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Nel nome dello sport

Trecento alunni delle terze e quarte elementari delle valli di Fiemme e Fassa si sono ritrovati lunedì mattina a Predazzo per la festa conclusiva del progetto del Coni “Scuola e Sport”. Coinvolte le scuole di Cavalese, Castello di Fiemme, Carano, Varena, Tesero, Predazzo, Vigo di Fassa e Pozza di Fassa, che hanno aderito all’iniziativa che porta le associazioni sportive del territorio all’interno degli istituti scolastici, per permettere ai bambini di conoscere e provare le diverse discipline. Da gennaio a maggio, nell’ora di educazione motoria, gli alunni hanno sperimentato cinque discipline tra l’atletica, il ciclismo, lo yoseikan budo, il nordic walking, l’hockey, il tennis, la pallamano, il basket e il calcio a 5 (discipline proposte anche lunedì al campo sportivo) e la pallavolo, l’arrampicata e l’orienteering.

La festa conclusiva del progetto è stata l’occasione per provare ancora una volta alcune delle discipline scoperte nel corso dell’anno scolastico: un circuito con diverse stazioni dimostrative, coordinate dai rappresentanti delle associazioni.

Moderatore della mattinata, Andro Ferrari, responsabile del progetto “Scuola e Sport”: “Con questa iniziativa le associazione del territorio entrano di diritto nelle scuole della provincia, facendosi conoscere da bambini e ragazzi che possono sperimentare nuove discipline e sviluppare nuove competenze motorie. A livello locale, è stato accolto prima dalla val di Fiemme e ora si sta allargando anche a Fassa, anche se mancano ancora le scuole di Moena e Canazei, che spero decidano di aderire in futuro”.

La festa e il trasporto sono stati finanziati dalla Comunità Territoriale di Fiemme e dal Comun General de Fascia, mentre il campo sportivo è stato messo a disposizione dal Comune di Predazzo. “Un arcobaleno di magliette colorate ha riempito il campo sportivo: una splendida metafora di ciò che è lo sport, che unisce aldilà delle differenze e delle specificità di ognuno”, ha detto l’assessore allo Sport della Comunità territoriale di Fiemme, Michele Malfer. Le altre autorità intervenute (l’assessore allo Sport di Predazzo Giovanni Aderenti, Matteo Iori per il Comun General de Fascia e Paride Gianmoena in rappresentanza dei Comuni di Varena e Daiano) hanno sottolineato l’importanza fisica e sociale dello sport, come fattore di amicizia, benessere, aggregazione e crescita.

 

 

 

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In Italia e in Europa si è riscontrato un incremento di casi di persone contagiate dall’epatite A

A partire dal mese di agosto 2016, in Italia e in Europa, si è verificato un importante incremento dei casi di epatite A che, recentemente ha subito un’ulteriore impennata. Per quanto riguarda l’Italia il 61% dei casi è costituito da uomini che hanno dichiarato di aver avuto rapporti sessuali con altri uomini (MSM – men who have sex with men).

In Trentino, dall’inizio dell’anno ad oggi, sono stati registrati 21 casi di epatite A, numero nettamente superiore agli anni scorsi. Tra questi oltre a coloro che riferiscono fattori di rischio classicamente riconosciuti, come ad esempio i viaggi in zone endemiche o il consumo di frutti di mare, si registra anche un numero crescente di MSM per i quali l’Apss offre a titolo gratuito la vaccinazione anti-epatite A.

La vaccinazione è inoltre raccomandata ai soggetti che viaggiano nei Paesi dove la malattia è endemica, ai familiari di malati di epatite A acuta, alle persone che fanno uso di droghe per via iniettiva e a coloro che sono affetti da patologie epatiche croniche in quanto queste persone hanno maggiore probabilità di andare incontro a forme gravi.

Si ricorda inoltre che, per la prevenzione delle infezioni oro-fecali, sono molto importanti anche le norme igieniche generali come ad esempio il lavaggio delle mani, l’igiene personale, il lavaggio e la cottura delle verdure e dei molluschi.

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Tempus fugit – fieri di essere fiera, è stato riconosciuto come progetto vincente anche dall’Euregio

La fiera del gusto e della biodiversità, organizzata presso il Palafiemme di Cavalese a fine aprile, è la vincitrice del Concorso “Il turismo incontra l’agricoltura”, che punta alla promozione della cooperazione fra turismo e agricoltura.

