News

La casa di riposo è in attesa

La residenza anziani di Vigo di Fassa è salita improvvisamente agli onori della cronaca nel mese di marzo quando i giornali locali diedero grande risalto al fatto che tre operatori erano oggetto delle attenzioni della magistratura di Trento. Per il terzetto l‘accusa di maltrattamenti nei confronti di alcuni ospiti della casa. Accusa che per ora non è passata ancora al vaglio di un processo. Ovviamente grande fu lo sconcerto della Valle di Fassa alla notizia dei fatti avvenuti, secondo l’accusa, tra il mese di maggio e quello di luglio 2013. La tensione è salita tra i famigliari, gli amministratori e in tutti coloro che hanno a cuore il benessere delle persone in età. Il consiglio di amministrazione e la direzione, arrivati alla naturale scadenza di mandato, non sono stati rinnovati. La Giunta provinciale ha commissariato entrambe le cariche per la durata massima di sei mesi. Alla guida della struttura l’assessore competente ha nominato il dottor Guido Piazza, già primario dell’ospedale di Cavalese, mentre la direzione è retta temporaneamente da Fabrizio Demartin che da anni ricopre lo stesso ruolo nella residenza anziani di Predazzo. Il primo obiettivo: riportare fiducia e serenità a operatori, famigliari e volontari attraverso un dialogo continuo. Nel frattempo sono stati rivisti gli incarichi e ricoperti i ruoli mancanti. Dal primo mese di agosto è operativa una dottoressa con 18 ore di servizio diretto e reperibilità dalle otto alle venti per cinque giorni in settimana. I tre operatori indagati sono stati indirizzati ad altri ruoli mentre si concluderanno nel prossimo mese le procedure per la selezione di due nuovi operatori previsti nella pianta organica della struttura. «Il nostro compito – spiega Guido Piazza – è quello di individuare i problemi esistenti e avviarne la soluzione. Il nostro mandato è a tempo e chiediamo alla Giunta provinciale di essere puntuale nel dare alla Ciasa de Paussa un nuovo consiglio di amministrazione, un presidente e un direttore. Noi siamo qui per svolgere un servizio alla residenza degli anziani e non ai politici». L’esortazione è diretta all’assessore Borgonovo Re e al presidente Rossi perché non attendano la scadenza elettiva dei Comuni della prossima primavera. Per statuto ogni amministrazione della Valle dovrà indicare un proprio nominativo, una persona capace e non un mero rappresentante di campanile. Dopo l’approvazione della Giunta provinciale, i sette nominati faranno parte del consiglio di amministrazione. Solo allora sarà possibile designare un presidente e successivamente avviare le procedure per assumere un nuovo direttore. Una sequenza delicata di passaggi istituzionali per ricreare alla Ciasa de Paussa una guida per il prossimo quinquennio.

