La finta intervista ora è un libro

Se oggi, anche in Val di Fiemme, la pizza non è più un cibo dal sapore quasi esotico, è merito di quei “pionieri” che negli anni Sessanta e Settanta hanno avuto il coraggio di sfidare le convenzioni culinarie dell’epoca e il gusto della tradizione gastronomica alpina, proponendo le prime margherite a una valle che in quegli anni iniziava ad affacciarsi al mondo col turismo.

Tra questi intrepidi ristoratori, anche Giuliano e Adalisa Monsorno, allora giovane coppia fresca di nozze, che nel 1971 decise di trasformare in pizzeria il Bar Roma di Tesero, gestito dai genitori di lui dal 10 ottobre 1968. Cinquant’anni esatti che sanciscono non solo il traguardo di un’attività (e mezzo secolo, non sono cosa da poco), ma anche e soprattutto la vita di una famiglia che, generazione dopo generazione, continua a lavorare con la stessa passione ed energia per far crescere quello che era un piccolo bar di paese e che oggi è un ristorante pizzeria da 180 posti e oltre 32.000 pizze servite all’anno, senza contare gli altri piatti del menù.

Per festeggiare le cinquanta candeline, Luca, Michele e Patrizio, i tre figli di Giuliano e Adalisa, tutti impegnati nell’attività di famiglia, hanno deciso di regalare ai clienti una pubblicazione che ripercorre, attraverso fotografie, aneddoti e curiosità, questi cinque decenni. Una sorpresa anche per i due genitori, che non sapevano nulla del libro in uscita e che hanno parlato con l’autrice, Monica Gabrielli, pensando di essere intervistati per un articolo per L’Avisio.

La pubblicazione ripercorre le tappe della crescita del ristorante pizzeria, ma anche la storia della famiglia. E così, pagina dopo pagina, si rivivono i primi impegnativi anni di attività (da conciliare anche con la crescita di tre figli); i drammatici giorni della tragedia di Stava; le avventure televisive di Luca e Michele, diventati all’inizio degli anni Duemila i gemelli più famosi d’Italia; i colorati cocktail dell’ultimogenito Patrizio, impegnato nella gestione dell’american bar The Club. E poi, naturalmente, le ricette, nuove e anche vecchie. Il volume, infatti, si chiude con alcune ricette tratte da un manoscritto del 1908 di Maria Zeni, cuoca dell’ospedale di Fiemme.

Ciò che sorprende è che, dopo cinquant’anni, la gestione del ristorante pizzeria Roma è ancora soprattutto una questione di famiglia. Anche le mogli dei figli, Rosanna, Silvia e Ilaria, sono impegnate a dare una mano nell’attività. E i nipoti di Adalisa e Giuliano, come i loro papà prima di loro, stanno crescendo a latte… e pizza. Le basi per il prossimo passaggio generazionale sono state gettate.

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