La filosofia principale che ha guidato il progetto è stata quella di permettere agli allievi di conoscere, valorizzare e dare impulso al proprio territorio restituendo quanto appreso attraverso una fiera di tre giornate aperta a popolazione, turisti e operatori del settore alimentare e della ristorazione.

Fra i 108 candidati, provenienti da Trentino, Alto Adige e Tirolo, il progetto presentato dagli allievi del IV anno-settore servizi del Centro di Formazione Professionale Enaip Trentino di Tesero ha ottenuto il premio consistente in un assegno di 2000 €.

La fiera in oggetto è stata fortemente voluta e riconosciuta dal territorio ed ha visto la partecipazione di quasi 2000 visitatori.

Hanno creduto in questa avventura tutti gli sponsor fra cui: Trota Oro, Guarnier, pastificio Felicetti, Melinda, Latte Trento, macelleria Marchiori, cooperativa Terrealtre, Merchiori, Coldiretti – Campagna Amica, Atelier Laura – tessuti in canapa, cantina Zeni, Federazione Provinciale Allevatori, distribuzione De Silvestro, Uova di Montagna, Gruppo Formaggi del Trentino, Cembrani DOC, Associazione Apicoltori Fiemme e Fassa, distilleria Pilzer, Birra di Fiemme, Mas dei Preti.

Molte inoltre sono state le realtà del territorio che hanno sostenuto il Centro fra cui la Compagnia La Pastiere, Sentieri in compagnia, l’ Associazione Cuochi Fiemme, il Comune di Cavalese e APT Val di Fiemme.

Entusiasta è il direttore del Centro, dott. Dino Moser, che, affiancando i coordinatori di IV anno, la dott.ssa Ilaria Trettel, il dott. Simone Maistri e lo chef stellato Alessandro Gilmozzi ha seguito lo sviluppo del progetto: “È bello vedere come i ragazzi, seguiti e guidati, siano riusciti a costruire un evento così strutturato; ritengo che lo staff che ha lavorato con loro sia riuscito a trasmettere, oltre alle competenze necessarie, anche entusiasmo e voglia di fare. Gli allievi inoltre hanno coinvolto anche molti ragazzi provenienti da altre classi, anche quelle del settore legno, creando uno spirito di gruppo che non può che essere positivo per il Centro”.

Anche l’Euregio quindi ha valutato valido il progetto proprio perché la filosofia di base è quella di creare rete e far conoscere i valori del territorio, in termini di prodotti, per permettere poi di formare tecnici di settore preparati nel proporre e promuovere il Trentino con le sue peculiarità e i suoi punti di forza.

 

 

 

 

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Tata app: a settembre il corso

È stato accolto con interesse e curiosità il corso di formazione per tate proposto in Val di Fiemme dalla cooperativa sociale Progetto 92, in collaborazione con la Comunità Territoriale, il Distretto Famiglia e lo sportello Info Famiglie.

Il percorso, che prevede 50 ore di lezioni teoriche e 30 ore di tirocinio nei mesi da settembre a dicembre, è stato presentato nei giorni scorsi a Cavalese. Presenti Michelangelo Marchesi e Rosella Comai di Progetto 92, Chiara Martinelli dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili, la responsabile del Servizio Sociale di Fiemme Manuela Silvestri e l’assessore della Comunità di Valle Michele Malfer.

Chi supererà l’esame finale riceverà un attestato che permetterà di lavorare nei servizi di conciliazione famiglia-lavoro per i quali è previsto l’utilizzo dei buoni di servizio. “Si tratta di una doppia opportunità – spiega Malfer -. Da una parte è un’occasione di formazione professionale, che permette alle baby sitter di aumentare le competenze e allo stesso tempo di regolarizzare un lavoro che spesso viene svolto in nero. Dall’altra è un importante servizio di conciliazione familiare che non è assolutamente in concorrenza con i già presenti ed apprezzati servizi di asilo nido e Tagesmutter, ma che li integra e completa, coprendo più fasce orarie e giornate, rispondendo alle sempre maggiori esigenze di flessibilità dei genitori lavoratori, senza per questo rinunciare alla professionalità di chi si prende cura dei bambini”.

Il corso permetterà di avere del personale formato per attivare anche in Val di Fiemme il progetto TataApp, che sarà un punto d’incontro tra domande ed offerta: “App è un acronimo che sta per affidabile, preparata e premurosa, le tre caratteristiche che una tata dovrebbe avere. Chi supererà l’esame verrà inserito in una lista che verrà messa a disposizione delle famiglie, che così potranno scegliere la tata più adatta alle loro esigenze e richieste”, dice Comai.

