L’e-bike supera l’e-car

Al di là di domeniche senz’auto e altre iniziative analoghe, quant’è realmente “Vallevviva” Fiemme? Quanto è “verde” lo spirito dei fiemmesi quando si muovono? Quanto si sostiene l’ambiente quando ci si sposta lungo l’Avisio per lavoro, necessità e anche per svago?

Questa serie di domande l’abbiamo girata a chi vende automobili e biciclette in Valle, a chi ha un “termometro” significativo su questi temi. Dalle loro risposte, che poi vedremo in dettaglio, emerge una sostanziale crescita di attenzione verso l’ambiente quando si tratta di pedalare, mentre il dato è diverso quando si tratta di guidare. Parlando di biciclette, Luciano Gianmoena, Green Polo a Carano, ci dice che l’avvento delle biciclette elettriche ha ampliato l’utenza “a pedali” ospite e residente.

“Tante persone – precisa – che non andavano in bicicletta, con quella elettrica da passeggio si sono ‘convertiti’ ed ora la utilizzano per spostarsi, per andare al lavoro o anche solo per farsi un giro”.

Il fenomeno, iniziato cinque anni fa, con l’avvento dei rampichini elettrici, sta crescendo ulteriormente con numeri ancora più importanti”. A confermarlo è Gabriele Piazzi, di Hobby Model Cicli di Tesero: “La vendita dei rampichini elettrici è decisamente in crescita – ci dice Piazzi – e lo sarà anche per il prossimo anno. In questo periodo di ordini per il 2017, i prezzi dell’anno prossimo sono in ulteriore aumento, a conferma che la domanda è in crescita”. Gianmoena sottolinea che, nel settore, ancora qualche piccolo problema c’è, come quello della differenza di alimentatori tra i vari modelli o quello dei tempi di caricamento. Ma il sistema, aggiunge, dovrebbe solo migliorare e ottimizzarsi.

Piazzi conferma la crescita costante anche dei noleggi. Spazio infine ai dati: le bici elettriche vendute in Italia nel 2015 sono state 56.189 (3,4% della produzione totale italiana) con un aumento del 9,8% rispetto al 2014. Nel 2015 in Italia sono state prodotte 16.600 e-bike, il 90,36% rispetto alle 8.720 del 2014 con un aumento dell’esportazione all’estero del 166,9%.

Dalle bici elettriche, la “pedalata” verso le auto con motori alternativi a benzina o diesel non registrano analoghe sensazioni positive. E Fiemme non fa differenza rispetto ai dati nazionali che, da gennaio a giugno 2016, registrano il 20,5% in più di vendite di diesel, il 32% in più di auto a benzina, il 48% in più delle ibride ma il 20% in meno delle auto a gpl e il 23% in meno delle auto a metano. Insomma, le alternative alla benzina e al diesel stentano a guadagnare mercato: l’elettrico è ancora allo stato iniziale con limitate garanzie di autonomia, il metano ha serbatoi ingombranti e il gpl sembra in fase calante per costi di manutenzione (che riducono il risparmio alla pompa) e la psicosi-pericolosità. Ne guadagnano le ibride con motori a doppia alimentazione, diesel o benzina e elettrica, con quest’ultima in minoranza nel rapporto tra i due motori e autonomia limitata.

Giuliano Tafner, dell’Autonuova di Cavalese, conferma questo trend: “Macchine a gpl ne abbiamo vendute davvero poche, una trentina negli anni scorsi e di elettriche praticamente nessuna. In Valle – continua – ne circolano poche, soprattutto acquistate da chi si muove in zona e fa pochi chilometri. D’altra parte, hanno ancora poca autonomia e non sono l’ideale per chi deve spostarsi molto e con destinazioni non programmate”.

Fausto Mich, dal suo Centro Servizi Auto a Piera di Tesero, sostiene che nel caso del gpl tra gli automobilisti è emersa negli ultimi tempi una sorta di freno psicologico: “C’è sempre la paura, peraltro immotivata, per il gas. Poi, anche se un impianto a gpl non costa molto, in questi tempi di crisi la gente inspiegabilmente stenta ad investire in un tipo di impianto del genere”.

Mich conferma la fase ancora sperimentale per le auto elettriche che frena le vendite e dall’ufficio commerciale aggiungono che a pesare sull’esigua quantità di automezzi elettrici o a gas in Val di Fiemme è anche la carenza di punti di caricamento delle batterie (si contano sulle dita di una mano), di distributori di gpl (pochi) e di metano (inesistenti).

Alla concessionaria Longo di Predazzo, Marco Longo conferma le valutazioni sul presente dei colleghi, le difficoltà di sistemi innovativi di fronte a quelli tradizionali e condivide anche le considerazioni per il futuro immediato. Un futuro che somiglia al presente, con benzina e diesel davanti e con l’elettrico per il momento accoppiato ad esse. Le alternative singole, per il momento, sono frenate dalla crisi e da psicosi (gpl), da problemi strutturali (metano) e da livelli di autonomia ancora bassi (elettrico). Questo è l’oggi e il domani. Dopodomani… si vedrà.

Michele Zadra

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