Il cielo in una doccia

È ancora un cantiere la casa di Federico Ventura a Molina di Fiemme. Per ora ricorda il set di un film fantasy, ma già si intuisce che sarà una casa interamente dedicata al benessere. L’ambientazione richiama l’architettura di un paese di montagna. E ovunque si affacciano i prototipi di invenzioni geniali che via via prendono forma nella sua mente. La coda di un aereo F104 che diventa poltrona. Il flap di un’ala si trasforma in un tavolino. Le portiere di un elicottero sono le antine di un armadio. Nel centro della casa aspetta di essere dipinto, con le tinte del legno invecchiato, un albero monumentale che in realtà è una stufa, con un nido per scaldarsi ascoltando musica. Solo quest’ultima opera gli è costata già 900 ore d lavoro.

Si accede al bagno attraversando una miniera, con tanto di binari e lavandino-carrello. Nella camera da letto si entra ruotando una porta rotonda sulla quale sta incidendo una gigante moneta da cento lire. Tonde anche le cabine armadio che circondano la porta. Di acciaio corten la cucina e una parte del pavimento. Si camminerà anche fra tombini di ghisa, ideati per nascondere le allacciature elettriche. Nella “piazza” del suo appartamento wellness, sotto un lampione lievemente inclinato, c’è un’enorme vasca idromassaggio, nella quale pioverà l’acqua da una tettoia interna. Trionfano il legno e la pietra. Ma sia chiaro, pietra e legno sintetici, insomma, quelli più adatti a creare i centri benessere.

Non è tutto. Sul soffitto della cabina doccia c’è uno squarcio di cielo. L’opera è in fase di realizzazione ma già se ne intuisce l’originalità. Chi non vorrebbe lavarsi alla luce del giorno? Per quest’artigiano il momento della doccia è il più sacro della giornata. Lui desidera sentirsi sotto una cascata in una giornata di sole. Ecco così le sue rocce di malta tappezzare l’intera stanza. Sembrano vere, forse più belle di quelle vere. “Ho passato anni a osservare le rocce – confida Federico -. Quanto è difficile eguagliare la bellezza della natura. Ci ho messo tutto me stesso, e ho provato un’infinità di malte prima di trovare quella giusta. Non ancora contento… l’ho fatta modificare con componenti segreti”. C’è persino una grotta dove sdraiarsi. Cosa c’è di più bello di una doccia orizzontale con una lama d’acqua calda che rilassa le spalle? La fonte di luce diurna sembra un foro nella roccia, invece è una lampada da lui ideata, assemblando diverse tonalità di luce led per ricreare l’effetto giorno. L’immagine del cielo luminoso, con poche nuvolette di passaggio, altro non è che una foto stampata sopra a un supporto trasparente.

Federico Ventura ha 35 anni e una forte predisposizione ad apprendere. Dopo una breve esperienza da spazzacamino, è diventato falegname e poi fumista, collaborando con Nicola Zancanella alla realizzazione di stufe, in parte tradizionali, in parte avveniristiche.

Quando ha iniziato a ristrutturare la sua casa, ha scoperto il suo vero talento. È il senso di sfida che lo porta a trovare soluzioni tecnologiche ed estetiche assolutamente nuove, e all’apparenza impossibili da realizzare. Un talento che non è sfuggito a grandi aziende, come la Technoalpin che, oltre creare impianti di innevamento per le piste da sci, ha inventato le ormai famose cabine benessere Snow Room, in grado di garantire un raffreddamento post sauna graduale e gradevole, grazie al freddo secco e alla soffice neve. Per Technoalpin sta creando ambientazioni e rocce artificiali, più naturali di quelle vere.

Per lui è un piacere proporre le atmosfere montane in queste zone wellness, con tanto di staccionate, segnaletiche, baite e persino casette in legno per il noleggio sci.