Ad agosto sarà possibile iscriversi al corso. Per ulteriori informazioni, contattare lo sportello Info Famiglie, aperto tutti i martedì, dalle 10 alle 12, al piano terra della sede della Comunità Territoriale della Val di Fiemme a Cavalese (infofamiglie@progetto92.net, 347.8456525 oppure 0462.241351 nei giorni e orari di apertura).

 

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Cycling Kraft, spettacolo della natura

Ora che i fenomeni del Giro d’Italia sono sfilati via come il vento in territorio Marcialonga lasciando l’asfalto stradale in ottime condizioni…tocca ai corridori della Cycling Craft farsi valere lungo tracciati magnificamente allestiti, che sanno esaltare la qualità dei pedalatori e la loro durezza, fra gli scenari spettacolari delle Valli di Fiemme e Fassa (TN) e i territori limitrofi. La seconda perla di Marcialonga dedicata agli amanti del pedale riserva infinite occasioni di godimento e sport all’aria aperta, al cospetto delle Dolomiti Patrimonio UNESCO.

Il 4 giugno Marcialonga festeggerà l’undicesimo anniversario della propria creazione ciclistica, sempre attraverso i punti clou rappresentati dalle salite di Monte San Pietro e dei Passi di Lavazé, San Pellegrino e Valles, ammirate e decantate in tutto il mondo. Gli itinerari ‘mediofondo’ di 80 km e ‘granfondo’ di 135 km partiranno da Predazzo, percorrendo per intero la Val di Fiemme attraversando i punti focali di Ziano, Panchià, Tesero e Cavalese, prima di proiettarsi in località San Lugano nel vicino Alto Adige. Una rapida discesa su un’ampia carreggiata farà giungere all’imbocco della prima asperità di giornata, 9 chilometri che s’inerpicheranno sino ad Aldino e culmineranno fra i prati di Monte San Pietro. La contesa proseguirà sino a Nova Ponente, con i gruppi montuosi dolomitici del Latemar e del Catinaccio a fare da sfondo, scendendo per qualche chilometro fino all’imbocco dell’ardua salita di Passo Lavazé. La prima parte dei 9 chilometri da superare presenterà pendenze superiori al 10%, mentre negli ultimi 3 km i tratti si faranno più dolci. Al rientro in Trentino, seguirà la picchiata verso Tesero e nuovamente la vista della Val di Fiemme. Giunti a Predazzo, i concorrenti dovranno decidere se portare a termine le proprie fatiche tagliando il traguardo del percorso ‘mediofondo’, al termine di 80 km e 1894 metri di dislivello, oppure se proseguire la propria cavalcata verso la gloria. Gli arditi del pedale che effettueranno la seconda scelta entreranno a Moena, in territorio fassano, attaccando i 12 impegnativi chilometri di Passo San Pellegrino. Terminato questo particolare tratto, ricco di avvenimenti storici del passato, ci si porterà sulle strade della provincia di Belluno, superando l’ultimo vero ostacolo, Passo Valles, al confine fra Veneto e Trentino. Tosti i chilometri della prima sezione, ma fuori dal bosco ci si presenterà al cospetto del Gruppo delle Pale di San Martino, e ne varrà veramente la pena. Dopo quest’emozionante squarcio, preludio della lunga discesa di 24 km fra gli abeti di Paneveggio, vi sarà la finish line di Predazzo, al termine di 135 km e 3279 metri di dislivello.

Importante sarà inoltre l’iniziativa Fiemme senz’Auto, con la Statale 48 delle Dolomiti da Cavalese a Predazzo chiusa alle auto e aperta ai cittadini, i quali potranno usufruire di numerose iniziative che tuttavia, per cause di forza maggiore, non vedranno al via la Marcialonga Fixed. Ci sarà invece il DJ Set dei Reverse del venerdì abbinato ad altri show che animeranno pre e post gara, mentre i piccoli della MTB potranno salire in sella alla quinta Minicycling di sabato alle ore 15.30 a Predazzo, con a seguire aperitivo La Bicicletta e presentazione del libro «La fuga più lunga. un tratto di strada con Marcello Osler» di Elena Leonardelli, e la musica dal vivo dei Majazztic.

