Funghi,  c’è una mappa del tesoro

Un’estate fresca e piovosa regala aspetti positivi. Lo sanno bene gli amanti dei funghi che quest’anno hanno percorso i boschi generosi delle nostre valli, raccogliendo esemplari anche di dimensioni notevoli.

La tecnologia ci viene incontro con decine di App, gratuite o scaricabili per qualche Euro, che permettono di riconoscere la specie, di segnalare tramite GPS il luogo di raccolta e dov’è parcheggiata l’auto. Alcune offrono perfino informazioni su come conservare i funghi, ricette per renderli più appetitosi, feste e sagre dedicate al prezioso micete.

Chi va a funghi con lo smatphone ha vita agevolata in Val di Fiemme. FunghiPass, la app sviluppata dalla Magnifica Comunità di Fiemme, permette di pagare il permesso di raccolta direttamente dal cellulare, senza perdere neanche un minuto per la burocrazia.

Intanto, però, le persone sembrano preferire il metodo tradizionale. Passeggiano all’alba in boschi conosciuti e memorizzano piante, sassi e sentieri che li portano al “loro” posto. Quello che gli anni precedenti ha regalato i porcini e i finferli. Tutti sanno, infatti, che i funghi crescono sempre negli stessi luoghi. A meno che non cambi il microclima, ci racconta Manuela Lorenzon, fungaiola appassionata. Ed è questa la sfida che incontrano quest’anno i raccoglitori.

“Il clima dello scorso anno ha reso necessario l’abbattimento di molte piante e, appunto, il microclima di alcuni boschi è stato alterato, facendo entrare più sole, cambiando l’umidità”. Insomma, obbligando gli abitué a cercare nuovi boschi, nuovi spazi e a ricominciare a memorizzare altre piante e altre rocce.

Luigi Gilardi, istruttore di orienteering ci offre qualche suggerimento per rendere la ricerca di nuovi boschi più semplice. “Il vero fungaiolo ha il suo orto. Va nello stesso posto da sempre e sa dove troverà i funghi, ma se si deve esplorare un nuovo bosco le mappe da orienteering potrebbero aiutare molto. Le app e il GPS servono a non perdersi, anche se nel bosco non sempre il segnale è puro. Una mappa da orienteering, se fatta bene, dà molte informazioni importanti. Ci segnala se un versante è a Nord, all’ombra e quindi più umido e propizio alla crescita dei funghi. Vediamo quanta è la pendenza e perfino che tipo di bosco si incontrerà, se è aperto, roccioso o a soffitto”.

Ricordate però che qualunque sia il metodo di ricerca, la provenienza e l’età del fungaiolo, non riuscirete ad estorcere la localizzazione del “suo” posto. Vi diranno genericamente che cercano al Cermis, a Pampeago, sul Latemar o tra Moena e il San Pellegrino. Avete presente di quanti chilometri quadri parliamo? Buona passeggiata.

Maria Elena Zanocco

 

 

 

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