Guido Brigadoi

Referti online

La sanità trentina è sempre più telematica. Dopo la ricetta elettronica e la Cartella Clinica del Cittadino (TreC),  è entrato a regime il ritiro on line dei referti di laboratorio e di radiologia: per la valutazione dei propri esami non è quindi, più necessario, recarsi allo sportello a ritirare la busta con il cartaceo, ma basterà recarsi direttamente dal proprio medico di famiglia che potrà visualizzare, appena disponibile, il referto sul proprio computer. Se il paziente desidera conservare la copia del referto può salvarlo e stamparlo dal proprio computer. Nel periodo  di sperimentazione del sistema sono stati più di cinquemila gli assistiti che hanno visualizzato e stampato dal web circa 11mila referti, a dimostrazione che la modalità piace, anche e soprattutto perché risparmia al cittadino i tempi di spostamento e di attesa allo sportello per il ritiro. È sempre possibile recarsi alle casse per richiedere il cartaceo ma, al contrario di quanto avvenuto fino ad ora, i referti saranno stampati solo su richiesta e non saranno più conservati in attesa del ritiro. Il paziente al momento dell’accettazione dell’esame può richiedere il ritiro del CD con le immagini radiografiche o l’invio del referto, per posta, direttamente a casa , ma con l’addebito delle relative spese.

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Da Moena, al sud del mondo

Ci sono storie di straordinaria normalità che diventano piccoli miracoli. Una di queste è quella del Gruppo Amici Missionari Mani Amiche di Moena che, con la stessa passione ed entusiasmo, da cinquant’anni accompagna e sostiene i volontari missionari cattolici compaesani nelle loro missioni. Il Gruppo, nato nel 1965 dal desiderio di dieci amici volontari, ha iniziato quasi per gioco raccogliendo, casa per casa, carta, vetro e indumenti da inviare alle popolazioni africane. Poi, col tempo, i progetti sono cresciuti, anche grazie alle numerose offerte che continuavano ad arrivare. Dopo le mostre missionarie nelle quali, per trent’anni, si sono venduti oggetti, quadri, suppellettili e capi di abbigliamento realizzati dalle donne africane, o le cene povere che si svolgono tutt’ora, l’attenzione del gruppo “Mani Amiche” si è spostata verso altre iniziative, anche a mediazione culturale, come la realizzazione di alcuni progetti ad ampio raggio concretizzati soprattutto grazie al contributo economico della Provincia di Trento, che ha favorito le iniziative benefiche del sodalizio moenese. Ne sono un esempio la realizzazione di una cooperativa per pescatori in Mozambico guidata da padre Guido Felicetti, la scuola serale per adulti in Bolivia con suor Clelia Croce, la costruzione di una scuola in Uruguay grazie a suor Ausiliana Chiocchetti, l’acquisto di strumentazioni mediche e cliniche per un ospedale in Uganda, resa possibile grazie al gruppo della Fata delle Dolomiti insieme a fratel Elio Croce, la costruzione di un panificio in Brasile per permettere ai bambini delle favelas di Sao Paolo di imparare a fare il pane e consegnarlo insieme a suor Berta Defrancesco.  Inoltre è stato tradotto il vangelo dall’urugandese all’Acioli, lingua locale, grazie a padre Simone Zanoner. «Ma l’iniziativa più importante è sicuramente quella delle adozioni a distanza» sottolinea don Elio Sommavilla. Ad oggi sono più di 800 bambini, tra i 2 e i 18 anni che sono ospitati nel centro. «Il nostro compito è divulgare l’operato di padre Elio e invitare le persone ad adottare un ragazzo o un bimbo a distanza – raccontano al Gruppo Missionario -. Bastano pochi euro, infatti, per far felice per un anno un bambino e assicurargli un futuro sicuro». Padre Elio e diverse suore portano avanti questa sfida, offrendo ai ragazzi strumenti utili per la crescita e per trovare un lavoro. «Molti maggiorenni spesso rimangono al centro di recupero per aiutare insegnanti e infermieri somali a occuparsi dei bambini abbandonati». Da cinquant’anni, i volontari sul territorio di Moena, una decina, proseguono nel loro operato e sarebbero felici di vedere coinvolte anche le nuove generazioni. Come ha più volte asserito Gino Strada, c’è bisogno di uomini e donne, “che hanno imparato che ogni cicatrice ha un nome, che non tutte le ferite si rimarginano; ma che l’amore e la speranza possono far rimarginare”.

