregazione e divertimento legato alla pratica sportiva, pur mantenendo altissimo il grado di competitività e tecnicità, per questo sono perfette per un brand come La Sportiva.

Nato nel 2007 in Germania, questo format oggi di grande successo offre agli appassionati della corsa un’esperienza unica e fuori dal comune, portando i partecipanti ad alternare la propria marcia al superamento di ben sedici ostacoli, diversi tra loro per struttura ma tutti egualmente impegnativi.

Oltre ad avere muscoli e polmoni allenati, altro requisito indispensabile per prendere parte all’evento è la voglia di divertirsi. I runner, potranno di fatto presentarsi alla linea di partenza travestiti nei modi più bizzarri, per vivere una giornata entusiasmante in cui l’importante non è vincere ma partecipare.

In Italia da sei anni, la Fisherman’s Friend StrongmanRun ha coinvolto nel tempo un totale di circa 56.000 partecipanti, con un picco di 7500 iscritti complessivi nelle tre tappe del 2016 di cui il 76% uomini e il 24% donne, provenienti da 40 diverse nazioni e 19 regioni italiane. La prima tappa 2017, svoltasi a Bibione lo scorso maggio, ha registrato oltre 2000 iscritti.

Numeri che lasciano ben sperare anche per la prossima avventura firmata Strongman, che per l’occasione ha in serbo un percorso completamente diverso da quello dello scorso anno e tanti nuovi ostacoli, tra cui il passaggio nel fiume Adige, tutti perfettamente studiati affinché anche nel 2017 questa corsa possa dimostrarsi ancora una volta l’appuntamento adrenalinico ed imperdibile per chi vuole mettersi alla prova non soltanto attraverso la corsa. Ad attendere gli appassionati ci sarà inoltre un ostacolo verticale di 3 metri x sei dedicato proprio al brand La Sportiva: un modo simpatico e di sicuro effetto per aumentare il gradi di difficoltà e legarsi al concetto di verticalità che caratterizza da sempre il mondo La Sportiva.

Altra novità di quest’anno la t-shirt ufficiale dell’evento griffata La Sportiva, che sarà consegnata a tutti i local Ambassador Strongman, attualmente impegnati nella creazione di diversi team regionali e nell’organizzazione di allenamenti dedicati per preparare al meglio la obstacle race più famosa d’Italia.

 

 

 

 

 

 

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Basket: il torneo 3Vs3 di Cavalese tra sport ed integrazione sociale

Va in archivio anche la settima edizione del torneo di streetbasket tre contro tre di Cavalese, organizzato da ASD Val di Fiemme Basket con il patrocinio del Comune di Cavalese. Dopo 3 edizioni svoltesi all’interno causa maltempo, l’edizione 2017 è stata finalmente baciata dal sole per la fortuna di tutti i 105 partecipanti divisi su 21 squadre, che hanno avuto modo di giocare le oltre 100 partite totali, sul campetto dello splendido parco “La Pieve”, polmone verde di Cavalese.

Musica hiphop, basket, prodotti tipici della Val di Fiemme come la Birra di Fiemme, i panini di Cooperativa di Cavalese, la pasta di Pastificio Felicetti ed i formaggi di Caseificio Sociale di Cavalese, sono stati alcuni degli ingredienti fondamentali di una giornata ad alto tasso agonistico e di divertimento, nel pieno rispetto dei valori sportivi che il basket si propone di portare quale sport di strada per eccellenza. Protagonista assoluto lo spirito di integrazione che ha visto una partecipazione al torneo molto eterogenea, e per questo ancor più preziosa, di ragazzi di ogni età, tra squadre giovani della Valle e del Trentino tutto, accanto a team senior provenienti da fuori Provincia e Regione, come i pugliesi Puglia & Friend, gli Emiliani Jack Knife d’la basa ed i trevigiani Old Lions, e ai ragazzi rifugiati del progetto One Team di Euroleague Basketball sposato dai vice-campioni di serie A Aquila Basket Trento. E proprio i ragazzi di One Team, divisi su due squadre allenate dal responsabile di Aquila Basket Academy Massimo Komatz, hanno portato uno spirito aggregante e di solidarietà che è fin dall’inizio nello statuto e negli obiettivi di Val di Fiemme Basket: erano otto i ragazzi provenienti da paesi quali Gana e Nigeria, a godersi una giornata in compagnia di altri appassionati della pallacanestro come loro: un riscatto non da poco per chi fino a pochi mesi fa era in fuga dalle proprie terre d’origine. “E’ una soddisfazione immensa vedere giocare sul nostro campetto su cui siamo cresciuti, ragazzi provenienti da altri Paesi e ai quali in questo giorno siamo riusciti a regalare un sorriso e una giornata di spensieratezza” – dice Luca Mich presidente uscente di Val di Fiemme Basket.

