Destinata all’estinzione

Non c’è un futuro roseo per la lince, nonostante in Fiemme e Fassa risultino segnalazioni di avvistamenti (nella zona di Castello di Fiemme) e si siano trovate più volte impronte sulla neve (al Passo Costalunga): «Al contrario del lupo, la lince non possiede per natura una grande capacità riproduttiva né di dispersione sul territorio e quindi nemmeno di colonizzazione. È un animale debole da un punto di vista biologico e destinato a scomparire. Oltretutto non c’è accettazione sociale da parte dell’uomo con cui condivide territori e obiettivi di caccia. La lince in Trentino è a rischio estinzione fin dal 1600. Negli anni ’80 ci fu perfino la reintroduzione abusiva in natura di una decina di esemplari da parte di sconosciuti che evidentemente acquistarono all’estero gli animali senza nessun tipo di permesso. L’operazione non andò a buon fine e le linci che circolano oggi in provincia si sono trasferite naturalmente dalla Svizzera, come il maschio P132 che ha vissuto in Val di Sole fino al 2012 prima di spostarsi nel bresciano sopra Tremosine».

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