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Un anno di MuSe

Un anno fa riuscire ad entrare al MuSe di Trento era una avventura. Code interminabili e ressa nei cinque piani in cui si dispiega il museo progettato da Renzo Piano. Oggi a 15 mesi dalla sua inaugurazione, la visita è molto più agevole. Chi siamo? Da dove veniamo e dove stiamo andando? Sono queste le risposte che il MuSe intende dare ai suoi visitatori attraverso percorsi multimediali ed una grande attenzione, nelle presentazioni, alla tecnologia ed alle curiosità delle nuove generazioni. Ci vuole passione per le scienze e grande interesse per la nostra terra per apprezzarlo appieno. E poi tempo, tanto tempo, per tutti i passaggi e le sfaccettature che necessità una visita accurata e davvero soddisfacente. Il consiglio? Prendersela comoda, staccando ogni tanto per prendere fiato, magari facendo una passeggiata nell’adiacente quartiere delle Albere, anch’esso progettato da Renzo Piano. Un quartiere ancora praticamente deserto con qualche bar e poco più. Se il MuSe è decollato ed ha avuto, in un anno, una marea di visitatori, lo stesso non si può certo dire del quartiere limitrofo. Ad oggi, un luogo affascinante ma vuoto. Una vera sfida per chi lo aveva immaginato brulicante di attività e di vita sociale. Decollerà?

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Il bene comune

“CHARTE DE REGOLA… ROBE DE TUTI, ANCA MEA” è uno spettacolo portato in scena dalla compagnia teatrale” Un paese nelle nuvole” di Fucine in provincia di Trento. Il tema proposto è quello del bene comune, della terra, e di tutto ciò che da essa deriva. Oltre il mero profitto, quindi, allo scopo di riappropriarci di una armonia che rischia di sfuggirci di mano. I pascoli, i boschi ci hanno permesso, nei secoli passati, di creare una comunità. Cosa rimane di quello slancio di autogestione del territorio e delle sue tradizioni? Saremo in grado di salvaguardare non solo lo spirito che ha spinto i nostri avi nella realizzazione di questo progetto, ma anche la “ materialità” delle conquiste dei nostri predecessori? Se pur non in maniera esplicita, questo lavoro teatrale cerca di dare risposta a tali domande ricreando le atmosfere, i dubbi e le speranze che hanno caratterizzato tutte le donne e gli uomini che hanno lottato, nei secoli, per il nostro bene comune. L’appuntamento è per sabato 29 novembre alle ore 20.30 presso il salone Clesiano nel Palazzo della Magnifica Comunità a Cavalese. Ingresso gratuito.

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Gli animali, i nostri migliori amici

Nuovo direttivo in rosa per l’associazione “Amici degli animali Valle di Fiemme”, da anni impegnata ad assistere animali in difficoltà. Sei donne volenterose che si propongono nuovi obiettivi, a partire dalla neo presidentessa Marzia Comini, pronta a innovare il sistema di gestione dell’Associazione insieme a Stefania Villotti, Lara Brigadoi, Petra Tescari, Franca Genetin e Miriam Locatin. Uno dei progetti riguarderà il censimento e l’assistenza delle colonie feline presenti nelle due valli, esercitando il controllo della popolazione di gatti randagi mediante sterilizzazione. Attualmente le colonie censite sono otto a Predazzo, una a Ziano, tre a Cavalese, due tra Valfloriana e Carano una a Varena, in fase di verifica quelle di Predazzo e Tesero. Oltre all’assistenza ai gatti, il sodalizio avrà un occhio di riguardo anche per i cani, in particolare nella nuova area nel comune di Cavalese, in località Dossi. Si tratta di un’area molto ampia (oltre 1000 mq) facilmente accessibile a tutti. «L’area è stata realizzata con il supporto tecnico del Servizio veterinario provinciale, rispettando tutti i parametri di sicurezza e di tutela dei nostri amici a quattro zampe – spiega Marzia Comini -. Oltre un’adeguata recinzione in legno, è stata predisposta anche un’area di raffrescamento e abbeveramento, al fine di garantire un servizio a 360°. All’interno dell’area è stata realizzata anche una struttura per la custodia temporanea dei cani smarriti o abbandonati, gestita dall’Associazione». In programma anche una campagna di sensibilizzazione per diffondere la conoscenza delle attività dell’associazione sul territorio, al fine di sensibilizzare i cittadini su temi quali la sterilizzazione sia canina sia felina, l’adozione di animali abbandonati e la presenza di colonie feline o animali in stato di abbandono e randagismo presenti su territorio.

