Ballano coi lupi cecoslovacchi

Molti lo temono, ma c’è anche chi sfida l’atavica paura del lupo allevando il loro più prossimo cugino: il cane lupo cecoslovacco. Nelle valli dell’Avisio, infatti, sono circa una trentina i cani lupi cecoslovacchi.

La prima cosa da sapere è che il lupo cecoslovacco non è essenzialmente un lupo puro, ma è una razza canina relativamente recente, nata da un esperimento condotto nel 1955 nell’allora Cecoslovacchia. Il progetto era quello di creare una razza di ibrido tra cane e lupo che avesse la tempra, la mentalità e l’addestrabilità di un pastore tedesco, assieme alla forza, alle caratteristiche fisiche e alla resistenza di un lupo. In sostanza, doveva avere l’aspetto del lupo e il carattere del cane. Il cane lupo cecoslovacco è nato da un progetto di selezione che ha incrociato 48 esemplari di pastori tedeschi da lavoro con quattro lupi euroasiatici (Brita, Argo, Sarik e Lejdy).

Proprio per la sua familiarità con le caratteristiche del lupo, non è un canide usuale. Va addestrato quasi quotidianamente e va “tenuto presente” il suo istinto predatorio in alcuni luoghi a lui familiari.

Con il padrone instaura un legame molto forte, fatto di grande fedeltà, rispetto e affetto. L’attaccamento al proprietario deriva direttamente dallo spiccato istinto di branco che lo porta a identificare nell’uomo il proprio leader, se quest’ultimo saprà essere un buon capo. Ci vuole molta pazienza e bisogna sapersi imporre con la giusta autorità, perché il lupo deve sentirsi sicuro e sapere che il suo padrone è il capobranco. Ce lo racconta Omar Cavada di Molina di Fiemme, padrone di due cani lupi cecoslovacchi: una femmina di cinque anni e il suo cucciolo di un anno e mezzo. “Bisogna avere molta costanza e pazienza – spiega Cavada -. Se a un cane comune in due anni puoi insegnargli di tutto, per un lupo cecoslovacco la questione è diversa, perché devi essere sempre presente e sempre attento alla sua educazione. Sono cani molto tranquilli, ma non tollerano invasioni di spazi, quindi, vanno gestiti bene nei luoghi pubblici. Comunque, sanno essere anche molto fedeli e socievoli”.

Ma cosa accade quando un cane del genere, entra in un bosco, suo luogo ancestrale memoria?

“Diciamo che la gestione non è semplice nel bosco – racconta Omar Cavada – perché il richiamo istintuale e predatorio del cane selvatico è forte e la preda è una distrazione fortissima. Per questo motivo devono essere addestrati”.

Dello stesso parere è la pedagogista Sonia Boschetto di Carano che ha adottato un cane cecoslovacco pochi mesi fa, dopo un percorso personale di formazione e intenzionalità durato 10 anni. “Ho preso Yannick da un allevamento, lo scorso luglio, dopo un percorso personale in qualità di addestratrice con la collaborazione di educatori cinofili dell’Associazione “Dialoga con il tuo Cane” di Moira Tovazzi. Volevo essere pronta al suo arrivo. Come ha detto un mio istruttore, bisogna considerare due cose se si ha l’idea di adottarne o acquistarne uno: “Aspettati il peggio e andrà bene. Sappi che è un cane che fa le cose con te, non per te”. Quindi, vorrei dire che se non si conosce il modo di vivere e soprattutto di comunicare del lupo, non si può capire fino in fondo il cane lupo cecoslovacco”.

L’addestramento deve essere costante e precoce, come ci racconta chi questi cani li addestra e li ama da sempre, Alessio Bolognani di Predazzo, addestratore cinofilo qualificato Enci e presidente ed ideatore del “Giardino dei Cani Felici” di Ziano di Fiemme. “Dalla mia esperienza personale – confida Bolognani -, sia come proprietario sia come addestratore, mi sento di classificare questo cane come un cane non per tutti”. Non per una questione di “capacità”, ma più per una questione di stili di vita e di aspettative. “Il cane lupo cecoslovacco – precisa l’addestratore – ha bisogno di essere seguito molto, ha una memoria genetica molto povera per cui molti comportamenti nella vita urbana, sociale umana e familiare, vanno costruiti con molto tempo, pazienza, e facendosi seguire da un esperto. Prima di comprarne uno è bene informarsi, conoscere i genitori del cucciolo, e farsi un esame di coscienza. Basare la scelta solo sulla bellezza o su una moda è la causa principale di ripensamenti, adozioni o peggio abbandoni. Certamente è affascinante, bello, elegante. Sintetizza le caratteristiche morfologiche del suo antenato, ma porta con sé anche aspetti ancestrali da non sottovalutare. Non è un cane che necessita di grandi spazi, piuttosto ha bisogno del contatto stretto con i membri della sua famiglia, tant’è che sa adattarsi ai ritmi di vita del proprietario, che sia un tipo sportivo oppure sedentario. Inoltre, questa razza è piuttosto competitiva con gli altri cani. Infatti, più che sul gioco ludico, concentrano le interazioni sociali su rituali di sottomissione e di forte gerarchia, per questo vengono definiti poco sociali e poco socievoli. Sono cani che vanno accettati per quello che sono, gestiti in modo adeguato ed a cui va dedicato moltissimo tempo”.

Animali certo che non smettono mai di sorprendere e sorprenderci, ma per la loro vicinanza alla linea selvatica, vanno rispettati ed accompagnati “per la zampa” nella loro crescita a stretto contatto con l’ambiente urbano.

Federica Giobbe

 

 

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