Nemo propheta in patria

Il Premio Ubu è l’equivalente teatrale del David di Donatello per il cinema e del Festival di Sanremo per la musica, e a vincerlo come miglior attrice è stata, nel 2012 Daria Deflorian, fiemmese di nascita, romana d’adozione. Nel 2013, poi, all’attrice/autrice teserana è stato assegnato il Premio Hystrio come miglior attrice dell’anno e quest’anno ha bissato il premio Ubu per il miglior testo italiano o ricerca drammaturgica con lo spettacolo “Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni” scritto e interpretato insieme ad Antonio Tagliarini. Il teatro come rileva anche l’articolo nelle pagine precedenti, non esercita un grande richiamo. Così, quando a una nostra conterranea viene assegnato il riconoscimento più importante del teatro italiano, la notizia passa quasi inosservata. Tutto ciò che è teatro è vita per Daria il cui amore per lo spettacolo è nato molto presto ereditando da suo padre, attore della filodrammatica di Tesero la passione per il palcoscenico e da sua madre l’interesse per la lettura, i romanzi, le poesie. Una passione che continua a vederla impegnata in diversi ruoli: a giugno sarà a Parigi, attrice in una versione bilingue di un testo di Pirandello; andrà in Svizzera, a Parigi e a Madrid con il testo vincitore del Premio Ubu, mentre sono sempre di più i giovani che studiano recitazione con lei a Roma e a Milano. Nessun invito dalla Val di Fiemme? «Per ora no – risponde -, ma l’emozione di essere in stagione al Teatro Zandonai di Rovereto è stata grande.

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