Domenica alle ore 8 ecco invece la partenza dell’11.a Marcialonga Cycling Craft, con i coscritti del ’99 a distribuire il caffè in griglia, l’ABiCicletta: lettura animata, laboratorio creativo per costruire la propria bici con i materiali più bizzarri che ci siano, a cura di Progetto92 e L’IDEA Spazio Giovani, il pasta party e le premiazioni finali, a fare da contorno e a chiudere una nuova spettacolare edizione della Marcialonga su due ruote. Iscrizioni a 40 euro entro il 2 giugno.

Info: www.marcialonga.it e ai canali Facebook, Twitter ed Instagram.

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Incontro, a Pozza, sullo statuto

Venerdì 26 maggio, a Pozza di Fassa, alle ore 18 (Aula magna Scola Ladina de Fascia) incontro pubblico con la cittadinanza sul documento preliminare per la riforma dello Statuto. A seguire, il laboratorio sulle minoranze linguistiche sarà introdotto da Jens Woelk e Giuseppe Detomas. L’appuntamento è una buona occasione per approfondire gli ambiti tematici proposti dalla Consulta e dare il proprio contributo, con idee, proposte, suggerimenti. L’incontro è aperto a tutti.

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MaverInk : La Sportiva punta sulla personalizzazione

La scarpetta d’arrampicata rappresenta per gli arrampicatori uno dei pochi “attrezzi” indispensabili per riuscire nelle proprie imprese, piccole o grandi che siano, e per ogni scalatore corrisponde tendenzialmente un tipo diverso di scalata e quindi di conseguenza anche scarpette diverse, o diversamente adattabili al proprio piede. La scelta della scarpetta corretta per la morfologia del proprio piede e per il tipo di scalata che si andrà a praticare è infatti una delle parti più complesse e che richiede un ragionamento importante su quale sia la propria scarpetta ideale.

Alla questione prettamente funzionale si associa poi quella più squisitamente estetica: sono lontani infatti gli anni in cui i produttori di scarpette d’arrampicata erano soliti lanciare i propri modelli in colorazione unica, spesso unisex, iconizzando il prodotto oltre che per funzionalità anche per estetica, un po’ per ragioni di marketing e soprattutto per ragioni produttive. Oggi giorno è quindi molto frequente trovare lo stesso modello in diverse colorazioni, un po’ come da sempre accade per le sneakers ad esempio, d’altra parte l’arrampicatore non fa eccezione e come tutti gli altri sportivi vuole anch’egli esprimere la propria personalità mentre pratica lo sport che ama.

Spazio quindi a colore e grafiche diverse capaci di risaltare sulla roccia e perché no, a personalizzazioni proprie realizzate con pennarelli o inchiostri da tatuatori: basta dare un’occhiata ai piedi delle falesie o all’interno delle palestre indoor e notare come sia tutt’altro che raro trovare scarpette totalmente stravolte nell’estetica da disegnini, scritte, dediche fatte per rendere ancora più speciale e personalizzato quell’attrezzo tanto personale ed importante.

Nasce da questa osservazione il nuovo prodotto di casa La Sportiva, da sempre leader mondiale nel settore dell’arrampicata, con tecnologia No-Edge: MaverInk.
Come suggerisce il nome, Maver-INK (da ink, inchiostro) è interamente personalizzabile nell’estetica attraverso i pennarelli inclusi nella confezione affinchè il climber possa “tatuarvici” la grafica desiderata. No solo estetica però dato che il prodotto è pensato in particolare per un pubblico giovanile: ogni elemento costruttivo è stato pensato per non ostacolare la crescita del piede evitando punti di compressione eccessivi, di conseguenza la calzata è molto morbida e confortevole e per questo la calzatura è adatta ad utilizzi prolungati. Maverink supporta la scalata in maniera fluida e naturale assecondando i movimenti più istintivi dei giovani climber ed è l’ideale punto di accesso alla tecnologia No-Edge (particolare tipo di costruzione che prevede l’assenza dei classici spigoli presenti normalmente sulle calzature tradizionali) grazie alla possibilità di essere calzata “comoda” e non troppo stretta.

Creatività al comando dunque con MaverInk, il prossimo livello nella personalizzazione delle calzature d’arrampicata.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=IkKOOhDsbhc

 

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Piano giovani per il 2017

Sono sei i progetti approvati dal Tavolo per le Politiche Giovanili di Fiemme per il Piano Giovani di Zona 2017. Gli assi ritenuti prioritari, sui quali incentrare i programmi, erano cittadinanza attiva, educazione civica e legalità, prevenzione e sani stili di vita, cyber bullismo e utilizzo consapevole dei social. Tematiche, quindi, vicine alla quotidianità dei ragazzi. Ecco i progetti selezionati, che verranno realizzati nel corso dell’anno:

Trans-lagorai- il docufilm: dopo un percorso formativo, una troupe di professionisti seguirà i partecipanti nella produzione di un docufilm girato sul Lagorai. Si parlerà di ambiente, storia, tradizioni e della faticosa gioia di fare uno dei trekking più selvaggi e affascinanti dell’arco alpino.

