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L’abete rosso di Fiemme produce miele pregiato

Il diploma del premio “Grandi Mieli d’Italia – Tre gocce d’oro” troneggia fra gli scaffali pasticceria e cioccolateria di Predazzo “Fior di Bosco”, nota anche per i suoi mieli e le sue confetture di marmellata. Al più importante concorso nazionale di mieli, a Castel San Pietro Terme, lo scorso 17 settembre erano presenti 840 campioni provenienti da tutta Italia. Ma il titolare, Giuseppe March, non ne fa un vanto personale: è al settimo cielo perché le analisi organolettiche, eseguite per valutare il suo miele, aggiungono un tassello importante alla sua ricerca sui mieli di melata iniziata 7 anni fa.

La sua passione esplode 25 anni fa, quando si è inscritto all’Albo degli assaggiatore di mieli. “A quei tempi – precisa March –  non si sarebbe mai pensato di arrivare a distinguere una melata di abete rosso da una melata di abete bianco. L’Italia è veramente unica per le varietà che presenta, sia di millefiori, sia di uniflorali (allora se ne riconoscevano 20, oggi se ne contano almeno una decina in più)”.

Tredici anni fa, partecipando allo stesso concorso nazionale, March aveva ricevuto un premio con il miele millefiori “Fior di Bosco” che produce a Bellamonte. Quest’anno ha ritirato il premio per quel gustoso miele di melata di abete rosso che hanno prodotto le sue api, volando di ago in ago nei boschi di Molina di Fiemme e Stramentizzo.

Il tanto famoso e pregiato abete rosso della Val di Fiemme, che permette di creare casse armoniche di strumenti musicali a corde, mobili pregiati e pavimenti biocompatibili, ora si mette in luce nel campo agroalimentare, per aver favorito la produzione di un pregiato miele di melata.

Giuseppe March è impegnato nella ricerca sul miele di melata di abete rosso, meno conosciuta di quella di abete bianco, con un gruppo di assaggiatori e apicoltori trentini e bellunesi.

Con un paziente lavoro, insieme sono riusciti a evidenziare le diverse caratteristiche organolettiche dei due tipi di mieli di melata. Tanto che, da un paio d’anni, al concorso Piana di Castel San Pietro Terme, si è scelto di presentarli in maniera distinta. Pur essendo entrambi pregiati e ricercati, i mieli di melata di abete rosso, prodotti soprattutto nel nord Italia, in Austria e in Slovenia, si distinguono essenzialmente per un aroma più armonico e maltato di quello dell’abete bianco che è più resinoso, con differenti sfumature anche nel colore e all’olfatto. In ogni caso, entrambi, si distinguono da mieli di nettare per il loro gusto pieno e complesso.

Partecipando fin dall’inizio a questa ricerca, e per ultimo a un simposio sulle melate che si è tenuto la scorsa primavera a Brunico, Giuseppe March oggi si dice fiero che sia stato riconosciuta un’altra qualità al famoso abete rosso della sua Val di Fiemme.

“Da buon fiamazo che vive in mezzo a una delle foreste di abeti rossi più note e pregiate – confida -, l’idea di valorizzare questo miele è rimasto un chiodo fisso, perciò mi sembrava giusto mandarne un campione al concorso nazionale più importante. Il risultato finale mi ha dato ragione. Ho ottenuto le due gocce d’oro, un punteggio veramente alto”.

A suo parere la melata ha influenzato tutto il miele di Fiemme, ed è per questo che in valle non si produce un millefiori chiaro. A questo proposito, lancia un appello: “Mi interesserebbe ricevere tanti campioni dagli apicoltori locali per arrivare a definire con maggiore precisione il miele fiemmese, in base alle zone dove viene prodotto”.

IL MIELE DI MELATA È PIÙ NUTRITIVO E MENO DOLCE

La melata è una sostanza a zuccherina che si forma sugli alberi, principalmente conifere come l’abete rosso, il pino, ma anche su alberi come tiglio, quercia e acero. Questa sostanza è prodotta da piccoli insetti (principalmente afidi) che si nutrono di linfa e secernono la melata, una sostanza di scarto ricca di sostanze nutritive come zuccheri e sali minerali. Le api raccolgono la melata e la trasformano in miele, grazie agli enzimi.

