Il futuro del legno di Fiemme
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L’Avisio ha incontrato alcuni tra i protagonisti della filiera del legno della valle di Fiemme. L’obiettivo? Quello di conoscere la situazione del nostro patrimonio boschivo alla luce dei recenti catastrofici eventi. Volevamo capire le strategie e i tempi per tamponare l’emergenza nei prossimi mesi e successivamente, gestire, (con una strategia comune), il futuro del settore.

Con noi, al tavolo dell’incontro, Lucio Varesco, presidente della sezione segherie e imballaggi dell’Ass.ne Artigiani di Trento, Gianfranco Redolf, presidente dell’associazione delle segherie di Fiemme e Andrea Ventura AD di Bioenergia Fiemme.

Il recente nubifragio ha provocato schianti per oltre 2.000.000 di mc. di tronchi su 7.000 ettari di superficie e strade boschive danneggiate per circa 500 km ovvero il 10% del totale. A seguito dell’evento saranno inevitabilmente modificati gli equilibri della domanda e dell’offerta, sia per l’acquisto di tronchi che per la vendita dei prodotti finiti. “In tempi normali” ci dice Lucio Varesco,” avevamo difficoltà a reperire tronchi, specialmente quelli necessari per le nostre produzioni di imballaggi, pellets etc. Questo ci permetteva di vendere a prezzi sopra la media nazionale.  Degli 800.000 mc. utilizzati normalmente in un anno per le nostre lavorazioni, ovvero imballaggi, tavolame, travatura etc., solo il 50% era disponibile in Trentino dai tagli autorizzati dalla Forestale, gli altri 400.000mc. di tronchi provenivano dai paesi limitrofi quali la Slovenia, l’Austria e la Germania. Ora la disponibilità di legno autoctono è quintuplicata ed è disponibile in tempi brevi. Se non viene gestita con lungimiranza potrà creare danni incalcolabili a tutto il sistema”.

Come uscirne? E’ in fase di definizione un accordo che impegna le segherie trentine a trattenere tutto il legname schiantato in provincia, (accordo coordinato,dal servizio forestale della Provincia) ed è stato deciso che, tale legname, venga lavorato dalle aziende di segagione del Trentino. Per garantire a Comuni, Asuc e Consorzi un minimo realizzo dalla vendita del legname schiantato ed anche onde evitare il calo dei prezzi a livelli insostenibili, le segherie di Fiemme stanno proponendo l’acquisto di una notevole quantità di legname,( 17.000 mc) ad un doppio prezzo: 60 euro al mc. a terra e 80 euro al mc. per le bore. Questa proposta permetterebbe, secondo il consorzio, di tamponare questi primi mesi e di pensare ad una strategia per una gradualità delle vendite dei prossimi anni. Analoga la strategia per la Bioenergia Fiemme. “L’intento anche per noi”, dichiara Andrea Ventura “è quello di mantenere un prezzo che sia il più stabile possibile. Un accordo tra tutti i soggetti della filiera del legno di Fiemme è la base per assorbire lo choc del presente e per prenderci il tempo necessario per studiare le strategia migliori per affrontare un futuro, ad oggi, incerto”.

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