Sul lato puramente sportivo si è visto in campo un buonissimo livello di gioco con il trionfo finale della squadra Pantegane Zidiose dell’ex aquilotto Federico “Feddy Bailoni, vincitore anche della gara del tiro da tre sponsorizzata dal brand di calzature da pallacanestro Peak. Secondo posto posto per i Trentini Acquisiti, già secondi lo scorso anno e terzo posto per la squadra con l’ingannevole nome di “I vincitori della scorsa edizione”. Le Pantegane sono così la terza squadra ad entrare nell’albo d’oro delle sette edizioni del torneo dopo le 5 vittorie del fortissimo team di Reggio Emilia “BasketReggio” e dei bolzanini Tour De Forst.
Al torneo di Cavalese, facente parte della Trentino Summer League fin dalla sua prima edizone, ha voluto essere presente anche il centro di Aquila Basket Luca Lechthaler che ha firmato autografi e premiato la spettacolare gara del tiro da tre punti commentata da Kenny Ray, cantante r&b di Cavalese già ad X-Factor e San Remo.

Una giornata da ricordare quindi per i molti ragazzi che hanno partecipato, anche nell’organizzazione stessa del torneo, sottolineando ancora una volta lo spirito associazionistico di una piccola associazione che ha però da sempre grandi ambizioni, come Val di Fiemme Basket. Un ringraziamento speciale va poi a tutti gli sponsor che hanno reso possibile il torneo: La Sportiva di Ziano di Fiemme, Calze GM di Trento per i premi offerti, i già citati Birra di Fiemme, Caseificio Sociale di Cavalese, Cooperativa di Cavalese, Peak e Pastificio Felicetti, e gli sponsor da sempre di Fiemme Basket come Centro Servizi Auto Mich Fausto, Cassa Rurale di Fiemme, AIDO, Expert Tomaselli di Tesero, Under Colours of Benetton di Cavalese, Vanity House di Cavalese, Pizzeria La Pieve di Cavalese, QSA, il Consorzio Autoriparatori delle Valli di Fiemme e Fassa e Mobilificio Deflorian di Tesero. #fuocoefiemme

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Alpe Cermis, escursione teatralizzata dedicata al romanzo vincitore del Premio Strega “Le otto montagne”

La montagna tesse incontri e amicizie indelebili, anche fra persone che sono così differenti… da assomigliarsi. Lo racconta il romanzo Paolo Cognetti “Le otto montagne” che ha vinto il Premio Strega 2017 e il Premio Itas del Libro di Montagna 2017.

Domenica 30 luglio 2017, dalle 9 alle 13, il racconto prende vita nei boschi dell’Alpe Cermis con l’escursione teatralizzata “Lassù nel bosco, amici per sempre”.

A metterne in scena i tratti salienti la Compagnia teatrale delle Arti di Trento e la filodrammatica Romano Dellagiacoma di Predazzo.

Si parte da Eurotel Cermis 2000, all’arrivo della cabinovia Alpe Cermis (2.000 m. slm.), e si scende con calma a piedi, lungo la Via del Bosco, fino a Doss dei Laresi (1.280 m. slm.). Secondo l’autore, infatti, “la montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura”.
Nel romanzo, la storia di Pietro e Bruno prende vita proprio nel bosco. Uno è un turista e l’altro un montanaro. Nonostante le diverse personalità, le loro vite si intrecciano nella passione per la montagna. Fra loro nasce un’amicizia profonda.

La rappresentazione teatrale itinerante si svolge in cinque tappe. A ogni sosta lo spettacolo è accompagnato da una degustazione di prodotti della Val di Fiemme.

Paolo Cognetti si è detto orgoglioso dell’idea di questa teatralizzazione che ha preso vita ancor prima della notizia della vittoria del Premio Strega. Non appena gli impegni di promozione del libro lo permetteranno, verrà a visitare l’Alpe Cermis per ringraziare di persona gli organizzatori e per passeggiare nelle foreste del Lagorai.

