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Schizofrenia comunicativa

Il 30 dicembre, la giunta della Comunità di Valle di Fiemme si dichiara solidale con lo sciopero della fame di Loris Welponer: tutti concordi nel ritenere inaccettabile la cancellazione del Punto Nascita dell’Ospedale di Cavalese. La Provincia, dal canto suo, già da tempo intende dismettere il servizio nelle periferie. Non ci sono i numeri per continuare a partorire. Il servizio è anti economico e per garantire la sicurezza dei nascituri e delle mamme e meglio che si nasca a Trento. Segue ampia discussione, polemiche prese di posizione, fino allo sciopero della fame e alle dichiarazione di Zancanella & Co. Oggi, il quotidiano l’Adige titola”Maternità, un’iniezione di fiducia” e ancora “nascite in ripresa”. Nell’articolo del giornale trentino, Alessandro Arici, responsabile del progetto “ Parto per Fiemme”, dichiara che già dall’estate scorsa vi è stata una inversione di tendenza. Importiamo partorienti dalle località limitrofe ed ospitiamo gestanti che vogliono partorire nel nostro Ospedale. Insomma, stiamo ritornando ad essere competitivi e ad avere i numeri per tenerci il Punto Nascita. Il problema, a questo punto è che di fronte a questa schizofrenia comunicativa il cittadino rischia di perdersi e di non capire cosa stia veramente accadendo. Chi parla con lingua diritta e chi invece con lingua biforcuta? Ci sorge un dubbio. Tra qualche mese sono previste le elezioni comunali. Tutto ciò che sta avvenendo avrà qualche cosa a che fare con questo appuntamento?

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Arrivano le streghe

Domenica 4 gennaio, torna a Cavalese il “Processo alle Streghe”, la manifestazione organizzata dal Comitato Rievocazioni Storiche guidato dal presidente Antonio Vanzetta e patrocinato dal Comune di Cavalese e dall’APT Val di Fiemme. Ancora una volta, come avviene ormai da 30 anni a questa parte, per una sera Cavalese rievoca gli antichi fatti realmente accaduti cinque secoli or sono dal 1501 al 1505 e che portarono alla condanna a morte di 14 persone accusate di stregoneria. Seguendo il canovaccio ormai collaudato, nato a suo tempo da una fortunata intuizione di Miriam Betti Pederiva, il “Processo alle Streghe” non pretende di spiegare compiutamente una pagina così drammatica della storia fiemmese, ma intende mantenerne viva la memoria lasciando a ciascuno la possibilità di approfondire serenamente queste vicende. Soprattutto, con lo spettacolare rogo finale, il Comitato Rievocazioni Storiche propone di bruciare metaforicamente le streghe del nostro tempo, quali le angosce, gli egoismi e le incongruenze dei giorni nostri, così da scacciare i mali della nostra società e augurare a tutti un nuovo anno più sereno. La manifestazione che vede coinvolte oltre 100 comparse prenderà il via alle ore 21.00 dal Palazzo della Magnifica Comunità per poi trasferirsi in corteo fino al Banco de la Reson nel Parco della Pieve, dove in una scenografia come sempre molto suggestiva e ricca di pathos le streghe saranno processate prima di essere condotte al rogo. Quest’anno la novità sarà rappresentata dalle ballerine del Centro Danza Tesero 2000 che eseguiranno una coreografia di Angela Deflorian prima del gran finale. Al termine della serata il Gruppo ANA di Cavalese offrirà un caldo ristoro a quanti sfideranno il freddo per seguire una manifestazione diventata ormai un appuntamemento fisso nei primi giorni dell’anno.

 

 

 

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PalaFiemme in musica

CONCERTO DI CAPODANNO dell’ORCHESTRA HAYDN DI BOLZANO E TRENTO sabato 3 gennaio ore 21.00 – PalaFiemme Viaggio in Europa: musiche di Bizet, Brahms, Dvorak, Grieg, Haydn, Kreisler, Prokof’ev, Rossini, Sibelius, Strauss, Suppé, Tschaikowsky. Arvo Volmer, direttore prevendita biglietti: presso le Casse Rurali del Trentino; al PalaFiemme il 3 gennaio dalle ore 10.00 alle ore 12.00 Stagione di danza di Cavalese e Tesero SCHIACCIANOCI SUITE domenica 4 gennaio ore 20.30 – PalaFiemme Compagnia Ariston Proballet musica di P.I. Tchaikovsky prevendita biglietti: presso le Casse Rurali del Trentino; al PalaFiemme un’ora prima dello spettacolo

