Una nursey così morbida

Ogni anno, la transumanza di pecore provenienti dalla Valsugana, supera il Passo Fedaia per approdare nella bassa Val di Fassa, quindi si sposta in Veneto. Il viaggio incessante, nel periodo di fine ottobre e inizio novembre, si concede una pausa, grazie a un evento eccezionale quanto affascinante: la nascita di più di 300 agnelli nel giro di pochi giorni.

L’evento, puntualmente atteso dagli abitanti della valle, avviene in un angolo di paradiso, scelto dai pastori per la sua tranquillità ed estensione territoriale. Parliamo di Larzonei (Larcionè in fassano), un piccolo borgo della Val di Fassa sotto il comune di Vigo (oggi ormai divenuto “San Jean” di Fassa), che non a caso è stato eletto quest’anno insieme ad altre 6 frazioni del comune, uno tra i borghi più belli d’Italia.

Questo luogo incantato, dove il tempo sembra essersi fermato, ospita, come una grande nursery, le mamme e i loro piccoli. Non sarà quindi inconsueto ascoltare i belati e i richiami dei piccoli agnellini appena nati e vedere le mamme allattare e ad accudire la prole. La pecora è un animale che ama vivere in gruppo, e questa caratteristica facilita enormemente tutte le operazioni di spostamento del gregge.

Non esiste un capo gruppo, per questo i cani da pastore sono le vere guide di questi animali. Gli ovini hanno una gestazione di 150 giorni e la loro riproduzione è stagionale, con un’attività sessuale massima alla fine dell’estate e in autunno, in concomitanza della diminuzione della durata del giorno, e minima in primavera e inverno. Oggi, con le tecniche di fecondazione mirata, si può programmare quante pecore possono restare incinte.

Nel caso del gregge in transito in Fassa, gli arieti non selezionati per la procreazione stagionale vengono dotati di uno speciale grembiule, che non permette loro la fecondazione della femmina, così che si possa avere una stima precisa e mirata delle nascite autunnali. Trascorsi i cinque mesi di gestazione, avviene il parto. La pecora inizia a belare e muoversi di continuo. Dopo l’apparizione del sacco amniotico, nasce l’agnello già con il cordone ombelicale spezzato, perché madre natura pensa sempre a tutto.

Appena nato cerca la madre, che inizia a leccarlo, e dopo pochi minuti è in grado di stare in piedi da solo. Barcollando, si dirige verso i capezzoli della madre per nutrirsi di colostro, sostanza essenziale per la reazione immunitaria, in quanto l’agnellino nasce senza anticorpi e l’assenza di assunzione di colostro nei primi minuti di vita, può determinare la cagionevolezza dell’animale e la sua successiva mortalità.

La Nursery di Larzonei” brulica di piccoli nati e offre speranza anche per i più deboli, i quali vengono tenuti al caldo di notte nel camper dei pastori, con coperte di lana create apposta per loro.

Federica Giobbe

 

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