Economia circolare in Val di Fiemme: il progetto intende portare in Val di Fiemme il concetto di economia circolare partendo dallo scarto industriale: imprese selezionate forniranno ai ragazzi il materiale di scarto del loro ciclo produttivo, che verrà rivalorizzato.

Polis 2017: percorso che mira a favorire la conoscenza del sistema politico-democratico e a stimolare la partecipazione attiva ai processi decisionali e politici. Inoltre, si vuole accrescere nelle istituzioni locali la consapevolezza di poter e dover essere stimolo e supporto per una partecipazione attiva dei giovani alla vita della comunità.

Conoscersi e conoscere per poter scegliere il proprio benessere: il progetto si focalizza sull’acquisizione, oltre che di informazioni corrette relative ai comportamenti a rischio, anche sull’acquisizione di competenze di natura emotiva, relazionale e comunicativa. I ragazzi saranno chiamati a partecipare in prima persona e a creare, seguiti da un operatore formato, un video di comunicazione sociale.

Ciak, si gira il mondo!: il cinema come mezzo per comunicare, informare, sensibilizzare e mobilitare la popolazione alle grandi sfide del pianeta. I film propongono allo spettatore situazioni interessanti che, grazie alla capacità narrativa e al fattore emozionale, possono suscitare dialogo e interazione e mettere in evidenza pregiudizi e luoghi comuni contribuendo, così, a sradicarli.

Mobilità Avisio 2.0: il progetto si propone di coinvolgere i giovani per la definizione di un nuovo scenario della mobilità sostenibile nelle valli di Fiemme e Fassa. Sono previsti tre incontri: uno di presentazione dell’argomento, il secondo e il terzo di attività partecipate. A conclusione è prevista la presentazione dei risultati nel corso di un evento pubblico

Quest’ultimo progetto contiene un’importante novità: per la prima volta i Piani Giovani di Zona di Fiemme e Fassa collaborano per un’iniziativa aperta ai ragazzi delle due valli. “Speriamo che sia solo il primo di una serie di progetti condivisi: l’obiettivo è quello di incentivare la partecipazione, mettendo in contatto i giovani di due valli spesso divise per quanto riguarda proposte e iniziative, ma che, data la vicinanza, potrebbero trovare nuove occasioni di incontro e confronto”, spiega Marta Luchini, referente organizzativa del Tavolo per le Politiche Giovanili di Fiemme.

 

 

 

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Sostegno dell’occupazione femminile

Anche quest’anno il Servizio Sociale della Comunità Territoriale della Val di Fiemme ha selezionato cinque donne per Intervento 19, il progetto dell’Agenzia del Lavoro che punta all’inserimento lavorativo dei soggetti più deboli. Da metà maggio a dicembre, saranno impegnate in attività a sostegno del servizio di assistenza domiciliare, per tutti quei compiti per i quali non è richiesta una qualifica specifica. Aiuteranno, quindi, gli assistiti a sbrigare le commissioni quotidiane, li accompagneranno a visite mediche o a trovare i parenti, daranno una mano in casa e a fare la spesa. “Negli anni scorsi questo progetto è stato apprezzato sia dalle donne coinvolte sia dagli assistiti. Noi lo riteniamo importante perché ci permette di lavorare per un duplice obiettivo – spiega Manuela Silvestri, responsabile del Servizio Sociale della Comunità di Fiemme -. Riusciamo a garantire interventi accessori ma importanti per la qualità di vita dei nostri anziani e offriamo a cinque donne un’esperienza professionale che può favorire il loro inserimento lavorativo futuro, evitando la cronicità dell’assistenzialismo”.

Le cinque donne, di cui una con funzioni di caposquadra, saranno seguite dalle assistenti sociali Elisa Rizzi, Elisa Taller e Marika Osti.

 

 

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Cani e padroni, strane coppie

Spesso l’istinto e l’amore non bastano a stabilire una sintonia di coppia. Soprattutto se uno dei due è un cane. Non è sempre facile comprendere il linguaggio del proprio amico fedele. Qualche volta i suoi comportamenti sembrano strani. Ciò che a noi appare incomprensibile, però, può avere un significato preciso.

