Dal legno ai diamanti

Dalle foreste della Val di Fiemme nascono innovazioni, prodotti e progetti capaci di conquistare mercati internazionali anche in un settore – come quello dei diamanti – molto diverso da quelli a cui siamo abituati, se pensiamo alle montagne e ai boschi fiemmesi.

Questo il tema al centro di un incontro pubblico, organizzato dall’Azienda per il Turismo Val di Fiemme, tra il mondo dell’imprenditoria, della ricerca, dell’istruzione e della politica, che si è tenuto mercoledì 13 giugno nel palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme a Cavalese.

Il presidente della Fondazione Bruno Kessler, Francesco Profumo, ha salutato i presenti con una premessa: “Investendo nella ricerca, anche a kilometro zero, si può innovare e superare la dimensione territoriale con i suoi campanilismi, creando prodotti in grado di diventare veri e propri gioielli a livello nazionale e internazionale. Questa è la strada – secondo il presidente – per accordare i campanili trentini che talvolta si rivelano asincroni”.

Quindi, i presenti hanno ascoltato la testimonianza di un caso virtuoso di collaborazione fra ricerca e impresa locale: un brevetto nato per esplorare una materia prima inaspettata come il diamante, che si sta affermando fra i casi di eccellenza dell’innovazione “Made in Fiemme”, “Made in Trentino” e “Made in Italy”.

Da una collaborazione nata nel 2012 fra l’azienda di Cavalese Gemmarum Lapidator, il Centro di Ricerca sui Materiali e Microsistemi della Fondazione Bruno Kessler e l’azienda di Trento Eoptis, che progetta sistemi di visione, è stata avviata la produzione di un nuovo strumento capace di valutare con affidabilità il colore del diamante, e quindi di determinarne il valore. Il colorimetro per diamanti Eos ora è il fiore all’occhiello dell’azienda di Cavalese che opera da 30 anni nel settore dei macchinari per il taglio delle pietre preziose, formando anche professionisti di gemmologia.

Lo strumento, grazie a un ampio display touch, un’innovativa sorgente luminosa e uno speciale centratore meccanico, è in grado di fornire contemporaneamente il colore del diamante sulla base dei parametri dei tre principali istituti al mondo per la classificazione delle pietre preziose (GIA, IGI e HRD) e la relativa fluorescenza.

Durante la sperimentazione, il prototipo ha testato diamanti per un valore di 10 milioni di dollari. Ora lo strumento è sul mercato al prezzo di 7.000 euro. “Il brevetto, ideato, progettato e sviluppato interamente in Trentino, è la dimostrazione concreta di come si possano realizzare prodotti competitivi sul mercato internazionale senza delocalizzare, ma creando una rete fra le eccellenze del territorio”. Ne sono convinti Valentino Proietti e Andrea Vaia, rispettivamente amministratore di Gemchrom e amministratore della Gemmarum che ne cura la commercializzazione. “La nostra decennale esperienza nel mondo dei diamanti e delle pietre colorate – hanno spiegato – ci ha portato a mettere a punto un progetto, già testato con esito positivo, sulle principali piazze internazionali come Anversa e Hong Kong. La Fondazione Bruno Kessler è stata una partner fondamentale per lo sviluppo del colorimetro che oggi, oltre a essere il primo strumento interamente ideato e realizzato in Italia, è il più affidabile”.

Dopo la presentazione, si è tenuta una tavola rotonda sul tema di innovazione e opportunità per i giovani, con Lorenzo Biasiori, dirigente dell’Istituto di Istruzione “La Rosa Bianca” di Cavalese, Giulia e Lorenzo Delladio dell’azienda La Sportiva di Ziano di Fiemme, Mauro Gilmozzi, assessore alle infrastrutture e all’ambiente della Provincia autonoma di Trento, Alfredo Maglione, presidente di Eoptis e del Gruppo Optoi, Francesco Profumo, presidente della Fondazione Bruno Kessler, e Giovanni Bort, presidente della Seac.

All’incontro hanno partecipato gli imprenditori di Fiemme Piace, la rete di imprese e liberi professionisti della Val di Fiemme.

 

 

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