Guido Brigadoi

La grande musica apre il nuovo anno al Palafiemme

TRAVIATA

sabato 2 gennaio ore 21.00 – PalaFiemme Compagnia Artemis Danza Monica Casadei coreografia, regia, scene, luci e costumi di Monica Casadei; assistente alla coreografia Elena Bertuzzi; con Francesca Cerati, Vittoio Colella, Melissa Cosseta, Gloria Dorliguzzo, Chiara Montalbani, Gioia Maria, Morisco Castelli, Sara Muccioli, Camilla Negri, Francesca Ruggerini, Emanuele Serrecchia e Filippo Stabile musiche di Giuseppe Verdi Prevendita biglietti Casse Rurali Trentine, www.primiallaprima.it, e al PalaFiemme a partire dalle ore 20.00.

CONCERTO DI CAPODANNO ORCHESTRA HAYDN DI BOLZANO E TRENTO

domenica 3 gennaio ore 21.00 – PalaFiemme Ekhart Wycik, direttore; Susanne Geb, soprano musiche di Anderson, Arditi, Bartok, Dostal, Dvorak, Kalman, Lehar, Ponchielli, Strauss prevendita biglietti Casse Rurali del Trentino, e al PalaFiemme il giorno dello spettacolo ore 10.00-12.00 ingresso: intero € 12, ridotto € 10

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Gli studenti della Rosa Bianca di Cavalese progettano il futuro

Un progetto che fa uscire la scuola dalle aule e porta gli studenti all’interno degli uffici pubblici. Alunni e insegnanti si incontrano con amministratori e funzionari per mettere a disposizione reciprocamente competenze e idee. Il progetto riguarda le quinte classi dell’indirizzo tecnico Costruzioni, Ambiente, Territorio dell’Istituto scolastico La Rosa Bianca di Cavalese. Pierluigi Sembenico, coordinatore dell’indirizzo, ha coinvolto la Comunità Territoriale della Valle di Fiemme e il Comune di Cavalese chiedendo ai due enti di segnalare un edificio di loro proprietà per permettere ai ragazzi di simulare una progettazione. Il Comune ha indicato la Casa della Pieve, all’interno dell’omonimo parco, attualmente inutilizzata, mentre la Comunità ha proposto la propria sede. I 25 studenti, suddivisi in gruppi di lavoro, progetteranno delle ipotesi di riorganizzazione dei due edifici, simulando l’intero iter di lavoro di un professionista del settore: dal sopralluogo alle misurazioni, dalla consultazione dei documenti all’esame dei vincoli urbanistici, dall’elaborazione delle idee fino al progetto vero e proprio. Progetti che verranno poi presentati durante l’esame di Stato finale del quinquennio.

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Eppur si scia

Chi ha un’età adeguata, ricorderà i molteplici dibattiti che Radio Tempo Libero dedicò, qualche decennio fa, ai cambiamenti climatici. Si dibatteva sui futuri inverni e sulla progressiva carenza di neve nei territori alpini e quindi anche da noi. Partecipavano alle trasmissioni operatori turistici, amministratori pubblici, rappresentanti di categoria che si dividevano tra i preoccupati ( pochi) e coloro che irridevano il tema stesso considerato irrealistico, (molti). Successivamente, in anni più recenti, il periodico l’Avisio ha ripreso l’argomento della carenza progressiva di precipitazioni nevose più e più volte, con lo stesso risultato. Cambiato il mezzo di comunicazione, oggi, anche l’Avisioblog vuole porre l’attenzione su questo argomento che ha ormai una rilevanza evidente e molto preoccupante. Sappiamo già che queste nostre considerazioni saranno stigmatizzate, da alcuni, come opera  degli ormai famosi “Gufi”. L’obiezione che ci si può attendere è anche quella che poco o nulla si sarebbe potuto fare per ovviare alla progressiva mancanza di neve e le sue deleterie conseguenze sulla nostra economia. Falso! Con molto tempo davanti si sarebbe potuto cercare di differenziare l’offerta turistica, puntare con maggiore decisione sulle altre stagioni ecc. ecc. Ma, a noi, non piace piangere sul latte versato e quindi ci auguriamo che qualche voce si levi perché questo argomento che molto incide e inciderà sul nostro futuro, non venga cancellato nuovamente alla caduta dei primi fiocchi di neve.

