Guido Brigadoi

Imperdibili, oggi e domani, a Bolzano

Fare la band tributo è un affare serio. Ti presenti di fronte ai fans di un artista che tu vuoi rappresentare e cerchi di emozionare un pubblico, (preparatissimo e motivato). Il pubblico che si approccia al tuo concerto ha un atteggiamento ambivalente:  da un lato vuole rivivere le emozioni dei suoi idoli, ma dall’altro è anche pronto a farti a pezzi se non sei all’altezza delle sue aspettative. Se poi il tributo è dedicato ai Genesis (tra i maggiori rappresentanti del rock progressivo degli anni ’70), la sfida è ancora più improba, sia per la complessità  delle composizioni e dei suoni della band inglese, ma anche per la forte personalità dei suoi componenti (  vedi tra tutti Peter Gabriel). Questa sfida  è certamente riuscita, negli anni, ai canadesi Musical Box, (proprio in questi giorni in Italia), ma anche ai bolzanini Supper’s Ready che sono ormai noti in Europa per il loro ottimo tributo ai Genesis, (rigoroso e coinvolgente). Doppio loro concerto al Carambolage di Bolzano, oggi e domani alle 21.00. Se amate i maestri del progressive, l’appuntamento è imperdibile.

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Imperdibile, sabato, a Trento

Torna al Sociale per l’apertura di InDanza 2015/2016 la compagnia francese Käfig, beniamina del pubblico per la capacità innata di attraversare e unire le generazioni. Il suo ritorno è con il fantasmagorico Pixel, spettacolo che vede l’incontro tra danza hip hop e i mondi virtuali della tecnologia 3D. Teatro Sociale, 31 ottobre 2015, h. 20.30 Indiscusso re dell’hip hop francese da oltre un ventennio, Mourad Merzouki, fondatore e guida della compagnie Käfig, nonché primo direttore di un Centre Chorégraphique National proveniente dalla cultura hip hop, è coreografo al passo con i tempi. Impossibile non farsi sedurre dalle tecnologie digitali e dalle nuove frontiere dell’uso scenico di questi mondi virtuali. Grazie all’incontro con Adrien Mondot e Claire Bardainne, artisti informatici attivi dal 2004 a Lione nella realizzazione di progetti spettacolari e mostre in cui il digitale e le sue applicazioni 3D fanno da contraltare al mondo reale, Merzouki ha pensato a un progetto comune da cui è nato nel 2014 lo spettacolo di successo Pixel.

In Pixel l’energia e il virtuosismo della danza hip hop incontrano la bellezza dell’illusione di un mondo virtuale fatto di sintesi numeriche e immagini elettroniche, liriche e coinvolgenti, che mettono la persona con le sue storie e le sue emozioni al centro di tutto.

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Una nuova passione contagia la valle di Fiemme

La val di Fiemme Basket è un’associazione che promuove attività sportive e sociali ed è inoltre impegnata a  diffondere la pratica della pallacanestro tra i giovani. Si è distinta anche, nel corso degli anni, per una serie di attività che le hanno permesso di ottenere il marchio Family. Oltre a tutto ciò è entrata in partnership con il team di serie A Aquila Basket Trento, avendo così il privilegio di far giocare il proprio settore giovanile sul campo di serie A.  Non sono mancate le visite, in Valle dei giocatori americani dell’Aquila che si sono prestati a spiegare lo sport del basket così come la lingua inglese attraverso apposite sessioni ed incontri con gli studenti. Per la stagione in corso sono previsti otto raduni di minibasket organizzati in tutto il Trentino ai quali i nostri mini-atleti parteciperanno nel corso della  stagione. Per quanto riguarda il settore giovanile l’associazione presenta, per la prima volta, due squadre che militeranno nei campionati under 13 ed under 16. Gli under 13 sono al secondo anno di attività e puntano a migliorare i già ottimi risultati lo scorso anno, mentre gli under 16 sono una novità assoluto per la pallacanestro in Valle di Fiemme con una squadra ancora in formazione ma che conta già su 20 ragazzi appassionati che hanno risposto con entusiasmo all’iniziativa di creare una squadra giovanile. nel complesso, nel giro di 5 anni, l’associazione che opera su tutto il territorio valligiano è passata dai 30 iscritti iniziali agli attuali 80 suddivisi in 4 squadre: minibasket, under 13, under 16 e promozione.

Per  eventuali info su orari e allenamenti può essere consultato il sito www.valdifiemmebasket.it mentre per altre informazioni può essere sentito il responsabile del settore giovanile Giuseppe Stilo al 347/6251957 oppure si può anche scrivere una mail a lmich83@libero.it.

