Guido Brigadoi

Inizia la campagna di vaccinazione

La campagna di vaccinazione antinfluenzale in provincia di Trento parte a novembre. Le persone interessate possono effettuare la vaccinazione dal proprio medico di medicina generale o, a partire da lunedì 3 novembre, negli ambulatori vaccinali dei distretti sanitari. Le vaccinazioni saranno eseguite fino al 15 dicembre, ma è consigliato effettuarle entro la fine del mese di novembre La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alla popolazione di età pari o superiore a 65 anni e alle persone di tutte le età esposte al rischio di complicanze gravi, tra le quali si ricordano, in particolare, i soggetti di qualsiasi età affetti da patologie croniche, i ricoverati in istituti per lungodegenti e le donne nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza. La vaccinazione è fortemente raccomandata anche al personale sanitario e a coloro che danno assistenza a persone ammalate, per proteggerli dalla malattia e per evitare di diffondere il virus alle persone assistite. La vaccinazione, inoltre, è proposta e somministrata gratuitamente, al personale che per motivi di lavoro ha contatto con animali come veterinari, allevatori e addetti all’attività di allevamento e trasporto di animali, alle forze di pubblica sicurezza, ai vigili del fuoco e al personale della Protezione civile. Le persone che compiono i 65 anni nel corso del 2014 saranno invitate dai servizi vaccinali territoriali ad effettuare, contemporaneamente alla vaccinazione antinfluenzale, anche la vaccinazione antipneumococco contro le malattie invasive causate dal pneumococco. Le persone che scelgono di farsi vaccinare negli ambulatori dei distretti sanitari possono contattare i servizi vaccinali per conoscere le sedi e gli orari delle sedute vaccinali. Altre informazioni relative alla campagna antinfluenzale sono disponibili in una sezione specifica della homepage del sito www.apss.tn.it.

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Leggere fin da piccoli

Fino al 27 novembre le biblioteche di Cavalese, Tesero e Predazzo organizzano una serie di iniziative per promuovere la lettura ad alta voce con i bambini. Un fitto programma di appuntamenti per grandi e bambini, una mostra bibliografia e giochi di lettura. La mostra raccoglie circa 160 libri per bambini da 0 a 7 anni organizzati nei percorsi studiati da esperti del settore che suggeriscono a genitori ed educatori i libri migliori di recente pubblicazione da leggere insieme ai bambini. Si tratta di un’occasione importante di vedere, esposti tutti insieme, i libri proposti dalle bibliografie distribuite dalle biblioteche. La mostra sarà in biblioteca a Cavalese dal 27 ottobre al 5 novembre, in Sala Bavarese a Tesero dal 6 al 15 novembre e nella sala della biblioteca di Predazzo dal 18 al 27 novembre. Numerosi nelle tre biblioteche gli appuntamenti di contorno: proposte di lettura e narrazione per i bambini della scuola materna e del nido, appuntamenti con le storie a libera partecipazione con i genitori, momenti di approfondimento per i grandi. Al progetto collaborano gli animatori Manuela Nervo, Emma Deflorian, Massimo Lazzeri, Elisa Bort e Lorenza Ongari e le esperte professioniste nel campo della lettura ai bambini e della letteratura per l’infanzia Maria Lunelli, Francesca Sorrentino e Elisabetta Vanzetta. Gli appuntamenti con le storie per i bambini cominciano martedì 28 ottobre in biblioteca a Cavalese al mattino per la scuola materna e nel pomeriggio, alle 17.00 per i bambini e i loro genitori. La prima occasione di approfondimento per i grandi, invece, è sempre a Cavalese, giovedì 30 ottobre alle 20.30 e porta il titolo “Storie in mostra: i libri per i piccoli raccontati ai grandi” a cura di Elisabetta Vanzetta, bibliotecaria esperta di letteratura per l’infanzia.

