E loro dormono

Mentre noi sciamo, lavoriamo e ci scaldiamo davanti al fuoco, loro ci ignorano e se la dormono. Ed è un lungo sonno che dura tutto l’inverno.

Quando si parla di letargo, il primo animale a cui si pensa è indubbiamente l’orso. Tuttavia, gli animali che durante l’inverno prediligono il sonno sono molti più di quelli che si potrebbero immaginare, soprattutto nelle nostre valli.

Uno di loro è la marmotta. Già a settembre questo simpatico animaletto si prepara per l’inverno: riapre e ripulisce le sue tane invernali, foderandole con il fieno, e mangia molto per accumulare le riserve di grasso necessarie a superare l’inverno. Le loro tane possono essere grandi anche decine di metri e ospitano fino a quindici marmotte. Durante il letargo la loro temperatura corporea scende dai 35° ai 5° e il battito da 130 a 15 al minuto.

Altri animali che hanno un cambiamento fisiologico così notevole sono il riccio e il ghiro. Entrambi abbassano la loro temperatura da 37° a 5° e durante i cinque-sei mesi di sonno profondo perdono circa il 15 % del loro peso.

Un piccolo animale che non tutti conoscono è il moscardino, che per le sue dimensioni ridotte e un po’ per il cibo che mangia è anche chiamato affettuosamente nocciolino. Per prepararsi al letargo fa una grande scorta di energia, abbandonando la sua dieta vegetariana per mangiare cibi più proteici come insetti e larve. Infatti, se normalmente pesa circa 17 grammi, prima del letargo arriva a pesarne anche 27. Costruisce il suo nido tra i cespugli con foglie, cortecce e muschio. Come il ghiro e la marmotta, si addormenta raggomitolandosi su se stesso, in modo da limitare la dispersione di calore.

Il tasso non entra in un vero e proprio letargo: solo quando inizia a fare davvero molto freddo trova riparo nelle tane sotto terra. Può dormire una o due settimane, sopravvivendo grazie alle riserve di grasso accumulate durante l’estate. Anche la volpe cerca riparo solo quando fa particolarmente freddo; inoltre, è solita sotterrare le sue riserve di cibo in più buche: così facendo, anche se un altro animale ne scopre una, perde solo una piccola parte delle sue scorte.

Lo scoiattolo invece, durante l’inverno, entra in uno stato di dormiveglia da cui si sveglia abbastanza spesso per mangiare: trova riparo negli incavi degli alberi, dove nasconde anche le sue riserve di cibo.

I serpenti, come tutti i rettili, entrano in una “latenza invernale”: in autunno, quando le temperature calano, smettono di mangiare e trovano rifugio sotto grandi mucchi di sassi o in gallerie sotterranee. Quando ricomincia a fare caldo, escono dai loro nascondigli e vanno subito in amore: pensano prima a riprodursi che a mangiare!

Anche le chiocciole vanno in letargo: quando le temperature non sono più favorevoli, sigillano la loro casetta con una membrana, lasciando un piccolo foro per il ricircolo dell’aria. Anche insetti come le formiche, le vespe, le api, e perfino le coccinelle trovano riparo dai freddi inverni dormendo nei loro nidi e nelle loro arnie.

Emily Molinari

 

 

 

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