L‘associazione informa inoltre che il direttivo è composto da Luca Mich (presidente), Federico Zazzeroni (responsabile under 16), Giuseppe Stilo (responsabile under 13 e minibasket) e Marco Tomaselli (consigliere). Gli allenatori sono Fiorella Cenati (under 13), Davide Laganà (under 13) e Federico Zazzeroni (under 16).

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Ron Ivany, un allenatore dalle mille vite

Coloro che da anni frequentano con costanza le piste ghiacciate considerano Ron Ivany, l’allenatore dell’HC. Fassa Falcons che milita in serie A, uno dei “monumenti viventi” dell’hockey di casa nostra. Nato a Toronto (Canada) nel 1949, dopo una carriera da giocatore bruscamente interrotta da un incidente automobilistico, ha iniziato ad allenare molto presto unendo studi specifici (laurea e master in Educazione presso la Ohio University) ad esperienze subito importanti. Professore alla Kent State University dal ’72 al ’81 in materie e discipline atletiche, agli albori ha affiancato l’attività di allenatore a quella di scout hockeystico per i famosi Minnesota Wilds di NHL. In Canada ha allenato in OHL i Guelph Storms, ma i suoi successi sono prevalentemente europei. Nel suo palmares vanta la vittoria in DEL, il prestigioso campionato tedesco, con gli Adler Mannheim, oltre ad una stagione sulla panchina dello Schwenningen. In Svizzera ha condotto alla finale il Davos, è stato nominato coach alla mitica Spengler Cup ed ha poi guidato anche la panca del Langnau. In Austria, nel triennio dal ’94 al ’97, ha portato il Villach alla conquista di una finale. In Italia, arrivato giovanissimo, con il Gardena ha conquistato subito due scudetti consecutivi (1979/80 e 1980/81). Sotto la sua guida il Bolzano ha trionfato in Alpenliga nella stagione ‘93/’94. Con il Milano ha vinto la serie B. Ha portato il Renon alla conquista dei primi due trofei della sua storia: Supercoppa e Coppa Italia. Prima di quest anno si era già seduto sulla panchina del Fassa dal 2003 al 2005 conducendo i ladini al terzo posto finale. Dopo aver allenato il Valpellice, nel 2012 ha lasciato l’Italia per provare un’esperienza nel lontano Giappone. Nel paese del Sol Levante, infatti, si è accasato all’OJI Tomagamai prima di concedersi un paio d’anni lontano dalle piste per curarsi a dovere da un problema alle anche.

Giorgio Pedron                                                                                                                                                                                                                                                                                             foto: www.sportnews.bz

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Una coppia con i fiocchi

Sergio Liberatore e Michele Ciresa, rispettivamente direttore sportivo e capitano della formazione sono due personaggi per i quali non servono presentazioni. Liberatore si è ritirato dall’hockey giocato nel 2003, dopo 18 campionati di serie A sulle spalle vestendo la casacca del Fassa per tutta la carriera. È ricordato come uno dei difensori tra i più duri della storia dell’hockey nazionale e del quale sono rimasti memorabili alcuni suoi “round pugilistici” in un periodo in cui contatto fisico e lealtà sportiva andavano a braccetto, prima di essere messi in naftalina per lasciare spazio a uno sport in cui si fischia tutto o quasi, dalla semplice carica in balaustra alla trattenuta più banale. In seguito, sino al 2009, ha ricoperto il ruolo di team manager del sodalizio fassano, prima che la sua carriera lavorativa prendesse altre strade. Da quest’estate è arrivato al Fiemme per svolgere part time il ruolo che lo ha sempre affascinato. Ciresa, invece, ha militato per dodici stagioni in serie A (dal 1999 al 2011). Il 35enne attaccante di Cavalese ha esordito giovanissimo nel Fassa dove, nel campionato 1999/2000, ha raccolto 31 presenze e 21 punti. Da lì sono seguite altre sei stagioni con la maglia dei ladini, per poi passare nel 2006/07 all’Asiago. Dopo un campionato con i veneti “Ciri” cambia nuovamente casacca passando al Pontebba. In terra friulana è rimasto per ben 4 anni, durante i quali si è tolto la soddisfazione di vincere una Coppa Italia e di lasciare tanti bei ricordi ai tifosi. Nel corso della sua carriera ha giocato 430 gare di serie A realizzando 250 punti, frutto di 120 gol e 130 assist. Oggi, dall’alto della sua intatta professionalità e freschezza fisica, guida l’attacco del Fiemme ed è il faro della squadra con la “C” puntata sul petto.

