Ma quanto mi costi!

I ragazzi che quest’anno hanno scelto di giocare a pallacanestro nella nuova Val di Fiemme Basket Asd hanno speso 60 euro al mese per sette, otto mesi. A questi, hanno aggiunto, una tantum, i costi della visita sportiva e 100 euro di scarpe. Poco altro. Alcuni di quelli che hanno scelto di praticare l’attività agonistica in uno degli Ski Team locali sono arrivati a spendere anche 10.000 euro (e oltre) in un solo inverno. “Tra i ragazzi che fanno attività agonistica sugli sci va fatto un distinguo”, premette Giuseppe Gilli, ex vicepresidente della U.S. Monti Pallidi di Moena nonché responsabile del settore Sci Alpino. Noi lo abbiamo interpellato oggi in qualità di padre di un diciassettenne – “secondo anno della categoria aspiranti” – con qualche ambizione sugli sci. «Cominciamo necessariamente col dire che i ragazzi più grandi che appartengono alle categorie giovani e aspiranti sono soggetti a spese maggiori rispetto a cuccioli e allievi. Da cosa dipende? Semplicemente hanno costi superiori e soprattutto ci sono meno atleti tra cui dividerli. Si sa che i ragazzi del settore agonistico diminuiscono radicalmente, anno dopo anno: un allenatore della categoria giovani segue 5 ragazzi negli allenamenti quotidiani e in 30 gare all’anno. Un allenatore dei cuccioli ne segue 60 con un impegno inferiore». Dato che a 17 anni la consuetudine vuole che l’atleta non debba ancora scegliere una singola specialità, ecco che allora è tenuto ad impararle e praticarle tutte. E ad acquistare tutti i tipi di sci. «Cominciamo a sommare, quindi, due paia di sci da slalom speciale, due paia da gigante, uno da discesa libera e due da superG. In totale gli servono sette paia di sci a circa 800 euro l’uno. Per fortuna basta un solo paio di scarponi, anche se spesso a questi livelli è necessario portarli da un boot fitter per qualche costosa modifica. Quantifichiamo il tutto in circa 500/600 euro». A questi costi va aggiunta la quota dello skipass (lo stagionale del Dolomiti SuperSki scontato vale circa 300 euro). La tessera FIS, la tessera FISI (che vale anche come assicurazione) e le varie iscrizioni alle gare contano per circa 500 euro. «Lo scorso anno, per trasferte e alberghi ci sono usciti 1700 euro. In più, personalmente devo anche aggiungere il costo della scuola perché, amando lo sci, ha scelto di frequentare lo Ski College di Falcade: è una scuola sportiva basata sul concetto di impegno totale che gli permette di studiare normalmente e di praticare il suo sport tutti i giorni, approfondendo i fondamentali con degli allenatori professionisti. Questo costa circa 4000 euro all’anno di retta, 700 per le uscite sul ghiacciaio fuori stagione e circa 1000 per due uscite durante l’anno scolastico». Tirando le somme, la stagione sportiva per un ragazzo che scia arriva a costare oltre 10.000 euro – che diventano 15.000 per chi frequenta lo Ski College. Una cifra considerevole a cui si devono aggiungere i banalissimi costi dell’abbigliamento e degli accessori, dai caschi (più di uno) alle maschere, agli occhiali da sole. «Concordo con queste cifre», aggiunge Roberto Brigadoi, storico Presidente dell’Unione Sportiva Dolomitica di Predazzo. «Questa è la ragione per cui lo sport dello sci alpino sta lentamente morendo. A livello professionistico avremo team privati finanziati dagli sponsor e a livello giovanile gareggeranno solo i più ricchi che possono permetterselo».

N.B. L’articolo completo lo potete leggere sull’ultimo numero dell’Avisio

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