Il teatro può attendere

Lungo e accidentato il percorso che porterà alla riedificazione del teatro di Cavalese, andato a fuoco nella notte del 3 marzo 2013, notte che segnava la fine dei Mondiali di sci nordico in Valle di Fiemme. A un anno e mezzo da quel disgraziato evento non si hanno ancora certezze sui tempi di ricostruzione dell’edificio, ora precluso ad ogni attività artistica. «Per l’autunno – spiega al telefono il sindaco Silvano Welponer – avremo degli elementi concreti per disegnare il futuro del teatro, ma sarà la prossima amministrazione (nella primavera del 2015 molti cittadini del Trentino torneranno alle urne) a prendere le decisioni che contano». Nell’arco di tempo trascorso l’amministrazione ha compiuto alcuni passi preliminari destinati soprattutto a quantificare il danno subito e ipotizzare le modalità di ricostruzione. Nel primo mese dopo l’incendio, le cui cause non furono mai chiarite, l’amministrazione ha nominato un perito di parte con il compito di portare avanti le complesse trattative con l’Itas, la compagnia assicuratrice di tutti gli immobili del Comune di Cavalese. E qui è sorto il primo ostacolo. La polizza assicurativa è di tipo cumulativo, significa che l’amministrazione ha assicurato tutti gli immobili, oltre una trentina, non specificando quindi il valore singolo di ogni proprietà. Primo compito dei periti (di parte e della compagnia assicuratrice) è stato quello di analizzare tutti gli immobili, tra cui anche baite, per valutare l’esatto ammontare del valore assicurativo del teatro. Un lavoro certosino che ha preso del tempo. Intanto l’amministrazione comunale ha proceduto a un sondaggio informale tra la popolazione per avere indicazioni su come procedere nella fase di ricostruzione. Dai risultati ottenuti è emerso che buona parte della cittadinanza ha espresso la volontà di riavere il teatro secondo le linee architettoniche precedenti. Lo studio di Sergio e Michele Facchin ha lavorato su questa ipotesi formulando un progetto preliminare che richiede almeno quattro milioni di euro. Ma il quadro progettuale non è ancora chiaro. È più conveniente demolire completamente l’attuale rudere o è possibile risparmiare delle risorse mantenendo parti della struttura originale? La risposta è legata alla solidità dei muri non attaccati dalle fiamme. Di questo si è interessato un ingegnere statico che ha espresso un giudizio positivo su parte della struttura. «L’amministrazione comunale è quindi chiamata a scegliere tra due ipotesi – spiega il sindaco – tenendo conto che il nuovo edificio dovrà rispondere a criteri antisismici ed energetici non presenti nel vecchio teatro. In autunno avremo dati più precisi per illuminare il percorso di ricostruzione che sarà di competenza della nuova giunta». Il compito dei futuri amministratori sarà quello di reperire risorse finanziarie, lavoro non facile in tempo di crisi. Tra le possibilità dirottare somme dal budget quinquennale del Comune o trovare un contributo specifico. Entrambe le soluzioni richiedono comunque la certezza sull’indennizzo che l’Itas, compagnia assicuratrice, dovrà versare nelle casse comunali.

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