Giorgio Pedron                                                                   

 foto: www.hockeytime.net

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Nomen omen

Paradiso. Il posto più bello che c’è. Ma per gli sciatori provetti anche una pista da” cavalcare” fino in fondo, tutta d’un fiato. Si chiama così la regina delle piste di passo Rolle. Salendo in seggiovia si ha, alla propria sinistra, una vista da sballo: le Pale di San Martino. Passo Rolle, destinazione storica, bellissima in tutte le stagioni ma, paradossalmente assente, insieme alla vicina Bellamonte, dalle azioni promozionali che devono sostenere una destinazione turistica. Bellamonte e Passo Rolle soffrono. Potrebbero essere fiore all’occhiello dei nostri turismi ma danno la sensazione di essere abbandonate. Di Bellamonte si diceva che era la strada angusta che la penalizzava ma ora, nonostante si salga da Predazzo comodamente, nulla pare cambiato. E cosa dire del Passo di Lavazè, altro gioiellino di Fiemme. Gli ultimi Campionati del Mondo avrebbero dovuto essere la sua grande occasione di rilancio. Alla fine un parcheggio, un sottopasso e poco più. E’ un peccato anche perché queste località hanno, oltre ad una storia importante,anche una personalità, che, ben evidenziata, renderebbe ancora più ricco e variegato il nostro turismo. Accanto alle destinazioni di massa c’è bisogno di luoghi che possano essere culto per viaggiatori che desiderano luoghi davvero unici. Noi abbiamo la fortuna di averli. L’Alto Adige insegna come valorizzarli.

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C’è qualcuno in casa?

Il dibattito è accesissimo. Dopo l’uccisione del ragazzo albanese, (freddato dal pensionato lombardo che, esasperato da varie intrusioni ladresche nella sua casa, lo ha colpito a morte sulle scale esterne della sua villetta) e le successive demenziali intrusioni televisive del leghista Buonanno, (che si è presentato in TV munito di pistola dichiarando che, da Sindaco, contribuirà con un 30% all’acquisto di armi per l’auto difesa dei suoi concittadini,) nei bar, nelle case ed in ogni dove, non si sente parlare d’altro che non sia il tema della nostra sicurezza. Anche noi, forse in misura minore, abbiamo il problema delle intrusioni in casa, una questione che in altre zone d’Italia è divenuto un vero e proprio flagello. Se ne parla poco, ma i furti nelle abitazioni sono anche un nostro problema. Nelle nostre Valli i ladri agiscono principalmente in determinati periodi dell’anno e in special modo presso le abitazioni periferiche. Le forze dell’ordine tengono un costante monitoraggio della situazione e fanno un lavoro di intelligence utilissimo ma, ( vista la vastità del territorio da controllare e l’alto numero di abitazioni “ isolate” oltre alle innumerevoli seconde case disabitate per buona parte dell’anno) particolarmente impegnativo. E noi cittadini cosa possiamo fare? E le pubbliche amministrazioni cosa fanno? Mi pare di poter dire che il tema della sicurezza non sia all’ordine del giorno dei nostri amministratori e quando lo è viene poco e male comunicato. In molte zone del nostro territorio andrebbe implementata l’illuminazione notturna, le telecamere di sorveglianza potrebbero essere aumentate e segnalate allo scopo di creare deterrenza e inoltre sarebbe certamente utile  venissero promossi alcuni incontri pubblici nei quali fossero affrontati questi temi dando utili informazioni e consigli. Vi è poi l’atteggiamento individuale che dovrebbe essere meno emotivo : bando agli sceriffi e invece una spinta alla promozione per l’acquisto di un buon cane da guardia. A questo punto avremo in caso un nuovo amico fedele e vigile anche se cresceranno i contenziosi con i nemici dei “cani piscioni”, ma questo è un altro tema di attualità che andrebbe ben bene affrontato.

