L’alternativo per età

I numeri delle vendite della tavole ci stanno dicendo, anno dopo anno, che gli utenti dello snowboard sono in netto calo. Almeno nei paesi “sciisticamente evoluti” come l’Italia, la Svizzera e l’Austria. Da noi esistono e resistono piccole enclavi dove le tavole continuano a farla da padrone: i boarders si concentrano lì, attorno ai park e nelle piste limitrofe, e raramente si fanno vedere altrove. Detto questo, chi usa la tavola si fa facilmente riconoscere e non solo per l’attrezzo che ha sotto i piedi.

Lo snowboarder diventa alternativo soprattutto quando dietro la maschera non c’è proprio un ventenne: ormai si trovano anche quelli della seconda e della terza generazione che peraltro continuano a mantenere i pantaloni oversize con il cavallo basso dai colori fluo e giacche a quadrettoni da sbandieratore fiorentino. Lo snowboarder alternativo fa il finto giovane, entra fiero nel rifugio trascinando i pantaloni, mangia (se mangia) di corsa e, in coda alla cassa, accenna qualche passo di danza quando la radio manda un po’ di musica reggae. Quando c’erano gli skilift era costretto a staccare un piede dalla tavola creando una fila chilometrica dietro di lui. Adesso che ci sono solo seggiovie fa in modo di salire sempre da solo e si svacca per prendere il sole con la musica a tutto volume negli auricolari e la tavola che penzola nel vuoto. Vorrebbe saltare giù atterrando in neve fresca ma le ginocchia non glielo permettevano nemmeno vent’anni fa, figuriamoci ora… In compenso si annoda a sé stesso quando scende dalla seggiovia e finisce in mezzo agli sci di chi lo segue. In pista, impreca quando deve spingere nei tratti in piano e cade regolarmente bloccando il traffico e impiegando mezz’ora per togliersi la neve dalle mutande, dai guanti e dal collo. Complice il fatto che i piedi non gli fanno male (ma i polsi e il sedere gliene fanno parecchio), la sua giornata non termina con il calare del sole ma continua nelle voliere, cercando altri simili della sua età con cui condividere strette di mano da rapper americano e playlist varie per sentirsi appagato.

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