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione entro le 12.00 di sabato 29 luglio, ai numeri 342 9721537 (Federica) o 346 5024955 (Ornella).

I prezzi sono comprensivi della cabinovia A/R da Cavalese o dalla stazione di Fondovalle, dello spettacolo e delle degustazioni. Adulti 19 euro. Ridotto 9.50 euro. Gratis per bambini fino a 8 anni (nati dopo 01 06 2009). Per le famiglie numerose, con almeno un bambino pagante, si applica lo sconto Speciale Family.

Il pacchetto FAMILY è di 38 euro (2 adulti + min. 1 bambino pagante).

I possessori di FIEMME-MOTION CARD hanno gli impianti gratuiti, quindi versano solo 5 euro a persona per lo spettacolo e le degustazioni.

PROGRAMMA

Ritrovo a Eurotel Cermis 2000 alle 9.30. Presentazione dell’evento e benvenuto con un assaggio di Caffè di Anterivo.

PRIMA TAPPA: L’INCONTRO TRA IL TURISTA E IL MONTANARO

Con la degustazione di pane del Panificio Betta e del miele degli apicoltori di Fiemme.

SECONDA TAPPA: UN TORRENTE DI AMICIZIA

Con tisane fredde alle erbe della Azienda Agricola Mas Vinal.

TERZA TAPPA: È TEMPO DI CAMBIARE

Con Schüttelbrot del Panificio Betta con lo speck del Maso di Tito Speck.

QUARTA TAPPA: LA CASA DEL RITORNO

Con bevande biologiche della fonte Levico-Casara.

QUINTA TAPPA: GUARDA VERSO L’ALTO

Con il gelato al pino mugo della Gelateria Tre Valli di Cavalese.

 

 

 

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Predazzo festeggia il patrono

Predazzo si prepara a vivere la settimana del patrono. Martedì 25 luglio, giorno di san Giacomo, il paese sarà in festa. Come da tradizione sarà la banda civica “Ettore Bernardi” a dare la sveglia a residenti e turisti, percorrendo al mattino presto le vie principali del paese sul trenino messo a disposizione dal Consorzio Predazzo Iniziative, che raggiungerà il Camping Valle Verde per il saluto alla sindaca Maria Bosin. Al termine della Santa Messa delle 10, in municipio verranno consegnate le onorificenze ad alcuni cittadini meritevoli: tutta la popolazione è invitata a partecipare e condividere questo momento di ringraziamento a chi tanto ha fatto per il paese.

Per tutta la giornata bancarelle lungo le vie centrali, mentre in piazza ci saranno gli Alpini, che serviranno l’aperitivo alle 11.30, il pranzo a mezzogiorno e la cena alle 19. A partire dalle 18 musica con la Spritz Band.

Per i prossimi giorni sono molti altri gli appuntamenti da segnalare. Domenica 23 luglio, alle 21 nella chiesa parrocchiale, concerto di Luciano Carbone nell’ambito della IX rassegna “Giovani organisti in concerto”. Lunedì al mattino mercato contadino in piazza e alle 21, in chiesa, concerto vocale-strumentale della corale “In Dolci Jubilo”. Il 26 luglio nuovo appuntamento con “A Pardac de mercol sera”, con le vie del centro chiuse al traffico per conoscere tradizioni e folclore locale. Giovedì alle 17.30 “Aperitivo con l’Autore”, con Daniele Mattoni e il suo libro “Le 10 vie della felicità: da Socrate al Dalai Lama e oltre”, edito da Franco Angeli. Dal 23 al 28 luglio anche la Settimana della clownerie nei prati e nei boschi di Gardonè, con spettacoli, laboratori di equilibrismo, giocoleria e costruzione di attrezzi da circo.

In Sala Rosa è aperta la mostra fotografica dedicata al centosettantesimo anniversario di fondazione della Banda Civica “E. Bernardi”, mentre fino al 6 agosto nelle sale della scuola dell’infanzia “Emozioni in un click”. Entrambe le mostre sono a cura del Gruppo Fotoamatori di Predazzo.