Le soluzioni fai da te non sempre aiutano a migliorare la relazione di coppia cane-padrone. E così ecco padroni che si fanno portare a spasso dal cane o cani frustrati che si fanno trascinare lontano dai loro simili.

Abbiamo incontrato Alessio Bolognani, con cui abbiamo già parlato presentando il suo Happy Dog Garden di Ziano di Fiemme. Siamo tornati da lui per chiedergli di raccontarci qualche storia di conflitto uomo-animale che è stata risolta in questo giardino, grazie alla presenza di esperti.

Ricordiamo che questo campo non è nato con fini agonistici o di ricerca della performance, ma come punto di riferimento per l’educazione, il gioco, l’addestramento e l’obbedienza. Alessio ci racconta due casi che si sono risolti felicemente, quello di Ciusko e quello di Rauth.

UNA RELAZIONE DIFFICILE

Ciusko al guinzaglio abbaiava e aggrediva i cani che incontrava. Era completamente disconnesso da Anita, la sua proprietaria. Lei cercava disperatamente di calmarlo in tutti i modi, ma senza risultati. Anita pensava che Ciusko “fosse aggressivo con gli altri cani”, e quindi non lo lasciava interagire con i suoi simili. Dopo altri percorsi che si sono rivelati poco efficaci, si è rivolta a noi come ultima speranza.
Il percorso è partito dalla gestione di Ciusko in casa, con l’obiettivo di de-responsabilizzare il cane e di trasformare Anita nel suo centro referenziale, un riferimento su cui il cane potesse fare affidamento nelle diverse situazioni. Quindi, è stato definito il motivo del comportamento di Ciusko, afflitto da insicurezza, frustrazione e ansia. A questo punto è stata trovata una strategia per migliorare la situazione. Durante questo percorso, Anita ha imparato a gestire il suo cane, a comunicare, ad avere fiducia, a farsi ascoltare, ma soprattutto a divertirsi con lui, insomma a instaurare una vera e propria relazione. Alla fine di questo percorso è stato emozionante vedere l’espressione soddisfatta e felice di Anita, mentre lasciava giocare Ciusko tranquillamente con altri cani al campo, libero dal guinzaglio.

Ciusko oggi è uno dei migliori allievi del corso nelle lezioni di gruppo, di agilità e di obbedienza.

Questo grazie alla tenacia di Anita e alla fiducia che ha riposto nel suo cane e in noi, e grazie alla stretta collaborazione con Luisa Demattio, veterinaria esperta in problemi del comportamento.
QUATTRO ZAMPE IPERATTIVE

Donato è un ragazzo giovane ma con un grande senso di responsabilità. Dopo aver capito di aver adottato un cane molto difficile da gestire nel contesto familiare e sociale, si è voluto mettere in gioco con una determinazione esemplare. Il primo incontro è avvenuto a casa, dove abbiamo definito la miglior strategia di gestione di Rauth. Successivamente, con alcune lezioni individuali, abbiamo affrontato l’aspetto psicologico del cane che manifestava continui latrati, abbai e forte agitazione. Insomma, un comportamento che è alla base del conflitto tra cane e padrone. Era un cane ansioso, sicuramente forgiato da un passato difficile, ma Donato, con molta pazienza, e fidandosi dei nostri consigli, ha imparato a comunicare bene con lui e a gestirlo nel modo migliore. Rauth ha raggiunto un sorprendente livello di obbedienza. Oggi vederli insieme, sia al campo sia nelle loro lunghe passeggiate in montagna, è un piacere. È magnifico il loro rapporto di complicità. Ed è bello anche vedere come riescono a stare assieme in modo attivo.

I problemi che Alessio Bolognani ha riscontrato fino ad oggi sono legati soprattutto alla poca informazione riguardo le reali esigenze del cane, alla scorretta gestione e ad alcune credenze, in particolare riguardo l’obbedienza, che inducono all’errore.

L’Happy Dog Garden invita chiunque abbia un cane, anche se apparentemente non manifesta particolari problemi, a raggiungere questa piccola oasi canina per una corsa tra gli ostacoli o per vivere momenti di gioco. Potrebbe essere l’occasione per un confronto costruttivo su questo splendido animale che ci accompagna fedele nella vita di tutti i giorni, da migliaia di anni.

Enzo Portolano

 

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