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A Cavalese, “orizzonti verticali”

Apre la nuova mostra del Centro d’Arte Contemporanea di Cavalese: “Orizzonti Verticali: Gianluigi Rocca – Simone Turra”, a cura di Elio Vanzo. Dopo un’estate dedicata alle emozioni suscitate dalle verticalità dolomitiche, la nuova mostra propone una dimensione più intima del vivere la montagna, fatta di oggetti umili e gesti quotidiani. L’esposizione apre un dialogo fra i disegni iperrealistici di Gianluigi Rocca (Larido di Bleggio, 1957) e le sculture teutoniche di Simone Turra (Transacqua, 1969).  Da un lato Gianluigi Rocca, titolare della cattedra di disegno all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, sfrutta la tecnica del disegno a matita o a pastello colorato per rappresentare oggetti umili e consunti su carta di grandi dimensioni. I soggetti delle sue opere sono reliquie, strumenti di fatica e di sacrificio dotati di una commossa partecipazione al quotidiano e millenario rito del vivere alpestre. La tecnica che utilizza Rocca illumina l’usura di quegli oggetti, al fine di rivelare la presenza dell’umano che li ha manipolati per lungo tempo.  Dall’altro le sculture di Simone Turra, nate soprattutto dalla pietra, scelta spesso tra quelle di provenienza locale, ma anche dal bronzo e dal legno, rappresentano figure umane dotate di un potente fascino arcaico e di una fisicità poderosa. Mani e piedi rappresentano radici e rami per raffigurare la diretta simbiosi tra umanità e natura. I suoi soggetti scolpiti sembrano avere gli stessi ritmi e la stessa lenta fatica della crescita dell’albero, con tutta la sua scabra nodosità. Toccando le sue opere “le mani corrono sulle superfici ora incontaminate, lisce, morbide, ora increspate dalle scalfitture di un segno che traccia la storia della pelle che diviene corteccia (cit. Riccarda Turrina)”. Se nelle opere di Rocca la presenza umana si palesa attraverso i sottili accenni del suo operare, in Turra si rivela attraverso la sua poderosa e greve corporeità.  I due linguaggi artistici raccontano la vita di un uomo radicato ostinatamente, ma anche dolorosamente, alla sua terra.

Apertura: da domenica 20 dicembre 2015 a mercoledì 6 gennaio 2016 e da sabato 19 gennaio a domenica 27 marzo 2016, aperto tutti i giorni tranne il lunedì. Il restante periodo aperto sabato e domenica. Chiuso il lunedì, il 25 dicembre 2015 e il 1 gennaio 2016. Orario: 15.30-19.30 Ingresso: 2 Euro. Visita Guidata 2 Euro su prenotazione Info: Centro d’Arte Contemporanea, piazzetta Rizzoli 1, Cavalese, tel. 0462 235416, info@artecavalese.it

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A Tesero, “ riflessi d’arte”

Dieci artisti di fama internazionale e un noto critico d’arte italiano saranno al centro dell’offerta culturale di Tesero durante le feste natalizie. Sarà stata inaugurata oggi (sabato 19 dicembre) la mostra d’arte contemporanea “Riflessi d’arte”, allestita nella Sala esposizioni di piazza Cesare Battisti, curata dall’associazione culturale “RosSso Veneziano”, con il patrocinio del Comune di Tesero. Le opere saranno esposte fino al 10 gennaio (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 22.00). Inaugura “Riflessi d’arte” il critico e storico dell’arte Giorgio Grasso, stretto collaboratore di Vittorio Sgarbi, direttore e fondatore del quotidiano internazionale Art, editore dell’Istituto Nazionale di Cultura, già Coordinatore Generale del Padiglione Italia alla 54esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.  “Riflessi d’Arte” vede una selezionata rosa di dieci artisti nazionali e internazionali, provenienti da esperienze e correnti artistiche differenti, che hanno esposto in prestigiosi musei e gallerie, fra cui il Carrousel du Louvre di Parigi e il Museo Albrecht Durer di Norimberga. Gli artisti in mostra sono: Barbara Cappello, Bruno Lucatello, Sileno Marton, Lucia Nardelli, Alma Olivotto, Ciro Saetti, Vittoria Salati, Donatella Cassan, Francesca Ferri e un interessante artista di Tesero, Piergiorgio Doliana, che ha partecipato all’International Contemporary Art Expo 2015. Info: associazione culturale “RosSso Veneziano”, rosssoveneziano@gmail.com, cell. 388 9230961.

