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Un aneddoto

Sentiamo spesso parlare di meritocrazia, di una società che, per tornare ad essere competitiva, deve premiare le capacità e l’impegno. Quando mi accade di sentire un politico fare tali affermazioni mi si accende sempre una “lampadina” che mi riporta indietro di una trentina d’anni. Vivevo e lavoravo a Trento occupandomi di radio, tv e manifestazioni. Avevo immaginato alcuni progetti da presentare agli amministratori del Comune ed un mio amico, molto più esperto di me del mondo politico/ amministrativo, mi consigliò di chiedere un appuntamento “esplorativo” con il Sindaco. Andammo, il mio amico ed io, dal primo cittadino di Trento, caricati e speranzosi. Il Sindaco ascoltò con interesse il progetto, mi fece alcune domande e poi, prima di congedaci, mi chiese quale fosse la mia appartenenza politica. Io risposi che non mi occupavo di quel mondo e che mi consideravo una persona non schierata. Usciti dall’ufficio chiesi al mio amico come fosse andata secondo lui. Mi rispose che la mia affermazione finale sulla non appartenenza ad un partito, era stata un grave errore e mi spiegò che se avessi dichiarato di essere democristiano sarei stato uno dei suoi, ma anche se fossi stato amico di un partito dell’opposizione sarebbe stato positivo, perché il Sindaco avrebbe potuto appoggiare il mio progetto facendo un favore ai suoi avversari politici che, a loro volta, avrebbero ricambiato la cortesia nei confronti di uno dei suoi uomini. Non essere contiguo ad alcuna formazione politica, (quello che a me sembrava ingenuamente un merito), era in realtà un handicap che toglieva alla mia persona e di conseguenza, al mio progetto ogni appeal. A trent’anni da allora tutto è cambiato. I partiti di quegli anni sono scomparsi ed oggi siamo governati da nuove formazioni. Quello che mi capita però di chiedermi spesso è se oggi, quel mio colloquio a Trento oppure alcuni di quelli che avvengono quotidianamente in altri luoghi dove la politica decide un progetto, un posto di lavoro o quant’altro, possano avvenire con le stesse modalità che ho vissuto io . Mi chiedo anche, se il merito abbia iniziato ad essere sempre premiato. Domande retoriche, naturalmente, perché tutti, compreso io, conosciamo bene la risposta.

Guido Brigadoi

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Stop agli sprechi

Dopo un percorso di formazione e di sensibilizzazione avviato lo scorso mese di settembre, si è tenuta  presso l’auditorium dell’Istituto Arcivescovile di Trento la premiazione del concorso indetto dall’associazione Assfron (Scuola senza Frontiere) sul tema dello spreco alimentare. 815 gli elaborati presentati, coinvolte oltre 170 classi di ogni ordine e grado provenienti da tutto il Trentino. Scopo dell’iniziativa rendere consapevoli i giovani degli enormi squilibri nell’accesso e nella distribuzione di cibo a livello mondiale e dei conseguenti sprechi nel mondo occidentale. “I risultati ottenuti superano di gran lunga le nostre aspettative – dichiara Carlo Bridi, tra i patrocinatori dell’iniziativa – Oltre ad istruire i ragazzi sulla corretta alimentazione, siamo riusciti a renderli consapevoli della vergognosa realtà degli sprechi”. I lavori di ottima fattura hanno messo in seria difficoltà la giuria nello scegliere le classi vincitrici delle 4 categorie: disegni, poesie o canzoni, elaborati multimediali, premi speciali.

Tra le classi premiate con un viaggio premio all’Expo di Milano figurano anche classi dei nostri istituti. Nella categoria poesie o canzoni si sono aggiudicati il secondo posto gli studenti della classe III D della scuola media di Cavalese, davanti alle alunne Moscon Giulia e Riz Francesca della IV BS dell’istituto La Rosa Bianca di Cavalese. Nella categoria elaborati multimediali il primo premio è andato alla scuola media di Cembra, il terzo alle alunne Mariasole Vinante dell’Istituto Ladino e Sara Segantin dell’istituto La Rosa Bianca di Cavalese. Menzione speciale all’associazione Il Germoglio di Fiemma e Fassa.  