Continue reading La casa di riposo è in attesa

Il teatro può attendere

Lungo e accidentato il percorso che porterà alla riedificazione del teatro di Cavalese, andato a fuoco nella notte del 3 marzo 2013, notte che segnava la fine dei Mondiali di sci nordico in Valle di Fiemme. A un anno e mezzo da quel disgraziato evento non si hanno ancora certezze sui tempi di ricostruzione dell’edificio, ora precluso ad ogni attività artistica. «Per l’autunno – spiega al telefono il sindaco Silvano Welponer – avremo degli elementi concreti per disegnare il futuro del teatro, ma sarà la prossima amministrazione (nella primavera del 2015 molti cittadini del Trentino torneranno alle urne) a prendere le decisioni che contano». Nell’arco di tempo trascorso l’amministrazione ha compiuto alcuni passi preliminari destinati soprattutto a quantificare il danno subito e ipotizzare le modalità di ricostruzione. Nel primo mese dopo l’incendio, le cui cause non furono mai chiarite, l’amministrazione ha nominato un perito di parte con il compito di portare avanti le complesse trattative con l’Itas, la compagnia assicuratrice di tutti gli immobili del Comune di Cavalese. E qui è sorto il primo ostacolo. La polizza assicurativa è di tipo cumulativo, significa che l’amministrazione ha assicurato tutti gli immobili, oltre una trentina, non specificando quindi il valore singolo di ogni proprietà. Primo compito dei periti (di parte e della compagnia assicuratrice) è stato quello di analizzare tutti gli immobili, tra cui anche baite, per valutare l’esatto ammontare del valore assicurativo del teatro. Un lavoro certosino che ha preso del tempo. Intanto l’amministrazione comunale ha proceduto a un sondaggio informale tra la popolazione per avere indicazioni su come procedere nella fase di ricostruzione. Dai risultati ottenuti è emerso che buona parte della cittadinanza ha espresso la volontà di riavere il teatro secondo le linee architettoniche precedenti. Lo studio di Sergio e Michele Facchin ha lavorato su questa ipotesi formulando un progetto preliminare che richiede almeno quattro milioni di euro. Ma il quadro progettuale non è ancora chiaro. È più conveniente demolire completamente l’attuale rudere o è possibile risparmiare delle risorse mantenendo parti della struttura originale? La risposta è legata alla solidità dei muri non attaccati dalle fiamme. Di questo si è interessato un ingegnere statico che ha espresso un giudizio positivo su parte della struttura. «L’amministrazione comunale è quindi chiamata a scegliere tra due ipotesi – spiega il sindaco – tenendo conto che il nuovo edificio dovrà rispondere a criteri antisismici ed energetici non presenti nel vecchio teatro. In autunno avremo dati più precisi per illuminare il percorso di ricostruzione che sarà di competenza della nuova giunta». Il compito dei futuri amministratori sarà quello di reperire risorse finanziarie, lavoro non facile in tempo di crisi. Tra le possibilità dirottare somme dal budget quinquennale del Comune o trovare un contributo specifico. Entrambe le soluzioni richiedono comunque la certezza sull’indennizzo che l’Itas, compagnia assicuratrice, dovrà versare nelle casse comunali.

Continue reading Il teatro può attendere

In 79 hanno aiutato oltre 1000 persone

Per andare in montagna in sicurezza bisogna amarla ma anche rispettarla. A volte, però tutto ciò non è sufficiente. Durante un’ escursione può anche accadere un imprevisto, un fatto imponderabile che può trasformare una splendida escursione in una brutta avventura. Per fortuna noi, in Fiemme abbiamo, da oltre sessant’anni, persone esperte, che possono toglierci dall’impaccio, operatori della montagna che in questi decenni hanno portato in salvo oltre mille persone. Sono volontari, appassionati e profondi conoscitori della natura e oggi hanno finalmente vissuto il coronamento di un sogno. A Tesero, infatti, è stata inaugurata la nuova sede della Stazione del Soccorso Alpino della valle di Fiemme. Una buona notizia per i soccorritori di Fiemme ma anche per tutti noi e per gli ospiti della nostra Valle. Ora potranno operare ancor meglio sul territorio, garantendo un maggiore protezione a tutta la nostra comunità. La cerimonia di inaugurazione si è svolta questo pomeriggio alla presenza di una folta rappresentanza di autorità provinciali e locali ,del capostazione di Fiemme Claudio Jellici, dei soccorritori e delle loro famiglie. La nuova sede ha ricevuto la benedizione del parroco di Tesero, don Bruno Daprà. Tutti insieme poi per un brindisi con l’augurio che la loro disponibilità e preparazione sia necessaria il meno possibile.