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Quando c’è passione, alla fine, si vince
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A Predazzo, nel 1982, un gruppo di appassionati di ferrovie e di modellismo ferroviario, decidono di formare un’associazione amatoriale. Il gruppo era allora composto da una decina di persone, e da una trentina di soci sostenitori. La prima mostra di modellismo ferroviario, fu fatta a Predazzo nel 1985, in piazza, sopra la ex Azienda di Soggiorno ed ebbe  un grande successo. Nell’anno 1990, per forza maggiore, il Gruppo si trasferisce in due scantinati della stazione delle autolinee di Predazzo. Viene fatta una mostra presso questa nuova sede nell’anno 1991, con una ricca esposizione di cartoline d’epoca della ex ferrovia Ora –Predazzo, ed un grande plastico sociale, in scala HO (1:87). Nel 1993 viene inaugurata una nuova mostra, sempre presso la stazione delle autolinee di Predazzo, ma in tre scantinati, uno adibito ad una ampia raccolta fotografica in collaborazione con il Gruppo Fotoamatori di Predazzo, un secondo locale con un circuito in fase di costruzione in scala 1  (1:32), ed un terzo locale con un plastico in scala HO (1:87). Purtroppo dopo un po’ di tempo una forte infiltrazione di acqua, invade i locali, danneggiando tutto il materiale che era depositato a terra. Nel frattempo non avendo altro locale disponibile per una nuova sede, il gruppo si unisce ad altri  appassionati : il Fermodellistico Feramatoriale Arnaldo Pocher di Trento. Dopo vari tentativi di ricerca per una sede, finalmente nel aprile del 2014, viene trovato un locale a Predazzo, che fa tornare la voglia di ricostituire il Gruppo in maniera autonoma, e quindi  viene costituito il GRUPPO MODELLISMO FERROVIARIO B51 PREDAZZO. Purtroppo la gioia per la nuova sede dura poco. Nell’ agosto dello stesso anno il locale viene venduto. Per fortuna, un nuovo appassionato, nel frattempo, si è unito al gruppo ed ha messo a disposizione un locale di sua proprietà e nell’ autunno del 2014 si è iniziata la costruzione di un plastico sociale di 10mq, in scala HO digitale. Nella nuova sede si possono ammirare, ora, oltre al grande plastico in costruzione, un plastico invernale automatico in scala HO, un plastico automatico in scala N (1:160), alcuni diorami che rappresentano la vecchia ferrovia della valle di Fiemme, un piccolo plastico da vetrina in scala N (1:160), ed alcuni modelli in scala G  (1:22,5) da giardino, oltre un grande numero di riviste. Oltre all’apertura fissa del sabato pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00 è possibile, su richiesta, visitare la sede contattando: Erich 3496498888 oppure Gian  3386031023. La nuova sede si trova a Predazzo zona artigianale  in via Dell’ Is-Cion 19 (dietro Pila Pneus)

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A Trento Claudio Bisio in «FATHER AND SON»

Sarà in scena da giovedì 17 a domenica 20 dicembre 2015 al Teatro Sociale di Trento «FATHER AND SON», quarto appuntamento con la Stagione di Prosa 2015/2016 del Centro Servizi Culturali Santa Chiara. Si tratta di un monologo interpretato da Claudio Bisio e ispirato a “Gli sdraiati” e “Breviario comico” di Michele Serra. La regia è di Giorgio Gallione.

E’ il racconto del rapporto padre/figlio radiografato senza pudori e con un linguaggio in continua oscillazione tra l’ironico e il doloroso, tra il comico e il tragico. E’ una riflessione sul nostro tempo inceppato e sul futuro dei nostri figli, sui concetti – entrambi consumatissimi – di libertà e di autorità, che rivela in filigrana una società spaesata e in metamorfosi, ridicola e zoppa, verbosa e inadeguata. Una società di “dopo-padri”, educatori inconcludenti e nevrotici, e di figli che preferiscono nascondersi nelle proprie felpe, sprofondare nei propri divani, circondati e protetti dalle loro protesi tecnologiche, rifiutando o disprezzando il confronto. Da questa assenza di rapporto nasce un racconto beffardo e tenerissimo, un monologo interiore (ovviamente del padre, verboso e invadente quanto il figlio è muto e assente) a tratti spudoratamente sincero. Giovedì 17 dicembre il sipario del Teatro “Sociale” si alzerà su «FATHER AND SON» alle 20,30. Sono previste repliche venerdì 18 e sabato 19 dicembre, sempre alle 20.30, e domenica 20 dicembre con inizio alle ore 16.00.