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Pixelia ti accompagna nel web

I sei buoni consigli dell’azienda di Moena per realizzare un sito all’altezza delle vostre aspettative

Bello da vedere

Un sito Internet deve colpire subito chi lo naviga, altrimenti verrà abbandonato dopo pochissimi secondi. Per questo motivo è fondamentale che sia esteticamente bello ed accattivante, pulito e professionale. La scelta dei colori va fatta con criterio preferendo circa 2/3 tonalità. Il testo deve essere a contrasto rispetto allo sfondo, con un font ed una dimensione leggibili. La grafica può rendere il sito unico ed interessante, ma attenzione a non esagerare, anche gli spazi vuoti sono importanti. Per quanto riguarda le foto, devono essere di qualità e ad alta risoluzione.

Interessante da leggere

Dal momento in cui il visitatore è rimasto colpito dall’aspetto estetico del sito Internet, inizierà a leggere ciò che c’è scritto e bisogna fare in modo che resti il più possibile sul portale. Come si fa? Scrivendo testi chiari ed interessanti. Le parole vanno scelte con molta cura e le informazioni vanno strutturate in modo logico. Sì al corretto utilizzo di titoli, sottotitoli, paragrafi, punteggiatura e punti elenco, no agli errori grammaticali, ortografici, lessicali e sintattici. L’obiettivo è aiutare chi naviga a capire il perché dovrebbe scegliere proprio quei prodotti e quei servizi. Bisogna essere convincenti e fornire tutte le informazioni necessarie. Infine, è molto importante aggiornare i contenuti del sito web, per un semplice motivo: a nessuno piace leggere sempre le stesse cose!

Facile da navigare

Un sito web bello e con testi interessanti non basta. Il portale deve funzionare velocemente e correttamente. Deve essere usabile, leggibile, navigabile e comprensibile. È importante che sia veloce nel caricamento delle pagine e compatibile con i vari browser. Chiunque arrivi sul sito Internet deve essere in grado di trovare facilmente i contenuti che cerca, senza aiuti. Come si dice spesso: pensa alla nonna, rendi il portale intuitivo anche per lei!

Compatibile con i dispositivi mobile

Smartphone e tablet vengono utilizzati anche per navigare su Internet. Non è possibile pensare di avere un sito web difficile da usare sui dispositivi mobili! La tecnologia Responsive rende i contenuti e le immagini del portale visibili su qualsiasi dispositivo.

Ottimizzato per i motori di ricerca

Un sito web che non viene trovato praticamente non esiste. È per questo motivo che bisogna ottimizzarlo per renderlo leggibile dai motori di ricerca. Questo significa che i testi vanno sviluppati in base a titoli, sottotitoli e parole chiave, mentre i codici e gli URL devono essere puliti e strutturati in modo opportuno.

Misurabile

Tutto il traffico sul sito Internet è misurabile. Con Google Analytics è possibile tenere traccia delle persone che arrivano sul portale, quali sono le pagine più visitate e molto altro. I grafici e i dati del sito web forniscono informazioni molto importanti per qualsiasi tipo di attività.

Come avete visto, nello sviluppo di un sito web gli elementi da considerare sono davvero molti. Il sito Internet è uno degli strumenti più importanti per comunicare con i clienti perciò la sua realizzazione non va sottovalutata. È per questo motivo che consigliamo di affidarvi a persone competenti, qualificate e con esperienza, in grado di ascoltare le vostre esigenze per creare un progetto di successo!

