Il fighetto

Finalmente siamo nel pieno della stagione sciistica e le piste sono animate dalle tipologie più disparate di “atleti”. Ne abbiamo identificate alcune che vi raccontiamo, giorno dopo giorno, con un po’ di ironia. Le abbiamo “ rubate” dall’Avisio inverno. Vi riconoscete in qualcuna di loro?

Quando arriva a Canazei, non gli sembra vero di mettere almeno una ruota su quel po’ di neve accumulata in fondo al parcheggio. Questo dà un senso alle scelte di vita dello sciatore “fighetto” col SUV su cui a casa, in centro città, non ha mai messo nemmeno la quarta marcia, figuriamoci la trazione integrale. In effetti ha preso seriamente in considerazione l’ipotesi di salire fino al Pordoi in auto – con quello che l’ha pagata! – rinunciando solo quando ha trovato un posto mettendo due ruote sul marciapiede in centro e occupando lo spazio di un camper. La distanza tra il parcheggio e la biglietteria della telecabina è stata coperta con passo da sfilata milanese nella Settimana della Moda: in primo luogo lo sciatore fighetto arriva già abbronzato perché non è elegante tornare in ufficio col segno degli occhiali da sci (e ancor meno della maschera). Ha un completo da sci nuovissimo, solitamente nero (“perché sfila e bisogna distinguersi anche sulle piste”), un casco con la visiera incorporata come quelli da moto e ha un paio di sci “race” con cui si diverte a scendere a velocità da codice della strada curvando immancabilmente a due centimetri di distanza dalla gente ‘normale’. Quando si ferma al rifugio occupa metà delle panche con caschi e giacche dei figli e si lamenta con la moglie che è sempre in ritardo. Non mangia panini né pizze né canederli, si arrabbia perché nel menu non c’è l’aragosta che aveva trovato a Saint Moritz (perché voleva mangiare pesce per stare leggero…) e ordina solo stufato di capriolo con polenta e porcini. Prima di uscire alza la voce con la cameriera perché non gli fa la fattura scaricabile come spesa di rappresentanza, controlla che non gli abbiano rubato gli sci da 1.500 euro (attacchi esclusi) e si fionda alla seggiovia, cercando di sorpassare la coda e salendo sulle code degli altri: “È colpa di quelli dietro che mi spingono!”. Invita tutti gli amici a seguirlo in fuoripista e poi si esibisce in un salto acrobatico nel campo scuola.

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