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#DOLOMITESVIVES: “Assaporando” le montagne

Gustare piatti straordinari nella suggestiva atmosfera del patrimonio dell’umanità UNESCO: questa è la premessa di “Cook The Mountain – Dolomites Taste Tour”, nell’ambito delle giornate dedicate al “Gusto” in #DOLOMITESVIVES. Dopo la fortunata inaugurazione del 12 luglio, mercoledì 26 luglio torna “Cook The Mountain – Dolomites Taste Tour”: chef di fama internazionale proporranno le loro innovative creazioni di cucina alpina, stagionali e regionali all’interno di 6 diversi rifugi del Passo Sella. Per questi appuntamenti, così come per tutti i mercoledì di luglio ed agosto dalle 9 alle 16, la strada del Passo Sella sarà aperta esclusivamente al traffico sostenibile.

“Cook the Mountain” nasce da un’idea del cuoco due stelle Norbert Niederkofler, che con questo progetto desidera diffondere la consapevolezza delle tipicità delle regioni di montagna. Fin dal principio, la sua visione era quella di creare, a partire dalle abbondanti primizie offerte dalla natura, piatti delicati e serviti in un’elegante cornice. Dietro al progetto “Cook the Mountain” si estende una grande rete di cuochi, tutti grandi promotori di una cucina sostenibile, regionale e stagionale. Questi grandi chef hanno da tempo orientato le loro scelte verso la selezione di ingredienti provenienti quasi esclusivamente da agricoltori della regione e produttori delle zone limitrofe.

Mercoledì 26 luglio, i partecipanti a “Cook The Mountain – Dolomites Taste Tour” potranno intraprendere un viaggio culinario attraverso i sapori della cucina regionale, scegliendo tra due tour possibili. Si potrà cominciare con una piacevole passeggiata in Val Gardena, presso il Rifugio Comici, dove Stefano Ghetta (ristorante L’Chimpl) preparerà un antipasto, per poi proseguire verso il Passo Sella Dolomiti Mountain Resort, dove i partecipanti potranno gustare la portata principale, preparata da Paolo Donei (Ristorante Malga Panna). L’ultima tappa del percorso il Rifugio Salei, dove Armin Mairhofen (Hotel Adler Balance) darà il tocco finale.

Il secondo itinerario di “Cook the Mountain – Dolomites Taste Tour” partirà dal Rifugio Valentini con un antipasto preparato da Reimund Brunner (Anna Stuben), per poi proseguire con l’incantevole piatto principale ad opera di Martin Mairhofer (Ristorante Reipertingerhof) al Rifugio Friedrich-August. Dolce finale per la passeggiata, che terminerà con il dessert preparato da Mario Porcelli (Hotel Alpenroyal) presso il Rifugio Des Alpes. Il carnet del tour completo (30 euro per 3 portate ognuna abbinata ad un bicchiere di vino e consumata in un rifugio diverso) va prenotato entro le ore 12 del giorno precedente all’indirizzo info@dolomitesvives.com. Il pagamento e il ritiro si effettuano, il giorno dell’evento, entro le ore 11 all’Info point #Dolomitesvives al Passo Sella.

In alternativa ai menu completi, può essere consumato un piatto a scelta “Cook the Mountain – Dolomites Taste Tour” in ogni rifugio, comprensivo di bicchiere di vino, al prezzo di 15 euro. Gli eventi “Gusto” si terranno con qualsiasi condizione atmosferica.

Per maggiori informazioni sul programma potete prenderne visione sul sito www.dolomitesvives.com

 

Informazioni utili sulla mobilità:

In linea con lo scopo del progetto #DOLOMITESVIVES viene chiesto di parcheggiare i mezzi nei parcheggi a valle e di utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere il Passo. Ogni mercoledì di luglio e agosto, dalle 9 alle 16, l’accesso del Passo Sella sarà riservato a pedoni, ciclisti, trasporti pubblici e veicoli elettrici, nonché a veicoli per il trasporto di persone con disabilità, in possesso di relativa licenza.Il Passo Sella sarà raggiungibile ogni 15 minuti da Canazei e Ortisei e ogni 60 minuti dalla Val Badia, grazie ai collegamenti con il bus navetta e una serie di altri servizi:

DALLA VAL DI FASSA

Con i mezzi pubblici:

La strada n. 242 di accesso al Passo Sella viene chiusa al bivio per il Passo Pordoi, poco prima della località Plan de Schiavaneis.
Da Canazei il collegamento con Passo Sella viene garantito dai mezzi del servizio pubblico locale con partenze ogni 15 minuti.

A piedi: Da Canazei seguendo il segnavia 655: ore 3, dislivello 800 metri circa.

