I nuovi mostri

Fra le antica mura della Magnifica Comunità di Fiemme, a Cavalese, sono tornati i ”Mostri in Mostra” e ci resteranno fino al 14 aprile 2017. Il giovane e talentuoso artista Luca Pojer, ispirandosi alla tradizione alpino-germanica del krampus, espone una collezione di maschere plasmate con materiali poveri come legno, le corna e il pelo di capra. Come resistere alla tentazione di fare un tuffo nell’innocuo e immaginario mondo della paura? Abbiamo rivolto alcune domande all’artista per comprendere innanzitutto la natura, se così si può dire, del krampus.

“Un krampus – spiega Pojer – appare come ibrido tra una capra e un umano, può essere associato alle figure mitologiche dei fauni, agli spiriti maligni delle foreste, ma nella tradizione popolare è visto come un diavolo che segue San Nicolò nella sera del 5 dicembre. Rappresenta il male e infatti punisce i bambini cattivi sporcandoli con la fuliggine”.

Come realizza una maschera da Krampus?

“Parto da un tronco di cirmolo, tiglio o pino dal quale cerco di ricavare un volto inquietante o spaventoso, con un’espressione realistica. Finita la fase scultorea inizio a svuotare la maschera con la motosega, da dietro, per poi rifinirla con scalpelli e raspe, fino a ottenere uno spessore di circa un centimetro e mezzo. Quindi, applico corna vere o realizzate da me in resina (più resistente e leggera). Procedo con la pittura, usando colori acrilici e pennelli di varie misura e dipingendo ombre e dettagli pittorici che la rendono più paurosa. A questo punto applico gli occhi in vetro o ceramica smaltata, la pelliccia di capra o la coda di cavallo. Infine, la imbottisco per renderla più comoda da indossare”.

Da dove arriva la tua passione per la scultura dei Krampus?

“L’approccio alle maschere dei krampus è nato per caso sette anni fa. Dovendo realizzare delle maschere in argilla all’Istituto d’arte, ho scelto quella del krampus. Mi è subito venuta voglia di crearne una vera di legno. Il risultato mi ha entusiasmato e da allora non mi sono più fermato. Ogni maschera risulta diversa, per me è un continuo studio scultoreo dell’anatomia del volto e dell’espressione”.

Come si sviluppa la sua mostra?

“Si svolge in tre sale, nella prima c’è la mia presentazione e nella sala successiva sono esposte le mie nuove maschere da Krampus, oltre a qualche manichino con il vestito completo. Nell’ultima sala ci sono sculture in parte lontane dal tema dei Krampus ma in parte vicine, essendo realizzate con gli stessi materiali: legno, corna e pelliccia. Rappresentano il mio percorso artistico verso nuove forme create con materiali poveri e tradizionali”.

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