Ricomincio da Lavazé

Le fiamme, il 26 maggio 2015, gli avevano portato via l’anima. Ma dopo l’incendio della sua Baita Monzoni, in Val San Nicolò, Nereo Defrancesco, conosciuto da tutti affettuosamente come “Nello”, si è rimboccato le maniche ed è risorto, con la sua famiglia, ideando, sulle macerie del vecchio rifugio, una struttura estiva on plein air, o come la chiamava lui, una “baita cabriolet”. I suoi amici di Fassa gli ripetevano in coro “Non mollare Nello”, regalando posate, ombrelloni, pentole e piatti per il suo “rifugio all’aria aperta”; una sorta di accampamento delimitato da fascine e botti di legno. La Baita Monzoni era un rifugio speciale, da sempre un punto di riferimento per tutta la Val di Fassa e per migliaia di turisti che, da tutta Italia e dall’estero, ogni anno, tornavano da Nello, per la sua ospitalità e per la tipicità della struttura, costruita 64 anni fa con travi recuperate dal fronte sul Passo delle Selle. Un luogo magico, fuori dal tempo, dove si gustavano le delizie che lui sapeva cucinare da 34 anni. Lo scorso dicembre Nello si è trasferito in Val di Fiemme, al Passo Lavazé, per gestire con la moglie la storica Malga Daiano. È lì che potete trovarlo. Sempre intorno alla quota 1800, sempre davanti alle Dolomiti.

Cosa ne sarà della Baita Monzoni?

“La baita verrà ricostruita e si chiamerà Malga Monzoni – racconta Nello entusiasta -, anche se per ora si aspettano i fondi”. La nuova struttura sarà composta da due baite vicine; una più piccola per gli appartamenti dei gestori e una completa di bar, ristorante e taverna per ospitare clienti ed escursionisti. “Si rifarà tutto: 34 anni non si possono dimenticare. La Val di Fassa avrà di nuovo la sua ‘baracca’ a quota 1780”, annuncia contento. Molti affezionati non si risparmiano viaggi fuori porta per andare a trovarlo, come un gruppo di turisti di Padova e Milano, approdati a Malga Daiano, a quota 1808, proprio per incontrarlo dopo un anno di assenza. “Conosciamo Nello da 23 anni, da quando veniamo in vacanza in Val di Fassa”, confidano.

Quale sarà il prossimo futuro per Nello?

“Gestirò questa Malga a Lavazé per almeno sei anni, tempo materiale in cui ricostruiranno la Baita Monzoni. Qui potrò ritrovare un mio equilibrio, perché si sta bene, il panorama è fantastico e l’aria che si respira è tutta salute. Inoltre, molti turisti vengono a trovarmi, con mio stupore. Arrivano anche tanti amici fassani che non si son dimenticati del vecio Nello”. Ironico, simpatico fino alla risata e sempre pieno di entusiasmo, Nereo ha trovato anche in Val di Fiemme la sua dimensione. Un vero esempio di adattamento e massima disponibilità al cambiamento.

Federica Giobbe

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