Con gli impianti di risalita: Funivia del Col Rodella da Campitello di Fassa (parcheggio); poi a piedi seguendo in discesa il segnavia 529 fino a Forcella Rodella e quindi il segnavia 557 fino al passo: ore 1, dislivello in discesa 200 metri.

 

 

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Riparte il Trofeo Passo Pampeago

Scalare contro il tempo cimentandosi con una prova d’élite. La cronoscalata del Trofeo Passo Pampeago quest’anno andrà in scena il 17 settembre, sempre racchiusa nei 10.5 chilometri che congiungono il paese di Tesero (TN) al Passo di Pampeago, teatro delle sfide dei campioni, attraverso un nastro d’asfalto all’insù che solca uno dei comprensori sciistici più prestigiosi del Trentino-Alto Adige e che va ad interessare una delle “grandi salite del Trentino”, il Passo di Pampeago appunto, più volte teatro dell’arrivo di tappa del Giro d’Italia.

La partenza degli atleti avverrà a quota 950 metri, sfiorando poi i 2000 metri in continua e costante ascesa, senza mai un attimo di pausa, senza mai un punto pianeggiante, con una pendenza media attorno al 12% ed una massima attorno al 15%. Nella scorsa edizione i meranesi Michael Tumler (38’12”5) ed Alexandra Hober (47’22”) misero tutti d’accordo nell’affascinante comprensorio dello Ski Center Latemar.

Un risultato a sorpresa, visto che al via c’erano rinomati protagonisti del Trofeo Passo Pampeago, come il fiemmese Jarno Varesco, già tre volte vincitore della competizione, e la roveretana Serena Gazzini, finita ad un passo dal bersaglio grosso, ma Tumler e Hober furono davvero imprendibili, anche per loro.

Il Trofeo Passo Pampeago farà ancora una volta parte dell’UpHill Challenge e della Südtirol.Cup.Montagna, composta per la prima volta da cinque gare ciclistiche, le quali faranno affrontare agli scalatori i Passi Mendola, Palade, Stelvio, Pennes ed infine il Passo Pampeago, nell’ultimo appuntamento del challenge dedicato ai grimpeur.

La giornata si chiuderà con il pranzo affidato alle leccornie dell’Associazione Sagra di Stava e con le premiazioni alla palestra di roccia di Stava, con l’US Litegosa a mettere in cascina una scoppiettante sesta edizione del Trofeo Passo Pampeago.

Info: www.latemar.it

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Il traghettatore dell’Avisio

È un uomo di montagna, ma il suo ambiente è l’acqua. Quella gelida dei torrenti e quella impetuosa dei grandi fiumi. Ha imparato a nuotare da solo quando era bambino, tuffandosi nell’Avisio. Ha disceso in canoa gli ultimi 1.000 chilometri del Nilo e in gommone, in prima mondiale, il fiume Ciripò, in Costarica. Recentemente non ha esitato a partire per l’Ecuador, dove ha vissuto per venti giorni con la tribù degli Waorani, dormendo sull’amaca in piena foresta e mangiando formiche giganti e larve. Fabio Bolognani, 60 anni di Tesero, racconta le sue avventure, anche quelle più estreme, come se fossero esperienze comuni. Eppure di comune nella sua vita c’è davvero poco.

È stato lui, nel 2001, a portare in Val di Fiemme il rafting, la discesa in gommone di un corso d’acqua: “In Italia è una disciplina relativamente recente. Si è iniziata a praticare a metà degli anni Ottanta sui fiumi Dora e Noce, ma inizialmente era considerata un’attività estrema per pochi coraggiosi. Poi si è lentamente estesa ad altri fiumi, diventando una disciplina con diversi livelli di difficoltà e, per questo, adatta a tutti”, spiega. Fabio si destreggia con un target molto diverso: passa dalle famiglie con bambini (a partire dai 7 anni) a rumorose comitive che festeggiano l’addio al celibato, da sportivi in cerca di emozioni alternative a diversamente abili, fino all’addestramento dei militari paracadutisti (i cosiddetti ranger) per affrontare ogni possibile emergenza in acqua. Sul suo gommone non sono mancate le celebrità: i calciatori della Fiorentina, le Nazionali di rugby e pallavolo, l’ex ministro Giampaolo Di Paola… Bolognani ha portato in Valle di Fiemme per cinque volte i Campionati assoluti italiani di rafting ed è l’ideatore, insieme a Stefano Prini, della gara “Fiemme Heroes Race”, che il 18 giugno ha visto diverse squadre sfidarsi in cinque discipline sportive: skiroll, vertical run, parapendio, mountain bike e rafting.

