Fassa calcio il gol dei 40 anni
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Il gioco del calcio è un simbolo di passione sportiva universale, perché diffuso e praticato a ogni latitudine.

Un bell’esempio è l’AC Fassa che nel 2018 sta ricordando i 40 anni dalla fondazione da parte di un gruppo di appassionati pionieri.

Quarant’anni fa non esisteva nessuna squadra affiliata alla Federazione, ma formazioni di amatori che si cimentavano in sfide con il pallone.

Negli anni ’70 il gioco del calcio in Val di Fassa era praticato solo in estate grazie a un torneo valligiano che si disputava a Canazei.

Fu una partita amichevole con la squadra fiemmese dei Cornacci Tesero a far scattare la molla decisiva. Invece, fu Vigo il centro motore con Walter Ghetta, che era il calciatore più esperto, assieme ai compaesani Giulio Rizzi, Guido Loss e Andrea Weiss, a guidare il gruppo che il 28 giugno 1978 fece l’affiliazione alla FIGC a Trento con iscrizione al campionato di III categoria dell’AC Vigo di Fassa.

“Scendemmo in auto con la macchina da scrivere portatile e compilammo il modulo in piazza Duomo – ricorda il presidente Gualtiero Walter Ghetta, allora allenatore e giocatore, una vita nel Fassa, premiato per il suo impegno nel 1988 dal Comune di Vigo e nel 2002 dal CONI.

Il primo gruppo dirigente fu costituito da Duilio Durigon (presidente), Saverio Sommavilla (vice presidente), Antonio Ghetta (segretario), Guido Loss (cassiere), Antonio Camerano, Corrado Trentin e Walter Ghetta (consiglieri). Il compianto Saverio Sommavilla, idraulico, fu anche il primo sponsor della squadra con l’acquisto delle prime maglie.

Venne il fatidico giorno della prima partita, giocata e vinta 4-1 contro Ziano, in occasione dell’inaugurazione del nuovo campo sportivo del centro fiemmese.

“Ricordo un episodio simpatico – racconta Ghetta -. Un giornale locale evidenziò che il Vigo di Fassa era stato rinforzato da gente di Bolzano. In realtà il nostro Andrea Weiss, che allora mi faceva da assistente in panchina, si era presentato con una tuta biancorossa della società bolzanina, dove aveva fino ad allora militato nelle giovanili giocando nel ruolo di libero. La nostra avventura iniziò subito con un secondo posto nel torneo”.

La stagione successiva il Vigo di Fassa vinse il campionato, salendo in Seconda Categoria. La direzione tecnica passò di nuovo alla coppia Ghetta-Weiss l’anno successivo, quando la squadra ladina fu seconda dietro ai Piani di Bolzano, essendo stata inserita nel girone altoatesino. Trasferte a Fortezza, Bressanone, Caldaro, Appiano, Sarentino, che erano relativamente lunghe e venivano affrontate anche in pullman da atleti e tifosi.

Nel 1982 la guida tecnica passò ad Attilio Pezzei, e nel 1983 fu cambiata la denominazione da Vigo di Fassa ad AC Fassa. Anche i colori sociali, inizialmente biancorossi, diventarono quelli della bandiera ladina: azzurro, bianco e verde.

Finalmente, dopo un lungo peregrinare sui terreni di Canazei, Soraga e pure Nova Levante per le partite interne, nel 1989 si giocò la prima partita sul campo di Vigo all’interno del nuovo centro sportivo.

Durigon diede le dimissioni e subentrò per un anno Andrea Weiss, a cui succedette nel 1990 Gualtiero Ghetta, da allora presidente.

“L’area individuata apparteneva un tempo al Vescovo di Bressanone- ricorda Ghetta -. Fu un grande traguardo, raggiunto dopo tanto impegno in Consiglio Comunale. È stata la base per consolidare la società e il crescente lavoro nel settore giovanile”.

Nel 1991-92 l’AC Fassa vinse infatti il campionato Under 18 sotto la guida dei fratelli Davarda.

Brillanti i risultati della squadra senior che, affidata all’allenatore giocatore Lorenzo Giuliani: trionfò per due anni consecutivi, passando dal campionato di II Categoria alla Promozione. Il passaggio comportò la modifica con l’allargamento di due metri delle misure del terreno e l’eliminazione di alcuni gradoni della tribuna.

“Un peccato – commenta il presidente Ghetta – perché c’era stato notevole riscontro di pubblico ad assistere alle partite amichevoli delle squadre di serie A in ritiro”.