 

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E’ stata inventata la neve perenne

Alla presentazione del prototipo del nuovo “cannone” per la produzione della neve, (che si è tenuta oggi allo stadio del fondo di Lago di Tesero), le reazioni dei presenti erano tra lo stupefatto e l’incredulo. Come dargli torto. Il nuovo macchinario permette infatti di produrre neve a oltre 15 gradi sopra lo zero anziché ai meno 3 degli ormai obsoleti cannoni che a tutt’oggi usiamo sulle nostre piste. Il tutto senza l’utilizzo di additivi chimici. In realtà le cose non sono cosi’ semplici poiché per mettere in produzione questa meraviglia è ora necessario trovare i finanziatori. Ma chi sono coloro che hanno realizzato questo miracolo? Il team è composto da Francesco Besana, ingegnere di origine bergamasca e trentino di adozione, Fabiano Maturi, ingegnere e dipendente delle funivie di Pinzolo, Giuseppe Franchini, docente all’Università di Bergamo e Anna Vanzo, laureata in Economia e Commercio e impiegata dell’ApT della Val di Fiemme. Dopo anni di lavoro e di notti insonni il progetto “NeveXN è realtà . La startup co-finanziata dalla Provincia di Trento e dall’Europa ha permesso di realizzare un prodotto che può contribuire allo sviluppo del turismo invernale e non solo. Speriamo sfugga alle pastoie burocratiche e dia la soddisfazione che merita ai suoi ideatori.

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L’Aquila basket in Fiemme

Dopo una stagione esaltante dal punto di vista dei risultati e dell’entusiasmo che si è creato attorno a tutto l’ambiente sportivo, la pallacanestro in Trentino prosegue il suo momento d’oro grazie all’Aquila Basket Trento, società impegnata per la prima volta nella storia della pallacanestro trentina, nel campionato di serie A. Una stagione storica per tutto il movimento del basket che, grazie alle numerose attività di promozione dello sport e dei suoi valori messe in campo dalla società di Trento, punta a diffondere la pratica della pallacanestro su tutto il territorio regionale. Grazie alla partnership con Aquila, l’associazione valligiana Val di Fiemme Basket su patrocinio del Comune di Cavalese, propone un incontro con i campioni dell’Aquila Basket Trento aperto non solo agli iscritti ai corsi di minibasket e basket under 13, ma anche a tutti coloro che vorranno vedere da vicino i campioni ed imparare da loro le tecniche della pallacanestro. Tiri da 3, schiacciate, passaggi fantasiosi saranno i protagonisti assieme a tutti i coloro che vorranno partecipare e giocare assieme agli americani Isaiah Armwood e Jamar Sanders. L’appuntamento è di quelli da non perdere ed è fissato per lunedì 27 ottobre dalle 14.30 alle 16.00 presso il palazzetto delle scuole superiori di Cavalese. La mattina stessa inoltre, i giocatori dell’Aquila saranno in visita presso le scuole medie di Predazzo e di Tesero. Per informazioni www.valdifiemmebasket.it

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E’ arrivata

Implacabile. Dopo la burrasca della notte scorsa è scesa fino a Valle. Nella giornata di ieri, la neve aveva fatto capolino sulle cime ma poi, le correnti fredde provenienti dall’artico, l’hanno portata fino alle nostre case. L’ultimo fine settimana ci aveva offerto due giorni splendidi con temperature, anche in quota, quasi estive. Di colpo è cambiato tutto. Neve e freddo polare. Certo, per il nostro corpo ma anche per il morale un forte shock. Attrezziamoci con pancera e giochi di società.