Il rafting è una disciplina non solo adrenalinica, ma anche di contatto con la natura: “Chi si avvicina a quest’attività per la prima volta rimane colpito soprattutto dal paesaggio visto dal centro del fiume, una sorta di panorama fluido che regala sensazioni visive e tattili diverse dal solito. Alle emozioni dei salti in gommone, si aggiungono le emozioni degli incontri con i germani reali e gli aironi cenerini: c’è chi si commuove nel superare in gommone una mamma con i suoi anatroccoli che galleggiano sul fiume”, racconta Fabio.

L’ultima avventura è più estrema di qualsiasi discesa fluviale. Con un amico biologo, ha trascorso venti giorni in Ecuador, nel Parco Nazionale Yasuni, insieme agli Waorani, popolazione indigena che vive di caccia e pesca. “Siamo arrivati nei loro territorio dopo due giorni di piroga a motore, accompagnati da uno dei loro leader, che parla un po’ di spagnolo”, racconta Fabio. Tre settimane trascorse seguendo i ritmi della natura e della tribù in uno dei luoghi al mondo con più concentrazione animale e vegetale. L’alimentazione è stata di quelle per stomaci forti (secondo i criteri occidentali, naturalmente): larve, formiche giganti e carne di scimmia (catturata a colpi di cerbottana). Tutto buonissimo, a sentire lui…

Neanche nella foresta mancano le contraddizioni: “Si tratta di una zona ricca di petrolio – spiega Bolognani -. Per poter scavare pozzi con il consenso di chi vi abita, spesso vengono regalate alle comunità alcune comodità ritenute prioritarie, ma solo dall’esterno: in piena foresta ho visto un campo da calcio coperto e una costruzione in cemento per i servizi igienici, naturalmente inutilizzata perché manca l’acqua”.

Fabio ha trascorso anche tre giorni sul fiume, con una piccola barca a remi, navigando tra delfini azzurri d’acqua dolce e coccodrilli e mangiando pesci gatto appena pescati. È arrivato fino al confine con il territorio della comunità dei Taromenani, popolazione che vive in isolamento volontario dal resto del mondo, tanto da non esitare ad attaccare chiunque provi a stabilire un contatto.

Un’esperienza che ha lasciato il segno: “Ho trascorso tre settimane senza comodità, acqua corrente, elettricità, né telefono. Con l’unico pensiero di procacciarsi il cibo, ci si concentra solo sul presente. E ci si rende conto che si può vivere anche senza ciò che riteniamo indispensabile”.

Monica Gabrielli

 

 

 

 

 

 

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Quando il bosco ti cura

“Se è amara non la voglio”, diceva Pinocchio alla Fata turchina. La scena della medicina amara ha divertito generazioni di bambini ed è apprezzata soprattutto da chi ha dovuto “lottare” con il gusto amaro degli antichi rimedi. Oggi le medicine hanno un sapore meno spietato. Ma l’erborista di Capriana Carlo Signorini probabilmente non sbaglia quando dice “è meglio crescere con un po’ di amaro in bocca… anziché imbottiti di antibiotici”.

Nelle Valli di Fiemme e Fassa molti ricordano, torcendo il naso, l’infuso amaro di lichene islandico che fra queste vette è stato ribattezzato “il muschio di montagna”. Guariva la tosse, il mal di gola, l’asma, le nausee da gravidanza ed era considerato un ottimo digestivo.

“Mia mamma buttava via il primo infuso e lo faceva bollire una seconda volta per togliere un po’ di amaro”, ricorda l’erborista di Capriana mentre sta cucinando tagliatelle con i germogli di abete . “Poi lasciava raffreddare l’infuso – continua – per farmelo bere tutto d’un colpo. Nemmeno il miele riusciva ad addolcirlo. Per guarire la tosse preferivo di gran lunga latte e miele con una foglia di salvia”.

