Dal fortepiano di Mozart, ai pianoforti di Bollani-Grillo

Nei pianoforti di oggi volumi e timbri sono affidati alla sensibilità delle dita del musicista. Non ci sono sordine da togliere o mettere, né pedali da azionare con il ginocchio. Il pianoforte come lo conosciamo noi è stato perfezionato dal 1870 in poi, quando Mozart, Beethoven e Chopin erano già scomparsi.

Europiano 2018, il Congresso internazionale per accordatori, riparatori, progettisti e appassionati di pianoforti, che si sta svolgendo per la seconda volta in Val di Fiemme, resuscita le sonorità originali della metà del ‘700 grazie a due fortepiano fedelmente ricostruiti da Kerstin Schwarz. Uno è la copia perfetta dello strumento di Bartolomeo Cristofori (1726), l’altro dello strumento di Gottfried Silbermann (1749).

Lunedì 21 maggio, nell’auditorium del Palafiemme i due fortepiano hanno evocato le antiche sonorità, durante il concerto della pianista Marcia Hadjimarkos.

Per fortepiano si intende il pianoforte antico, il cordofono a percussione che suonavano Mozart e Beethoven. Il fortepiano permetteva di pesare la pressione sul tasto (forte – piano). Le note non si sovrapponevano e non si fondevano come nel pianoforte moderno. Questa caratteristica apriva nuovi orizzonti e, infatti, nella seconda metà del Settecento, tutti abbandonarono il clavicembalo a favore di questo strumento più duttile.

Il fortepiano fu inventato intorno al 1700 a Firenze dall’abile cembalaro Bartolomeo Cristofori, al servizio del principe Ferdinando II de’ Medici. Le modifiche e le invenzioni apportate nel corso della prima metà dell’Ottocento lo fecero diventare, nella seconda metà dell’Ottocento, quello che oggi consideriamo il pianoforte moderno.

E saranno proprio due moderni pianoforti Fazioli i protagonisti del concerto per Europiano 2018 di Stefano Bollani e Francesco Grillo che catalizzerà l’attenzione martedì 22 maggio, alle 21, nello stesso auditorium del Palafiemme che ha evocato le sonorità settecentesche.

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