Il miele di melata, dal sapore meno dolce rispetto al miele ricavato dal nettare dei fiori, è più adatto all’alimentazione di coloro che vogliono ridurre gli zuccheri. Infatti, il suo indice glicemico è più basso rispetto ad altri tipi di miele.

Come il miele di nettare ha qualità antibatteriche e lenitive per le vie respiratorie, adatto a calmare bronchiti e tracheiti, ma utile anche per il raffreddore o l’influenza. Al suo interno è possibile trovare polifenoli e altre antiossidanti.

Rispetto al miele di nettare, il miele di melata è ancora più ricco di sali minerali (ferro, fosforo, magnesio, manganese e potassio). Grazie alla presenza di olisaccaridi aiuta il fisiologico funzionamento dell’apparato gastrointestinale. Il suo colore è molto scuro. La consistenza è compatta e densa, anche se non cristallizza come il miele di nettare.

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La 45ᵃ edizione della Marcialonga di scena il 28 gennaio

128 giorni separano gli appassionati di sci di fondo dalla storica Marcialonga, di scena il 28 gennaio prossimo con la 45.a edizione. Le cime incantate delle valli trentine di Fiemme e Fassa hanno scorto i primi fiocchi di neve ed è segno che l’inverno e la Marcialonga si stanno avvicinando! I mezzi di produzione neve sono già pronti ad essere sfoderati dal comitato organizzatore, assieme ai nuovi cannoni silenziati Demaclenko che non disturberanno la quiete fiemmese e fassana e produrranno un’eccellente qualità di neve; basterà attendere un abbassamento ulteriore delle temperature per iniziare ad assistere alla “creazione” della pista innevata, con sempre un occhio di riguardo nei confronti della sostenibilità ambientale.

La preparazione a secco dei fondisti è in continua evoluzione e, nel caso in cui si necessitasse di un aiuto “tecnico”, si potranno ascoltare i consigli della rubrica Marcialonga: “Quando pratichi uno sport concentrati sull’esecuzione del gesto tecnico”, sostiene Andrea Zattoni, tecnico del GS Fiamme Gialle, ricordando agli sportivi di bere correttamente durante l’attività fisica, con anche un consiglio su quale pratica sportiva sarebbe meglio effettuare: “Per rafforzare i muscoli centrali del tuo corpo e favorire così i tuoi movimenti, l’elasticità e il controllo, ti consigliamo di praticare il pilates”, afferma Denise Dellagiacoma, insegnante di pilates e yoga. Anche la motivazione è una componente fondamentale: “La motivazione è condizione essenziale per praticare uno sport e partecipare ad una gara”, conclude Nicola Delladio, psicologo e psicoterapeuta. Questo è solo un assaggio di come si debba affrontare al meglio la propria pratica sportiva, mentre, per quanto riguarda i progetti speciali, il team Marcialonga sta lavorando alacremente su vari aspetti della manifestazione, fornendo novità e cercando di perfezionare un’organizzazione che già si presenta in maniera eccelsa. La Marcialonga è appena dietro la mitica Vasaloppet per notorietà, ma forse la prima al mondo in quanto ad affezione: come accade annualmente, sono bastati pochi istanti per “bruciare” i pettorali a disposizione ed arrivare a raggiungere il tetto massimo di 7500 iscritti, con una miriade di fondisti pronti a “scendere” in terra trentina.

La partenza della ski marathon avverrà come sempre dalla “Fata delle Dolomiti”, Moena, per arrivare, come nel caso della scorsa Marcialonga Running Coop, a Cavalese. Non mancheranno neppure le sempreverdi “Light”, “Baby”, “Mini”, “Young”, “Stars” e “Story”, con la prima ad essere versione ridotta della Marcialonga tradizionale, le tre successive dedicate ai giovani, la penultima ai VIP che daranno il proprio sostegno per raccogliere fondi a scopo benefico, e l’ultima a compiere un vero e proprio salto nel tempo con gli sci da fondo.