Un tempo era dunque un lichene, curiosa simbiosi fra un fungo e un’alga, a curare le vie respiratorie e l’apparato digerente. Il lichene islandico si trova a circa 1300 metri sul livello del mare. Lo incontriamo ad esempio in Val Cadino, sull’Alpe Cermis, a Bellamonte e persino nel parco d’arte RespirArt di Pampeago. Carlo Signorini è felice di narrarne le virtù durante le sue escursioni a Bellamonte che insegnano a riconoscere fiori e piante. Le escursioni sono gratuite e partono alle 9.00 dal Centro servizi di Bellamonte, l’11 e il 21 luglio, poi, ogni martedì dal 25 luglio.

Noto per essere il cibo delle renne, è apprezzato anche in cucina da Alessandro Gilmozzi, chef del ristorante stellato El Molin di Cavalese. Lui, a dire il vero, è un vero cultore dei licheni e in cucina ne usa diverse specie, anche trasformandoli in canditi. “Il lichene islandico lo metto nel pane, nelle torte e persino nell’insalata, scottandolo in padella – spiega lo chef -. Contiene tante vitamine ed è un antiossidante”. Ma non è troppo amaro? “È anche per questo che mi affascina. Un tocco di amarezza dona eleganza in cucina. Certo, bisogna saperla dosare. Inoltre, il suo è un sapore dolomitico ed io amo comunicare queste montagne attraverso il gusto”. Anche lei è stato curato da piccolo con questo lichene? “Certo – risponde Alessandro Gilmozzi – mia zia lo metteva nel latte la sera prima e la mattina ci faceva bere questo liquido gelatinoso. Ricordo che poi lavava il lichene e lo metteva nell’insalata. Ha un sapore simile alla cicoria”. Lo chef ne è così innamorato che, con il lichene islandico, sta producendo una birra. La potremmo gustare il prossimo autunno.

Beatrice Calamari

 

 

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Fiemme si… accorda

In Val di Fiemme il bosco suona. Quale luogo più adatto, quindi, per ospitare Europiano 2018, il congresso internazionale delle associazioni nazionali europee degli accordatori e riparatori di pianoforte? Dopo il successo dell’edizione del 2000, l’evento torna in valle, grazie a Fabio Ognibeni della ditta Ciresa di Tesero, nominato presidente del Comitato organizzatore. Dal 20 al 24 maggio prossimi sono attesi circa 400 tra accordatori, riparatori e progettisti di pianoforte, cioè tutti coloro che costruiscono, aggiustano, rendono perfetta la voce dello strumento, ma anche appassionati e musicisti. Il programma dell’evento prevede relazioni tecniche al PalaFiemme di Cavalese (con traduzione simultanea in più lingue), concerti e jam session.

Il congresso di Europiano si tiene ogni 3 anni in un diverso Stato europeo. Nel 2000 è approdato per la prima volta in Val di Fiemme: “La ditta Ciresa è stata il primo socio sostenitore aziendale dell’Aiarp, l’Associazione Italiana Accordatori e Riparatori Pianoforti – spiega Ognibeni -. Con il presidente Luciano Del Rio si è creato un rapporto molto stretto. Nel 2000 mi sono assunto il rischio della scelta di ospitare Europiano, impegnandomi a rimborsare il 50% di un’eventuale perdita: eventualità che non si è realizzata, visto che è stato il congresso più partecipato (460 iscritti) e apprezzato”. Dal 2000 il rapporto non si è interrotto, tanto che ogni anno la valle ospita il corso tecnico dell’Aiarp e ora si prepara ad una nuova edizione di Euopiano, occasione di visibilità per l’intera valle: “Quando, nel 1996, ho preso in mano la ditta, Fiemme non era nota per la qualità del suo legno di risonanza, mentre oggi, quando dico da dove provengo, in molti associano la valle ai violini”. Merito di aziende come Ciresa, che lavorano con il legno di Fiemme e lo fanno conoscere all’estero, e di eventi importanti come “I suoni delle Dolomiti” o progetti come “Il bosco che suona”, un itinerario musicale(sopra Predazzo) tra gli abeti di risonanza dedicati a grandi musicisti.

La ditta Ciresa di Tesero è una piccola realtà di nicchia, ma una vera eccellenza del territorio: è specializzata nella produzione di tavole armoniche finite per pianoforti (“la voce dello strumento”, le definisce Ognibeni), unica in Italia, una delle tre in tutta Europa. Dal laboratorio di Tesero è uscito anche un prodotto unico al mondo: le “Opere Sonore”, diffusori acustici realizzati a mano secondo i principi della liuteria per un ascolto naturale della musica.