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Contributi per la sicurezza

Per la prima volta la Provincia di Trento offre un aiuto alle famiglie a sostegno delle spese per la sicurezza degli edifici. La Comunità Territoriale della Valle di Fiemme ha a disposizione 21.868 euro per finanziare il 40% dei costi di installazione, fino a una spesa massima ammessa di 4.000 euro, delle domande che verranno accolte. Può accedere alle agevolazioni chi è residente in Trentino da almeno due anni in via continuativa o lo è stato per un periodo complessivo di almeno 10 anni. Le domande possono essere presentate dal 7 gennaio al 6 febbraio, compilando gli appositi moduli (disponibili in Comunità e sul sito dell’ente), allegando l’attestazione dell’indicatore ICEF della famiglia e indicando l’importo presunto della spesa per l’installazione dell’impianto (sono ammessi a contributo gli interventi fatturati a partire dal 7 gennaio). La Comunità provvederà poi alla formazione delle graduatorie e alla concessione dei contributi. “Il valore a nostra disposizione ci permetterà di finanziare quasi 55.000 euro di lavori di installazione di impianti di allarme e videosorveglianza, accogliendo, a seconda degli importi richiesti, tra le 14 e le 20 domande circa. Credo si tratti di un’importante occasione per pensare alla sicurezza della propria casa: nella nostra zona gli impianti di questo tipo sono ancora poco frequenti, ma questo contributo è un valido incentivo per provvedere all’installazione, scegliendo tipologia e complessità del sistema in base alle proprie esigenze”, dice Mario Rizzoli, assessore della Comunità Territoriale di Valle all’edilizia abitativa e agevolata. Per informazioni e chiarimenti rivolgersi al Servizio Tecnico della Comunità Territoriale della Val di Fiemme: telefono 0462.241332 e 0462.241337, e-mail edilizia@comunitavaldifiemme.tn.it.

 

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Opinioni a confronto

Molti nostri lettori sono intervenuti per commentare le ultime notizie sull’ospedale di Cavalese. Pubblichiamo due punti di vista opposti.

C’è chi fa lo sciopero della fame, chi quello dei calzini… La politica deve tornare ad essere dialogo, programmazione, idee, confronto e non basarsi su provocazioni o sensazionalismi, non deve alzare barricate per difendere il proprio campanile o farsi portavoce di animi populisti.
Il tema sanitario non dev’essere uno spazio di visibilità politica per spiccare il volo alle prossime elezioni amministrative, ma deve generare un confronto ed un ragionamento serio, analizzando le criticità ed i punti di forza attuali e futuri, senza “tirare la giacchetta” a quel assessore o quel consigliere. Si programmi invece un tavolo di confronto di forze politiche/amministrative e tecnico/sanitarie per individuare la scelta migliore per il futuro ospedale di Fiemme considerandolo all’interno di un territorio più ampio dove valgano regole di equità, appropriatezza, sostenibilità, responsabilità, sicurezza, prevenzione, valorizzazione, specificità.
Questi credo siano i temi su cui riflettere ed iniziare a lavorare per un progetto comune e condiviso. Luca Donazzolo

Vi sembra normale che in una comunità dove diminuiscono le risorse si inizi a tagliare in quella che è la priorità assoluta per i cittadini ovvero la sanità? Lo abbiamo visto di recente nella vicenda del pronto soccorso dell’Ospedale di Cavalese ed ora lo stiamo rivedendo per il Punto Nascita. Le valli di Fiemme e Fassa hanno impiegato decenni per affrancarsi, almeno in parte, da Trento. Era o no era la mission delle Comunità di valle quella di creare una sempre maggiore autodeterminazione delle periferie? Era questo lo slogan preferito dai politici per farci digerire un cambiamento epocale che ci avrebbe permesso di evitare i viaggi a Trento con il cappello in mano. Ora il baricentro sta per spostarsi in città. Conosciamo le obiezioni. I conti dicono che non possiamo permetterci più alcuni servizi , quasi siano privilegi. E allora, se passa questa logica chi potrà contestare una eventuale decisione di chiudere alcune scuole delle Valli perché antieconomiche? Si sa dove si comincia ma non dove si finisce. Nessuno nega che si debbano tagliare i rami secchi o gli sprechi. Ma di certo non si inizia dalla sanità, ed in ogni modo decisioni di tale portata devono essere prese dai cittadini di Fiemme e Fassa. Lisa Rossin

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Si, allo sciopero della fame

Piena solidarietà a Loris Welponer: dalla Giunta della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme arriva un messaggio di appoggio al presidente del Consiglio comunale di Cavalese che da circa una settimana è in sciopero della fame in attesa che venga nominato un nuovo primario per il reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Fiemme. “Welponer ha il sostegno mio e di tutti gli assessori. Siamo fermamente convinti che sia necessario smuovere le coscienze di chi per troppo tempo ha fatto vane promesse. La valle di Fiemme, così come le zone limitrofe che hanno sempre trovato nell’ospedale di Cavalese un punto fondamentale di riferimento, è stanca di parole, di garanzie non rispettate, di ripensamenti e cambiamenti di rotta”, afferma il presidente Raffaele Zancanella. “Welponer è stato accusato di sensazionalismo, ma noi crediamo che la sua iniziativa vada sostenuta e appoggiata. Non perché vada a sostituirsi a quanto portato avanti in questi anni e in particolare negli ultimi mesi da amministratori e società civile, ma perché possa essere un ulteriore messaggio di protesta che giunge da queste valli che non ci stanno proprio a vedere chiudere un reparto fondamentale come la maternità. Un nuovo primario è la condizione fondamentale per continuare a garantire gli standard di sicurezza del reparto: Welponer con coraggio sta chiedendo questo, dando ulteriore forza alle azioni che noi amministratori, incentivati anche da importanti iniziative nate dal e sul territorio, continueremo a mettere in atto. Perché, lo ribadisco ancora una volta, nascere vicino a casa non è un privilegio ma un diritto”.

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E' uscito l'Avisio inverno"di carta"

Dopo l’anticipazione su www.lavisioblog.it, Il magazine invernale “di carta”è ora disponibile  presso i consueti punti di distribuzione indicati in questo blog. Il prossimo numero dell’Avisio è già in preparazione e verrà distribuito verso la metà di febbraio del prossimo anno. Buona lettura.

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Forse non tutti sanno che…

 Provocare artificialmente una valanga è il sistema più sicuro per annullare all’origine qualsiasi tipo di pericolo. Tanti anni fa veniva usato l’esplosivo: si piazzava un candelotto di dinamite nella neve nei punti più strategici perché l’esplosione facesse smuovere la massa e la facesse scendere a valle in un momento in cui non c’erano sciatori in pista. In casi di neve umida e compatta, a volte i candelotti non avevano alcun effetto e c’è voluto poco tempo perché si cambiasse tecnica. L’esplosione, infatti, è più efficace un paio di metri sopra la neve perché è lo spostamento d’aria a provocare la valanga e non la detonazione in sè. Oggi la tecnologia si è ovviamente evoluta e si è arrivati a due sistemi perfettamente complementari. Si usano i cannoni non per sparare la neve ma per sparare alla neve. Lungo le piste più soggette a rischio, vengono installati dei cannoni speciali che si chiamano Gas-Ex all’interno dei quali, con una speciale miscela di gas (ossigeno e propano) e senza dinamite,vengono generate, via GSM, delle esplosioni controllate le quali provocano un potente spostamento d’aria che a sua volta induce la valanga controllata. Lo strato di neve rimane “instabile” e quindi più facilmente “spostabile” per circa tre ore dopo il termine della nevicata oltre le quali si assesta diventando una massa più compatta: Basta una nevicata di 30 cm perché si renda necessario l’utilizzo dei Gas-Ex. In quei casi, si deve agire velocemente all’interno di quell’intervallo di tempo, liberando dalla gente le piste su cui la neve incombe e sparando. Nel caso in cui una pista non sia tutelata dal cannone Gas-Ex, allora si interviene con il sistema “Daisy Bell. Il principio su cui opera è il medesimo ma c’è una sorta di cannone a forma di campana che viene calato da un elicottero fin sopra l’accumulo pericoloso. L’esplosione provoca uno spostamento d’aria perfettamente indirizzato ed è sempre efficace. 

 

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Benvenuta tra noi

Ancora un po’ timida, ma è arrivata. Quando qualche certezza si offre a noi , tiriamo finalmente un sospiro di sollievo. La neve in inverno è una di queste certezze e se è vero che il tepore dei giorni scorsi non faceva proprio schifo, di sicuro non era una buona cosa, sia per la nostra salute che per la nostra stanca economia. Una amica, albergatrice fassana, si augurava almeno una “spolverata” prima della fine dell’anno, pena una serissima difficoltà della stagione turistica invernale, iniziata malamente. Eccola accontentata, con la neve che imbianca anche le città creando, l’humus, per un desiderio di montagna, palle di neve e sci. Almeno per chi può ancora permetterselo.

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