 

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Dolcetto o scherzetto

Ci siamo. Anche quest’anno siamo arrivati all’appuntamento con Halloween. E’ entrato da noi in punta di piedi, ma, negli ultimi anni, ha iniziato ad attecchire anche nelle nostre Valli. Oggi, il gruppo di ragazzini, vestiti in modo stravagante che bussano alla nostra porta urlando all’unisono “dolcetto o scherzetto”, è diventato sempre meno inconsueto. Noi adulti, invece, abituati alle nostre tradizioni secolari, (che siano il Carnevale ladino, San Martino, le desmonteghe o il più recente Oktoberfest), abbiamo fatto un po’ più di fatica a raccapezzarci. I ragazzini invece, più permeabili alle tradizioni di altri paesi e con la complicità di film e telefilm americani, hanno assimilato la novità e individuato una nuova forma di aggregazione e divertimento. Ora tocca a noi usare questa laicissima tradizione per farne momento di festa in attesa dell’arrivo di un lungo inverno. E tocca sempre a noi evitare di trovarci impreparati quando busseranno alla nostra. Come? Armandoci di dolcetti.

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Valivanzes

È l’ultimo dei tre piccoli libri, scritti da Stefano Dell’Antonio Monech e illustrati da Sonia Cian. Il titolo è “Valivanzes” (parità) ed è scritto integralmente il lingua ladina. «In questo libro – spiega l’autore – racconto sentimenti e valori del vivere. Con una immagine potrei paragonare questo breve scritto a un prato, un prato di parole libere da ogni siepe, da ogni vincolo, un’occasione per condividere e capire l’altro». Non per nulla il libro è di colore verde e le immagini, dal tratto sintetico, ma espressivo di Sonia Cian, riportano all’ambiente che ci circonda. I due testi precedenti, uno bianco e uno celeste, insieme a quest’ultimo compongono i colori della bandiera ladina. Un tributo e un atto d’amore dello scrittore alla sua terra.

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Referti online

La sanità trentina è sempre più telematica. Dopo la ricetta elettronica e la Cartella Clinica del Cittadino (TreC),  è entrato a regime il ritiro on line dei referti di laboratorio e di radiologia: per la valutazione dei propri esami non è quindi, più necessario, recarsi allo sportello a ritirare la busta con il cartaceo, ma basterà recarsi direttamente dal proprio medico di famiglia che potrà visualizzare, appena disponibile, il referto sul proprio computer. Se il paziente desidera conservare la copia del referto può salvarlo e stamparlo dal proprio computer. Nel periodo  di sperimentazione del sistema sono stati più di cinquemila gli assistiti che hanno visualizzato e stampato dal web circa 11mila referti, a dimostrazione che la modalità piace, anche e soprattutto perché risparmia al cittadino i tempi di spostamento e di attesa allo sportello per il ritiro. È sempre possibile recarsi alle casse per richiedere il cartaceo ma, al contrario di quanto avvenuto fino ad ora, i referti saranno stampati solo su richiesta e non saranno più conservati in attesa del ritiro. Il paziente al momento dell’accettazione dell’esame può richiedere il ritiro del CD con le immagini radiografiche o l’invio del referto, per posta, direttamente a casa , ma con l’addebito delle relative spese.

