Funghi anche sugli alberi

Niente di grave. L’esplosione di colore autunnale sta arrivando. Il ritardo è dovuto a più fattori. Diversi alberi, già danneggiati da un’improvvisa gelata di marzo e dalle piogge abbondanti di primavera, hanno risentito anche del caldo secco di settembre e della prima parte di ottobre.

Si potrebbe sintetizzare dicendo che questo 2018 è stato fin troppo generoso di funghi. Oltre alle gettate record che hanno appagato i fungaioli, altri funghi, più subdoli, hanno intaccato le foglie degli alberi.

Le abbondanti precipitazioni primaverili, infatti, hanno scatenato attacchi fungini sulle foglie di larici, pioppi e ciliegi. Mentre i larici d’alta quota sono integri, intorno ai paesi troviamo qualche versione gialla di “spelacchio”. Comunque, sono pochi i rami ad aver sofferto. E si tratta di una malattia delle foglie temporanea che non pregiudica la salute degli alberi. Risorgeranno rigogliosi dopo l’inverno, senza mostrare alcuna traccia di sofferenza.

Solo i frassini sono stati colpiti da un fungo pericoloso, circa tre anni fa. Qualcuno di loro, purtroppo, soccomberà.

Se sbirciando dalla finestra, i colori accesi autunnali non sembrano gli stessi degli anni scorsi, ci sono quindi più motivazioni. Di fatto è un fenomeno strano, anche secondo il guardaboschi del comune di Predazzo, Alberto Trotter: “Anch’io mi sono accorto di questa stranezza e ho deciso di fare qualche controllo su alcune piante, per vedere se ci fosse qualcosa che non funzionava. Uno degli alberi che ho controllato era stato colpito da un fulmine. Gli altri mi sembravano tutti nella norma”. In effetti, si tratta solo di attacchi fungini di poco rilievo, come confermano Girolamo Scarian e Stefano Macuglia. Entrambi vogliono rassicurarci: “Si tratta di un ciclo naturale. Il prossimo anno dovrebbe tornare tutto nella normalità: il larice è un albero forte e resistente”.

Lo show del foliage continuerà a stupirci. Ma la sensazione di vivere un importante cambiamento climatico, ora, è più intensa del giallo-arancio dei larici.

Valentina Giacomelli

 

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