Fusione a freddo per il futuro dell’hockey

Servono la potenza e la forza di un giocatore di calcio, la resistenza di un maratoneta e la concentrazione di un neurochirurgo; il tutto muovendosi ad alta velocità, su una superficie fredda e scivolosa, in equilibrio su una lama di pochi millimetri.

In questa definizione del canadese Brendan Shanahan sta tutta l’essenza dell’hockey, sport che in Fiemme smuove il cuore dei tifosi e che negli ultimi anni sta conquistando sempre più anche i bambini. Merito dei nuovi successi della prima squadra tornata in serie B dopo i fasti del passato, ma anche del processo di fusione tra le due società storiche della valle, che a maggio si sono unite nel Valdifiemme Hockey Club.

In un territorio in cui la maggior parte delle società sportive è ancora legata ai campanili, il fatto che l’HC Cornacci e l’HC Nuovo Fiemme ‘97 abbiano deciso di fondersi fa senza dubbio notizia. “Si è trattato di un progetto durato tre anni, partito inizialmente come collaborazione per i settori giovanili, poi sfociato nella fusione del 3 maggio. Il ringraziamento va a chi ha creduto in questa visione, a chi ha voluto vedere oltre i singoli paesi. Innanzitutto, quindi, ai presidenti delle due società, Ivan Betta e Valentino Lazzeri, con i rispettivi direttivi. Poi, un sentito grazie a Mauro Dallapiccola, commercialista nonché presidente dell’Hockey Piné, che ci ha dato un contributo fondamentale nella gestione degli aspetti burocratici e da poco scomparso”, spiega il presidente Daniele Delladio. Quanto lui creda in questo progetto è dimostrato dal fatto che, per poter seguire al meglio l’attività della società, ha appeso i pattini al chiodo, lasciando la serie B. A dargli una mano molti volontari, che dedicano a vario titolo il loro tempo a bambini e ragazzi, del tutto gratuitamente. “Come si dice, l’unione fa la forza. Insieme abbiamo a disposizione più risorse, sia economiche sia umane, e una miglior organizzazione dei tempi e degli spazi, con due strutture, quella di Lago di Tesero e quella di Cavalese, per gli allenamenti”, aggiunge Delladio.

L’hockey di Fiemme si veste quindi di nuovi colori: e quale colore più adatto del verde per rappresentare la valle? I numeri indicano che la strada intrapresa è quella corretta: oltre 100 atleti tesserati, dai 5 anni di età in su; più di 30 aiutanti che collaborano a vario modo, chi dando una mano negli spogliatoi, chi guidando i pulmini, chi nella gestione quotidiana di attrezzatura, atleti, burocrazia. Lo staff tecnico è composto da 11 allenatori, coordinati da Andrea Galeazzi, che per anni ha giocato in serie A.

L’hockey è uno sport che ai bambini piace: “Pattinano corazzati come fossero dei robot e già questo li entusiasma; poi possono stare insieme, fare gruppo. Il clima negli spogliatoi è allegro, rilassato. E i successi della squadra senior sono uno stimolo a continuare, a non mollare. I piccoli hanno un obiettivo che li aiuta a restare attivi soprattutto in età adolescenziale, quando molti ragazzi smettono di fare sport”, dice Delladio, sostenuto da Galeazzi e Manuel Moser, responsabile del settore giovanile. Settore nel quale la società ha deciso di investire, proponendo durante la stagione invernale corsi di pattinaggio a costi davvero irrisori (15 euro per 6 lezioni) e tariffe agevolate per le famiglie con più figli che praticano l’hockey. L’attrezzatura viene fornita in uso gratuito per i primi anni d’attività e, per andare incontro ai genitori, viene proposto un servizio di trasporto da e per il pattinaggio. “Non vogliamo che la scelta di praticare questo sport dipenda dalla disponibilità economica delle famiglie”, dice Moser.

Per far conoscere l’hockey e smontare i luoghi comuni, che lo descrivono come uno sport violento, la società ha partecipato anche al progetto del Coni nelle scuole, con gli allenatori che durante le ore di motoria hanno insegnato giochi e basi della disciplina. Sempre in un’ottica di promozione, quest’estate per la prima volta è stato proposto un camp, che ha registrato una buona partecipazione dei piccoli giocatori che hanno apprezzato il fatto di poter indossare i pattini in piena estate.

Fino agli U11 i campionati sono promozionali: “Vogliamo che i più piccoli si divertano, imparino a fare squadra, a perdere e vincere insieme. L’importante è divertirsi, i risultati contano solo relativamente”, mettono in chiaro i dirigenti, che condividono una visione dello sport come veicolo di valori prima ancora che come fucina di futuri campioni.

Chi pensa che l’hockey sia solo uno sport da “maschi” sbaglia di grosso: lo dimostrano le sempre più numerose giocatrici che si appassionano a questa disciplina. “Rispetto al passato, le regole sono cambiate. Oggi si prediligono tecnica e velocità rispetto agli scontri fisici. Attualmente abbiamo 8 ragazze che si allenano con noi, spronate anche dalla nostra allenatrice Eleonora Dalprà, campionessa del mondo in carica. Il nuovo regolamento, inoltre, prevede che le ragazze possano giocare con i loro coetanei fino all’Under 19, così le atlete possono restare in valle”, spiega Galeazzi.

Il presidente Delladio conclude: “La nascita di questa nuova società di valle è al tempo stesso un traguardo e una nuova partenza. Vogliamo dare stabilità al movimento e ai giocatori, valorizzando quanto di buono già c’era e migliorando il migliorabile. Soprattutto vogliamo che l’hockey di Fiemme parli un’unica lingua, da San Lugano a Moena: quella del Valdifiemme Hockey Club”.

Monica Gabrielli

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