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Da Moena, al sud del mondo

Ci sono storie di straordinaria normalità che diventano piccoli miracoli. Una di queste è quella del Gruppo Amici Missionari Mani Amiche di Moena che, con la stessa passione ed entusiasmo, da cinquant’anni accompagna e sostiene i volontari missionari cattolici compaesani nelle loro missioni. Il Gruppo, nato nel 1965 dal desiderio di dieci amici volontari, ha iniziato quasi per gioco raccogliendo, casa per casa, carta, vetro e indumenti da inviare alle popolazioni africane. Poi, col tempo, i progetti sono cresciuti, anche grazie alle numerose offerte che continuavano ad arrivare. Dopo le mostre missionarie nelle quali, per trent’anni, si sono venduti oggetti, quadri, suppellettili e capi di abbigliamento realizzati dalle donne africane, o le cene povere che si svolgono tutt’ora, l’attenzione del gruppo “Mani Amiche” si è spostata verso altre iniziative, anche a mediazione culturale, come la realizzazione di alcuni progetti ad ampio raggio concretizzati soprattutto grazie al contributo economico della Provincia di Trento, che ha favorito le iniziative benefiche del sodalizio moenese. Ne sono un esempio la realizzazione di una cooperativa per pescatori in Mozambico guidata da padre Guido Felicetti, la scuola serale per adulti in Bolivia con suor Clelia Croce, la costruzione di una scuola in Uruguay grazie a suor Ausiliana Chiocchetti, l’acquisto di strumentazioni mediche e cliniche per un ospedale in Uganda, resa possibile grazie al gruppo della Fata delle Dolomiti insieme a fratel Elio Croce, la costruzione di un panificio in Brasile per permettere ai bambini delle favelas di Sao Paolo di imparare a fare il pane e consegnarlo insieme a suor Berta Defrancesco.  Inoltre è stato tradotto il vangelo dall’urugandese all’Acioli, lingua locale, grazie a padre Simone Zanoner. «Ma l’iniziativa più importante è sicuramente quella delle adozioni a distanza» sottolinea don Elio Sommavilla. Ad oggi sono più di 800 bambini, tra i 2 e i 18 anni che sono ospitati nel centro. «Il nostro compito è divulgare l’operato di padre Elio e invitare le persone ad adottare un ragazzo o un bimbo a distanza – raccontano al Gruppo Missionario -. Bastano pochi euro, infatti, per far felice per un anno un bambino e assicurargli un futuro sicuro». Padre Elio e diverse suore portano avanti questa sfida, offrendo ai ragazzi strumenti utili per la crescita e per trovare un lavoro. «Molti maggiorenni spesso rimangono al centro di recupero per aiutare insegnanti e infermieri somali a occuparsi dei bambini abbandonati». Da cinquant’anni, i volontari sul territorio di Moena, una decina, proseguono nel loro operato e sarebbero felici di vedere coinvolte anche le nuove generazioni. Come ha più volte asserito Gino Strada, c’è bisogno di uomini e donne, “che hanno imparato che ogni cicatrice ha un nome, che non tutte le ferite si rimarginano; ma che l’amore e la speranza possono far rimarginare”.

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Un anno di MuSe

Un anno fa riuscire ad entrare al MuSe di Trento era una avventura. Code interminabili e ressa nei cinque piani in cui si dispiega il museo progettato da Renzo Piano. Oggi a 15 mesi dalla sua inaugurazione, la visita è molto più agevole. Chi siamo? Da dove veniamo e dove stiamo andando? Sono queste le risposte che il MuSe intende dare ai suoi visitatori attraverso percorsi multimediali ed una grande attenzione, nelle presentazioni, alla tecnologia ed alle curiosità delle nuove generazioni. Ci vuole passione per le scienze e grande interesse per la nostra terra per apprezzarlo appieno. E poi tempo, tanto tempo, per tutti i passaggi e le sfaccettature che necessità una visita accurata e davvero soddisfacente. Il consiglio? Prendersela comoda, staccando ogni tanto per prendere fiato, magari facendo una passeggiata nell’adiacente quartiere delle Albere, anch’esso progettato da Renzo Piano. Un quartiere ancora praticamente deserto con qualche bar e poco più. Se il MuSe è decollato ed ha avuto, in un anno, una marea di visitatori, lo stesso non si può certo dire del quartiere limitrofo. Ad oggi, un luogo affascinante ma vuoto. Una vera sfida per chi lo aveva immaginato brulicante di attività e di vita sociale. Decollerà?