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Le donne in prima linea

“Donne in prima linea” è il nome del calendario di eventi di cui hanno fatto parte le due giornate del 9 – 10 ottobre scorse organizzate dall’Associazione “La Voce delle Donne” di Fiemme e Fassa sui luoghi della Prima Guerra a Moena . Sono state due giornate davvero interessanti e stimolanti, che hanno previsto la visita guidata alla Mostra della Gran Vera, ospitata nel Teatro Navalge, e l’escursione sui luoghi interessati dai combattimenti alla scoperta di trincee, postazioni, gallerie e baraccamenti, in compagnia dell’Associazione storica “Sul fronte dei ricordi”. Il senso dell’iniziativa va cercato nell’esigenza di dare voce all’importanza, sempre molto sottovalutata, del ruolo femminile durante i vari conflitti. Le donne, infatti, nei libri di storia appaiono sullo sfondo, ricordate in qualche passaggio, come se il sacrificio e la loro esistenza fossero di secondo piano, invece sono state protagoniste al pari degli uomini e la società deve molto al loro lavoro ed al loro impegno. La Prima Guerra, nello specifico, ha visto il trasferimento al fronte di migliaia di uomini e questo creò immensi vuoti che minacciarono di bloccare, o per lo meno di rallentare fortemente la vita di tutti i paesi coinvolti. Ben presto però le macchine produttive di ciascuna realtà nazionale, ricominciarono a marciare a pieno regime, grazie alla nuova linfa di interi plotoni di donne che, lasciato il focolare domestico, invasero i campi, le fabbriche. Molte di loro presero il posto dei campanari, tassisti, cancellieri di tribunali, telegrafisti, maestri e persino infermieri che erano impegnati in battaglia. Così in quei lunghi e durissimi anni le donne uscirono da una routine fatta di “casa, cucina e bambini” e dimostrarono, a se stesse e al mondo, il loro valore e il loro coraggio. Di questo e di molto altro si è parlato durante l’incontro conviviale con i partecipanti all’evento, in un clima denso di commozione e rispetto per chi la guerra l’ha vissuta, senza alcuna differenza di genere. Il progetto “ Donne in prima linea” non intende, però, dimenticare la sofferenza di chi, nel nostro tempo, sta vivendo la guerra sulla propria pelle quindi non terminerà con questo appuntamento ma, anzi, proseguirà in futuro con incontri e momenti di riflessione per affrontare ed approfondire altri conflitti che perdurano nel mondo, sempre con un occhio di riguardo al punto di vista femminile.

 

 

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Cantare oh oh oh oh

“Il Tuo Festival” (ITF) è un concorso d’interpretazione musicale che ha l’obiettivo di promuovere i giovani talenti in campo musicale. L’evento è sviluppato e gestito da un team di giovanissimi professionisti del settore fassani e fiemmesi e si svolgerà a Moena il 26, 27, 28 NOVEMBRE E il 5 DICEMBRE presso la sede de “La Grenz”(selezioni) e al Teatro Navalge (finale). Il concorso prevede la promozione dei partecipanti con esibizioni live, aperte a cantanti, cantautori e gruppi musicali. Il tema del festival è l’interpretazione in maniera originale e innovativa di noti brani musicali, attraverso qualsiasi genere (rock, pop, metal, jazz, rap, ect.). Lo scopo primario è quello di spronare la fantasia dei giovani talenti nel riadattamentodei pezzi, scelti per l’occasione dall’organizzazione, con la finalità di stimolare l’esecuzione e l’espressione innovativa dell’artista. Non sono tenute conto semplici cover e/o imitazioni dei brani/artisti assegnati. I brani da interpretare sono 2 per ogni partecipante. I brani scelti sono ROCK’N’ROLL ROBOT di Alberto Camerini e PURPLE RAIN di Prince, più un brano extra a piacere, in qualsiasi lingua. I premi in palio sono: 1° premio 1.000 €, 2° premio 500 €, 3° premio 250 €. Sarà inoltre assegnato il Premio Wella all’artista che sfoggerà il miglior look.

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Topolino dice 33

Le due giornate di sabato 23 e domenica 24 gennaio al Centro del Fondo di Lago di Tesero, in Trentino, saranno all’insegna dell’entusiasmo, del divertimento e non solo, anche l’agonismo occuperà una fetta importante, con le gare del Trofeo Topolino Sci di Fondo inserite nei calendari FIS e FISI. Baby, Cuccioli, Ragazzi ed Allievi si affronteranno in tecnica classica lungo diverse distanze, il tutto sotto la supervisione del GS Castello di Fiemme. Sabato 23 gennaio sarà dedicato interamente a Baby, Cuccioli e al Trofeo Topolino Revival, con a seguire cerimonia di benvenuto per tutte le rappresentative, allietate da uno spettacolo pirotecnico allestito in serata a Castello di Fiemme, mentre al cinema teatro comunale di Tesero ci sarà una proiezione a ingresso libero di un film Disney per i bimbi. Domenica 24 gennaio toccherà a Ragazzi ed Allievi cimentarsi con il fondo, mentre nel pomeriggio, al termine di spettacoli di intrattenimento e giochi, la cerimonia di premiazione concluderà questa 33.a edizione. Nel 2015 la Val di Fiemme per la “due giorni” del Trofeo Topolino Sci di Fondo ha ospitato 1300 giovani provenienti da ogni parte d’Europa, un evento che dal 1984 non ha mai mancato un appuntamento.

Ulteriori info: www.trofeotopolino.it

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