L’acquisto on line travolge le valli

Si sa. Acquistare un certo tipo di beni durevoli tra le nostre montagne non è sempre facile. A volte scendere a Bolzano o a Trento non è nemmeno sufficiente per trovare quanto ci serve. Molti di noi quindi sono più che felici di registrarsi su un sito e fare acquisti online, con la consegna certa a casa nel giro di pochissimi giorni. Per alcuni prodotti non serve, per altri non è funzionale, ma per moltissimi questa nuova realtà è solo un vantaggio.

Acquistare online significa in 9 casi su 10 andare su Amazon: nell’arco di nemmeno 25 anni di attività, la geniale creazione di Jeff Bezos si è trasformata nella più grande Internet company sulla faccia del pianeta (e lui è divenato l’uomo più ricco del mondo). Nel 1994, Bezos intravvide le potenzialità dell’e-commerce e il suo business plan: non solo l’assoluta comodità di fare shopping seduti sul proprio divano, ma anche e soprattutto prezzi concorrenziali e consegne rapidissime, spesso gratuite.

Amazon nasce e cresce nel campo della vendita libraria, ma in meno di un decennio evolve a tal punto da diventare il principale rivenditore in una grande quantità di settori, introducendo addirittura il servizio “Amazon Fresh”, grazie al quale è possibile ricevere prodotti alimentari freschi direttamente a casa propria nel giro di poche ore.

AMAZZON AL CENTRO DELLA POLEMICA

Ogni modalità del sistema di vendita è volta alla soddisfazione del cliente che così viene fidelizzato. Tutti felici? Anche i dipendenti? Nel corso dell’ultimo anno Amazon si è trovato al centro di un’accanita battaglia sindacale che ad oggi non ha ancora sortito gli esiti sperati.

A partire dallo scorso novembre sono stati svariati gli scioperi ai quali hanno aderito i dipendenti dell’e-commerce in diverse nazioni europee. Il primo è stato indetto in Germania e in Italia qualche giorno prima del “Black Friday”, giornata di sconti e promozioni che genera un esplosivo aumento delle vendite. È stato poi il turno dello storico centro di distribuzione di Castel San Giovanni in provincia di Piacenza, poco prima delle feste natalizie, mentre altri scioperi hanno coinvolto la sede spagnola di San Fernando de Henares nel marzo del 2018 e, più recentemente, le sedi di Origgio e Buccinasco nel milanese.

Benché l’organizzazione della protesta sia differente a seconda della nazione, le problematiche sollevate e i diritti rivendicati sono i medesimi: turni di lavoro estenuanti, straordinari non pagati e precarietà dell’impiego. A tutti questi disagi si aggiungono i rischi comportati dai ritmi estremamente stressanti del mestiere. Infatti, i driver di Amazon arrivano ad effettuare il doppio delle consegne giornaliere rispetto ai loro concorrenti e, per soddisfare la domanda entro i tempi previsti, incappano spesso in multe o piccoli incidenti i cui costi vanno poi a gravare sullo stipendio degli stessi dipendenti.

ANDREA PIAZZI: FACEVAMO

500 CONSEGNE AL GIORNO

Tra applausi e polemiche, l’e-commerce ha comunque raggiunto ogni angolo del nostro territorio, modificando le abitudini dei clienti, lanciando nuove mode e andando a scolpire un nuovo volto per le nostre vallate.

Per avere un quadro completo di questo fenomeno, abbiamo interpellato Andrea Piazzi, titolare dell’azienda Trasporti Piazzi di Castello Molina di Fiemme. L’attività, che svolge consegne express, fino a sei mesi fa era coinvolta anche dal lavoro per Amazon. “Si effettuavano fino a 500 consegne al giorno nel solo territorio di Fiemme e Fassa, per l’80% a privati ma, nel periodo immediatamente precedente all’apertura della stagione turistica, non sono mai mancate nemmeno consegne ad attività commerciali, quali negozi e punti di ristoro”.

Capita addirittura che i turisti in villeggiatura si siano fatti recapitare merce comprata tramite e-commerce (la tipologia di prodotti che vengono consegnati è sempre sconosciuta ai corrieri, ndr), prova definitiva del modo in cui Amazon e i suoi fratelli eroghino un servizio ormai irrinunciabile.

Qual è il significato recodnito di questa rivoluzione che ha avutro l’effetto di incrementare a dismisura la consegna a domicilio nelle vallate?

“L’e-commerce non è un’esigenza, quanto uno stile di vita, un divertimento e una comodità”, constata Andrea Piazzi. “Non viviamo in un territorio che generalmente pone delle difficoltà al momento di reperire un prodotto e, se i residenti in queste zone preferiscono l’acquisto on-line, è innanzitutto perché permette loro un piccolo risparmio. Inoltre, è certamente la soluzione più comoda e lo shopping da casa diventa quindi un piacere”.

Non è però quindi possibile astenersi da qualche amara considerazione: la comodità e il risparmio sono sicuramente un vantaggio per il consumatore ma corriamo il rischio che nelle nostre valli l’e-commerce soppianterà la vendita diretta all’interno dei negozi? Addirittura accadrà che l’artigianato venga in futuro soppiantato dai prodotti industriali?

“Ciascuno spende il denaro che ha a disposizione nel modo che reputa più adeguato -riflette Andrea – ma chi vive delle bellezze del nostro territorio e ne trae beneficio dovrebbe fermarsi a pensare e promuovere l’attività locale. Fiemme e Fassa hanno la fortuna di godere di un fiorente turismo e al momento le chiusure di attività commerciali non sono state drastiche, ma il rischio di trasformarsi in valli-dormitorio è dietro l’angolo. Inoltre, il nostro artigianato è anche parte dell’offerta turistica: perdere negozi che vendono prodotti locali significa perdere una risorsa ed una ricchezza che può essere condivisa”.

LA SCELTA DI UNA REALTÀ PIÙ UMANA

Infine, come si rapportano realtà minori rispetto alla polemica sindacale che ha recentemente coinvolto grandi aziende come Amazon?

Andrea Piazzi si dimostra molto ottimista da questo punto di vista. “Un’azienda come la nostra non solo non ha mai avuto un contatto diretto con Amazon, ma si è sempre tenuta lontana dalla realtà di standardizzazione del dipendente che colpisce le enormi multinazionali. Il dipendente, nella nostra realtà, non è immediatamente sostituibile e viene valorizzato, avendo un ruolo importante nell’azienda e un contatto umano con il cliente. I nostri dipendenti sono tutti residenti nelle nostre zone, conoscono il territorio, come anche la popolazione e di conseguenza i clienti. Per questo il servizio di consegna si arricchisce di un calore umano e di un’aria di familiarità che viene apprezzato sia dal lavoratore, che ne è gratificato, sia dal cliente che ha modo di instaurare un rapporto di fiducia con l’azienda che gli offre il servizio”.

Benedetta Corio

 

 

 

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