Novant’anni e non sentirli

Il nuovissimo Showroom de La Sportiva, parla da solo e ci racconta cosa sia oggi l’azienda di Ziano di Fiemme. Questo spazio multiuso presenta, (attraverso sei grandi vetrine, situate ai lati della sala), l’ormai variegata produzione dell’azienda, il tutto correlato da sistemi tecnologici avanzati.  E’ stato realizzato attraverso  scelte architettoniche e di design che preservano la struttura originaria dello stabile, ma che guardano al futuro.

Qui Incontriamo Giulia e il padre Lorenzo Delladio, un luogo perfetto  per rappresentare i novant’anni di vita, che La Sportiva sta per compiere.

“ Quando presentiamo la nostra produzione o viviamo momenti conviviali”, ci racconta Lorenzo, “ mi piace iniziare ogni incontro informando gli ospiti che tutto ciò che abbiamo intorno a noi è Made in Fiemme: i pavimenti, in legno pregiato, la musica che viene diffusa attraverso strumenti di alta fedeltà prodotti in Valle e l’apprezzatissima spaghettata con la pasta Felicetti che è il degno coronamento di ogni incontro. Sono orgoglioso della mia valle e cerco, per quanto è possibile, di valorizzare le tante eccellenze che caratterizzano la nostra terra”.

Giulia ascolta del parole di suo padre con cenni di approvazione. Anche lei è ormai parte attiva nello sviluppo del progetto La Sportiva. Si occupa di Marketing strategico e dei negozi monomarca dell’azienda di famiglia.

Cosa significa fare marketing strategico per una azienda di calzature e outdoor che esporta in 74 paesi del mondo?

Si tratta di dare personalità e riconoscibilità ad ogni nostro prodotto tenendo conto che ogni Paese ha tradizioni e gusti differenti. Bisogno conoscere profondamente le caratteristiche dei luoghi dove andiamo ad esportare per riuscire ad incontrare al meglio le tendenze di ogni nazione. Materiali, colori e design devono essere congrui per ogni Stato. Il tutto senza snaturare una idea universale del marchio La Sportiva che ha nel giallo e nero i colori tradizionali. Il nord europa, per esempio, gradisce cromatismi più sobri, altri mercati hanno maggiore dimestichezza con alcuni materiali rispetto ad altri. Per queste ragioni abbiamo un gruppo di ricerca e sviluppo particolarmente qualificato e agguerrito.

Quale è la filosofia dei negozi monomarca?

Abbiamo aperto nei luoghi dove l’alpinismo è leader, dove si concentra il maggiore interesse degli appassionati di questa disciplina. Arco è un luogo simbolo dell’arrampicata mondiale, analoga scelta è avvenuta in Spagna. Da poco siamo a Finale Ligure oltre, naturalmente a Ziano di Fiemme ed a Cavalese negozi che hanno anche una valenza di testimonianza e di amore per la nostra Valle.

Siete ben presenti anche in rete con un fornitissimo e-commerce.

Si, anche se non è il luogo dove acquistare prodotti La Sportiva risparmiando. In rete vi è la possibilità di trovare tutta la nostra produzione, sia nelle taglie che nei colori preferiti. Se c’è bisogno di una scarpetta numero 48 nel nostro sito di e-commerce la si trova sicuramente.

Lorenzo Delladio, amministratore delegato de La Sportiva, ha la necessità di avere sempre una visione di insieme che tenga conto costantemente degli obiettivi e delle sfide del futuro.

“ Entro l’estate inizieremo la produzione nel nuovo stabilimento di Ziano. L’intento è quello di raddoppiare la produzione. I numeri sono : uno stabilimento di 4.000 mq su di un terreno di 5100 metri ed un parcheggio nel seminterrato di 80 posti macchina poiché gli spazi di sosta delle vetture dei nostri collaboratori sono oggi piuttosto scarse. Inoltre partiamo da 322 addetti che però stanno crescendo di una unità ogni settimana”.

Vi sono difficoltà a reperire addetti qualificati nella nostra valle e nei dintorni?

Questo è veramente un punto dolente. Sul sito della Sportiva vi è una rubrica che si chiama “ lavora con noi”. Lì indichiamo le figure che ci servono via, via che l’azienda cresce. Il rapporto costante con la scuola è quello che potrebbe essere, in prospettiva, la soluzione, ovvero una sinergia utilissima per i ragazzi in cerca di occupazione anche qualificata e le esigenze delle aziende della Valle che stanno vivendo, grazie all’esportazione, un momento particolarmente positivo.

Ci viene raccontato che Lei, oltre che seguire l’azienda nel suo complesso è anche particolarmente attento ad ogni nuovo prodotto che esce con il marchio La Sportiva.

E vero. Ogni prototipo che viene testato prima della produzione viene provato da me. Se non mi convince, non lo produciamo.

Eccoci al traguardo dei novant’anni. Emozionato?

Direi di si. Penso a tutti coloro che ci hanno permesso di arrivare ai traguardi di oggi con riconoscenza. Penso anche al futuro. a Giulia e a mio figlio Francesco che sta terminando l’università e che contestualmente sta coordinando il libro che racconterà il traguardo raggiunto da La Sportiva e dalla valle di fiemme. E’ anche per tutti loro e per la nostra comunità che festeggeremo “ alla grande” tra maggio, a Trento e settembre, in Fiemme.

La vicenda del progetto Rolle Le ha lasciato l’amaro in bocca?

Avrei potuto rilanciare per acquistare gli impianti e proseguire quel “sogno”, ma avrei dovuto mettermi in contrapposizione con coloro che volevano un altro futuro per Rolle. Non sarebbe stato un buon inizio. Senza condivisione di obiettivi non si ottengono grandi risultati.

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