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Ragazzi, arriva l’estate

Sono tre le proposte della Comunità Territoriale della Val di Fiemme per l’estate 2015: Estate Baby, Estate Ragazzi ed Estate Sport, tre diverse iniziative diurne, dal lunedì al venerdì, pensate in base all’età e agli interessi di bambini e ragazzi della valle. “Estate Baby” è dedicata ai più piccoli (3-6 anni), mentre le altre sono organizzate per i più grandicelli (6-14 anni). Per i bambini delle scuole dell’infanzia (90 i posti disponibili) il programma prevede tre turni (20-31 luglio, 3-14 agosto e 17-28 agosto), con attività organizzate dagli educatori della cooperativa Città Futura di Trento (giochi di gruppo, piscina, escursioni all’aria aperta…). Il costo è di 145 euro. “Estate Ragazzi”, invece, aperta a circa 100 bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie di Fiemme, prevede attività ricreative, di gruppo e all’aria aperta suddivise su due turni (20-31 luglio e 3-14 agosto), ad un costo di 180 euro. Per i più attivi “Estate Sport” propone un programma pensato per incrementare il bagaglio motorio dei bambini: attraverso l’avvicinamento e la pratica di alcune discipline sportive i ragazzi potranno divertirsi e nel contempo sviluppare forza, rapidità, resistenza e mobilità articolare, oltre ad imparare il rispetto delle regole e a mettere in pratica comportamenti sociali positivi. La proposta prevede due turni: il primo, dal 20 al 31 luglio con scuola di karate, orienteering, basket e skygym, il secondo, dal 3 al 14 agosto, con scuola di shooting (tiro con carabina laser), calcio, zumba e karate. La quota di iscrizione è di 200 euro. I libretti illustrativi con le informazioni specifiche per le varie proposte e i moduli per le iscrizioni sono disponibili sul sito della Comunità Territoriale (www.comunitavaldifiemme.tn.it, nella sezione “La comunità informa”). Le domande dovranno essere presentate entro le ore 12 di giovedì 30 aprile. Per informazioni o chiarimenti: 0462.241316 oppure 0462.241327, dalle 8.30 alle 12.

 

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La Sportiva fa incetta di riconoscimenti

Si è svolta sul palco del Prowinter Forum di Bolzano l’attesissima cerimonia di premiazione degli Snow Industry Awards 2015. Un’iniziativa organizzata dal gruppo editoriale Sport Press con le sue testate Pointbreak Magazine, Outdoor Magazine e Sport4Trade, in collaborazione con Prowinter. Obiettivo: premiare le eccellenze e valorizzare l’impegno delle aziende attive nel mondo neve andando a sottolineare la campagne e le attività più significative sia da un punto di vista creativo che di impegno valoriale. Notevolissimo il riscontro: in primis da parte delle aziende, le quali hanno presentato numerose e qualificate candidature nelle varie categorie (in alcune ce ne sono state addirittura oltre 30). In secondo luogo da parte dei negozianti, i quali hanno costituito la speciale giuria chiamata a decretare i verdetti finali. Ecco di seguito i vincitori per ogni categoria

CATEGORIE VOTATE DAI RETAILER

  1. Miglior campagna stampa – DYNASTAR
    2. Miglior campagna new media – LA SPORTIVA
    3. Miglior video – LEVEL
    4. Miglior allestimento in-store – FISCHER
    5. Miglior co-marketing – MAMMUT
    6. Miglior iniziativa charity – PRIMALOFT / SALEWA / SCOTT (tutti e tre premiati)
    7. Miglior packaging – LA SPORTIVA
    8. Miglior innovazione di prodotto – MARKER & NORDICA (ex-aequo)
    9. Miglior evento – EA7 EMPORIO ARMANI
    10. Miglior partnership con il trade – ROSSIGNOL
    11. Miglior servizio al retailer – SALEWA

Doppio premio quindi per La Sportiva: la campagna new media dedicata allo scarpone invernale Syborg al quale è stato dedicato un video che gioca sul nome stesso dello scarpone e tra la fusione di uomo e macchina per l’aumento delle performance in gara. Campagna completata da visual off-line e da campagna display con landing pages sui maggiori portali del settore outdoor europeo.

Grande soddisfazione anche per la vittoria del premio di miglior packaging, realizzato per dare maggior appeal visivo alle shoe-box che sono spesso utilizzate come elemento d’arredo all’interno dei negozi outdoor più tecnici e con poco magazzino a disposizione. Il packaging, ci tiene a ricordare Luca Mich, responsabile marketing de La Sportiva, è stato realizzato dal graphic designer Massimo Ippolito e seguito quindi internamente all’azienda in ottica di insourcing delle competenze creative.

I riconoscimenti premiano quindi l’azienda negli sforzi profusi non solo nel prodotto (calzature hiking, scarpette d’arrampicata, abbigliamento outdoor) ma anche nel campo della comunicazione e del marketing, oggi sempre più leva di differenziazione sul mercato competitivo del mondo outdoor.