Per rimanere aggiornato segui Marcialonga sui social Facebook, Instagram e Twitter: “Ci sono atleti professionisti, dilettanti, appassionati, amatori. Tante età e tanti livelli di preparazione, ma alla fine sono tutti vincitori sul traguardo, perché la soddisfazione vi assicuriamo che è la stessa per tutti”.

Info: www.marcialonga.it

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Un corso per conoscere e acquisire gli strumenti utili alla comprensione del linguaggio cinematografico e alla gestione di un dibattito in sala, con un riferimento particolare al cinema africano e alla tematica della migrazione: “Ciak, si gira il mondo” è proposto nell’ambito del Piano Giovani di Zona di Fiemme da MLAL Trentino, associazione di solidarietà …

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Skiri Trophy XCountry a Lago di Tesero il 20 e 21 gennaio

Il 20 e 21 gennaio le piccole figure sgambettanti torneranno con tutta la propria gioia a competere alla prestigiosa 35.a edizione dello Skiri Trophy XCountry, la più importante manifestazione d’Italia e non solo dedicata agli ‘apprendisti’ degli sci stretti.

Allo Stadio del Fondo di Lago di Tesero (TN) lo scorso gennaio Nicoletta Nones e il GS Castello poterono assistere a gare combattute con ottimi spunti tecnici da segnalare a chi di dovere; è risaputo infatti che lo Skiri Trophy ha “consegnato” nelle mani della nazionale numerosi atleti che hanno poi fatto la storia della disciplina.

Lo sci di fondo sta passando un momento particolare, l’entusiasmo non manca ma la povertà di precipitazioni rende difficoltoso praticarlo. E, nella speranza di un inverno più ricco di fiocchi innevati, “l’unione fa la forza” ed i comitati organizzatori di Skiri Trophy XCountry & Pinocchio sugli Sci di Fondo del 3 e 4 febbraio 2018 hanno deciso di proporre una “combinata” che possa promuovere al meglio questa spettacolare e faticosa disciplina, educativa anche per i bambini, unendo la passione della trentina Val di Fiemme con quella delle Piane di Mocogno (MO) al fine di regalare manifestazioni suggestive e adrenaliniche.

Tra gennaio e febbraio i giovani avranno dunque a disposizione due prove uniche, riservate come consuetudine alle categorie Baby, Cuccioli, Ragazzi e Allievi: la tecnica classica sarà la protagonista dello Skiri Trophy XCountry, mentre alla terza edizione del Trofeo Pinocchio sugli Sci di Fondo ci penserà la tecnica libera ad impegnare i piccoli atleti.

La premiazione dei vincitori della combinata, accompagnata da un ricco montepremi, avverrà poi domenica 4 febbraio presso il Centro Fondo Piana Amorotti, location immersa nella natura come tradizione fondistica desidera. L’esperienza e professionalità del Gruppo Sportivo Castello di Fiemme si uniranno dunque a quelle di Olimpic Lama asd, ideatori della gara che vuole omaggiare il burattino di Collodi.

Skiri Trophy XCountry conferma inoltre la propria partnership con lo sponsor “Kinder+Sport” del Gruppo Ferrero, un “amore a prima vista” che, dopo il successo della scorsa stagione con una miriade di bambini provenienti da tutto il mondo, proseguirà anche nel 2018.

Il progetto Kinder+Sport promuove l’attività sportiva fin dai primi passi, poiché la vita non è fatta di solo sport ma lo sport è vita e vitalità, quella che si respira ad ogni falcata dello Skiri Trophy XCountry.

Info: www.skiritrophy.com

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Oktoberfest 2017, quasi tutto esaurito

Già da dieci giorni, l’Oktoberfest di Predazzo ha registrato il tutto esaurito per le cene di sabato 7 e sabato 14 ottobre. Restano ancora liberi una trentina di tavoli per il pranzo di domenica 15 ottobre. Dopo un anno sabbatico, sono arrivati fiumi di prenotazioni già nel primo giorno di apertura delle prevendite. Gli organizzatori dell’associazione Taverna Aragosta hanno deciso di trasformare l’appuntamento annuale in un evento biennale.