Infatti, dopo il match spettacolo tra i piloti di Formula 1, assieme ai campioni di sci Tomba e Thoeni, nel 1993 il Torino inaugurò la serie di periodi di preparazione precampionato di compagini della massima serie, proseguita con la Sampdoria – record di spettatori paganti, ben 2500 per un match -, l’Atalanta, la Lazio, la Fiorentina, il Parma, ultima nel 2005, e di B come il Venezia, il Genoa e il Lecce.

L’Apt Val di Fassa, guidata dal direttore Andrea Weiss, aveva nell’AC Fassa dei vecchi compagni di gioco, un partner di grande affidamento nel progetto di ospitalità delle squadre delle serie maggiori al fine di pubblicizzare e far conoscere il territorio, con ricadute positive in termini di afflusso di turisti e quindi per l’economia in generale.

“Anni pieni di entusiasmo, ricchi di aneddoti – sfoglia l’album dei ricordi Walter Ghetta -. Iniziammo con il Torino che fece anche un simbolico gemellaggio assieme all’Hockey Club Fassa, con lo scambio di maglie tra i capitani Fusi e Liberatore. Campioni di stile sono stati allenatori come il compianto Emiliano Mondonico, lo svedese Sven Goran Eriksson, un vero signore, qui con la Samp e la Lazio, e Stefano Pioli. Ancora Roberto Mancini, qui da giocatore e poi da allenatore. Tra i tanti i calciatori da ricordare come Seedorf, Mihailovic, Inzaghi, Nesta, un premio alla signorilità va a Giuseppe Favalli”.

Per i giocatori dell’AC Fassa c’era anche la soddisfazione di affrontare sul campo campioni celebrati in una tradizionale partita amichevole d’esordio. Che si dimostrava di buon auspicio per il campionato, visto che l’AC Fassa, guidato da Lorenzo Giuliani e Paolo Guadagnini, mantenne la Promozione e poi la Prima Categoria con Tiziano Trottner, Fabrizio Bortolotti e ancora lo stesso Giuliani, allenatore storico per i colori fassani.

Nel 2006, con il Parma, si chiudeva il periodo splendente dei ritiri precampionato.

“La manutenzione del campo di gioco era molto dispendiosa per gli effetti pesanti del rigido clima rigido invernale sul terreno in erba naturale. Così – annota il presidentissimo del Fassa – fu fatta la scelta di passare al sintetico in modo da avere maggiore disponibilità del campo e soddisfare la domanda che veniva dal settore giovanile, in grande crescita, e pure dalle ragazze, visto che per 8 anni fino al 2014 fu attiva una squadra femminile”.

Una scelta concreta e coerente di portare tutta l’attività di base e giovanile a Vigo, senza problemi logistici. L’organizzazione dei ritiri delle società di serie A, dopo che nell’ultimo periodo era stata in parallelo a Moena, fu concentrata da allora nel bel centro sportivo “Cesare Benatti” gestito dalla società calcistica Monti Pallidi.

Nel 2012-2013 Luciano Cigolla riportò l’AC Fassa per una stagione in Promozione, prima di passare il testimone a Andrea Bernardin e Danilo Chelodi in Prima Categoria e oggi in Seconda, dove il Fassa è retrocesso nello scorso mese di maggio.

È ancora in campo il capitano Cristoforo De Bertol, 36 anni, centrocampista mediano di Canazei, che da tre decenni veste i colori del Fassa ed è uno dei simboli sul campo, proseguendo una serie di giocatori di grande fedeltà alla maglia. Come Giorgio Mazzel, calciatore dalla data di fondazione del sodalizio fassano fino a oltre 50 anni di età, a parte un solo anno nella Dolomitica, e oggi allenatore della squadra juniores.

Hanno vestito la maglia fassana anche due atleti eletti poi alla carica di sindaco, Franco Lorenz di Vigo, Leonardo Bernard di Campitello e presidente del Comprensorio Ladino.

“Cercheremo di risalire presto con la squadra senior – afferma Walter Ghetta -. Il nostro obiettivo rimane quello di diffondere la pratica di questa disciplina sportiva nella nostra valle abbiamo dato la possibilità di giocare a calcio a più di 200 ragazzi”.

“Il Fassa Calcio è da tempo parte primaria del tessuto sociale di Vigo e della Val di Fassa – conclude Ghetta -. Siamo orgogliosi di aver fatto crescere, sportivamente e moralmente, molti giovani. Il nostro ruolo per la comunità si esprime oltre all’organizzazione della attività agonistica, anche in altre manifestazioni, come l’Turnoi di Volontadives che riunisce tutti i volontari della Val di Fassa. L’impegno con l’A.C. Fassa, anche dal punto di vista finanziario, è notevole, ma le gestioni pubbliche e private della Valle ci sono da sempre vicine”.

Giuseppe Sangiorgi

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