Continue reading In 79 hanno aiutato oltre 1000 persone

Gemelli diversi

Vien da chiedersi che c’azzecca Ziano di Fiemme con la ceca Nové Meso na Morava, o Predazzo con la tedesca Hallbergmoos, le montagne di Moena con le isole della Scozia e Vigo di Fassa con la teutonica Remseck am Neckar. Semplice, sono gemelli, di quelli che non si somigliano. Il gemellaggio è un legame simbolico tra paesi che hanno, nelle loro storie o origini, punti in comune nei quali riconoscersi. Il fenomeno è nato nel secondo dopoguerra e in Italia ha avuto la sua stagione d’oro a partire dagli anni Ottanta. Quattro comuni di Fiemme e Fassa hanno già trovato i loro parenti o affini rigorosamente stranieri e le rispettive amministrazioni si danno da fare per far conoscere le loro realtà all’altro.
Se è vero che, per mantenere vivo il legame parentale, si organizzano manifestazioni i cui costi pubblici pesano sulle spalle delle amministrazioni, quelle locali dimostrano buon uso e parsimonia nello spendere le risorse, senza neppure attingere ai fondi elargiti dall’Unione Europea. Moena ha ratificato nel 1996 una dichiarazione di amicizia con la popolazione delle isole Orcadi, dove un suo cittadino, Domenico Chiocchetti “Goti”, sbarcò prigioniero per rinforzare le difese belliche del porto di Kirkwall. Domenico e altri prigionieri realizzarono una piccola chiesetta che al termine della guerra diventò l’Italian Chapel, monumento nazionale da custodire e preservare. Da qui si è sviluppato lo scambio culturale fra associazioni, cori e soprattutto studenti. Nel 2004, 2007 e 2011 gruppi di una trentina di studenti del comprensorio ladino hanno avuto modo di stringere belle amicizie con i coetanei scozzesi, mettendo alla prova le loro conoscenze linguistiche e approfondendole alla Grammar School di Kirkwall. Gli impegni di spesa per favorire questi viaggi si sono aggirati ogni volta sui 22, 24 mila euro, coperti per il 30% dai contributi regionali sui fondi per le minoranze linguistiche, in parte dalle quote di partecipazione individuali e soltanto per i restanti 4-5 mila euro dal Comune. Soldi ben spesi, sostiene l’amministrazione. Anche i giovani isolani sono “sbarcati” tre volte nel paese ladino. Ospitati dalle famiglie, hanno fatto spendere i soldi pubblici solo per gli skipass, il noleggio dell’attrezzatura e le lezioni di sci, pizza party e trasporto da e per l’aeroporto, il minimo indispensabile per assicurare ai giovani ospiti un soggiorno interessante e piacevole.
Poi c’è Vigo di Fassa col gemello tedesco, Remseck am Neckar, una cittadina di 22 mila abitanti nel land del Baden-Wurttemberg. Si sono imparentati vent’anni fa, sulle nevi fassane tra volontari della Croce Rossa impegnati nelle gare di sci organizzate dai volontari locali. La prima ambulanza dotata di apparecchiatura di rianimazione e pinze idrauliche è stata donata a Vigo proprio da Croce Rossa e Vigili del fuoco di Remseck. L’amicizia è stata poi ufficializzata nel 1997 e ha favorito lo scambio e il confronto soprattutto tra le associazioni volontaristiche della protezione civile. Dieci anni dopo, grandi festeggiamenti in terra tedesca hanno coinvolto, oltre agli amministratori, la banda musicale e il Coro Valfassa. Allo scoccare del quindicesimo anno di fratellanza, nel 2012, il nuovo ponte sul Ruf de Pantl è stato battezzato col nome della città tedesca. Alle spese per trasferimenti e soggiorno a Remseck hanno concorso il Bim dell’Adige, la Provincia, la regione e l’allora comprensorio Ladino di Fassa.
Il gemellaggio predazzano con Hallbergmoos compie nel 2014 vent’anni e sarà organizzata presto una grande festa. La scelta tedesca è frutto di contatti spontanei, anche stavolta tra i Vigili del fuoco, ed è proseguita con costanti incontri, culminati nel 1994 con l’ufficializzazione del legame di amicizia. Regolarmente gli amici tedeschi frequentano Predazzo in occasione di eventi, sagre, desmontegade e, ovviamente, l’Oktoberfest, ospitati da privati cittadini, mentre al Comune resta solo il pensiero del vitto presso le feste campestri. Lo stesso trattamento viene riservato ai predazzani in quel di Hallbergmoos. Alcuni anni fa un gruppo di studenti locali vi si è recato per imparare la lingua e alcuni di loro, allora studenti universitari, hanno trovato lavoro.
Del gemellaggio con Nové Mesto Na Morave, città della repubblica Ceca col comune di Ziano si è pressoché persa memoria. C’è stata una visita a livello di amministratori a ridosso degli anni Novanta, poi più nulla. A ricordarlo, una deliberazione consiliare dell’aprile del 1999 che sancisce un patto di amicizia seguito alla visita a Ziano dell’onorevole Antonin Baudis, allora ministro del governo della Repubblica Ceca, un’amicizia nata fra i rispettivi corpi dei Vigili del fuoco. L’atto pubblico, con cui si nominava una commissione per curare le relazioni tra i gemelli, impegnava pure una somma di sei milioni e seicentomila delle vecchie lire, forse mai spese.

