I Suoni delle Dolomiti si sgonfiano

Si passa dai 30 concerti in quota dello scorso anno, ai 17 della prossima estate. La mannaia dei tagli di spesa si abbatte anche su di una manifestazione che è fiore all’occhiello della nostra Provincia. A guardare con attenzione il programma 2015, si nota anche un calo nella qualità delle proposte. Non è che gli artisti che si esibiranno in Trentino, questa estate, siano delle” pippe”, tutt’altro, ma l’innovazione artistica e le proposte originali che avevano caratterizzato le passate edizioni dei Suoni delle Dolomiti sembra si siano arenate e che ora si decida di viaggiare su binari già tracciati in passato. I Suoni delle Dolomiti, va detto, pur avendo un pubblico numeroso e affezionato, non hanno avuto sempre giudizi benevoli. Molte le critiche per alcuni eccessi: dalla partecipazione troppo elevata in alcuni luoghi molto delicati dal punto di vista ambientale, ai Watt sparati a palla in alcuni concerti nel cuore dei Parchi protetti. Contraddizioni che sono esplose nel momento in cui il “pifferaio magico” musicale di turno, faceva sì scoprire a molti luoghi magnifici,ma contemporaneamente, li abbruttiva di troppe presenze, troppe auto, troppo rumore. Oggi si frena, per ragioni economiche. Sarebbe utile capire se vi è anche un ripensamento su questa proposta cultural/turistica, (a volte particolarmente emozionante ma in altre occasioni decisamente sopra le righe), oppure se sia solo uno stop and go in attesa di nuove risorse e successivamente di una ripresa delle antiche abitudini.

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