La decisione è dovuta al grande impegno a cui sono sottoposti gli organizzatori. L’evento, che richiama 30.000 visitatori in un’area di 5.000 metri quadrati, richiede infatti uno sforzo notevole. Ogni edizione conta 4.000 ore di volontariato. È particolarmente oneroso l’allestimento del tendone che ogni volta propone nuove ambientazioni, fra stube, capanne, case e baite di legno riprodotte per la festa.

Nei giorni che precedono l’evento, nella zona Campo Sportivo di Predazzo c’è un grande vai e vieni di tronchi, travi, pallet e tubature. Il lavoro imponente, volto a ricreare allestimenti sbalorditivi e rievocativi, coinvolge 300 persone.

L’Oktoberfest di Predazzo si svolge in due weekend, 7-8 e 14-15 ottobre, e accompagna ad ammirare due scenografiche sfilate domenicali: la Desmontegada delle vacche (8 ottobre) e la sfilata bavarese (15 ottobre), con bande musicali, compagnie di Schützen, gruppi folcloristici e storici, mezzi d’epoca e carri trainati da cavalli, per un totale di un migliaio di figuranti.

Info: info@oktoberfestpredazzo.it

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Domenica 24 settembre prima edizione del Trirace Dolomites

Il Trirace Dolomites ‘sconvolgerà’ positivamente la pacifica esistenza degli abitanti della Val di Fassa, con una prima edizione di un triathlon atipico, che porterà gli sportivi ad affrontare tre discipline totalmente differenti quali skiroll, ciclismo e corsa in montagna. Le Dolomiti patrimonio UNESCO saranno le vere protagoniste dell’evento, con l’arrivo sul Sass Pordoi a regalare scenari mozzafiato agli speciali competitors.

La A.S.D. Pellegrin Cycling Team di Soraga ha già predisposto ogni dettaglio, e domenica 24 settembre alle ore 10 i concorrenti calzeranno gli skiroll alla volta della prima frazione in tecnica classica tra i comuni trentini di Soraga e Canazei, per poi sfilarsi questi particolari attrezzi usati dai fondisti per la preparazione estiva, salendo in bicicletta dal cuore di Canazei sino al Passo Pordoi, ed infine infilando le scarpette per l’ultima tappa dal Passo fino all’arrivo sul Sass Pordoi, ubicato a nord del passo e famoso in ambito alpinistico per le vie di arrampicata storiche: una fra tutte la “via Maria”.

Il comitato organizzatore metterà a disposizione un furgone alle ore 8.30 ed un secondo alle ore 9.30 per il trasporto biciclette, scarpe ed indumenti nelle zone di cambio e all’arrivo, con IDT Sports a fornire skiroll con attacchi Rottefella o Salomon uguali per tutti, come successe nel prestigioso challenge norvegese Guide World Classic Tour, quando tutti i campioni dello sci di fondo, da Gjerdalen alla Kowalczyk, indossavano gli stessi “mezzi di trasporto”. Per chi non fosse in possesso di scarpe con attacco Rottefella o Salomon, il negozio di articoli sportivi di Predazzo “Sportissimo” sarà presente al primo Trirace Dolomites con uno stand con possibilità di noleggio scarpe. Ricco anche il montepremi a disposizione delle squadre vincitrici, senza contare i traguardi volanti, i premi a sorteggio ed i riconoscimenti alle categorie individuali maschili, femminili ed under 20, ovverosia con meno di 60 anni in tre.

Il dettaglio tecnico della manifestazione vedrà i protagonisti cimentarsi con gli skiroll per 14.5 km e 255 metri di dislivello complessivo tra Soraga e Canazei, quindi per 12 km e 774 metri di dislivello in bicicletta nella seconda frazione, e infine di corsa per 2.5 km e 711 metri di dislivello per l’apoteosi conclusiva. La sfida è tosta, discipline così differenti daranno del filo da torcere ma il dislivello complessivo non è così proibitivo, ed eseguendo le frazioni in squadra si potrà limitare di gran lunga la propria fatica. Fra i partecipanti in singolo ci sarà il trentino Bruno Debertolis, fondista di livello, capace di stare nel gruppone dei primi anche in competizioni come la storica Marcialonga, mentre in squadra si distingueranno fra gli altri Giacomo Gabrielli, Paolo Ventura e Simone Daprà.