Ogni anno la ditta Ciresa realizza circa 3.000 tavole armoniche: chi volesse scoprire come un tronco “prende voce”, può partecipare alle visite guidate estive organizzate da Sentieri in Compagnia (da contattare per prenotazioni e info).

M.G.

 

 

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Pampeago fa 50

 Alpe di Pampeago, festeggia i 50 anni e ripercorre il cammino che dall’apertura dei primi impianti ha portato a una realtà consolidata.

Era la fine degli anni Sessanta, in valle si respirava aria di cambiamento. Si guardava con interesse allo sci alpino, sul quale altre aree del Trentino e della valle avevano già iniziato ad investire. E che Pampeago fosse una località adatta lo si era capito ancora prima degli impianti di risalita, tanto che negli anni Sessanta vi si sono svolti i campionati trentini di sci, su una pista improvvisata con partenza dalla Tresca e discesa tra gli alberi. Tutto è partito da un sogno. E da coloro che ci hanno creduto. Itap, la Società Incremento Turistico

L’intuizione destinata a cambiare il paese è venuta a un gruppo di pionieri capaci di pensare per Tesero una stagione turistica invernale (quella estiva era già consolidata). I dieci soci fondatori furono: il farmacista Giuseppe Mutalipassi (primo presidente della società), Giuseppe Deflorian, Claudio Romanese, Bruno Zeni (primo direttore), Pietro Bernard, Ernesto Mich, Arcangelo Bozzetta, Colomba Doliana, Vigilio Ventura e Livio Deflorian. Presto seguiti da altri sostenitori che riuscirono a immaginare qualcosa di nuovo per la conca di Pampeago tra cui il sindaco di allora Enrico Ciresa e gli imprenditori che saranno poi anche presidenti Raffaello Deflorian, Antonio Zeni e molti altri.

Un capitale iniziale di un milione di lire, suddiviso in 200 azioni nominative di 4.000 lire ciascuna: “Itap fin dall’inizio è stata caratterizzata da un azionariato diffuso, non è mai stata nelle mani di pochi grandi azionisti. Fiemme ha investito sullo sci dopo altre località, ma ha capito da subito che rilanciare il turismo sarebbe stata l’occasione per far crescere l’intero territorio, creando posti di lavoro e futuro. Coinvolgendo le comunità, gli impianti sono diventati un volano per l’intera economia locale”, sottolinea Piero De Godenz, ex amministratore e a lungo direttore di Itap.

È significativo che gli impianti siano stati costruiti poco dopo l’alluvione: “L’evento è stato probabilmente la molla che ha consolidato la voglia di ripartire. La strada per Pampeago è stata realizzata proprio con i fondi per la ricostruzione”.

I primi impianti realizzati sono stati le seggiovie Monte Agnello, Tresca e Latemar e la sciovia Campiol, sostituita poi da quella “Campo scuola”. La seggiovia Agnello è stata la prima ad entrare in funzione, il 6 gennaio 1968. Inaugurazione slittata a causa della mancanza di neve durante il Natale del 1967: “Una situazione di scarso innevamento che come vediamo si è verificata già durante la prima stagione di apertura – commenta De Godenz -. Itap è stata una delle prime società, nel 1985, a dotarsi di sistemi di innevamento programmato. Oggi attingiamo gran parte dell’acqua dalla diga di Soraga e prima di utilizzarla la depuriamo completamente. In un’ottica di rispetto ambientale e di risparmio idrico in periodi di scarsità di precipitazioni, crediamo sia però ormai indispensabile un bacino per l’innevamento”.

La scommessa su Pampeago degli anni Sessanta si è rivelata vincente: “C’è stata una progressiva e continua crescita, con una sempre maggiore internazionalizzazione (gli stranieri ora sono il 70% della clientela). Merito del rapporto qualità/prezzo, dell’impegno di Itap e degli albergatori, ma anche dei collegamenti strategici con Predazzo e Obereggen e dell’adesione al Consorzio Fiemme Obereggen e del Dolomiti Superski. Un ruolo importante lo hanno avuto anche i grandi eventi: non solo quelli invernali, ma anche, per esempio, i cinque arrivi di tappa del Giro d’Italia”.

De Godenz conclude: “Credo che i tempi siano ormai maturi per avere un’unica società impiantisca di valle, in un’ottica di sviluppo comune dell’economia del territorio”. Il sogno di allora continua…

 

 

 

 

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