Fiemme, pronta al decollo

Per una volta, i turisti c’entrano poco. Sì, è vero che sia d’estate sia d’inverno vediamo scendere ripetutamente dall’Alpe Cermis molte vele colorate a cui stanno appesi la guida e l’ospite che cerca di godersi il panorama. Però, l’attività di Volavisio va molto oltre i voli in tandem giù fino ai prati di Masi.

La nostra è una Asd, un’Associazione sportiva dilettantistica dal carattere multidisciplinare che fa del volo libero il proprio fine, nata per unire tutte le tipologie di volo presenti in valle” ci racconta Giorgio Rinaldi che è nel direttivo del club ricoprendo il ruolo di segretario. “Abbiamo sede a Cavalese e contiamo 36 iscritti, tra cui il presidente Francesco Bizzotto, molti dei quali attivi. Per convenzione, indichiamo come tale un pilota che effettui almeno 5 o meglio ancora 10 voli all’anno. Alcuni, invece, volano solo poche volte in una stagione e c’è anche una minima quota di soci simpatizzanti che aderiscono soltanto alle nostre iniziative. Tra noi non ci sono solo praticanti del parapendio o del deltaplano – le due attività con cui viene usualmente definito il volo libero – ma anche piloti di ultraleggero, piloti di elicottero, gente abilitata al volo con deltaplano a motore. Abbiamo anche soci che professano il paramotore, cioè il volo con il parapendio veicolato da un piccolo propulsore a elica portato nello zaino sulla schiena che ha una potenza sufficiente per spostare il pilota in cielo. L’aliante – che nella logica pur parrebbe dover essere considerato all’interno della categoria – invece viene contemplato come un genere a parte”.

Uno dei soci è anche istruttore federale di parapendio e ha un’altra scuola di volo locale, con cui offre un ulteriore servizio di volo biposto ai turisti. “Il nostro scopo, oltre che volare, è proprio quello di mettere in pista una serie di attività che abbiano lo scopo di far conoscere il mondo del volo libero: oltre alla nostra scuola, abbiamo avuto tra le altre anche una collaborazione col Comune di Cavalese, con il Comitato dei Mondiali di sci nordico o con gli organizzatori della Marcialonga per organizzare una serie di voli su richiesta per gli ospiti. Anche le manifestazioni ormai ben conosciute del volo di Babbo Natale e di quello della Befana, che ormai da diversi anni arrivano dal cielo per la gioia dei bambini, sono portate avanti in quest’ottica. Anche le stesse gare sociali”.

L’attività dei voli biposto è comunque quella con cui più spesso Volavisio viene identificata: “Sono un pilota abilitato dal 1995 – spiega Giorgio Rinaldi -. Ho un’esperienza pluridecennale e credo di aver superato la soglia dei 1700 voli di coppia per accompagnare un turista. Battesimi dell’aria, regali di compleanno, anniversari, scommesse con gli amici, pagamenti di pegno o semplicemente per godersi il panorama della Val di Fiemme dall’alto: ogni occasione è buona per un volo dal Cermis. Bastano 100 euro (a parte la risalita con gli impianti, ndr) per un volo planato di circa 27-28 minuti. Se c’è un po’ di attività termica con correnti ascensionali calde (che rendono l’aria vicino a terra più leggera tanto da sollevarsi verso l’alto), possiamo anche provare un po’ di risalite, allungando i tempi di volo. Vado personalmente molto fiero della mia collaborazione con Sportabili di Predazzo: avere l’opportunità di accompagnare in cielo disabili o non vedenti e far loro conoscere la nostra realtà è un grande privilegio”.

Sapevate che in una giornata di bel tempo, adatta da un punto di vista del vento, si può decollare al Cermis e atterrare a Canazei? “Sì, certo. Può capitare”, continua Giorgio Rinaldi. “La Val di Fiemme, del resto, gode di una geomorfologia e di una situazione meteo particolarmente adatta. C’è infatti un movimento d’aria costante, attivato dall’irradiazione solare che scalda l’aria nel fondovalle, producendo una brezza continua – da Castello fino a Predazzo, da ovest verso est – che in certi orari può diventare anche un vento piuttosto vigoroso”.

Una valle fatta a misura per gli amanti del volo libero tanto che, in linea puramente teorica, potrebbe essere l’ambientazione ideale anche per una serie di gare ed eventi ad hoc. Del resto, in questi ultimi mesi, l’attività agonistica del parapendio – spesso in competizioni che prevedono in combinata anche lunghi spostamenti a piedi – si stanno moltiplicando all’interno del calendario dell’outdoor internazionale: “Mi piace ricordare il meeting europeo – il Fassa Sky Expo – di fine settembre, un festival di livello internazionale che vede decine e decine di vele scendere in contemporanea dal Col Rodella sopra Campitello. Credo di poter affermare che il Col Rodella non sia uno spot migliore del Cermis ma gode della presenza dell’ex campione del mondo, Jimmy Pacher, che ha aiutato la promozione dell’Alta Val di Fassa come destinazione eletta per chi pratica il nostro sport. Oggi esiste un mercato del parapendio che fa riferimento a Canazei. Un giorno, con un piccolo investimento nella comunicazione e un po’ di volontà politica, potrebbe succedere anche in Fiemme”.

Peraltro, Volavisio si va vanto dell’attività agonistica di un suo iscritto, il deltaplanista Claudio Deflorian di Predazzo, “un pilotone di vecchia data” che registra ottimi risultati nelle sue gare. “Al di là di tutto comunque, per noi il volo rimane sempre e solo una grande passione. Qualcosa che ci portiamo dietro sempre”, non solo in senso lato. “La grande libertà che questo sport regala si riflette anche nella quotidianità. Noi possiamo volare grazie ad una vela che si ripone all’interno in un sacchetto facilmente trasportabile e finisce che ce la portiamo dietro sempre, anche e sorpattutto in vacanza. Io ho volato alle Canarie, con mille metri di vuoto tra me e l’Oceano. Ho volato sulle Alpi francesi e nella Stubaital, sopra Innsbruck. Però, non mi annoio mai di decollare sopra Cavalese…”.

Enrico Maria Corno

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