Continue reading Gemelli diversi

Pino-Dellasega

Pino-Dellasega

“C’è bisogno di fare un passo indietro per poter andare avanti”. Con queste parole conclude la nostra chiacchierata Pino Dellasega, 59 anni, predazzano. Per chi non lo conoscesse, Pino è il deus ex machina della prima scuola italiana di nordic walking, nonche’ il promotore del progetto del Cristo Pensante, una idea che ha portato, nella sola estate del 2013, oltre 50.000 visitatori al Passo Rolle. Basterebbero questi due elementi per farne un personaggio di prima grandezza tenuto anche conto che queste due avventure sono iniziate solo nell’ultimo decennio, a partire dal 2004. Prima di allora, Pino è stato un ottimo atleta della Scuola Alpina della Guardia di Finanza. Sci di fondo, orienteering ed infine snowboard le sue specialità. Giunto all’età della pensione, a 45 anni, (davvero un altro mondo rispetto ad oggi), ha deciso di creare le condizioni per una sua seconda vita. La prima sfida è stata quella di mettersi alla prova con il trekking delle leggende (59 ore di camminata senza dormire) e successivamente, step by step, di fondare con il romano Fabio Moretti la prima scuola italiana di nordic walking. Oggi i numeri  di questa realtà nazionale sono impressionanti: 2500 istruttori tra i quali cinque medaglie d’oro olimpiche,  tre libri pubblicati, l’organizzazione di due festival del settore, (l’ultimo si è svolto a Predazzo pochi giorni fa). Tutto questo ed altro ancora gestito, con una moderna idea di marketing.
Una statuetta di un Cristo acquistata  a Praga alcuni decenni prima ed una intuizione nata da una camminata in val Venegia hanno dato il via all’altro progetto di Pino Dellasega, il trekking del Cristo Pensante. Anche in questo caso, Pino ha seguito, passo dopo passo, la propria “creatura” fino a farla diventare un must del turismo religioso.” Dopo l’uscita del libro che ho scritto su questo cammino, un breve trekking  che permette, tra straordinari scenari naturali, di giungere prima al cospetto delle Pale di S. Martino e successivamente davanti alla statua del Cristo Pensante,  ho ricevuto e continuo a ricevere continue richieste di incontri. Sono occasioni straordinarie per conoscere persone, spesso giovani, che desiderano coniugare la natura con la spiritualità. La maggior parte di loro, poi ,si organizza autonomamente per salire al Rolle e da quanto mi scrivono dopo questa esperienza, ne traggono un grande giovamento”. Ma nonostante i successi dei suoi progetti l’infaticabile Pino guarda sempre avanti, a nuovi scenari. Il prossimo? Già domani con un gruppo di trenta persone sul cammino di Santiago di Compostela in Spagna. Per camminare e pensare.

Continue reading Per il corpo/per la mente

Occhio alla Russia

Il governo russo consiglia ai propri cittadini di fare le vacanze a casa.
Le sanzioni occidentali, a seguito della guerra civile in Ucraina, hanno prodotto analoga reazione da parte della Russia e questo sta già creando forti difficoltà all’esportazione trentina di prodotti agricoli verso il gigante dell’est. Ma ora la preoccupazione investe anche la prossima stagione turistica invernale e non solo. Alcune aziende valligiane hanno instaurato, negli anni, proficui affari con la Russia, un businnes che potrebbe essere fortemente condizionato dalle vicende ucraine. Inoltre, la valle di Fiemme, ma ancora di più quella di Fassa, hanno visto incrementare, negli ultimi tempi, il turismo russo invernale. Per ora niente è compromesso ma… incrociamo le dita!

Continue reading Occhio alla Russia

20130705_135209low

Nell’ultimo lavoro di Carlo Mazzacurati, “ la sedia della felicità”, la scena finale del film è stata girata sul Catinaccio in val di Fassa. Il racconto di questa commedia si conclude con un vivace confronto tra due stralunati pastori ed un orso che viene allontanato di forza dal loro gregge. Sconosciuto agli spettatori è però il fatto che l’orso in realtà è un “ attore” americano che è stato scritturato allo scopo di interpretare il plantigrado. Sicurezza e risparmio per la produzione. In effetti sia il costumone della controfigura, che le movenze dell’animale non fanno sospettare che non si tratti di un orso vero. L’idea potrebbe essere quella di scritturarlo per fare delle comparsate nei boschi trentini mettendo in pensione gli orsi veri. Sicurezza e risparmio assicurati.

20130705_135209low

Continue reading Un orso sul Catinaccio