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Trentino Alto Adige, stai sereno!

Il clima diventa velocemente elettrico. Ugo Rossi, Presidente della provincia di Trento è visibilmente nervoso. Cerca di mettere in evidenza tutte le competenze della nostra Provincia ed il nostro contributo economico al bilancio dello Stato ma, il Presidente della Toscana, suo omonimo, non sembra affatto impressionato, anzi, da la netta sensazione di non essere per nulla interessato a conoscere la vera natura e consistenza della nostra autonomia. Enrico Rossi insiste nell’evidenziare la necessità di rivedere “ i privilegi” della nostra Regione che , a suo dire, creano ingiuste sperequazioni con le altre realtà territoriali italiane. Inizia così la puntata di 8 e mezzo di ieri  condotta, come di consueto, da Lilli Gruber su la 7. Un vero e proprio processo alle autonomie, un atto di accusa ai privilegi dei quali gode ormai per molti la nostra Regione. Arno Kompatscher, Presidente della provincia di Bolzano, anche lui ospite della puntata,  cerca di evidenziare i trattati internazionali che regolano le Specialità alto atesine, ma si sente obiettare che tutto può essere modificato e che niente può essere dato oramai per certo e acquisito. Al di la dei propositi di ragionevolezza e disponibilità espressi dal nostro Presidente della Provincia alla fine puntata e dei rimandi storici alla stagione dei tralicci di Kompatscher che suonano un po’ minacciosi, si ha la sensazione che le modifiche alla nostra Costituzione, in via di approvazione, possano anche essere usate come grimaldello per riportare le lancette della nostra storia indietro di molti decenni. Si può anche sperare che le cose finiscano per ridimensionarsi ma la sensazione che ci ha lasciato questo dibattito, non è per nulla tranquillizzante.

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Il mondo a portata di cibo

Con il progetto “Gustiamo il mondo” la IIC della scuola media di Predazzo si è aggiudicata il premio Expo indetto dal Ministero dell’istruzione. I ragazzi avranno l’onore di presentare il loro lavoro il 29 maggio nel Padiglione Italia della fiera di Milano. Il progetto ha portato i ragazzi a prendere coscienza della propria identità culturale attraverso le ricette tradizionali locali, per poi confrontarsi con le abitudini di altri popoli. Gli alunni sono stati divisi in piccoli gruppi a cui è stato affidato un alimento: curry, cous cous, riso, banana, mais, cacao. Ogni gruppo ha realizzato una presentazione multimediale con le relazioni tra cibo, ambiente, religione e cultura presenti nei luoghi di origine di tali prodotti e ha cucinato una ricetta tradizionale, portandola in classe, dove i compagni si sono trasformati in critici culinari, recensendo i piatti assaggiati. A coordinare il progetto le professoresse Cristina Scagliotti, Anna Vida, Francesca Carloni, Emilia Scala, Lucia Roberto e Alessia Brigadoi. Hanno collaborato gli anziani della casa di riposo di Predazzo, i nonni e i genitori, Lisetta Felicetti per l’alimentazione durante il secondo dopoguerra, Lucio Dellasega per le abitudini alimentari fiemmesi, il padre missionario Fiorenzo Felicetti per il CentrAfrica e l’assistente educatore Lenny Verga per il Giappone. Inoltre, i ragazzi, in collaborazione con i volontari del Banco di solidarietà della Valle di Fiemme, hanno promosso l’iniziativa Donacibo, hanno preso parte a un laboratorio sui sapori del mondo al Museo Civico di Rovereto e hanno preparato nella cucina della scuola biscotti tipici inglesi e tedeschi da donare ai genitori. Naturalmente soddisfatta la dirigente dell’istituto comprensivo di Predazzo, Candida Pizzardo: “Il progetto ha una valenza educativa che va oltre il discorso alimentare perché sviluppa un approccio interculturale utilizzando il cibo come strumento di incontro e di confronto tra i popoli”.

