Berlin, Tiergartenstrasse, l’altra shoah

Duecento studenti dell’istituto di istruzione “La Rosa Bianca” di Cavalese hanno potuto vedere in anteprima il documentario «Berlin, Tiergartenstrasse. L’altra Shoah», che racconta la terribile vicenda della Shoah dei disabili. Il video, curato da Franco Delli Guanti, di fatto trasferisce sullo schermo la mostra che Anffas Trentino da un paio di anni sta portando in tutto il Trentino per far conoscere una tragica pagina di storia per molti anni rimasta chiusa nei cassetti e sconosciuta ai più: il progetto, noto come “Aktion T4”, realizzato in nome della purezza della razza e del risparmio di risorse economiche, ebbe inizio prima dei campi di concentramento e terminò addirittura dopo la liberazione. In occasione della Giornata della Memoria, in collaborazione con Anffas Trentino, il vicepreside Michele Malfer ha introdotto la proiezione, seguita da una discussione tra studenti e ospiti. Presenti venerdì a Cavalese, il regista Delli Guanti, il direttore generale di Anffas Trentino Massimiliano Deflorian, Federica Gerola (operatrice Anffas, curatrice della mostra su Aktion T4), lo storico di Pergine Valerio Fontanari.

Il video contiene numerose testimonianze, tra cui quelle di Alex Zanardi, Marco Paolini e il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, con richiami anche all’attualità. Quando una vita è degna di essere vissuta? È la domanda di fondo che accompagna l’intero film. La storia raccontata si è svolta più di settant’anni fa eppure ancora oggi può essere attuale. Il viaggio di Franco Delli Guanti è iniziato da Kaufbeuren, cittadina a poco meno di cento chilometri di distanza da Monaco di Baviera. Qui negli anni ’80 arrivò quale direttore un giovane medico, Michael von Cranach, chiamato a mettere in pratica la riforma psichiatrica attuata dal governo tedesco. Gli archivi che si trovavano negli scantinati nascondevano dei segreti terribili. È soprattutto grazie a quest’uomo se oggi possiamo conoscere l’atroce progetto di eutanasia nazista compiuto a danno di circa trecentomila disabili e malati mentali. Von Cranach si è messo a disposizione per dare consulenza scientifica nella realizzazione del documentario.

Il vicepreside Michele Malfer commenta: “Quest’anno abbiamo organizzato due diversi momenti di riflessione sulla memoria. La settimana scorsa metà studenti hanno partecipato all’intitolazione ad Arpad Weisz del palazzetto dello sport della scuola; venerdì l’altra metà ha assistito alla proiezione del toccante documentario sulla Shoah dei disabili. Quest’ultima proposta rientra in un percorso decennale di collaborazione con Anffas Trentino, che si è concretizzato negli anni con tirocini, progetti e nel 2015 nella visita alla mostra su Aktion T4. Riteniamo fondamentale continuare a raccontare le storie della Shoah, che ci permettono di riflettere sull’inclusione, anche ai giorni nostri. Agli studenti, a conclusione della mattinata, ho voluto ribadire l’importanza della memoria, che non può essere fine a sé stessa, ma deve essere generativa: sono convinto che la memoria debba tradursi in un inno alla vita”.

 

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