Chi avesse bisogno di un compagno per una frazione o per comporre una squadra potrà rivolgersi direttamente ai seguenti contatti: sergio.piller@libero.it o per via telefonica al numero 366.6815078, ricordando che il ritiro pettorali è a disposizione sin dalla giornata di sabato dalle ore 14 alle ore 18.

Le iscrizioni ammontano a 50 euro per la categoria individuale ed a 150 euro per i team, comprensive di ricco pacco gara e buono per il pranzo, entro e non oltre la giornata di giovedì 21 settembre, mentre da venerdì sarà ancora possibile iscriversi fino a domenica alle ore 9 con un sovrapprezzo.

Info ed iscrizioni su www.triracedolomites.com

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Al via il corso per baby sitter qualificate

In 26 si sono iscritte al corso per baby sitter qualificate Tata App, promosso dalla cooperativa Progetto 92 in collaborazione con l’Agenzia per la Famiglia della Provincia di Trento e la Comunità Territoriale della Valle di Fiemme. Un’adesione che soddisfa in pieno gli organizzatori, che hanno proposto questo percorso formativo per offrire un’opportunità di lavoro e al contempo una risposta alle sempre maggiori esigenze di conciliazione familiare.

Il corso ha preso il via il 15 settembre: in totale, fino a metà dicembre, 57 ore di formazione in aula e 30 ore di tirocinio da svolgere presso servizi e strutture educative e socio-educative per bambini presenti sul territorio. “Oltre a elementi di pedagogia della prima infanzia, alle partecipanti (di età e percorsi formativi e professionali molto eterogenei) verranno fornite indicazioni pratiche su come affrontare il colloquio con i genitori, sull’approccio con il bambino e ci saranno laboratori sui compiti a casa, sul teatro e le attività creativo-manuali”, spiega Rosella Comai di Progetto 92.

All’avvio del corso hanno presenziato anche il presidente della Comunità Territoriale della Val di Fiemme, Giovanni Zanon, e il suo vice Michele Malfer. Entrambi hanno posto l’accento sull’importanza della formazione: “Il settore di cura alla persona ha bisogno di persone qualificate che lavorino con passione, cuore e, non ultimo, competenza. Investire sulla formazione di chi lavorerà con i bambini significa investire anche sul futuro dell’intera comunità”. Il corso rientra nei progetti del Distretto Famiglia di Fiemme.

Al termine di lezioni e tirocinio, ci sarà un esame finale: chi lo supererà riceverà un attestato che permetterà di lavorare in servizi di conciliazione famiglia- lavoro per i quali sia previsto l’utilizzo dei buoni di servizio. A livello di valle, inoltre, il corso permetterà di avere del personale formato per attivare il progetto Tata-App, servizio di baby sitter a domicilio, già sperimentato a Trento e dintorni.

 

 

 

 

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Esperienze umane e professionali in Zimbabwe

Lifeline Dolomites Onlus, con il patrocinio della Comunità Territoriale della Val di Fiemme, organizza una serata di informazione e solidarietà dal titolo “Esperienze umane e professionali in Zimbabwe”. Giovedì 21 settembre alle 20.30, nella sala conferenze “Don Frasnelli” sopra la biblioteca di Cavalese, il dottor Dario Visconti e l’infermiera Alberta Spagnolli racconteranno la loro recente missione nel paese africano, dove da molti anni opera il medico trentino Carlo Spagnolli. In particolare, Visconti illustrerà il progetto sanitario polispecialistico di formazione e attività clinica in Zimbabwe, portato avanti da Lifeline Dolomites Onlus, con sede a Pozza di Fassa, che grazie alla collaborazione volontaria di numerosi professionisti trentini sta puntando sulla formazione del personale medico locale. Per Dario Visconti e Alberta Spagnolli un’esperienza che non è stata solo professionale, ma anche umana, e che vogliono condividere con quanti vorranno partecipare alla serata del 21 settembre.

