C’era un maratoneta dentro di me

Arriva a 50 anni senza aver mai corso. Decide di mettersi alla prova e, dopo solo un anno di allenamenti, riesce a completare nel giro di un mese la Maratona di Torino e quella di New York.

È successo a Marco Zannoni, imprenditore e coach genovese, che durante il suo percorso al Micap (Master internazionale in coaching ad alte prestazioni) ha dovuto affrontare una serie di prove (fisiche e mentali) che lo hanno profondamente cambiato sia come persona e sia come professionista. È lui stesso a chiedere di poter raccontare ai lettori dell’Avisio la sua esperienza, perché mosso da un forte senso di riconoscenza verso la Val di Fiemme.

“Sono profondamente legato alla Val di Fiemme – spiega Zannoni -, e in particolare a Cavalese, perché ho avuto la possibilità di allenarmi per un breve ma intenso periodo in luoghi davvero magici che porterò sempre nel mio cuore”. Poi aggiunge: “La bellezza e la pace di queste montagne mi ha costantemente trasmesso la giusta energia per trovare la serenità che mi ha accompagnato fino a Torino e a New York”.

Marco è stato ospitato da una coppia di amici, anch’essi genovesi, che circa 10 anni fa hanno deciso di trasformare la loro vita trasferendosi a vivere in Val di Fiemme.

“Ogni mattina – racconta – partivo dalla casa di Daniela e Fabrizio a Molina di Fiemme e correvo lungo la ciclabile: dal caratteristico ponte di legno di Molina, giungevo alla Cascata, proseguivo sotto gli impianti di risalita del Cermis e attraverso i borghi di Masi di Cavalese, Lago di Tesero, Ziano di Fiemme, fino a raggiungere Predazzo. A volte correvo nel bel mezzo della pianura, a volte costeggiavo il bosco per trovare un po’ di fresco. Altre volte continuavo a risalire l’Avisio, passando davanti agli impianti del Latemar, per arrivare a Moena. Sempre sotto la ‘supervisione’ di mia moglie Martina (nella foto sotto mentre taglia con me il traguardo della mia prima Maratona a Torino)”.

Il racconto continua, caricandosi di eccitazione: “Talvolta da Molina mi sono diretto verso Predaia, Aguai e, attraverso il bosco, ho raggiunto e superato San Lugano per dirigermi verso Fontanefredde. Un altro percorso bellissimo, in parte su sentiero sterrato, era quello che da Passo Oclini scende fino al Santuario di Pietralba, offrendo una meravigliosa vista sulla Val d’Ega. Da Varena raggiungevo Stava, salendo a volte verso Pampeago e a volte scendendo verso Tesero, per proseguire giù verso lo Stadio di Lago di Tesero e ricongiungermi alla ciclabile che mi riportava a casa dei miei amici di Molina”.

La corsa ha accompagnato il suo percorso interiore: “Infatti, credo che la maratona ti renda consapevole delle tue risorse. Nello stesso tempo ti porta a uscire dalla tua zona di comfort, dalle tue abitudini. Quindi, scopri che, semplicemente utilizzando corrette strategie e giuste motivazioni, ognuno di noi può trasformare i sogni in obiettivi precisi e successivamente in risultati concreti”.

 

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