I nodi vengono al pettine

In queste ultime settimane stiamo assistendo, in Italia, a fatti mai visti prima : la Consulta decide che le pensioni non sono state correttamente adeguate e che lo Stato deve restituire un bel numero di miliardi agli aventi diritto. Il governo risponde che i soldi non ci sono e che per il momento si limiterà ad un bonus di 500 euro. Poi si vedrà.

Il 23 giugno la Consulta deciderà sul mancato adeguamento degli stipendi ai dipendenti statali. La Corte dei Conti interviene dichiarando che “ballano” 35 miliardi di euro che se dovessero essere versati dallo Stato farebbero saltare i conti pubblici.

Mafia Capitale, a Roma, scoperchia un vero e proprio immondezzaio con una serie di retate che portano in galera decine, tra politici, faccendieri ecc. Per molto meno sono stati sciolti, per mafia, parecchi comuni italiani. Le dichiarazioni politiche che sentiamo oggi è che non si può sciogliere l’amministrazione nel bel mezzo di Expo e del Giubileo prossimo venturo. Che figura ci faremo di fronte al mondo intero?

Non ci dimentichiamo di De Luca che se la deve vedere con la legge Severino che è già stata applicata a altri politici ma che in questo caso “scasserebbe” la Campania. Che facciamo? Sospendiamo i diritti dei cittadini e la legalità in attesa di momenti migliori procurandoci almeno una buona scorta di Malox, oppure, (non so bene come), cominciamo a farci sentire davvero?

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