“ Non è finita”

“Non parleranno i politici” ha premesso Alessandro Arici dell’associazione Parto per Fiemme. Manifestiamoci ha radunato una folla gremita davanti all’Ospedale di Cavalese questa sera alle 18.00. Duemila cittadini delle valli di Fiemme, Fassa e Cembra hanno manifestato contro la chiusura del Punto Nascita e di altri servizi essenziali dell’ospedale. Gli organizzatori si sono infastiditi per la distribuzione di volantini della Lega Nord, ritenendo questo gesto un’ingerenza inopportuna. “I politici provinciali che ci hanno aiutato e sostenuto sono il consigliere Piero Degodenz, con un tenace lavoro quotidiano, e l’assessore Mauro Gilmozzi” ha sottolineato l’organizzatore che ha annunciato un incontro pubblico con l’assessore Zeni il 19 marzo al PalaFiemme di Cavalese e una manifestazione a Trento il 26 marzo. Quindi si sono susseguite le testimonianze di mamme che hanno raccontato la loro esperienza negativa all’ospedale di Trento e la situazione di grave disagio che hanno vissuto. I cittadini hanno gridato più volte “vergogna” dopo l’intervento di Arturo Giustardi, primario dell’Ospedale Lourdes di Napoli e stimato formatore a livello nazionale. La sua testimonianza ha di fatto dimostrato la negligenza dell’azienda sanitaria trentina che non lo ha neppure chiamato nonostante la sua dichiarata disponibilità a prendere servizio come pediatra all’ospedale di Cavalese.

Un applauso di cinque minuti è stato dedicato dalla folla a tutto il personale del Punto Nascite di Cavalese che sta vivendo il trauma di questa chiusura. 

Parto per Fiemme ha invitato la popolazione a non arrendersi e a non credere che tutto sia stato deciso, perché i giochi sono ancora aperti e le istituzioni dovranno fare i conti con la determinazione di queste valli montane che vogliono difendere servizi essenziali per la salute. 

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