 

 

 

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Pampeago “invernale”. La cronoscalata parla altoatesino

Non ha deluso le aspettative la sesta edizione del Trofeo Passo Pampeago, la cronoscalata che questa mattina è andata in scena tra Tesero e il Passo di Pampeago (TN). Pioggia, temperature che avrebbero invogliato chiunque a infilarsi sotto le coperte e persino neve in quota: niente è riuscito a tarpare le ali dei grimpeur, evidentemente affezionati ad un certo tipo di ciclismo, quello eroico, quello che con qualsiasi meteo porta a fronteggiare testardamente lunghe erte da capogiro, di quelle che talvolta riescono a mettere in crisi anche i motori di certe piccole utilitarie. Ma quelle macchine non hanno né la tenacia, né la forza di volontà, né ovviamente le gambe di questi uomini di ferro, i quali oggi hanno omaggiato questa mitica salita trentina già teatro del Giro d’Italia, che quassù ha portato in auge mostri sacri come ‘il pirata’ Marco Pantani e l’eroe di casa Gilberto Simoni. Tornanti già leggendari, dunque, resi ancora più straordinari dall’inaspettata neve, che ha deciso di imbiancare l’arrivo di questa gara valida anche per la Südtirol Berg Cup.

Il più potente di tutti è stato il vipitenese Thomas Gschnitzer, portacolori del team Poli A.V.I. Bike che ha tagliato il traguardo in 40’07”. E se lui oggi è stato il re di Pampeago, la legittima regina è stata nuovamente Alexandra Hober, meranese del team Athletic Club Merano che si è mangiata l’intero tracciato in 48’38”.

Un percorso tosto, dall’inizio alla fine, con una pendenza media intorno al 12% e la massima oltre il 15%, reso ancora più temibile e allo stesso tempo allettante dai fiocchi caduti lungo gli ultimi tornanti, a qualche centinaio di metri dall’arrivo. La partenza, dal centro di Tesero, è a quota 950 metri; l’arrivo, 10,5 chilometri dopo, è posto ai 2000 metri del Passo di Pampeago, famoso anche per essere al centro di una delle aree sciistiche più rinomate dell’Arco Alpino. Oltre 1.000 metri di dislivello, dunque, per una gara dura e per veri intenditori, quali erano i 70 ciclisti schierati stamattina nel comune fiemmese in attesa della partenza, in diversi infatti hanno alzato bandiera bianca proprio a causa del meteo. E stava proprio qui il primo aspetto peculiare di questa cronoscalata: ogni atleta ha infatti avuto il proprio momento, grazie ad uno start individuale cronometrato ogni 30 secondi, caratteristica che trasforma la scalata dell’Alpe di Pampeago prima di tutto in una sfida contro se stessi, alla ricerca del proprio miglior tempo.

Questo particolare format tiene quindi il pubblico e gli atleti in suspense fino all’ultimo: fin da subito il Passo è stato infatti infiammato dalla mirabile prova di Michael Zemmer del team Dynamic Bike Team Eppan, il primo a scendere di forza sotto il muro dei 44 minuti: i primi atleti ad arrivare ai 2.000 metri testimoniano una partenza particolarmente temibile – o temeraria – per le temperature rigide già a fondovalle. In una cronoscalata come questa, però, non si impiega certamente troppo a riscaldarsi, con i cicloamatori già ‘tiepidi’ e pimpanti appena fuori Tesero. Ma a far esplodere davvero il pubblico al Passo è stato l’arrivo di Dario Bellante, che insieme a Luca Bertoluzza è la mente dell’US Litegosa che ha reso possibile questa grande festa ad alta quota: il grido «ecco che arriva il nostro presidente!» rimbomba ancora insieme agli applausi tra le erte dell’Alpe, a sottolineare il buon tempo di Bellante (50’19”). É stato però Franz Wieser, altoatesino in forze al Rodes Val Badia Raiffeisen, a fare il tempo da battere: la scheggia di azzurro vestita ha infilato l’arco del traguardo con uno strabiliante 40’28”, un tempo da brividi, soprattutto con queste temperature. Dietro di lui incombeva però il favorito di giornata, quello Gschnitzer che, affrontando con intelligenza e veemenza un tracciato che conosce ormai benissimo, ha superato uno dopo l’altro drappelli di atleti partiti prima di lui, per poi riuscire ad abbassare il tempo di Wieser di ben 21 secondi: «è stata una gara tosta» ha spiegato felice il giovane vipitenese, «ma oggi sapevo di poter fare bene». Dietro a Wieser e a Gschnitzer, a chiudere il podio, il bellunese Alessandro Sogne, che porta in alto il nome del Team Brema Pissei con un ottimo 41’09”.