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Il bene comune

“CHARTE DE REGOLA… ROBE DE TUTI, ANCA MEA” è uno spettacolo portato in scena dalla compagnia teatrale” Un paese nelle nuvole” di Fucine in provincia di Trento. Il tema proposto è quello del bene comune, della terra, e di tutto ciò che da essa deriva. Oltre il mero profitto, quindi, allo scopo di riappropriarci di una armonia che rischia di sfuggirci di mano. I pascoli, i boschi ci hanno permesso, nei secoli passati, di creare una comunità. Cosa rimane di quello slancio di autogestione del territorio e delle sue tradizioni? Saremo in grado di salvaguardare non solo lo spirito che ha spinto i nostri avi nella realizzazione di questo progetto, ma anche la “ materialità” delle conquiste dei nostri predecessori? Se pur non in maniera esplicita, questo lavoro teatrale cerca di dare risposta a tali domande ricreando le atmosfere, i dubbi e le speranze che hanno caratterizzato tutte le donne e gli uomini che hanno lottato, nei secoli, per il nostro bene comune. L’appuntamento è per sabato 29 novembre alle ore 20.30 presso il salone Clesiano nel Palazzo della Magnifica Comunità a Cavalese. Ingresso gratuito.

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Gli animali, i nostri migliori amici

Nuovo direttivo in rosa per l’associazione “Amici degli animali Valle di Fiemme”, da anni impegnata ad assistere animali in difficoltà. Sei donne volenterose che si propongono nuovi obiettivi, a partire dalla neo presidentessa Marzia Comini, pronta a innovare il sistema di gestione dell’Associazione insieme a Stefania Villotti, Lara Brigadoi, Petra Tescari, Franca Genetin e Miriam Locatin. Uno dei progetti riguarderà il censimento e l’assistenza delle colonie feline presenti nelle due valli, esercitando il controllo della popolazione di gatti randagi mediante sterilizzazione. Attualmente le colonie censite sono otto a Predazzo, una a Ziano, tre a Cavalese, due tra Valfloriana e Carano una a Varena, in fase di verifica quelle di Predazzo e Tesero. Oltre all’assistenza ai gatti, il sodalizio avrà un occhio di riguardo anche per i cani, in particolare nella nuova area nel comune di Cavalese, in località Dossi. Si tratta di un’area molto ampia (oltre 1000 mq) facilmente accessibile a tutti. «L’area è stata realizzata con il supporto tecnico del Servizio veterinario provinciale, rispettando tutti i parametri di sicurezza e di tutela dei nostri amici a quattro zampe – spiega Marzia Comini -. Oltre un’adeguata recinzione in legno, è stata predisposta anche un’area di raffrescamento e abbeveramento, al fine di garantire un servizio a 360°. All’interno dell’area è stata realizzata anche una struttura per la custodia temporanea dei cani smarriti o abbandonati, gestita dall’Associazione». In programma anche una campagna di sensibilizzazione per diffondere la conoscenza delle attività dell’associazione sul territorio, al fine di sensibilizzare i cittadini su temi quali la sterilizzazione sia canina sia felina, l’adozione di animali abbandonati e la presenza di colonie feline o animali in stato di abbandono e randagismo presenti su territorio.

 

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E’ stata inventata la neve perenne

Alla presentazione del prototipo del nuovo “cannone” per la produzione della neve, (che si è tenuta oggi allo stadio del fondo di Lago di Tesero), le reazioni dei presenti erano tra lo stupefatto e l’incredulo. Come dargli torto. Il nuovo macchinario permette infatti di produrre neve a oltre 15 gradi sopra lo zero anziché ai meno 3 degli ormai obsoleti cannoni che a tutt’oggi usiamo sulle nostre piste. Il tutto senza l’utilizzo di additivi chimici. In realtà le cose non sono cosi’ semplici poiché per mettere in produzione questa meraviglia è ora necessario trovare i finanziatori. Ma chi sono coloro che hanno realizzato questo miracolo? Il team è composto da Francesco Besana, ingegnere di origine bergamasca e trentino di adozione, Fabiano Maturi, ingegnere e dipendente delle funivie di Pinzolo, Giuseppe Franchini, docente all’Università di Bergamo e Anna Vanzo, laureata in Economia e Commercio e impiegata dell’ApT della Val di Fiemme. Dopo anni di lavoro e di notti insonni il progetto “NeveXN è realtà . La startup co-finanziata dalla Provincia di Trento e dall’Europa ha permesso di realizzare un prodotto che può contribuire allo sviluppo del turismo invernale e non solo. Speriamo sfugga alle pastoie burocratiche e dia la soddisfazione che merita ai suoi ideatori.

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