Il Pastificio Felicetti, raddoppia

Tra poco più di sei mesi la lunga storia del Pastificio Felicetti di Predazzo vivrà un periodo di accelerazione. Nell’aprile del 2018 inizieranno, a Molina di Fiemme, gli scavi per creare il nuovo stabilimento che sarà completamente operativo tra il 2020 e l’anno successivo.

Riccardo Felicetti, amministratore delegato del Pastificio Felicetti, descrive, con orgoglio, un clima aziendale molto ottimista per questa nuova sfida: “Buttiamo il cuore oltre gli ostacoli – chiosa -. Siamo ben consapevoli che un investimento di questa portata , 28 milioni di euro, è il più cospicuo nella storia dell’ azienda. Il Pastificio sta vivendo un ottimo periodo ed è proprio nei momenti buoni che si deve pensare al futuro, investendo con oculatezza ma anche con determinazione”.

Oggi, l’azienda predazzana fattura 36 milioni di euro l’anno ma, tra quattro anni, a regime, intende arrivare alla ragguardevole cifra di 60 milioni di euro. Il nuovo stabilimento di Molina permetterà di raddoppiare la produzione su quattro nuove linee, creando anche un indotto prezioso per tutta la valle di Fiemme, oltre ad un aumento dell’occupazione che è previsto nella misura di 20-25 nuovi addetti. “Proprio in questi giorni stiamo incominciando a lavorare anche per avere nuovi spazi amministrativi nella sede di Predazzo, dove saranno operativi alcuni nuovi impiegati che supporteranno il notevole aumento di produzione che abbiamo preventivato”.

Una squadra particolarmente affiatata “governa” il pastificio Felicetti da qualche anno. Problemi di convivenza?

“No, anche perché ognuno di noi svolge un ruolo chiaro e rispettato dagli altri. Abbiamo sviluppato competenze diverse, tutte estremamente utili per il buon funzionamento dell’azienda. Il mio ruolo è quello di amministratore delegato, quello di Paolo Felicetti è di supervisore della produzione, mentre Enrico Felicetti si occupa del ”commerciale”. Mio padre, Valentino è uscito nel 2016 ed oggi è il Presidente onorario. Siamo la quarta generazione del Pastificio e dietro di noi si stanno già formando, all’università, coloro che diventeranno la quinta generazione ai quali, mi auguro, passeremo il testimone”.

Periodi buoni ed altri meno, come avviene per ogni azienda che ha una lunga storia. Quali sono state le mosse vincenti per arrivare a questi risultati?

“Buon prodotto e marketing adeguato. Produciamo pasta di qualità ma, dal punto di vista del mercato, abbiamo un prodotto di nicchia. Abbiamo scelto di ‘parlare’ attraverso i social, anziché privilegiare i mezzi di comunicazione di massa e questa scelta ci permette di avere riscontri diretti e di interloquire con i consumatori. Esportiamo, ma contestualmente siamo anche vicini al nostro territorio, insomma, cerchiamo di essere vissuti per quello che siamo in realtà: buon grano, acqua e aria di montagna, senza tanti fronzoli”.

I testimonial aiutano?

Manfred Moelgg è un grande atleta, universalmente riconosciuto ed è uomo di montagna, mentre Carlo Cracco è uno chef internazionale, rigoroso e autorevole. Tratti diversi ma che riteniamo coerenti e compatibili con i nostri prodotti”.

Negli ultimi anni vi è stato un notevole aumento di vostre di quote di mercato in Trentino, un risultato inseguito da anni ed ora ampiamente raggiunto. Possiamo parlare ora di profeti in patria?

“Siamo passati dall’1% al 13%. Siamo in classifica subito dopo la Barilla. Avere una buona esportazione, una distribuzione nazionale ed un risultato ragguardevole in casa, crea un giusto mix che fa ben sperare per il futuro e per le prossime sfide”.

Approfitto della sua amicizia con Lorenzo Delladio della Sportiva per chiederle cosa ne pensa del suo progetto sul passo Rolle.

“Mi viene da dire: viva Rolle per tutta la vita. Ci vuole coraggio e visione per portare avanti progetti importanti. Lorenzo ha queste doti e l’idea di un nuovo modello di Parco Alpino, per come è stato immaginato, non può che trovarmi completamente concorde”

Guido Brigadoi

 

 

 

 

 

 

 

 

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