Ciao, Goran

Era il 1978. A Radio Antenna Nord di Trento avevamo iniziato a “passare”, più volte al giorno, un singolo italiano che ci stuzzicava: “Stasera l’aria è fresca, potrebbero venirmi dei pensieri”. Così iniziava una canzone di un tale Goran Kuzminac, il cui nome mi era totalmente sconosciuto. Ma la canzone piaceva a tutti, così come la tecnica usata per suonare la chitarra acustica che avvolgeva il brano (il fingerpicking), ovvero un modo di suonare pizzicando le corde con la punta delle dita.

Goran suonava così il suo strumento, con una maestria che rimandava ad un mondo musicale affascinante ma lontano dalle tradizioni nostrane. Inoltre, “Stasera l’aria è fresca” ricordava Francesco De Gregori, un cantautore che (avrei scoperto successivamente), aveva supportato e facilitato i primi passi del neo-cantautore Goran Kuzminac.

Roberto Dal Ri, un collaboratore di Antenna Nord, arrivò un giorno in radio è annunciò che aveva scoperto che Goran viveva a Villazzano. Entusiasmo generale. C’era subito una missione da compire che Roberto svolse con precisione e celerità: portare Goran Kuzminac a Radio Antenna Nord.

Da quel momento è nata, tra noi, una lunga e proficua frequentazione che mi ha permesso di conoscerlo come artista e uomo e di vivere da dentro quegli anni unici di creatività artigianale che sono stati forse gli ultimi in cui la musica era ancora, almeno in parte, svincolata dalle pure logiche del prodotto mercantile. Quella musica aveva la dignità dell’atto creativo ed, almeno in parte, irrazionale.

A Villazzano ho passato ore e poi giorni e giorni ad ascoltare i suoi brani, a parlare di musica, ad assistere alla nascita di una composizione. Bellissimo e istruttivo, in compagnia della dolce e protettiva presenza di Donatella e con Goran che passava le ore a spiegarmi cosa c’era dietro l’uso di un accordo o la scelta di un mixaggio.

E poi concerti, in tutto il Trentino, nelle scuole, nei tendoni, in teatro e all’aperto. E poi ancora tournée in giro per l’Italia. Incontri speciali come quelli con Dalla, Ron, Graziani e moltissimi altri artisti e interviste nelle trasmissioni televisive di punta di quell’epoca. Una baraonda di adrenalina che ricordo con gioia ed un pizzico di nostalgia e rimpianto.

Dopo quel magico periodo, Goran ha iniziato una altra fase della propria vita come, per altro è capitato anche a me. Curiosamente, non ci siamo più rivisti.

Oggi ho proprio voglia di salutarlo con un abbraccio. Ciao, Goran.

Guido Brigadoi

 

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