Manine verdi, si torna alla terra

“Ricordiamoci di sporcarci le mani”. Lo suggerisce Loredana Cavada, vicepresidente di Terre Altre, la cooperativa sociale agricola nata nel 2013 da un gruppo di dieci soci fondatori per dare opportunità di lavoro nel campo dell’agricoltura alle persone svantaggiate e per recuperare biodiversità e varietà antiche ed autoctone. Da allora Terre Altre ha saputo coinvolgere i valligiani in molte attività, fra cui escursioni alla scoperta delle specie spontanee commestibili, corsi di agricoltura biologica e serate sull’alimentazione consapevole.

Dall’estate scorsa Terre Altre organizza “Manine verdi”, ogni mattina, dal lunedì al venerdì (8-12.30). Sono laboratori dedicati ai più piccoli basati sul gioco libero e il contatto con la natura.

Per i bambini si organizzano percorsi esperenziali tra i fiori e le erbe, laboratori creativi con materiali naturali e di riciclo e persino la cura di un piccolo orto. Molto tempo è destinato al gioco libero in mezzo alla natura, come si faceva un tempo.

Oggi il contatto con la natura, e soprattutto con la terra, è stato dimenticato. Così come i giochi fantasiosi che i bimbi organizzavano in autonomia nei cortili, nei prati e nei boschi. Terre Altre offre un luogo sicuro dove liberare la fantasia e inventare piccole avventure.

“Se i bambini giocano all’aperto con i loro coetanei – spiegano gli organizzatori – imparano a prendere decisioni e risolvere problemi, a sviluppare la creatività, ad appassionarsi e scoprire interessi, ad essere responsabili e indipendenti. Ma soprattutto, il gioco all’aperto è fonte di felicità, soddisfazione e benessere”.

La scorsa estate è stato tale l’entusiasmo dei bimbi da indurre i genitori di domandare la prosecuzione delle attività a settembre e ottobre. Così è stato fatto. I laboratori di Manine Verdi non hanno chiuso i battenti.

Giocando, i bambini hanno assistito a fioriture, fruttificazioni e raccolte di semi, frutti e ortaggi, imparando a dare un nuovo valore a ciò che trovano sulla tavola ogni giorno.

 

IL RECUPERO

DELLE TRADIZIONI AGRICOLE

Terre Altre coltiva un ettaro e mezzo di terreno a Masi di Cavalese nel vivaio Lagorai, tre campi nel comune di Tesero, uno in alta quota a Pampeago e un frutteto storico a Cavalese. “Ancora prima che la cooperativa aprisse eravamo interessati a mantenere vive le origini del territorio – spiega Loredana -. Intervistando molti anziani dei paesi siamo riusciti a recuperare alcuni semi di piante ormai scomparse”. Alcune tra le specie che hanno salvato sono il grano autoctono della Val di Fiemme, l’orzo Capriana, il farro dell’Alto Adige e la segale di Anterivo. Sono state create delle coltivazioni a scopo didattico anche per quanto riguarda le piante tessili che una volta venivano usate in Valle come il lino e la canapa. Inoltre, è stato fatto un grosso lavoro di recupero di antiche coltivazioni di alberi da frutto.

Terre Altre lavora a favore della biodiversità e della tradizione locale. È una cooperativa di tipo misto, ovvero divisa in due rami: un settore propone attività didattiche e di socializzazione al lavoro per adulti, anziani e bambini, l’altro è rivolto all’inserimento lavorativo di persone a bassa contrattualità.

Arianna Nones

 

 

 

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