Tra le donne come da pronostico cala il bis l’altoatesina Alexandra Hober, già vincitrice l’anno scorso, che quest’anno si è già del resto portata a casa quasi tutte le tappe della Südtirol Berg Cup ad eccezione della seconda, quella di Passo Palade. Alla vigilia l’atleta del team Athletic Club Merano aveva dichiarato che il segreto del successo è «avere testa, sempre» e di certo oggi la ex biker non si è distratta nemmeno per un secondo: 48’38” il suo tempo finale, con ben 8 minuti di vantaggio sulla seconda, Barbara Zambotti del team Mg.K Vis Somec. «Arrivare quassù è sempre bello» ha commentato la Hober «e la neve non è certo riuscita a rovinare questo evento, anzi».

Ma gli eroi, però, non sono tutti sul podio. Anzi, il vero eroe oggi è l’ultimo arrivato, ovvero il bolzanino Silvano Sozzi, che dall’alto dei suoi 76 anni ha portato a termine la sua sesta edizione del Trofeo Passo Pampeago. Senza fiatone e con il sorriso, l’aficionado numero uno della gara ha tagliato il traguardo con una nonchalance da fare invidia a tanti atleti ben più giovani.

Non senza ironia, gli scalatori a due ruote sono stati premiati presso la palestra di… arrampicata su roccia di Stava, dove tutti sono stati rifocillati e coccolati dal goloso pasta party messo in tavola dall’Associazione Sagra di Stava. Si è chiusa così, in compagnia e soprattutto in allegria, la sesta edizione del Trofeo Passo Pampeago, magistralmente organizzato ancora una volta dall’US Litegosa con il prezioso supporto dello Ski Center Latemar: l’appuntamento si rinnova per il 2018.

Info: www.latemar.it

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La Sportiva Epic Tour 2018: si parte!

La neve ha già accarezzato le seducenti cime dolomitiche delle valli trentine di Fassa e di Fiemme, ha imbiancato anche i passi in quota, ma era solo un avvertimento, l’equinozio d’autunno è alle porte. Una spolverata che con un fruscio ha ricordato agli appassionati sportivi che è quasi l’ora di preparare gli sci.

È già ora di iscrizioni, invece, per la seconda edizione dell’affascinante ‘La Sportiva Epic Ski Tour’: da oggi è possibile registrarsi al trittico di gare che dall’8 all’11 marzo 2018, questa volta a ridosso dell’equinozio di primavera, ripropone una irrinunciabile cavalcata con sci e pelli “4all”, davvero per tutti.

I big hanno capito che ‘La Sportiva Epic Ski Tour’ è un appuntamento da non perdere, i semplici appassionati hanno invece realizzato che anche un grande evento può essere una vera e pura festa dello sport, senza l’ansia della classifica a tutti i costi, ecco il significato di “4all”.

Gli organizzatori di questa speciale sfida scialpinistica, sono fieri di aprire le iscrizioni della ormai classica tre giorni, con una “notturna” su è giù dall’Alpe Cermis in Val di Fiemme il 9 marzo, con la seconda tappa a Passo San Pellegrino il giorno seguente e infine l’emozionante sgambata a Passo Pordoi domenica 11 marzo, ma la kermesse avrà inizio già giovedì 8 con il briefing e l’Opening Party, per questo evento che si svolge tra gli splendidi paesaggi delle Valli di Fiemme e di Fassa.