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Il biathlon ha un futuro in Fiemme

Vincere un oro nella sprint e un argento nella Gundersen, gara a inseguimento, nei Campionati italiani di biathlon a Forno di Zoldo, è stata una bella soddisfazione. Riccardo Amort, quindicenne biathleta di Daiano, si è reso autore di una prestazione davvero importante, con un solo errore al poligono ed una prova di fondo altrettanto autoritaria, che gli ha consentito di tagliare il traguardo per primo con il tempo di 13’01”, precedendo il primierotto Tommaso Giacomel. Nella seconda giornata dei campionati italiani ha, poi, ottenuto un secondo posto portandosi a casa un argento nella Gundersen, categoria allievi, sulla distanza dei 4 km.«Il biathlon è una disciplina dove la calma e la concentrazione fanno da fune portante – racconta il neocampione – ma ovviamente la preparazione fondamentale prevede le piste da sci e il poligono di tiro. Salire finalmente sul podio in una gara di biathlon è stato la coronazione del mio sogno da quando, per la prima volta, ho impugnato un fucile. Per i prossimi campionati italiani cercherò di dare il massimo per provare a collezionare un’altra medaglia, anche se la prossima specialità non si adatta a me nel migliore dei modi. Dopo sposterò completamente la mia attenzione sulle gare di calibro 22, dove mi concentrerò al massimo per crescere bene, sperando di portare a casa qualche altra medaglia fra qualche anno».

 

 

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Martina vuole vivere di musica

Dopo aver vinto a Udine l’edizione 2014 del SUNS, il “contest” musicale aperto ad artisti italiani, austriaci e svizzeri di lingua minoritaria o regionale, Martina Iori, diciannovenne di Alba di Canazei si è aggiudicata anche il Premio della Giuria al Liet International, il più importante festival musicale delle lingue minoritarie d’Europa, che si è tenuto in dicembre a Oldenburg in Bassa Sassonia. Un riconoscimento ancor più prestigioso considerato l’alto livello dei concorrenti che quest’anno ha reso molto difficile l’attribuzione dei punteggi da parte della giuria, composta da rappresentanti delle 10 regioni in gara. Nella performance che le è valsa l’importante riconoscimento Martina era accompagnata da due musicisti al contrabbasso e alla batteria. Ma la giovane cantautrice fa “tutto da sola”: ha scritto parole e musica del brano “Via con mia musega” che le è valso i due ambiti premi e nelle esibizioni si accompagna con la chitarra e tiene il palco come un’artista “di lunga data”. Ed è suo desiderio diventarlo: «Spero di continuare ad avere il tempo e l’ispirazione giusta per scrivere la mia musica e i testi in ladino – dice Martina -. Vorrei vivere di musica anche se so che sarà difficile, questo è il mio sogno».

 

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Nemo propheta in patria

Il Premio Ubu è l’equivalente teatrale del David di Donatello per il cinema e del Festival di Sanremo per la musica, e a vincerlo come miglior attrice è stata, nel 2012 Daria Deflorian, fiemmese di nascita, romana d’adozione. Nel 2013, poi, all’attrice/autrice teserana è stato assegnato il Premio Hystrio come miglior attrice dell’anno e quest’anno ha bissato il premio Ubu per il miglior testo italiano o ricerca drammaturgica con lo spettacolo “Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni” scritto e interpretato insieme ad Antonio Tagliarini. Il teatro come rileva anche l’articolo nelle pagine precedenti, non esercita un grande richiamo. Così, quando a una nostra conterranea viene assegnato il riconoscimento più importante del teatro italiano, la notizia passa quasi inosservata. Tutto ciò che è teatro è vita per Daria il cui amore per lo spettacolo è nato molto presto ereditando da suo padre, attore della filodrammatica di Tesero la passione per il palcoscenico e da sua madre l’interesse per la lettura, i romanzi, le poesie. Una passione che continua a vederla impegnata in diversi ruoli: a giugno sarà a Parigi, attrice in una versione bilingue di un testo di Pirandello; andrà in Svizzera, a Parigi e a Madrid con il testo vincitore del Premio Ubu, mentre sono sempre di più i giovani che studiano recitazione con lei a Roma e a Milano. Nessun invito dalla Val di Fiemme? «Per ora no – risponde -, ma l’emozione di essere in stagione al Teatro Zandonai di Rovereto è stata grande.

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