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Skaters, da Campitello a Predazzo

Lo Skate park in località “Ischia” è diventato, in poche settimane dalla sua inaugurazione punto di incontro per ragazzi e ragazze. Il progetto, avviato da Mattia Erioldi con Francesco Erioldi, Monica Farinacci, Michael Pezzei ed Andrea Lastei dell’Associazione Val di Fassa Skateboard, ha convinto anche gli amministratori del Comune ladino che lo hanno sostenuto con 25mila euro. Una passione coltivata da tempo da Mattia Erioldi che, seguendo le orme del fratello Francesco, ha scoperto molto presto la passione per lo skateboard e lo snowboard. La pista è quasi ultimata e sarà una mini a spina con una bowl: mini perché è una pista dalle medie e piccole dimensioni, (15 per 11 metri) che permette di prendere più velocità, a spina perché ha diversi raggi di curvature che si collegano tra loro, bowl, cioè una “bolla”, uno dei tipi di piscina per skate. «Cercheremo di tenere aperta questa struttura tutto l’anno coprendola con dei teli per permetterne l’utilizzo anche nei mesi invernali e col tempo pensiamo di organizzare anche dei corsi per i più piccoli». E anche Predazzo ha ora il suo skate park, a fianco del campo sportivo, già molto frequentato. «Dopo lunghi anni di richieste finalmente siamo riusciti a portare a termine il progetto ». Conferma con gioia Davide Fanton, referente e ideatore del parking. «La linea del park è formata da un quarterpipe, un bank completo di un kinkbox e un rail, una rampa con un piccolo kick. In più, a terra ci sono un box a 3 livelli ed un altro rail e per il futuro è già in progetto l’aggiunta di un half pipe. Siamo ancora alla ricerca di un nome e un logo e per questo è stato indetto un concorso su facebook per trovare il miglior contest grafico.
La pagina ufficiale è “Park Predazzo” www.facebook.com/SkateparkValDiFiemme dove si può rimanere aggiornati sugli eventi e il mondo del riding in generale.

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Acquistare insieme

I Gruppi d’acquisto godono di ottima salute e crescono in numero e volume di beni acquisiti. “Il Germoglio” continua il suo lavoro “ponendo sempre al centro la relazione interpersonale ed il concetto di solidarietà” come ci racconta Edith Pallaver, componente del Consiglio di amministrazione del gruppo. «Se non si riesce ad andare a prendere la cassetta di frutta o lo yogurt – continua Edith – si impara a chiedere a un socio che abita nella stessa zona, evitando così uno spreco di carburante ma soprattutto costruendo un rapporto di scambio e di arricchimento reciproco, insomma trovando nuovi amici». Non è un caso quindi che Il Germoglio dia tanta importanza proprio alla costruzione di questi rapporti, favorendo occasioni di aggregazione, momenti in cui ci si può conoscere meglio e, perché no, gustare piatti prelibati preparati da cuochi provetti (tutti soci volontari) con i prodotti acquistati dai fornitori. Fornitori che stanno diventando sempre più locali, favorendo l’ormai famoso chilometro zero. «Le merci acquistate in Trentino Alto Adige costituiscono circa il 43% di tutto il fatturato del Germoglio – sottolinea Edith Pallaver – e quelle che vengono dalle valli di Fiemme e Fassa oltre il 15%». E se questo sembra un dato marginale, basti pensare che secondo uno studio della Coldiretti, se una famiglia acquistasse solo prodotti locali e di stagione, facendo attenzione agli imballaggi, potrebbe evitare di emettere fino a mille chili di anidride carbonica in un anno. Gli alimenti a filiera corta valorizzano la produzione locale e aiutano a recuperare il legame con le origini, esaltando gusti e sapori tipici, tradizioni gastronomiche e produzioni locali.

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