È una gara alla quale gli atleti di primo piano guardano con interesse. Damiano Lenzi, atleta del CS Esercito, probabilmente ha ancora impresso negli occhi il “premio” di vincitore assoluto e di tappa con un assegno di 8.000 euro, che nello scialpinismo non è da poco, stessa cifra di chi vince la Grand Course, gara a tappe su due stagioni e con le gare più belle e dure al mondo. Questo la dice lunga sulla proposta ai big de ‘La Sportiva Epic Ski Tour’, che premia però anche i master con un montepremi che in totale, dopo le tre tappe, assegna ben 46.000 euro.

La prima edizione, interlocutoria, ha avuto un grande successo. Pur in una stagione con la neve latitante, le tre tappe del 2017 si sono svolte regolarmente, anche se due hanno avuto luogo su percorsi alternativi, che comunque hanno offerto momenti di scialpinismo epico, piacevoli per i big ed appassionanti per i semplici sportivi.

La seconda edizione del 2018 avrà come teatro i percorsi originari che i tre responsabili di area hanno scovato con grande maestria. Massimo “Macha” Dondio ha disegnato la notturna del Cermis, un autentico prologo, tecnicamente il più semplice dei tre percorsi. Partenza alle 17.30 per un totale 9,5 km con 750 metri di dislivello positivo ed altrettanti di negativo, … giusto per scaldare le pelli. Sabato alle ore 11 sarà il momento della seconda tappa a Passo San Pellegrino, disegnata da Thomas Zanoner, con 10 km e un dislivello positivo e negativo di 795 m., in parte lungo il sentiero della Grande Guerra per inerpicarsi fino al Col de le Palue, completando poi l’opera con una seconda salita ai 2580 metri di Lastè Pradazzo. Dopo la discesa sulla nuova pista  ‘La Volata’ ci sarà un ultimo strappo fino al traguardo.

La terza tappa è stata “partorita” da Oswald Santin, uno che di ski alp se ne intende, l’organizzatore del mitico Sellaronda. C’è lo scavalco di Forcella Pordoi, con la discesa da autentici free-rider lungo la Val Lasties e l’arrivo in uno dei punti più spettacolari al mondo, Passo Pordoi. Otto chilometri tutti di adrenalina pura con 980 metri di dislivello all’insù ed all’ingiù, sempre con partenza alle ore 11.

Per questa edizione il fulcro operativo sarà in Val di Fassa, al Centro Navalge di Moena e anche nel 2018 ‘La Sportiva Epic Ski Tour’ non sarà solo un evento sportivo, ma un vero e proprio happening con tanto di after hours a Moena e tutta una serie di intrattenimenti per partecipanti ed accompagnatori. Per rispettare l’imperativo “4all” gli organizzatori infatti stanno predisponendo molte iniziative che saranno di sicura soddisfazione per tutti.

Se il cronometro sarà a scandire minuti e secondi di gara per i più preparati e per quelli che puntano a classifica e montepremi, gli organizzatori annunciano “coccole” per chi ha il culto dello scialpinismo pacato e tranquillo, ma senza per questo rinunciare alle seducenti emozioni che questa disciplina sa regalare in Val di Fiemme e in Val di Fassa, dove le cime dipinte dall’Enrosadira sanno togliere il fiato.

C’è tanta carne al fuoco, che gli organizzatori stanno cucinando ‘a fuoco lento’ per rendere ancor più appetibile e succulento l’appuntamento con ‘La Sportiva Epic Ski Tour’.

È importante ricordare che le iscrizioni aprono oggi e chi prima arriva… meglio alloggia. Fino al 30 novembre la tariffa per i tre giorni “all inclusive”, ovvero accesso in griglia di partenza, ristori, pasta party, pacco gara, assistenza tecnica, pettorale personalizzato e tanto altro, ammonta a 160 euro. Tanto? Ci siamo dimenticati di aggiungere il Welcome Present La Sportiva Epic Ski Tour da scegliere tra La Sportiva Combo Helmet o una felpa tecnica da scialpinismo de La Sportiva, entrambi del valore di 139 euro. I conti sono presto fatti, se si considera il valore del ‘welcome present’ la partecipazione a ciascuna delle tre tappe ammonta dunque a soli… 7 euro!

Dopo il 30 novembre la quota salirà a 180 euro. Il sito www.epicskitour.com dispensa ogni genere di info, l’importante è non perdere … il treno!

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