Fassa, fantastica location

La Valle di Fassa è un set cinematografico di indubbio fascino e per questo sempre più richiesto. Dopo i primi timidi tentativi degli anni scorsi, nel 2015 sono due le troupe che hanno “girato” in Dolomiti. La prima (produzione Sky e Onemore Pictures) ha scelto il piccolo paesino di Tamion, a pochi chilometri dal passo Carezza per realizzare una pellicola tutta italiana dal titolo (provvisorio) “L’ora più oscura” sotto la regia di Stefano Lodovichi. Si tratta di un thriller dalla trama non ancora resa nota. Più conosciuto invece il regista grossetano che ha diretto corti e lungometraggi per cinema, televisione, pubblicità e videoclip. Tra i lavori, con cui si è distinto negli ultimi anni, il corto “Dueditre”, il documentario breve “Figli di Dio”, parte del film partecipato “Pranzo di Natale”, il film documentario “Pascoli a Barga” e il lungometraggio “Aquadro”, ambientato a Bolzano e premiato da tanti riconoscimenti, tra cui il “Solinas Experimenta 2011” che gli ha spalancato le porte di diversi festival cinematografici. Per questa pellicola, i produttori, Sky e Onemore Pictures, hanno ricercato in loco bambini, dai 4 agli 11 anni, uomini e donne, dai 18 ai 70 anni, disponibili a fare da comparse e figurazioni speciali. Un modo per capire il mondo del cinema in prima persona. Ma oltre a quella di Lodovichi, anche una troupe estone, seguita dall’agenzia trentina Settima Rosa, è stata in Val di Fassa, tra Canazei e i Passi Pordoi e Sella, per girare gli esterni, sempre di un film thriller: “Ghost mountaineer”. ll film, rivolto al mercato russo, (ma sarà presentato all’edizione 2016 del Film Festival della Montagna di Trento), si basa su una storia vera: quella di un piccolo gruppo di giovani impegnati in un’impresa invernale nelle Alpi siberiane. Il gruppo è eterogeneo perché formato da persone che si sono ritrovate per caso, senza possibilità di un graduale affiatamento. Tra i personaggi che emergono, Otto ed Eero, dai caratteri contrastanti e non preparati all’ascolto e alla mediazione. Durante la marcia il gruppo sarà travolto da una valanga e ci saranno delle vittime. Gli interni sono stati girati nel villaggio siberiano che trent’anni fa accolse il gruppo di giovani (tra cui lo stesso regista che nel film narra la vicenda autobiografica). Gli esterni invece sono ambientati in Val di Fassa, tra il gruppo del Sella e del Pordoi. «Siamo qui in Trentino – spiega Alessio Osele, produttore esecutivo della Decima Rosa – perché servivano ambientazioni di alta montagna introvabili in Estonia e che in Siberia sono praticamente inaccessibili. La Valle di Fassa è una zona che conosciamo molto bene, perché qui abbiamo girato “Il turno di notte lo fanno le stelle”, diretto da Edoardo Ponti e tratto dall’omonimo racconto di Erri de Luca. In questa valle abbiamo trovato un’accoglienza speciale». Entrambe le produzioni cinematografiche hanno fruito del contributo da parte della Trentino Film Commission.

 

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