 

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Che la festa abbia inizio

In attesa dell’agognata neve e di un inverno degno di questo nome, vi diamo un po’ di “ dritte” su come si potranno trascorrere alcune ore spensierate nel dopo-sci, ricordando che la giornata di chi trascorre una vacanza in montagna si divide fondamentalmente in due: quando c’è luce e quando c’è buio, che spesso significa anche “quando si scia” e “quando non si scia”. Molti (non necessariamente giovani), dopo lo sci, non tornano nemmeno in albergo ma rimangono in giro a divertirsi per bere, ballare e divertirsi negli apres-ski. Basta aprire gli scarponi e la vita ti sorride. Stiamo parlando di locali nelle immediate vicinanze delle piste e all’arrivo degli impianti – che siano “voliere” o veri e propri pub. Non ci sono rifugi che organizzano apres-ski in quota (se non con rare eccezioni ed entro certi limiti di orario), dato che la legge non consente l’utilizzo delle piste – ancorché con un tasso alcolico elevato in corpo – dopo la chiusura degli impianti. A Canazei ad esempio il Paradis è una piccola baita in mezzo al paese proprio dove termina la pista di rientro che scende dal Lupo Bianco. A metà pomeriggio, c’è un eccellente equilibrio tra ragazzini e meno giovani e tra italiani e stranieri e più tardi l’età media si abbassa. Il Cliff, a due passi dall’arrivo della telecabina del Belvedere, è molto modaiolo con luci, neon e con le “cliffine” che giovedì sera ballano. Da quest’anno il Rifugio Des Alpes al Col Rodella offre una nuova voliera di 150 mq che chiude alle 16.45, prima dell’ultima corsa della funivia mentre a Pozza, all’arrivo della pista Vulcano del Buffaure, si entra alla Birreria Ta’ Mongo. Dall’altra parte della strada, proprio di fianco allo Ski Stadium, il Meeting è il bar più frequentato dagli sciatori di Coppa del Mondo che, senza eccezioni, entrano a riscaldarsi e a bere qualcosa tra un allenamento e l’altro. E se al Costalunga (e raccomandiamo di non bere alcolici prima di guidare verso casa) ci si dà appuntamento al Cpunkt dello Sporthotel Alpenrose per l’After Snow Night Party, in Fiemme la Cermisfera, all’arrivo della Olimpia, è nata da un’idea di tre famosi ristoratori locali che si sono inventati questo “bar, ristorante, après-ski, club & lounge” che serve le bollicine Ferrari e piccoli appetizer gourmet. La Stala del Nono invece ha uno stile molto più “alpino” ed il punto d’incontro di tutti quelli che conoscono bene Pampeago. E a Obereggen tutti al Tipi, la tipica tenda indiana all’arrivo della pista Ochsenweide e al Ganischgerhof, in occasione delle serate di martedì, giovedì e venerdì in cui lo snowpark è illuminato e attivo anche dopocena (fino alle 22.00).

 

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Novità: Festa “Esplosiva” del 10° Tour de Ski!

Fiamme sulla neve di Fiemme… al posto delle tradizionali candeline. Domenica 10 gennaio 2016, travolgerà i campioni e i fan della Final Climb un decimo anniversario radioso, con luci laser, nuvole di fuoco, spettacoli pirotecnici e musica dj. In alto i calici per il 10° FIS Tour De Ski e per tutti gli atleti che affrontano la salita sfiancante della pista Olimpia! Intorno alle 16.30, dopo le premiazioni, alla Stazione intermedia della cabinovia Alpe Cermis prenderà vita un party pirotecnico sulla neve che inviterà a divertirsi e a ballare. Fuochi d’artificio e fasci di luce irradieranno il cielo della montagna del Sole. Tutta la Val di Fiemme potrà ammirarli.

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