Fiemme e Fassa si mobilitano per l’ospedale

“È ora che Fiemme scenda in piazza per il nostro ospedale!”: Giovanni Zanon, presidente della Comunità Territoriale, dopo aver lavorato fin dall’inizio del suo mandato per cercare una soluzione politica al depotenziamento dell’ospedale e dopo aver chiesto nei giorni scorsi un incontro urgente all’assessore provinciale Luca Zeni, chiama a raccolta, sostenuto dal Comitato Esecutivo dell’ente, la popolazione e gli amministratori. In collaborazione con Parto per Fiemme, la Comunità invita tutti i cittadini a manifestare domani, venerdì, alle 18 davanti all’ospedale, per chiedere che venga garantito il diritto alle cure urgenti e al parto ventiquattr’ore al giorno, sette giorni su sette. “Vogliamo che sia una manifestazione pacifica ma ferma per dimostrare la nostra preoccupazione per questa rivoluzione in atto, presa di fatto senza coinvolgere le amministrazioni e le realtà locali”, spiega Zanon, che ieri ha contattato tutti i sindaci della valle e la procuradora della Valle di Fassa per chiedere la loro partecipazione (in molti coloro che hanno già dato conferma) e invitandoli a diffondere a coinvolgere quante più persone possibili, per lanciare un messaggio chiaro e forte alla Provincia. “Non è soltanto la popolazione ad essere preoccupata per il destino dell’ospedale. Gli stessi operatori manifestano i loro timori per il futuro: è giunto il momento per la gente di Fiemme, che sessant’anni fa ha costruito il nostro ospedale, di ribadire a chiare lettere che non è disposta a rinunciare ad un servizio sanitario garantito.  Io non sono mai stato per le azioni eclatanti, ma credo che giunti a questo punto sia necessario che la cittadinanza faccia sentire la propria voce”, dice Zanon.  A sollevare la protesta, la decisione della Provincia, per far fronte alla normativa sugli orari del personale medico che prevede turni di riposo di 11 ore, di privare gli ospedali periferici di alcuni servizi prioritari. Ecco allora che le urgenze in orario notturno saranno dirottate su Trento per mancanza di anestesisti a Cavalese. Sala parto in funzione solo durante il giorno: di notte e nel fine settimana le partorienti saranno accompagnate in un altro ospedale, probabilmente Trento. La Valle non ci sta ed è pronta a scendere in piazza: una manifestazione che si annuncia molto partecipata.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento