E’ meglio il rendering

Per chi non lo sapesse, il “ rendering” è la simulazione grafica di come diventerà una cosa una volta fatta. Allargando il concetto potremo dire che si tratta di un progetto visualizzato che permette di raccontare e immaginare come sarà una realizzazione prima di iniziare la sua concretizzazione. Questo escamotage permette di ottenere il consenso dell’acquirente   a volte “ pettinando” un po’ la realtà” e viene usato spesso sia nella politica che nelle attività imprenditoriali. Con un approccio però molto diverso nei due settori. L’imprenditore racconta un nuovo prodotto in fase progettazione e lo fa con tutte le armi seduttive di cui dispone ben sapendo che, alla prova dei fatti, se le promesse non saranno mantenute, oppure saranno inferiori alle attese, la sua attività sarà fortemente danneggiata. Ha quindi la necessità che il suo prodotto sia addirittura superiore rispetto alla sua presentazione e che il risultato superi le attese. Molto spesso invece, nella politica, assistiamo all’atteggiamento opposto. Progetti mirabolanti sulla carta che deludono alla prova dei fatti e che spesso superano anche i costi preventivati, cosa che l’imprenditore privato non potrebbe mai permettersi di fare. Ma come mai vi sono due approcci così diversi? Il fatto è che il privato se la gioca nel mercato e quindi in un sistema di concorrenza. Il pubblico è per sua natura monopolista e anche quando sbaglia o promette la luna senza mantenerla, raramente paga dazio. Facciamo due esempi che riguardano direttamente le nostre comunità: la sanità più vicina al cittadino seppur razionalizzata nei suoi costi. Vi sembra che il “rendering- promessa” corrisponda  a quanto si sta realmente attuando? E le grandi aspettative per le Dolomiti patrimonio dell’umanità sono coerenti nei risultati rispetto a quanto ci è stato raccontato nella fase di presentazione del progetto? Ovviamente sono solo due domande retoriche. Due esempi che però evidenziano la necessità, da parte di noi cittadini, di avere sempre gli occhi bene aperti e di non farci abbagliare dal primo rendering di passaggio. 

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