Inoltre, provando e riprovando, ha trovato soluzioni per rendere più agevole il montaggio di tutti i componenti dei centri benessere.

Studiando la tecnologia touch, è riuscito a trasformare alcune delle sue rocce in interruttori che basta sfiorare con un dito. Come in un magico “apriti sesamo”, le rocce di questo artigiano azionano con un lieve tocco docce, getti d’acqua, vapori, luci e calore.

A renderlo orgoglioso è anche la sua ricerca, come quella che gli ha permesso di scoprire un sistema per rendere più agevole l’installazione delle luci d’ambiente nei suoi lavori, come l’illuminazione dei cristalli che inserisce fra le rocce.

Ora Federico Ventura è un libero professionista conteso da più parti. Ma ancora si stupisce quando ingegneri e architetti gli domandano un consiglio sui loro progetti.

La scintilla creativa si è accesa mentre progettava la casa dei suoi sogni. “Sognando una vita fantastica – racconta – ho dovuto cercare soluzioni tecniche e impiantistiche particolari. Ed è così che ho iniziato a studiare e ad appassionarmi alle nuove tecnologie”.

Fra intuizioni e colpi di genio, è riuscito a portare una cantina di vino bianco a 5 gradi, anche se il refrigeratore non aveva abbastanza potenza. Ne ha aggiunto un altro a forma di bottiglia, inventando un refrigerante da cantina con un elegante design. “Ho comprato un freezer a pozzo e l’ho smontato. Mi serviva il tubo refrigerante. Quindi, lentamente e a mano, sono riuscito a dargli una forma a spirale seguendo le linee di una bottiglia. Magari bastassero le idee. Dietro a ogni soluzione ci sono ricerche, tentativi e lunghe giornate di lavoro. Ma poi la soddisfazione mi ripaga di tutto”.

Il suo laboratorio di idee è straboccante di strumenti curiosi, apparecchi, tubi, corde e oggetti comprati o recuperati in cantine, solai, cantieri navali e magazzini edili lungo lo Stivale. Federico esplora ogni tipo di materia, dalla fibra di carbonio alla pirite. La sua curiosità è la sua più grande ricchezza.

Due anni fa ha realizzato per Mariateresa, Eros e Deva Rossi, di Ziano di Fiemme, una stufa che riproduce fedelmente una vecchia Cinquecento. Il Club Italia Fiat 500, quando ha scoperto il manufatto, lo ha invitato a esporre una sua opera durante una mostra sulla Cinquecento.

“È stato un lavoro manicale creare quella stufa – confida Federico -. Ho persino bombato le ruote in modo da simulare il peso dell’automobile. Però, che soddisfazione vedere realizzata una mia idea”!

Se un giorno vedremo fluttuare nei centri benessere vere e proprie nuvole, e potremmo nuotarci dentro, il merito probabilmente sarà suo. In questi mesi sta cercando di dare una forma alla nebbia.

“Non è il guadagno, né la chimera di un viaggio esotico a muovere i miei passi – rivela -. Per me non esistono giorni feriali, ogni momento della mia vita contribuisce al mio lavoro. Anche perché è una continua ricerca. Mi piace riproporre nei centri benessere le forme dei boschi e delle cime di queste montagne. È come condividere gli elementi che amo”.

Poi il suo sguardo si solleva verso il soffitto. “Peccato che mio nonno non c’è più. Sarebbe stato così orgoglioso del mio solaio con le travi a incastro a corda di rondine. È stata un’altra fatica, ma ogni volta che lo guardo mi si scalda il cuore”.

Dietro ogni vita c’è una storia. E sono sempre le radici a spingerci in alto.

Scopriamo così che a muovere le mani sapienti di Federico c’è una bella storia di famiglia.

Come possiamo definire questo fiume in piena? È un artigiano, un artista o un inventore? Una cosa è sicura: dategli una sfida e vi solleverà il mondo.

Beatrice Calamari

 

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